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 - 0: Il percorso fino alle elezioni di Aprile 2008 (ag.to.)
Martedì, 5 Febbraio : 200813:50
» Crisi del Governo:Gli sviluppi dal 22 Gen. 08 - agg.to cont. »
ELEZIONI IL 13 E 14 APRILE PRODI: "NON MI CANDIDO"
ROMA - "Il voto delle politiche si terrà il 13 e il 14 aprile. Sull'election day decideremo tra questa e la prossima settimana", afferma il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi.
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano esprime "il suo rammarico" per essere costretto a sciogliere oggi le Camere. Una "scelta obbligata". Proprio quando si era giunti ad un passo dall'accordo tra le forze politiche sulle riforme da fare, è stato costretto invece a considerare definitivamente chiusa l'esperienza del governo Prodi. "E di qui oggi - spiega il capo dello Stato - il mio rammarico per dover chiamare nuovamente gli elettori alle urne, senza che quella riforma sia stata approvata". Le elezioni "così fortemente anticipate", ha aggiunto, costituiscono "un'anomalia rispetto al normale succedersi delle legislature parlamentari, non senza conseguenze sulla governabilità del paese".
"Ho sempre e solo avuto di mira l'interesse comune ad una maggiore linearità, stabilità ed efficienza del sistema politico istituzionale. Il dialogo su questi temi, ora interrottisi, resta un'esigenza ineludibile per il futuro del paese. Mi auguro perciò - continua Napolitano - che la prossima campagna elettorale si svolga in un clima rispondente a quell'esigenza, da molti ribadita anche in questi giorni". "E' il momento - conclude il presidente della Repubblica - per tutte le forze politiche di dar prova del senso di responsabilità richiesto dalle complesse prove cui l'Italia è chiamata a far fronte".
"Ho deciso di non ricandidarmi per consentire quel necessario cambio generazionale. Qualcuno - ha aggiunto il premier uscente - doveva dare l'esempio". Il premier ha spiegato che "verranno comunque tenute in considerazione tutte le realtà locali nelle quali non sarà possibile accorpare in un'unica data il giorno delle elezioni, come ad esempio, le elezioni dell'assemblea siciliana che ha regole diverse dalle altre regioni". Ma per quanto riguarda l'accorpamento, Prodi si dichiara assai favorevole: "Farò ogni sforzo per minimizzare i costi e l'incomodo per i cittadini. Più votazioni saranno raggruppate e meglio sarà per gli stessi cittadini".
VELTRONI, MI DIMETTO DOPO IL SI' AL PIANO REGOLATORE
In vista delle elezioni, il leader del Pd Walter Veltroni conferma la decisione di dimettersi da sindaco di Roma. "Però - aggiunge - spero di poterlo fare subito dopo l'approvazione del Piano regolatore".
Il discorso integrale di Napolitano
"La decisione di sciogliere le Camere, sentiti i loro presidenti - dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nello studio Alla Vetrata del Quirinale, dopo aver firmato il decreto di scioglimento della XV legislatura - è divenuta obbligata visto l'esito negativo degli sforzi che ho diversamente compiuto nella convinzione che elezioni così fortemente anticipate costituiscano un'anomalia rispetto al normale succedersi delle legislature parlamentari, non senza conseguenze sulla governabilità del paese".
"La decisione cui sono giunto, avendola ponderata al di fuori di qualsiasi condizionamento - aggiunge il capo dello Stato - è in effetti scaturita dal succedersi di avvenimenti ben noti a tutti. Dapprima il venir meno della fiducia al Governo con il voto del 23 gennaio scorso in Senato, e poi l'accertata impossibilità di dar vita a una maggioranza che concordasse in particolare sull'approvazione in tempi brevi di una riforma della legge elettorale". "L'incarico che avevo conferito in tal senso al presidente Marini - afferma Napolitano - non è stato purtroppo coronato da successo, come egli stesso mi ha puntualmente riferito a conclusione di molteplici incontri condotti con un impegno e uno scrupolo, riconosciutigli da ogni parte, per i quali desidero pubblicamente ringraziarlo".
"Già nel febbraio dello scorso anno, rinviando in Parlamento il governo dimissionario - ricorda il presidente della Repubblica - avevo ricavato dalle consultazioni da me svolte, la 'necessita' prioritaria di una modificazione del sistema elettorale vigenté. Ma, nelle discussioni che su tale materia sono da allora seguite, anche e soprattutto in sede parlamentare, hanno a lungo negativamente pesato incertezze e divisioni tra le forze politiche". "Si era tuttavia giunti nelle ultime settimane, sulla soglia di una possibile conclusione: di qui il mio auspicio ed appello, dopo le dimissioni del governo Prodi, perché si finisse quella riforma come primo passo verso una più complessiva revisione delle regole, della competizione politica e del funzionamento delle istituzioni e di qui oggi - spiega Napolitano - il mio rammarico per dover chiamare nuovamente gli elettori alle urne, senza che quella riforma sia stata approvata".
"Ho sempre e solo avuto di mira l'interesse comune ad una maggiore linearità, stabilità ed efficienza del sistema politico istituzionale. Il dialogo su questi temi, ora interrottosi, resta un'esigenza ineludibile per il futuro del paese. Mi auguro perciò - conclude il capo dello Stato - che la prossima campagna elettorale si svolga in un clima rispondente a quell'esigenza, da molti ribadita anche in questi giorni. E' il momento, per tutte le forze politiche, di dar prova del senso di responsabilità richiesto dalle complesse prove cui l'Italia è chiamata a far fronte"
Ultima modifica di Redazione il 13 Apr 2008 13:33, modificato 5 volte in totale
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 Re: Crisi del Governo:Gli sviluppi dal 22 Gen. 08 - agg.to c
Giovedì, 7 Febbraio : 2008
La Stampa ha scritto:
Il Pd correrà da solo anche al Senato, Veltroni rilancia: "Possiamo vincere"
«La Cdl alle urne con 18 partiti ma il paese vuole una stagione nuova».
Ma la Cosa rossa chiede un incontro: non possiamo fare regali a Berlusconi
Il segretario del Pd Walter Veltroni con il vice Dario Franceschini
ROMA - Walter Veltroni è convinto: «Certo che ce la possiamo fare» a vincere le elezioni, anche con il Partito democratico che corre da solo. «Ne sono convinto - dice a Matrix - non solo per i sondaggi che dicono questo, ma per lo stato d’animo dei cittadini».
«Da soli anche al Senato»
Il segretario del Pd suona la carica in vista della campagna elettorale: «C’è una grande voglia di nuovo, è finita la stagione di un certo bipolarismo, delle contrapposizioni, della dittatura delle minoranze». E Veltroni spiega anche che il Partito democratico si presenterà da solo in entrambi i rami del Parlamento. Decisione che suscita polemiche a sinistra, da dove parte la richiesta dei leader della "Cosa rossa" di un incontro con il sindaco di Roma per verificare se ci siano margini per un ripensamento.
Prodi: «Non mi candiderò»
Il presidente del Consiglio Romano Prodi spera in una campagna elettorale «rasserenata e pacata nei toni», spiegando che «resterà in carica fino all’insediamento di un nuovo governo, anche se limitatamente all’ordinaria amministrazione». «Non mi candiderò alle prossime elezioni - fa anche saper Prodi - . Ho fatto questa scelta per contribuire a rasserenare il climà. Ho, quindi, posto dei limiti automatici anche se non costituzionalmente previsti alla mia presenza in campagna elettorale, ma la mia adesione al Pd è piena e coerente». In ogni caso «io sono garante del Pd ma la responsabilità della gestione del partito è sulle spalle soprattutto di Veltroni».
Veltroni suona la carica
Una puntualizzazione che fa riferimento soprattutto alle scelte riguardanti le alleanze, questione sulla quale il sindaco del Pd mette subito un punto fermo, confermando che il partito andrà solo alle prossime elezioni sia alla Camera che al Senato. Una linea «su cui tutto il gruppo dirigente del Pd è d’accordò. Noi abbiamo fatto una scelta coraggiosa e saremo molto lineari. Non credo abbia senso fare qualcosa di pasticciato. Gli italiani hanno bisogno di chiarezza. Questo è un Paese in cui la politica non rischia mai, è arrivato il momento di rischiare e questa è la nostra scelta». Veltroni ribadisce, inoltre, che saranno possibili «accordi programmatici con chi sta nel campo riformista, ma non con la sinistra radicale».
Bertinotti: rispetto per la scelta del Pd
«Io capisco le istanze di unità, che hanno sempre animato la sinistra, ma bisogna guardare al futuro e di fronte alla scelta del Pd, che rispetto, serve essenzialmente una sfida per il futuro su chi è in grado di indicare la via d’uscita più efficace per il Paese», è la replica di Fausto Bertinotti. «E io credo che anche in campagna elettorale la costituzione per la sinistra di un soggetto unitario è la via maestra anche per un importante risultato elettorale». «Apprezzo ciò che ha detto Fausto Bertinotti che ancora una volta dà prova del suo senso di responsabilità», il commento di Veltroni.
Ma Walter scuote la "Cosa rossa"
Ma la Sinistra-Arcobaleno non sembra disposta a rassegnarsi alla scelta del leader Pd. Così Oliviero Diliberto, Franco Giordano, Fabio Mussi e Alfonso Pecoraro Scanio prendono carta e penna e scrivono al leader del Pd, chiedendo un incontro urgente «per verificare esattamente possibili convergenze ed eventuali distanze di posizioni politiche e punti di programma» perchè «pensiamo che ora non si debba facilitare il compito della destra, consegnare a cuor leggero e su un piatto d’argento la vittoria a Berlusconi». E l’incontro potrebbe tenersi venerdì prossimo.
«Non censegnamo il Paese a Berlusconi»
«Abbiamo definito, tutti insieme, di chiedere al Pd un incontro -spiega Giordano- per verificare la possibilità di un accordo politico-programmatico. Se non ci fosse un accordo vorremmo verificare la possibilità di un accordo tecnico al Senato per arginare il debordante vantaggio delle destre di Berlusconi che annoverano i Casini, i novelli Mastella e Dini, con Storace e i nazi-fascisti, passando per Berlusconi e Fini. Non vorremmo, a cuor leggero, consegnare il Paese a questa inquietante compagnia. Ma se Veltroni continua a perseguire la scelta di andare da solo, noi non possiamo intimidirci o spaventarci, dobbiamo essere pronti e lo saremo.
Il Centrodestra e il rischio dell'accozzaglia di partiti
Se nel centrosinistra dunque fa discutere la scelta del Pd di correre da solo, anche nel centrodestra la situazione sulle allenze resta fluida. In particolare si cerca di capire se e quali partiti unire ai "soci fondatori" della Cdl, come coinvolgere le forze minori, senza dare l’impressione di un’alleanza troppo numerosa ed eterogenea. Nell’agenda di Silvio Berlusconi una serie di incontri con i leader degli altri partiti della possibile coalizione, ma per ora non sono previsti colloqui con Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini che in un primo momento sembrava dovessero svolgersi nel pomeriggio.
Dini, Rotondi e Storace
«Nel centrodestra -tranquilizza il segretario della Dc per le Autonomie Gianfranco Rotondi- non c’è traccia del nervosismo dei piccoli partiti di cui si legge sui giornali di oggi. Ho sentito tutti i leader dei partiti piccoli e grandi della coalizione e non siamo mai stati così uniti e sereni». «Il nostro partito -chiede il segretario de "La Destra" Francesco Storace- vuole combattere al fianco della Cdl per scacciare via dal governo le forze di sinistra. Le nostre condizioni sono quelle di avere un governo alternativo alla sinistra». «Vedremo quali alleanze dovremo fare vista la dimensione del partito dei liberaldemocratici che nasce sulle fondamenta di Rinnovamento italiano -sottolinea Lamberto Dini- Presenteremo le nostre liste autonome e poi cercheremo alleanze omogenee»
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 Re: Crisi del Governo:Gli sviluppi dal 22 Gen. 08 - agg.to c
Giovedì, 7 Febbraio : 2008 19:57
PRODI: PD CORRE SOLO, MONTEZEMOLO 'INTERESSATO'
Romano Prodi, al termine del vertice del Partito Democratico, conferma: sciolto il nodo alleanze, il Pd correra' da solo. "Stiamo lavorando per organizzare l'inizio della campagna elettorale. C'é un accordo generale e c'é voglia di vincere. Il 16, all'assemblea costituente, definiremo i dettagli". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Romano Prodi, lasciando la sede del partito democratico dopo il vertice di oggi.
"Sì, c'é l'accordo per tenere l'election Day e faremo il decreto". Così il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha risposto ai cronisti che gli domandavano se il prossimo consiglio dei ministri affronterà il tema dell'election day. Prodi ha risposto ai cronisti uscendo dalla riunione del vertice del Pd.
VELTRONI, ITALIA INCHIODATA CON POLITICA AUTOREFERENZIALE
ROMA - "La bellezza della società americana é che è una società mobile. L'Italia purtroppo è un Paese fermo, inchiodato da molti anni". E' la differenza che il leader del Pd Walter Veltroni individua tra gli Stati Uniti e l'Italia, partecipando alla presentazione del libro 'Cowboy democratici', di Maurizio Molinari. "La cultura americana - sostiene Veltroni - è intessuta di idealismo che da noi è considerato un gadget, e al tempo stesso di concretezza. Per noi invece la politica si agita in una terra di mezzo che sono le tattiche, l'autoreferenzialità, la politica che parla di sé stessa e perde l'aggancio con la società". Per il leader del Pd "c'é bisogno che a una mobilità sociale corrisponda una mobilità della politica, altrimenti le frizioni diventano scintille e poi incendio". E in una società mobile, evidenzia il segretario del Partito democratico, "gli attraversamenti di campo dell' opinione pubblica sono assolutamente fisiologici". Veltroni e il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, anch'egli alla presentazione del libro, si sono trovati in assoluta sintonia nell' apprezzare il dinamismo e la mobilità della società e della politica statunitense, così come entrambi erano concordi con un altro punto forte degli Stati Uniti: "Il senso di unità e appartenenza nazionale". Entrambi hanno poi concordato sul calibro dei candidati alla corsa alla Casa Bianca, anche se Veltroni non ha esitato a ribadire il suo tifo per Obama, "il candidato che ha più chance di vincere", mentre Montezemolo ha evidenziato i meriti del repubblicano McCain, capace di "essere totalmente slegato da Bush ma anche di prendere posizioni durissime contro la minaccia del terrorismo islamico".
MONTEZEMOLO, CI INTERESSA MOLTO PROGRAMMA PD
ROMA - "Abbiamo parlato del programma del Partito democratico, che a noi interessa molto". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, che oggi, in occasione della presentazione del libro 'Cowboy democratici' di Maurizio Molinari, si è appartato per qualche minuto con Veltroni. L'occasione si è presentata quando un allarme antincendio ha impedito l'inizio del dibattito. Montezemolo ha spiegato ai cronisti che Confindustria è interessata a capire i contenuti del programma, e che è in queste ore in contatto anche con il responsabile del partito, Morando. "Aspettiamo che si materializzino i programmi e poi ci sarà un confronto con tutti". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, rispondendo alla domanda dei cronisti se fosse in programma un incontro col segretario del Pd sul programma: "Ci vediamo con tutti" ha risposto Montezemolo.
FINI, SPERO IN COALIZIONE SEMPLIFICATA
ROMA - "Spero che la coalizione sia quanto di più semplificato possibile". Gianfranco Fini parla all'assemblea programmatica di An per il Lazio e, ai giornalisti che gli chiedono di rispondere sulle alleanze del centrodestra alle prossime elezioni, risponde: "Semplificare il centrodestra vuol dire semplificare. Come dar corso a questa semplificazione sarà oggetto del confronto con gli alleatì.
UDC: CASINI, SE ALLEATI DA SOLI CORREREMO SOLI ANCHE NOI
Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini non ha tentazioni maggioritarie e avverte gli alleati del centrodestra: se si andrà alle elezioni da soli, l'Udc è pronto a fare altrettanto. Casini, a margine della riunione del comitato regionale dell'Udc del Lazio, commenta così le voci che darebbero Silvio Berlusconi 'tentato' di correre solo come il leader del Pd Walter Veltroni. "Noi siamo del tutto indifferenti a queste tentazioni maggioritarie - dice Casini - se ciascuno andrà da solo andremo soli anche noi". Inoltre, "la scelta di Veltroni di correre da solo non è una scelta coraggiosa ma una scelta della disperazione". Quindi, secondo il leader dell'Udc, "il centrodestra andrà unito. L'importante è che abbia un programma e una squadra coesa. Un programma di pochi punti ma chiaro e vincolante per tutti per evitare discussioni successive".
FIORONI, CORRERE DA SOLI E' CARTA VINCENTE
ROMA - "Io credo che andare da soli sia una carta vincente". Lo ha detto il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni, uscendo dal vertice del Pd. Ai cronisti che gli domandavano un parere sulla richiesta di Di Pietro di un'alleanza elettorale, Fioroni ha replicato: "La carta vincente è andare da soli; certo, sulla base di un programma e con quanti sono in grado di condividerlo fino in fondo".
FOLLINI, SOLITUDINE E' REGOLA DA SEGUIRE SEMPRE
ROMA - La scelta del Pd della "solitudine" deve essere una regola da seguire sempre. Così Marco Follini, al termine del vertice del Pd, ha risposto ai cronisti che gli domandavano un parere sulla richiesta di Idv di un accordo elettorale. "Alla riunione - ha riferito Follini - c'é stato un inno corale alla solitudine, a cui io mi sono associato volentieri". Antonio Di Pietro, hanno chiesto i giornalisti, propone una alleanza in nome dell'omogeneità di programma tra Pd e Idv: "quella della solitudine - ha replicato Follini - è una buona regola, e una buona regola non ha eccezioni"
FI: INFONDATE VOCI SU NON CANDIDATURE PERA-BIONDI
ROMA - "Le indiscrezioni giornalistiche sulle prossime candidature di Forza Italia apparsesu alcuni quotidiani, riferite ad alcuni esponenti e dirigenti del nostro partito, tra cui i senatori Alfredo Biondi, presidente del Consiglio nazionale, Marcello Pera, già presidente del Senato, ed altri, sono totalmente infondate". E' quanto si legge in una nota dell'ufficio stampa di Forza Italia, che si riferisce a voci secondo le quali alcuni senatori non sarebbero ricandidati.
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 Re: Crisi del Governo:Gli sviluppi dal 22 Gen. 08 - agg.to c
Venerdì, 8 Febbraio : 2008
La Stampa ha scritto: VERSO LE ELEZIONI - LE MOSSE DELLA CDL
Le alleanze scuotono il centrodestra
Il Cavaliere: non andremo da soli.
Il leader di An: «Semplificazione».
Ma l'Udc attacca: "Niente fascisti".
Election-day, Forza Italia insorge
Il leader del centrodestra Silvio Berlusconi
ROMA - Mentre nei due poli inizia il confronto su alleanze e programmi, si apre il primo terreno di scontro della campagna elettorale. Si tratta dell’election day, ovvero lo svolgimento negli stessi due giorni (il 13 e 14 aprile) delle elezioni politiche e delle amministrative.
Insieme politiche e amministrative
Un’ipotesi che già ieri era stata giudicata positivamente dal premier Romano Prodi. «Faremo in modo di minimizzare i costi, cercando di mettere assieme nei limiti del possibile le elezioni locali e quelle di carattere nazionale», aveva detto il presidente del Consiglio, che oggi lasciando un vertice del Pd, ha espresso la posizione del partito: «C’è l’accordo per l’election day».
Forza Italia: è una forzatura
Pronta la replica di Forza Italia, che già nei giorni scorsi si era detta contraria a questa ipotesi, così come altri partiti di centrodestra. Schifani e Vito si appellano al capo dello Stato e sostenendo che «è la prima volta che un governo dimissionario, violando le regole della necessaria condivisione delle scelte tra maggioranza e opposizione sulla sovrapposizione di appuntamenti elettorali diversi, si arroga il diritto di decidere a propria discrezione, se non a proprio vantaggio».
Il nodo delle alleanze
Sul fronte alleanze la decisione del Partito democratico di correre da solo scombina i piani dell'alleanza nel centrodestra. L’idea di seguire l’esempio di Veltroni non sembra convincere Silvio Berlusconi. Tuttavia il centrodestra è preoccupato dal confronto fra il simbolo unico del centrosinistra e la lenzuolata di partiti e partitini. Tanto da far emergere quella che finora appariva come una ipotesi astratta: un’unica lista in cui far confluire sotto un solo simbolo Fi e An, alleata con la Lega, Udc e gli altri "cespugli" del centrodestra.
L'asse Fi-An
Pier Ferdinando Casini non sembra disponibile ad una super-lista che comprenda tutti. Lo chiarisce in serata il segretario del partito Lorenzo Cesa, che avverte: se An e Fi andranno da soli alle elezioni con un’unica lista, anche noi andremo per conto nostro. Berlusconi e Fini potrebbero offrire a Casini un’alleanza come quella ipotizzata per la Lega, ma non è detto che abbiano l’intenzione di farlo. I leader di Forza Italia e di An discuteranno più approfonditamente domani di questo inedito scenario. «Spero che la coalizione - ha già spiegato oggi Gianfranco Fini - sia quanto di più semplificato possibile. Sul come dar corso a questa semplificazione sarà oggetto del confronto con gli alleati», ma quel che è certo è che il centrodestra semplificherà la coalizione perchè «oggi uno schieramento largo, con più sigle e partiti, non corrisponde all’esigenza degli italiani».
Silvio e la tentazione della corsa in solitaria
Ecco perchè, prosegue Fini, «nelle prossime ore, con gli amici del centrodestra, dovremo in primo luogo risolvere questa questione perchè se Veltroni va da solo il centrodestra deve saper dare una risposta che vada dritto al cuore del problema». Quanto all’ipotesi di un Berlusconi «tentato» dalla corsa solitaria contro il Pd, l’ex ministro degli Esteri sembra non dargli credito: «Sapete che non commento mai i giornali. Parlerò con Berlusconi». Le voci di una possibile corsa in solitaria dell’ex premier dominano la giornata, nonostante Forza Italia si affretti a smentire. «Non intendiamo abboccare alla provocazione di Veltroni: il Pd è costretto ad adottare questa strategia dopo il fallimento del governo Prodi».
La posizione di Casini
Parole che non convincono Pier Ferdinando Casini. «Noi siamo del tutto indifferenti a queste tentazioni maggioritarie. Se ciascuno andrà da solo andremo soli anche noi», dice il leader centrista, sottolineando che «la scelta di Veltroni di correre da solo non è una scelta coraggiosa ma una scelta della disperazione». Il presidente del partito Buttiglione invoca un «no a liste di destra fascista». Lo stesso Berlusconi aveva ridimensionato l’argomento della corsa solitaria parlandone con i suoi più stretti collaboratori: «Io nella provocazione di Veltroni non ci casco: perchè mai dovrei fargli il favore di correre da solo quando tutti i sondaggi ci danno in netto vantaggio?». Anche perchè, è la tesi del Cavaliere, quella del sindaco di Roma «è una scelta obbligata imposta dalle divisioni interne alla sinistra». L’ex premier comunque non intende certo sacrificare la ritrovata unità del centrodestra sull’altare di una sfida che rischia per giunta di essere rischiosa.
I nanetti
Ciò non ha mai significato la rinuncia di Forza Italia a ridurre il numero di simboli e liste nella scheda. «Stiamo lavorando per semplificare la coalizione del centrodestra», aveva confermato Schifani. Ma come? Certamente Berlusconi non vuole una lenzuolata di sigle e simboli accanto al suo nome. L’intenzione, espressa anche in un faccia a faccia con Clemente Mastella, poteva essere quella di raggruppare i partiti per area: l’Udeur con il Movimento per le autonomie di Raffaele Lombardo (anch’egli oggi a colloquio col Cavaliere), la Dca di Gianfranco Rotondi. Altro scenario quello che Fi ha prospettato ad An con la proposta di unirsi in un’unica lista, in cui far confluire anche gli altri partitini, per poi farla federare con la Lega. E Fini? Fino ad oggi a via della Scrofa l’idea di far sparire il simbolo non era presa in considerazione. Ma nelle ultime ore non la si è più esclusa del tutto. Anzi, come riferiscono fonti di An, Fini la starebbe valutando e domani, nel faccia a faccia con Berlusconi, la discuterà direttamente con lui.
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 Re: Crisi del Governo:Gli sviluppi dal 22 Gen. 08 - agg.to c
Venerdì, 8 Febbraio : 2008 12:34
BERLUSCONI, ADDIO FI E AN, SOLO SIMBOLO PDL
ROMA - Silvio Berlusconi, in collegamento con 'Panorama del giorno', dice addio ai simboli di Fi e An e annuncia un accordo con Gianfranco Fini per dar vita ad una lista unica, federata con la Lega, che avrà il simbolo del Popolo della libertà. Il Cavaliere e' al momento a colloquio con lo stesso Fini a Palazzo Grazioli.
Berlusconi, nel corso della diretta telefonica, ha confermato le indiscrezioni di stampa su un'unica lista Fi-An. A Maurizio Belpietro, direttore di Panorama, che gli chiedeva se fosse vero che i due partiti si sarebbe uniti in una sola lista con un unico simbolo, il Cavaliere ha risposto: "Non soltanto Fi e An, ma tutti coloro che ci staranno". "Altro non è - ha proseguito Berlusconi - che un ulteriore passo avanti" in quel processo "che aveva trovato conferma pubblica a Piazza San Babila: un movimento grande e importante che unisse tutti i cittadini italiani, liberali e moderati, che non si riconoscono nella sinistra". Quanto al nome della nuova formazione unica, Berlusconi non ha dubbi: "I cittadini - ha detto - hanno scelto il nome optando per il 'Popolo della liberta'". L'ex premier ci tiene a sottolineare che non si tratta di una risposta alla corsa solitaria di Veltroni. "Nessuna contromossa", ha sostenuto, sottolineando poi che il leader del Pd "si doveva togliere dall'abbraccio mortale della sinistra". I simboli di Fi e An dunque non ci saranno? "Né il simbolo di Fi né quello di An", ha detto, annunciando che "entro oggi" ci sarà un "incontro con Fini e Bossi per definire i particolari".
"Dentro il Popolo delle libertà saranno accolti tutti, spero anche l'Udc e tutti i rappresentanti dei partiti più piccoli che vorranno unirsi a noi, mentre la Lega, che è un partito territoriale, si federerà al Pdl". Così Silvio Berlusconi, nel corso di 'Panorama del giorno' su Canale 5, precisa i contorni del progetto di una lista unica Fi-An. Il leader di Fi ha anche parlato di gruppi unici a Camera e Senato.
CASTELLI, BERLUSCONI ACCETTA POSIZIONI LEGA
MILANO - "Sostanzialmente Berlusconi accetta le posizioni della Lega, perché data la nostra peculiarità per noi non sarebbe stato possibile confluire e stemperarci in una lista unica": lo ha detto il presidente dei senatori leghisti, Roberto Castelli, intervistato da Radio Padania a proposito delle dichiarazioni fatte da Berlusconi sul Pdl.
"Se gli altri partiti della Cdl - ha aggiunto Castelli - decidono di confluire in un unico simbolo mi sembra un fatto positivo, è anche una questione di semplificazione del quadro - ha aggiunto Castelli - La Lega, che ha la sua specificità si presenta federata e adesso occorre solo stabilire bene cosa vuol dire la parolina federata". "Ma la sostanza - ha spiegato l'esponente leghista - per noi é il programma in cui ci devono essere i punti che riguardano la questione settentrionale. Noi porremo dei punti precisissimi, perché i patti siano chiari e l'amicizia lunga". E all'intervistatore che gli ha chiesto se la questione delle tre Macroregioni che venne posta per la prima volta dal professor Gianfranco Miglio anni fa sia al centro del programma, Castelli ha replicato: "Questo è uno dei punti già noti e che sono stati elaborati nei mesi scorsi dal Parlamento del Nord che è stato l'organismo di spinta, elaborazione e sostegno della questione del Nord. Il nostro programma andrà concordato con gli alleati, naturalmente non ci aspettiamo che accettino tutto, ma certamente ci sono punti che per noi sono fondamentali e irrinunciabili". "In ogni caso - ha concluso Castelli tornando alla questione del Pdl - il quadro si sta chiarendo bene a vantaggio delle elezioni. La semplificazione proposta da Berlusconi dimostra che non c'é bisogno di una nuova legge elettorale per chiarire le cose e andare incontro a quel che chiede l'opinione pubblica".
SINISTRA: DILIBERTO, NESSUN ACCORDO CON PD, PARTE SFIDA
"Ora inizia la sfida elettorale tra due formazioni: il Pd da una parte e l'Unione delle sinistre dall'altra. Non ci sarà nessun accordo tecnico per il Senato". Dopo un'ora di incontro con il leader del Pd Walter Veltroni, il segretario dei comunisti Italiani Oliviero Diliberto certifica che le strade tra Pd e Sinistra radicale saranno separate. "Sarà una sfida leale - aggiunge Diliberto - perché il Pd insiste ad andare solo e io ribadisco che per me è una scelta sbagliata ma ci sarà un confronto leale sui programmi". Quanto alla possibilità che la corsa separati possa far perdere le elezioni, il leader del Pdci osserva: "Bisognerebbe spiegarlo ai capi del Pd". Nulla dovrebbe invece cambiare per quanto riguarda le alleanze locali: "Decideremo caso per caso - dice Diliberto - ma visto il sistema elettorale di comuni e regioni spero che l'alleanza continuerà.
MUSSI: CENTROSINISTRA CON DUE SOGGETTI
"La novità e che ci sarà un centrosinistra con due soggetti, il Pd e la Sinistra Arcobaleno. Data la scelta del Pd di correre da solo non ci sono state le condizioni per fare un accordo". Lo afferma il coordinatore di Sd Fabio Mussi, al termine dell'incontro tra la Sinistra Arcobaleno e Walter Veltroni. "Avevamo mandato una lettera - prosegue - dopo la dichiarazione di Orvieto di Veltroni. E' vero che non poteva esserci una alleanza come quella precedente visto che c'era una novità politica rappresentata dalla nascita del Pd, ora però un'altra ed è la Sinistra Arcobaleno". Il ministro dell'Università ribadisce dunque che "non ci saranno ne accordi tecnici o politici ora. Noi però - sottolinea ancora - per il futuro non rinunciamo alla prospettiva di un governo di centrosinistra senza ipotesi centriste o di larghe intese".
GIORDANO,ANDREMO CON UNICO SIMBOLO,SFIDA LEALE A PD
La Sinistra andrà con un unico simbolo e un'unica lista alle politiche dopo che stamattina l'incontro con il segretario del Pd Walter Veltroni ha sancito la fine di ogni possibile alleanza. "Martedì presenteremo il simbolo - spiega il leader di Rifondazione Franco Giordano - e la sfida tra noi e il Pd e a chi rappresenta meglio l'alternativa alle destre". "E' aperta la sfida - sostiene Giordano - e noi abbiamo un candidato premier di peso, Fausto Bertinotti. Da oggi è chiaro che nel paese c'é un centro, una destra e una sinistra". Quanto alla creazione di una lista Fi-An, Giordano evidenzia che "c'é una positiva semplificazione e questo impegna ancora di più noi tutti a costruire a sinistra un soggetto unitario"
PECORARO,SEPARATI DA PD, NOI MAI CON BERLUSCONI
ROMA - "Abbiamo lavorato fino in fondo per ricostruire le ragioni di una forte alternativa a Berlusconi e per non consentire la vittoria alle destre. Prendiamo atto della decisione del Pd e la Sinistra andrà con un unico simbolo che ha i caratteri della bandiera della pace". Così il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio riferisce l'esito dell'incontro, al loft, con il leader del Pd Walter Veltroni. "La Sinistra - afferma Pecoraro - dichiarerà chiaramente che non farà mai un governo con Berlusconi. Andremo oltre le vecchie ideologie per fare una grande sinistra riformatrice, ecologista e dei diritti"
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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 Re: Crisi del Governo:Gli sviluppi dal 22 Gen. 08 - agg.to c
Sabato, 9 Febbraio : 2008 13:10
CASINI: PRONTO AL DIALOGO,
VOGLIO UNIRE I MODERATI
ROMA - "Sono disponibile ad ogni dialogo purché avvenga nella chiarezza e nella serietà. L'importante é che gli italiani sappiano che io lavoro per unire e non per dividere i moderati". Lo ha detto Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, rispondendo a margine di un convegno a chi gli chiedeva se fosse possibile un compromesso relativo all'ingresso dell'Udc nel Pdl, sottolineando di non voler "polemizzare" con il leader di Fi e di essere pronto ad incontrarlo.
BERLUSCONI: IL SIMBOLO DELLA LEGA SOLO AL NORD
"Bossi ha annunciato che porterà il suo simbolo solo dove sono molto forti come nel Nord e lascerà spazio a noi dal Lazio in giù. Questi sono fatti importanti che testimoniano grande responsabilità". Lo ha detto Silvio Berlusconi parlando ai Circoli della Libertà.
D'ALEMA, TASSE DA ABBASSARE SUBITO - "Le tasse si dovrebbero abbassare sin da subito anche perché ci sono i soldi. Il Governo Prodi li aveva messi da parte per questo". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Massimo D'Alema a margine della videochat con il direttore dell'Unità Antonio Padellaro, riferendosi a quanto il governo aveva deciso sul fronte dei salari e delle tasse. "E' un lavoro che è stato interrotto", ha sottolineato D'Alema ricordando che "in Finanziaria il Governo ha approvato una norma che dice che l'extragettitto va utilizzato per ridurre le tasse. Questa è una cosa che andrebbe fatta da subito". "D'altra parte - ha puntualizzato il vicepremier - Veltroni l'ha proposta nei giorni scorsi".
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 Re: Crisi del Governo:Gli sviluppi dal 22 Gen. 08 - agg.to c
Sabato, 9 Febbraio : 2008
''Auguri al Partito democratico, finalmente una sinistra moderata''
Berlusconi: ''Voti fuori da Pdl e Pd inutili e dannosi''.
Casini: ''Sì al dialogo''
Il Cavaliere ai Circoli delle Libertà: ''Bossi è alleato leale, il simbolo della Lega si presenterà solo al Nord''. Apertura del segretario dell'Udc che ieri aveva detto no al partito unico imposto: ''Ma confronto sia chiaro''
Silvio Berlusconi (Infophoto)
Milano, 9 feb. (Adnkronos) - ''I voti al di fuori dei due grandi pilastri che sono il Pdl e il Pd, sono voti inutili, dannosi, pericolosi perché daranno ai piccoli partiti la forza di ostacolare il loro percorso, i loro progetti''. Silvio Berlusconi dal Teatro Nuovo di Milano per un incontro con i Circoli della libertà invita tutti i cittadini a esprimere il loro voto a favore di uno o l'altro raggruppamento politico all'interno del bipolarismo.
"Dar vita al Pdl è un obiettivo che inseguivo da diverso tempo - ricorda - ma che è tardato ad arrivare anche a causa dei dissensi all'interno della Cdl". Però ''ho saputo vincere lo sconforto e sono andato avanti ed ora eccoci qui. Il frazionamento in politica è un male e ai cittadini dobbiamo dimostrare buon senso nel non sprecare il loro voto con formazioni che non possono mantenere la guida del Paese''.
Quindi fa gli "auguri al Partito democratico. La sinistra moderata e riformista finalmente - sottolinea - è riuscita a capire qualche cosa. Speriamo che la decisione di andare da soli sia una decisione storica e non solo elettorale, destinata cioè a durare nel tempo e che dia al Paese un partito della sinistra veramente democratico ed europeo".
Il leader di Forza Italia ringrazia poi l'ex ministro della Giustizia: "Se non ci fosse stato Mastella Prodi sarebbe ancora al governo e la riconoscenza è uno dei valori che abbiamo anche in politica".
Il Cavaliere parla del suo incontro di ieri sera con Umberto Bossi tessendo le lodi del leader del Carroccio: "Ho fatto notte con la Lega e con Bossi e ho constatato la sua lealtà, il suo grande senso di responsabilità. Bossi mi ha annunciato che presenterà il suo simbolo solo laddove la Lega esiste con numeri alti, cioè nel Nord Italia e non nel Centro e nel Sud e questo - ha sottolineato il Cavaliere - è un atto di grande lealtà e di grande responsabilità".
Una stoccata indiretta all'Udc che però oggi apre a Berlusconi. "Sono disponibile a ogni dialogo purché avvenga nella chiarezza e nella serietà'', afferma Pier Ferdinando Casini . ''L'importante - insiste il leader dell'Udc - è che gli italiani sappiano che io lavoro per unire i moderati, non per dividere. Al termine di questa vicenda, ciascuno si dovrà assumere le proprie responsabilità. Sia ben chiaro che per me l'alleanza di centrodestra è la prima opzione che ho davanti".
Per il leader dell'Udc "oggi è il momento della responsabilità e non ho nessuna intenzione di alimentare polemiche che dividono i moderati. L'avversario - rimarca Casini - rimane Veltroni e magari Bertinotti". "Noi - insiste - non polemizziamo con Berlusconi, ma siamo impegnati a polemizzare con Veltroni e con un Pd che presenta un bilancio fallimentare di questa legislatura. Ci auguriamo che i moderati si presentino uniti e, se non sarà possibile, la scelta sarà comunque quella di rappresentare gli elettori moderati nelle urne. C'è bisogno di serietà, alla gente - avverte ancora Casini - non interessano le polemiche, ma un progetto per il futuro del Paese".
In attesa dunque di una riconciliazione definitiva col figliol prodigo che entra e esce da Casa della libertà, Silvio Berlusconi attacca frontalmente la Rosa bianca di Tabacci e Baccini, irreversibilmente fuggiti dal seno della Cdl. "Il signor Berlusconi a Milano prese 57 mila voti, Tabacci 700. In pratica l'ha votato solo la sua famiglia". "Siamo stanchi - aggiunge il Cavaliere - di questo baraccone televisivo messo continuamente in campo dalla solita compagnia di giro dove tutti parlano, parlano, parlano".
Il leader del centrodestra torna poi a evocare il momento del suo ingresso in politica giocando la carta 'mamma Rosa': "Quando a cena ad Arcore misi al corrente la mia famiglia di quanto avevo deciso ricevetti solo pareri contrari, compreso quello di mia madre. Tornando però a Milano, in viale Zara, mia madre chiese all'autista di essere riportata indietro. Ad Arcore mi raggiunse in camera e mi disse che, seppure contraria, non mi avrebbe riconosciuto come figlio se, sentendo io il coraggio di fare una cosa simile non l'avessi poi portata a termine".
Poi afferma: "Rispetto a 14 anni fa, quando preparammo la Carta dei Valori per la nostra discesa in campo, non c'è neppure una parola da cambiare dei valori e dei principi fondamentali della nostra azione politica".
In fine l'attacco al governo Prodi che ''ci lascia un'eredità pesantissima, l'eredità più pesante di Prodi è lo spettacolo osceno dei rifiuti in Campania. Spettacolo che - incalza - ci ha degradato a Paese del quarto mondo perché quelli del terzo mondo il problema dei rifiuti lo hanno già risolto".
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