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 Campania, l'emergenza rifiuti ... agg.to continuo
Il reportage sul "Venerdì" in edicola. Immondizia nelle strade da 14 anni a questa parte e la raccolta differenziata è ferma al 10% contro il 38% medio del Nord
Campania, l'emergenza rifiuti non passa,
anzi peggiora
dal nostro inviato RICCARDO STAGLIANO' (Repubblica)
Rifiuti nel napoletano
NAPOLI - Il vulcano Munnezza è tornato a tremare. Non ha mai smesso, in verità, ma è come se negli ultimi sei mesi tg e giornali avessero staccato la spina al sismografo. I media pretendono sviluppi e qui è sempre la stessa solfa, da 14 anni ormai. L'emergenza più lunga nella storia dell'umanità, quella dei rifiuti campani. Come un'indolente lingua di fuoco la lava del pattume ha già travolto cinque commissari straordinari e bruciato oltre 2 miliardi di euro (tra le voci più fantasiose 10 milioni per un call center con 34 dipendenti che riceveva 4 telefonate al giorno). Ma, come un Efesto magnanimo, il dio del pericolo cronico ha anche creato 2316 posti di lavoro nella raccolta differenziata.
Peccato che con quasi 4 volte gli addetti pro capite rispetto a Roma o Milano, a Napoli riescano a mettere nel sacco giusto per il riciclo solo il 10 per cento della spazzatura. Contro il 38 medio del Nord. E che la regione sia rimasta l'unica - assieme alla Sicilia - a non avere ancora un termovalorizzatore. "Trase munnezza e esci oro" sibilano i maliziosi. Perché così la Camorra può speculare sui terreni di stoccaggio, comprandoli a niente dai contadini e rivendendoli a prezzi decuplicati, e affittare prima i mezzi di rinforzo ai comuni quando annegano nella lordura e poi i camion che allungano il giro dal cassonetto alla discarica. Affare sporco, enorme affare.
Con i cumuli di rifiuti, oscurati da quest'estate quando furoreggiavano sulle prime pagine, più maleodoranti che mai. Come dimostrano le 100 mila tonnellate per le strade della regione nella settimana prima di Natale. Per il combinato disposto di uno sciopero di tre giorni degli autotrasportatori, il breve blocco di un impianto di smaltimento, qualche grado in meno e goccia in più del solito. Perché i problemi vecchi sono quasi intonsi e quelli nuovi figliano come bufale del Casertano.
L'iter dovrebbe essere più o meno questo. La differenziata va ai rispettivi riciclatori (alluminio, vetro, carta), il resto agli impianti Cdr (per combustibile da rifiuti). Questi, con filtri meccanici, separano la parte umida (cibo) da quella secca. E producono tre cose: il Fos, la "frazione organica stabilizzata" da usare come fertilizzante; il sovvallo, lo scarto degli scarti destinato alla discarica; le ecoballe, cubi incelofanati da oltre una tonnellata da mettere al rogo nei termovalorizzatori per ottenere energia.
Però non c'è una sola tessera di questo puzzle che vada al posto suo. "In tre anni il Comune ha spiegato in quattro modi diversi ai cittadini napoletani come fare la differenziata. E nessuno ci ha capito più nulla" sbotta Michele Buonomo, presidente della Legambiente regionale. Racconta che sarebbe possibile, di un paesino di nome Atena Lucana con un record svedese del 96 per cento. Ma a Napoli città non ha mai funzionato. Perché la gente vede i sacchetti per terra e si deprime: "Chi me lo fa fare?". Credendo che siano problemi diversi.
"E anche perché il contratto con cui la regione affidò la gestione alla Fibe, gruppo Impregilo, prevede che venga pagata per tonnellate trattate. Dovrebbe autoridursi la bolletta?" ironizza l'onorevole Paolo Russo, ex presidente della commissione parlamentare sui rifiuti. Già, la famigerata Impregilo. Il colosso che nel '94 ha vinto, in una gara che su tutto puntava meno che sull'eccellenza tecnologica, l'appalto per i rifiuti campani. E alla quale i magistrati hanno bloccato quest'estate beni per 750 milioni di euro, oltre all'interdizione per un anno dai rapporti con la pubblica amministrazione, per una strepitosa serie di inadempienze.
"A Lo Uttaro, nel casertano" schiuma Nunzia Lombardi, una fisica trentenne che organizza per i giornalisti tournée tra la monnezza, "le pareti dell'impianto sono state costruite verticali anziché spioventi. È l'abc per non far filtrare il percolato". In effetti, come i pm campani hanno certificato, non c'è neppure un Cdr tra i sette edificati capace di sfornare un'ecoballa a norma. In quella poltiglia c'è troppa umidità. E ciò complicherebbe la combustione. Oltre che pneumatici, sacche di sangue, infinite schifezze che dovevano finire altrove. Ancora Russo: "Un fallimento dovuto a cattiva progettazione e al fatto che è arrivata roba totalmente indifferenziata e assai più del previsto".
Risultato: 5 milioni di ecoballe accumulate nei vari centri di stoccaggio. "Piramidi azteche" le chiamano. Che ogni giorno diventano più alte di 2200 mattoni. Che farne? Il penultimo commissario, Guido Bertolaso, voleva ricostituirci le cave, una sorta di chirurgia estetica per montagne sventrate. "Ma perché fare un regalo a chi le aveva sfruttate, spesso nomi vicini alla criminalità?" si indigna l'ingegner Giambattista dè Medici. L'Assise di Palazzo Marigliano, il gruppo di cui fa parte, boccia il piano del prefetto Alessandro Pansa. "Se davvero costruiranno le 31 centrali a biomasse di cui si parla, capaci di bruciare sino a 4 milioni di tonnellate l'anno, la Campania diverrà l'inceneritrice d'Italia, magari anche dei rifiuti tossici del resto del Paese" denuncia Nicola Capone, trentatreenne coordinatore dell'Assise.
La sua ricostruzione ha il pregio della coerenza e il rischio dell'ideologia. Bassolino avrebbe affidato i rifiuti alla Fibe che non solo si è rivelata inefficiente ma ha anche comprato le terre per le discariche dai prestanome della Camorra. E ora i suoi resti se li spartiranno i cementifici. Perché l'ultima della creatività monnezzara è di fare grandi punturoni di gesso e cemento alle ecoballe bagnate per farle asciugare. Se non fosse che così il peso aumenta del 50 per cento e la zavorra da smaltire cresce. "È incredibile" commenta il professor Umberto Arena, "nell'emergenza fioriscono le idee più strane. C'è anche chi ha proposto un marchingegno pomposamente chiamato dissociatore molecolare, vi rendete conto? Quando basterebbe copiare quel che fa il resto del mondo civile". Ovvero differenziata, inceneritori hi-tech, discariche.
Insegna scienze ambientali, quest'ingegnere che rischia ogni giorno la sedizione familiare per la sua intransigente politica del bidone nella bella casa al Vomero. "I termovalorizzatori potrebbero bruciare anche i rifiuti "tal quali", figurarsi le ecoballe difettose.
E il loro impatto ambientale è minimo. La Germania ne ha 66 e la quota di diossina è stata ridotta del 99%. Idem per Danimarca e Svezia". Ma le balle sono della Fibe che le ha date in pegno alle banche.
Un caos totale. Lo sversatoio di Taverna del Re, dove ne viene parcheggiata la maggior parte, ha i giorni contati. "Lo dobbiamo alla popolazione" assicura Gianfrancesco Raiano, portavoce di Pansa. C'è puzza, il percolato infiltra il terreno. Ci sono già stati picchetti, gli abitanti non ne possono più. "Ma il commissario ha individuato i cinque siti alternativi puntando a caso sulla mappa" accusano gli ecologisti. Nell'avellinese, a Chianche, tra i vitigni del Greco di Tufo. Con l'imprenditore Mastroberardino già pronto a dare battaglia.
Nel casertano, a Pignataro Maggiore, terra di succulente mozzarelle da esportazione. Al punto che il celebre caseificio Iemma ha scritto a Pansa: "Se ha deciso di premere il grilletto contro la nostra terra lo faccia, ma ci spieghi perché ha escluso 35 siti alternativi". La gara per chi dovrà succedere alla Fibe, completare il termovalorizzatore di Acerra e gestire i rifiuti per i prossimi 25 anni, è durata solo sedici giorni. In gioco 800 milioni di euro, forse l'appalto pubblico più grande d'Europa. Si è fatta avanti la francese Veolia e l'Asm di Brescia. Non è detto che finisca qui.
I napoletani si sono preparati al Natale zigzagando tra 3.000 tonnellate di immondizia. A San Gregorio Armeno, via dei presepi, si scherza su decorazioni fatte di rifiuti. Va peggio a Ercolano, dove il sindaco Nino Daniele ha chiesto, per liberare il centro dai sacchi neri, l'intervento dell'esercito. Ieri lo preoccupava il Vesuvio, oggi teme eruzioni dal basso .
(ha collaborato Fabrizio Geremicca)
COLLEGATE:
Morire di diossina in Campania videoreportage di R. STAGLIANO'
- LA TESTIMONIANZA DEI PASTORI
- VIGILI DEL FUOCO E CARABINIERI CHE FANNO?
- DOVE FINISCE LA DIFFERENZIATA
Ultima modifica di Redazione il 29 Nov 2008 19:18, modificato 3 volte in totale
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 Re: Campania, l'emergenza rifiuti non passa, anzi peggiora
Mercoledì, 2 Gennaio 2008 10:34
RIFIUTI: NAPOLI; TENSIONE A PIANURA,
POLIZIA SGOMBERA PRESIDIO
NAPOLI - Momenti di tensione a Napoli, nel quartiere periferico di Pianura, dove la polizia ha effettuato una manovra di alleggerimento, intervenendo sul presidio di manifestanti che bloccava dall'alba di oggi il traffico veicolare, in via Montagna Spaccata. Una protesta, annunciata con un corteo previsto alle 9, contro l'eventuale apertura del sito di stoccaggio di Contrada Pisani. E' parzialmente ripresa la circolazione delle auto. Un gruppo di manifestanti continua a presidiare il posto.
Intanto il bollettino della scorsa notte segnala 75 interventi dei vigili del fuoco, nel napoletano, dalle 20 di ieri sera alle 8 di stamattina, per spegnere i famigerati roghi accesi sui rifiuti accumulati in strada, che contribuiscono a intossicare città e provincia. Una emergenza che investe tutto il territorio provinciale e che ha costretto a richiamare due squadre di operatori a lavoro, in turno straordinario. Al comando di Napoli dei vigili del fuoco è in corso una riunione: si chiede l'invio nel capoluogo partenopeo di alcune colonne mobili da altri Comandi.
TEST TOSSICITA' DOPO ROGHI DI CAPODANNO - Effettuare test di tossicità dell'aria dopo i roghi di cumuli di spazzatura verificati a Napoli a causa dei fuochi pirotecnici sparati per festeggiare il nuovo anno. La proposta è del farmacologo Silvio Garattini, il quale sottolinea come "presumibilmente, a seguito degli incendi, la concentrazione di diossina e altre sostanze dannose nell'aria sia aumentata e vada dunque tenuta sotto controllo". "Oggi la concentrazione di diossina e altre derivati cancerogeni della combustione nell'aria della città - rileva l'esperto - è presumibile sia superiore alla media proprio per effetto dei roghi di Capodanno.
Sarebbe dunque bene che le autorità locali effettuassero test di misurazione, per accertare il livello di diossina e sostanze dannose presenti ed il generale grado di inquinamento dell'aria". Ad ogni modo, precisa l'esperto, "l'effetto, per quanto pericoloso per la salute, è comunque temporaneo: venti e condizioni atmosferiche particolari contribuiscono, infatti, a disperdere tali sostanze".
Ma se i roghi dovessero intensificarsi, avverte, "la situazione sarebbe d'allarme". Produce infatti molta più diossina la combustione incontrollata di rifiuti solidi urbani che non un inceneritore che opera rispettando regole precise e utilizzando le nuove tecnologie, sottolineano anche esperti dell'Istituto superiore di sanità (Iss). Gli incendi di rifiuti, soprattutto per la grande quantità di buste di plastica presenti rappresentano indubbiamente un grave pericolo per la salute pubblica. La combustione incontrollata e prolungata determina, infatti lo sprigionarsi di sostanze estremamente pericolose, come i composti organici clorurati (appunto diossina e metalli pesanti). Sostanze il cui effetto tossico sull'uomo, precisano gli specialisti, si vede sul lungo periodo, ad esempio con un aumento dell'incidenza dei tumori e della mortalità generale.
La diossina è un sottoprodotto di numerosi processi di produzione del cloro. La più famosa tra le diossine clorurate, e la più tossica, è la tetraclorodibenzo-p-diossina (TCDD) usata, in passato, per la fabbricazione di alcuni erbicidi e di un agente antibatterico. Studi epidemiologici sull'uomo hanno evidenziato una correlazione significativa tra l'esposizione a diossine e incremento di alcuni tipi di tumore, come il sarcoma dei tessuti molli, linfomi Hodgkin e non-Hodgkin, tumori tiroidei e polmonari, mesoteliomi.
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 Re: Campania, l'emergenza rifiuti ... agg.to continuo
Mercoledì, 2 Gennaio 2008 17:44
RIFIUTI, MONITO UE A ITALIA:
VALUTEREMO NUOVE MISURE
Bruxelles avverte l'Italia sul fronte dell'emergenza rifiuti. "Seguiamo molto da vicino la situazione in Campania, e nei prossimi giorni valuteremo se prendere nuove decisioni e adottare nuove misure", ha ammonito la portavoce del commissario Ue all'ambiente, Stavros Dimas. Quest'ultima ha quindi ricordato come l'esecutivo europeo nel giugno scorso abbia già aperto una procedura di infrazione contro l'Italia, rea di non aver seguito le indicazioni comunitarie in materia di smaltimento dei rifiuti. Col rischio di dover pagare nuove multe salatissime e di perdere i finanziamenti comunitari.
"Nei prossimi giorni - ha spiegato la portavoce del commissario Ue Dimas - dovremo studiare in maniera approfondita la questione. Ricordo che verso l'Italia c'é già una procedura di infrazione aperta. Ora, seguiamo molto da vicino l'evolversi della situazione - ha ribadito - e valuteremo se sarà necessario prendere nuove decisioni". La cronica crisi dei rifiuti che attanaglia la Campania è finita nuovamente nel mirino di Bruxelles lo scorso giugno, quando la Commissione Ue si disse "scioccata" dalle immagini televisive che mostravano le strade di Napoli invase dall'immondizia e i cittadini disperati che davano fuoco a cumuli di rifiuti. Di qui l'accusa all'Italia di non fare abbastanza per risolvere "un problema che crea rischi di diffusione di malattie e di inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo e che dunque desta gravi preoccupazioni per la salute umana e per l'ambiente". Per Bruxelles, in particolare, "gli impianti regionali per lo smaltimento dei rifiuti sono inadeguati, in palese violazione degli obblighi comunitari previsti nella direttiva quadro sui rifiuti". Per questo all'Italia si chiede di "agire prontamente per adeguarsi e rimettere in efficienza gli impianti". A distanza di sei mesi, però - si lamenta negli uffici della Commissione Ue - Bruxelles è ancora in attesa di una risposta da parte del governo italiano. Mentre è ormai scaduto il termine del 24 dicembre fissato per l'attuazione del decreto varato lo scorso giugno che prevede un piano per l'apertura di nuove discariche.
TENSIONE A NAPOLI - Momenti di tensione a Napoli, nel quartiere periferico di Pianura, dove la polizia ha effettuato una manovra di alleggerimento, intervenendo sul presidio di manifestanti che bloccava dall'alba di oggi il traffico veicolare, in via Montagna Spaccata. Una protesta, annunciata con un corteo previsto alle 9, contro l'eventuale apertura del sito di stoccaggio di Contrada Pisani. E' parzialmente ripresa la circolazione delle auto. Un gruppo di manifestanti continua a presidiare il posto.
Intanto il bollettino della scorsa notte segnala 75 interventi dei vigili del fuoco, nel napoletano, dalle 20 di ieri sera alle 8 di stamattina, per spegnere i famigerati roghi accesi sui rifiuti accumulati in strada, che contribuiscono a intossicare città e provincia. Una emergenza che investe tutto il territorio provinciale e che ha costretto a richiamare due squadre di operatori a lavoro, in turno straordinario. Al comando di Napoli dei vigili del fuoco è in corso una riunione: si chiede l'invio nel capoluogo partenopeo di alcune colonne mobili da altri Comandi.
PRESIDIO PROTESTA DI AN A VILLA ROSEBERY
Una cinquantina di militanti di Alleanza Nazionale ha avviato questa mattina un presidio di protesta nei pressi di Villa Rosebery, dove soggiorna il presidente Giorgio Napolitano, in visita privata a Napoli. Alcuni manifestanti hanno mostrato grandi riproduzioni fotografiche dei siti di accoglienza dei rifiuti e di discariche a cielo aperto. Più tardi a loro si è unito il presidente provinciale di An Luigi Bobbio. An ha chiesto di essere ricevuta in delegazione dal presidente della Repubblica. "Vogliamo chiedergli - ha detto Bobbio ai giornalisti - di sciogliere con proprio decreto, a norma dell'articolo 126 della Costituzione la Regione ed il Comune. A Napoli c'é una emergenza costituzionale per il disastro della gestione dei rifiuti. La città è disperata, ed il presidente deve intervenire". Una delegazione di An ha quindi consegnato un dossier ai funzionari del Quirinale.
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Ma se i roghi dovessero intensificarsi, avverte, "la situazione sarebbe d'allarme". Produce infatti molta più diossina la combustione incontrollata di rifiuti solidi urbani che non un inceneritore che opera rispettando regole precise e utilizzando le nuove tecnologie, sottolineano anche esperti dell'Istituto superiore di sanità (Iss). Gli incendi di rifiuti, soprattutto per la grande quantità di buste di plastica presenti rappresentano indubbiamente un grave pericolo per la salute pubblica. La combustione incontrollata e prolungata determina, infatti lo sprigionarsi di sostanze estremamente pericolose, come i composti organici clorurati (appunto diossina e metalli pesanti). Sostanze il cui effetto tossico sull'uomo, precisano gli specialisti, si vede sul lungo periodo, ad esempio con un aumento dell'incidenza dei tumori e della mortalità generale.
La diossina è un sottoprodotto di numerosi processi di produzione del cloro. La più famosa tra le diossine clorurate, e la più tossica, è la tetraclorodibenzo-p-diossina (TCDD) usata, in passato, per la fabbricazione di alcuni erbicidi e di un agente antibatterico. Studi epidemiologici sull'uomo hanno evidenziato una correlazione significativa tra l'esposizione a diossine e incremento di alcuni tipi di tumore, come il sarcoma dei tessuti molli, linfomi Hodgkin e non-Hodgkin, tumori tiroidei e polmonari, mesoteliomi.
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 Re: Campania, l'emergenza rifiuti ... agg.to continuo
Mercoledì, 2 Gennaio 2008 21:03
Negozio chiude per "Eterna presenza mmonnezza"
NAPOLI - Fra i cumuli di rifiuti di San Giorgio a Cremano (Napoli) saltano all'occhio i manichini nudi di una vetrina e un cartello: "Causa motivo eterno stazionamento monnezza si chiude. In bocca al lupo a chi resta". Una decisione presa dal proprietario di un negozio di abbigliamento - il 'Silvian Heach' in via Don Giuseppe Morosini - il 31 dicembre. L'esasperazione per i rifiuti e per i roghi, che nei giorni scorsi hanno letteralmente seppellito il marciapiede di una delle strade principali della cittadina vesuviana, porta a una scelta dura, ma inevitabile secondo il proprietario, che lascia un avviso bene in vista per i suoi clienti. Questa strada di san Giorgio a Cremano è fra i luoghi più colpiti dall'emergenza rifiuti: qui, anche in passato, sono spesso esplose la rabbia e le accese le proteste di residenti inferociti, nei periodi di emergenza. Resta aperto invece, per ora, il supermercato della zona, a pochi passi dal negozio chiuso.
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 Re: Campania, l'emergenza rifiuti ... agg.to continuo
Giovedì, 3 Gennaio : 2008 12:37
RIFIUTI, ALTA TENSIONE A NAPOLI
E' alta la tensione davanti all'ex discarica di Contrada Pisani (chiusa da una decina di anni) nel quartiere Pianura a Napoli dove un centinaio di persone continuano a presidiare i cancelli dell'entrata principale del sito che potrebbe essere riaperto per fronteggiare l'emergenza rifiuti. Nella notte è stato anche incendiato un autobus dell'Anm (Azienda napoletana mobilità). Il conducente del mezzo, secondo fonti dell'Anm, è stato portato per precauzione nell'ospedale San Paolo in stato di shock.
Stamane, comunque, i mezzi delle ditte incaricate dal commissariato di governo per l'emergenza rifiuti in Campania, scortati dalla polizia, sono entrati all'interno della discarica di località Pisani a Pianura, che dovrebbe riaprire proprio per fronteggiare l'ennesima grave crisi che da alcuni giorni ha investito l'intera regione Campania. La discarica di Pianura è stata chiusa 11 anni dopo essere stata in attività per circa 40 anni, accogliendo i rifiuti della città di Napoli e di numerosi comuni della provincia. La scorsa notte decine di manifestanti hanno cercato di impedire l'accesso ai mezzi, che però l'area attraverso una strada laterale, resa praticabile da un rapido lavoro delle pale meccaniche.
Sul posto vi sono molti mezzi e unità delle forze dell'ordine. Polizia e carabinieri sono riusciti ad entrare nella discarica evitando lo scontro con i manifestanti utilizzando due entrate alternative al sito. I manifestanti continuano a bloccare le strade ed è stato anche chiuso il tratto della ferrovia Cumana a Pianura. Il fiume dei roghi sprigionato dalle fiamme appiccate ai cassonetti ed ai rifiuti sta avvolgendo l'intera area di Pianura mentre ai lati delle strade vi sono centinaia di topi morti.
A Cercola, intanto, una cinquantina di persone sta presidiando l'area davanti al sito provvisorio di stoccaggio dei rifiuti, individuato dal Comune di in località 'masseria Totaro', impedendo l'accesso agli operai ed ai mezzi che dovrebbero provvedere alla messa in sicurezza del terreno. "Non li faremo entrare", dicono alcuni manifestanti, e siamo intenzionati a rimanere sul posto per evitare che inizino i lavori di sistemazione dell'area". Il sito è stato individuato dal commissario straordinario, Mario Fasano, in base al provvedimento del commissariato ai rifiuti emanato nelle scorse settimane. "Stamattina - ha detto uno dei manifestanti - è venuto sul posto anche il commissario straordinario al quale abbiamo manifestato le nostre preoccupazioni e non abbiamo consentito ai camion di entrare nel sito per la preparazione del sito". "Siamo stanchi di subire passivamente le decisioni che vengono dall'alto - sottolineano i dimostranti - anche perché, purtroppo, da cinque anni attendiamo che il terreno venga bonificato. Un anno e mezzo fa, con una spesa di 180 mila euro, si decise di bonificare l'area nel giro di 30 giorni, mentre sono ormai passati cinque anni ed è stata pulita soltanto il 10 per cento". Il sito provvisorio, di circa 1500 metri quadrati, secondo i manifestanti, "potrebbe ospitare la spazzatura del paese di una sola giornata e non risolverebbe il problema".
RIFIUTI: MONITO UE ALL'ITALIA, 'VALUTEREMO NUOVE MISURE'
Proteste, tensioni, roghi di spazzatura, allarme diossina: l'anno nuovo sotto il profilo dell'emergenza rifiuti in Campania è cominciato così come era finito il vecchio. Una situazione insostenibile sulla quale ora l'Unione Europea vuole vederci chiaro minacciando sanzioni.
"Seguiamo molto da vicino la situazione in Campania, e nei prossimi giorni valuteremo se prendere nuove decisioni e adottare nuove misure" ha ammonito la portavoce del commissario Ue all'Ambiente, Stavros Dimas. Quest'ultima ha ricordato inoltre come l'esecutivo europeo, a giugno, abbia già aperto una procedura di infrazione contro l'Italia per non aver seguito le indicazioni comunitarie in materia di smaltimento dei rifiuti. Il rischio è di dover pagare nuove multe salatissime e di perdere i fondi comunitari.
Da Bruxelles si lamenta che, a distanza di sei mesi, la Commissione è ancora in attesa di una risposta da parte del governo italiano, mentre è ormai scaduto il termine del 24 dicembre fissato per l'attuazione del decreto varato lo scorso giugno, che prevede un piano per l'apertura di nuove discariche.
L'emergenza rifiuti, dunque, sarà sul tavolo della Commissione Ue già lunedì prossimo, quando riprenderanno i lavori dell'esecutivo dopo la pausa festiva. La cosa più probabile, almeno per il momento - spiegano in ambienti della Commissione - è che Bruxelles decida di andare avanti con la procedura di infrazione passando alla seconda fase. Il monito dell'Ue, che il ministro Nicolais invita a prendere sul serio, è giunto al termine dell'ennesima giornata difficile per una regione allo stremo .
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 Re: Campania, l'emergenza rifiuti ... agg.to continuo
Giovedì, 3 Gennaio : 2008
Wwf: C’è uno scenario da guerra civile
Gravissima la condizione che stiamo vivendo in Campania: « secondo Ornella Capezzuto, presidente del Wwf della Campania - ma veramente squallida è la situazione per cui la giusta difesa dei territori viene fatta passare come ostacolo alla soluzione del problema. Siamo di fronte alla “guerra civile” per i rifiuti »
3 Milioni di euro spesi (invano) per la raccolta differenziata
75 Gli interventi dei vigili del fuoco solo nella notte di ieri a Napoli
Un disastro ambientale gigantesco unito allo spreco selvaggio di denaro pubblico
Uno scaricabarile che dura da 15 anni
Così la Campania è finita in ginocchio
Ilaria Urbani
da Napoli
Ricordate la foto che campeggiava a maggio scorso sulla prima pagina del New YorK Times? Una mamma con il passeggino del figlio intenta a fare lo slalom tra i cumuli di immondizia a Napoli. Da allora non è cambiato niente, anzi in 15 anni l’emergenza rifiuti in Campania sta sprofondando sempre di più nel baratro, nel silenzio assordante delle istituzioni e nell’incapacità di una classe dirigente che non vuole vedere il problema.
Ed ecco che nascono le nuove barricate a Pianura come a Giugliano tra la puzza nauseabonda di immondizia che staziona ad ogni angolo di strada dalla provincia al centro del capoluogo.
COL RISCHIO DIOSSINA per i roghi mentre i turisti fuggono dalla città e l'economia va a rotoli. Ieri puntali sono arrivate le cariche della polizia contro i residenti di contrada Pisani che tentano di proteggere il territorio dall’ennesimo sito di stoccaggio.
Non è il primo e non sarà l’ultimo, a quanto pare. Quell'area martoriata dall’inquinamento da decenni non trova pace, e come Pianura sono numerosi i luoghi della Campania che in 15 anni ad ogni aggravarsi dell’emergenza devono rispondere alla logica perversa delle discariche. Dal ’94 la situazione si sta tramutando in uno dei più grandi disastri ambientali dell’epoca moderna.
Tre i commissariamenti: prima Rastrelli, poi Losco e Bassolino.
Quattro quelli straordinari esterni: Catenacci, il capo della protezione civile Bertolaso, l’attuale prefetto di Napoli Pansa e da qualche giorno il suo vice Umberto Cimmino.
Sul banco degli imputati però sono finite spesso le comunità locali che hanno impedito la costruzioni di siti di stoccaggio e inceneritori. Colpevoli perchè hanno impedito di portare avanti una politica sbagliata in tema di rifiuti.
I cittadini di Acerra che nel 2005 si opposero al termovalorizzatore non avevano poi così torto. L’impianto, giudicato dai tecnici obsoleto, non sarà pronto prima della fine del 2008 ed è ancora un mistero chi lo gestirà. Lo spettro della camorra, della diossina e dei tumori è sempre dietro l’angolo mentre continua l’ipocrisia della raccolta differenziata con uno spreco di oltre 3 milioni di euro per esportare una percentuale infinitesimale di frazione umida alle regioni dotate di impianti di riciclo.
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 Re: Campania, l'emergenza rifiuti ... agg.to continuo
Giovedì, 3 Gennaio : 2008
Rifiuti: una soluzione non valutata.
Perché?
di Achille della Ragione
Mentre l’infinita emergenza dei rifiuti in Campania prosegue imperterrita, esaltata dai mass media e senza che le istituzioni prendano veri provvedimenti per risolverla, vorrei portare all’attenzione generale una potenziale soluzione, definitiva, attuabile in tempi molto brevi e senza necessità di investimenti. Basterebbe soltanto la buona volontà dei politici.
Poco prima dell’estate una società americana, Geoplasma, leader mondiale nella gestione dei rifiuti, inviò un suo emissario a Napoli che mi contattò, ritenendomi un esperto del settore, sull’onda del servizio pubblicato su napoli.com e di una segnalazione del mio libro Monnezza viaggio nella spazzatura campana (consultabile sul web) che era stato recensito sulle pagine di alcuni quotidiani oltre oceano.
Mi pregarono di interessarmi a far conoscere una loro proposta quanto mai allettante: realizzare in 18 mesi uno stabilimento per la vaporizzazione dei rifiuti con un investimento da parte loro di 200 milioni di dollari, adoperando una tecnologia modernissima basata su una torcia al plasma in grado di disintegrare completamente qualsiasi sostanza.
Una possibilità straordinaria in grado non solo di risolvere drasticamente il problema, ma di smaltire anche in breve tempo gli enormi arretrati di una regione assediata da milioni di tonnellate di rifiuti.
Ho inviato la proposta al ministero ed al commissariato, ma attendo ancora un riscontro.
Spero che con l’aiuto dell’opinione pubblica si possa accelerare la risposta da parte di chi ha la responsabilità della gestione del problema che, dopo aver superato da tempo il livello di guardia, sembra non abbia soluzione.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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 Re: Campania, l'emergenza rifiuti ... agg.to continuo
Venerdì, 4 Gennaio : 2008
Pianura
Tra vini Doc e miasmi un quartiere dimenticato
Quasi cinquantacinquemila abitanti nel quartiere napoletano di Pianura, oltre 3.500 residenti tra la Contrada Pisani e un frazione di Pozzuoli, ovvero le immediate vicinanze della collina gonfia di rifiuti di ogni tipo. Pianura è sorta in gran parte abusiva ma molti, come Luigi, 70 anni, pensionato dei trasporti, uno dei cittadini che protestano.
«È vero, casa mia l'ho costruita abusiva nel 1980, poi però ho condonato. Ma i servizi qui non sono mai arrivati».
Basta guardarsi attorno: strade rovinate e polverose, fogne quasi assenti, pochissima luce e lavoro meno ancora. Eppure c'è chi ci prova.
Dopo dieci anni dalla chiusura dell'immondezzaio sono rispuntati i vitigni Doc del gustoso Piedirosso. Poi agriturismi e allevamenti con un totale di seicento cavalli. Il tutto favorito dalla paradossale presenza, accanto alla discarica, di un bosco del Wwf. Natura e tumori, natura e asma come in via Coffanara, territorio di Pozzuoli, dove al secondo piano delle palazzine a molti serve la
bombola d'ossigeno.
Due note e qualche altro cenno sul quartiere "Pianura"
- Mappa di Pianura, Napoli
Pianura è un quartiere periferico della città di Napoli, insieme a quello di Soccavo è parte della Municipalità 9 del Comune. Il toponimo deriva dal suo territorio pianeggiante circondato da alture. Comune a sé stante fino al 1926.
La moderna Pianura si è sviluppata intorno alla metà del XX secolo senza alcun piano regolatore, risultando oggi un esempio di abusivismo edilizio selvaggio.
Tra le aree più popolate della provincia di Napoli, non vi è traccia di istituti superiori, cinema, teatri.
Oggi Pianura ha come asse principale via Montagna Spaccata che collega Napoli a Quarto. È collegata al centro cittadino dalla Ferrovia Circumflegrea, oggi Linea 5 del metrò cittadino, che tocca il quartiere con ben tre stazioni "La Trencia", "Pianura", "Pisani". Linee di autobus la collegano con i quartieri Soccavo, Vomero, Fuorigrotta e Chiaia.
Da vedere, la storica chiesa dedicata a San Giorgio Martire, patrono del quartiere. In restauro, l'imponente chiesa dei vocazionisti, futura meta di pellegrinaggio religioso in onore al beato Don Giustino Maria Russolillo.
Cronaca:
- Un Vesuvio di immondizia e rabbia
- Morì accanto alla discarica. Ora arriva la tassa rifiuti
Ultima modifica di Redazione il 04 Gen 2008 13:12, modificato 1 volta in totale
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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 Re: Campania, l'emergenza rifiuti ... agg.to continuo
Venerdì, 4 Gennaio : 2008
Un Vesuvio di immondizia e rabbia
Rifiuti in fiamme, la protesta si fa dura.
Marco Mostallino
da Napoli
Pianura è una montagna. Di rifiuti. Immondezza napoletana e non solo, in questo quartiere periferico della capitale del sud, riversata per quarant'anni insieme ai fanghi del depuratore di Cuma, ai detriti delle centrali elettriche ed ai veleni dell'Acna di Cengio che inquinarono acque e campi della ligure Val Bormida.
All'alba, la discarica Pisani di Pianura viene scalata da camion e ruspe spediti dal prefetto Alessandro Pansa e da Umberto Cimmino, commissario per l'emergenza, a riaprire il sito di stoccaggio chiuso dal 1995. I mezzi pesanti aggirano i picchetti di residenti - tra Pianura e Pozzuoli 3.600 nell'area - nella via d'accesso.
DEBOLI BLOCCHI perché la protesta è divenuta una partita a scacchi.
I camion che portano teloni e attrezzature preliminari al nuovo versamento passano per una stradina nascosta da lecci e castani - l'area è paradossalmente una riserva naturale - e conquistano la cima della enorme collina dalle cui pendici i liquami hanno contaminato falde acquifere, vigneti, giardini.
Beffati sul far del giorno, i dimostranti si spostano. Blocco della tangenziale e della ferrovia Cumana. Caos nel traffico e metropolitana a rilento, persino chiusa per alcuni tratti fino alla stazione centrale. E tra la città e l'hinterland, più di cento i cassonetti in fiamme: per rabbia e per disperazione, ormai la gente preferisce il fumo tossico al pericolo di infezioni e contagi.
«Avevamo le mani legate dalla sfiducia dei cittadini, riaprire Pianura è stato necessario», sostiene Pansa nei minuti in cui i manifestanti si muovono da una strada all'altra per fermare macchine e bus - uno vuoto finisce incendiato - per gridare la loro rabbia a tutti i napoletani.
Sì, tutti, perché il problema rifiuti non è di tutti. In centro non si vedono cumuli e nemmeno a Fuorigrotta, confine tra il cuore di Napoli e Pianura. Ma appena imbocchi la salita che conduce a Contrada Pisani, alla prima rotatoria ecco apparire le montagne di schifo, sacchetti e detriti non raccolti.
Difficile capire se la protesta qui monta perché il servizio non c'è, oppure la raccolta non avviene proprio perché qui nasce la rivolta. Dubbi tra la gente che apprende con disappunto, da una autoradio, che mentre i residenti di Contrada Pisani sono sommersi dai rifiuti, il presidente Napolitano si concede una passeggiata nella piazzetta di Capri.
A Contrada Pisani però l'onda non è placida e il vento che porta fumi alla diossina non è leggero.
Altre onde, della radio, rilanciano le parole di Pansa, amare per chi ascolta:
«La discarica di Pianura sarà al servizio di Napoli e resterà in attività fino a quando non entrerà in esercizio il termovalorizzatore di Acerra». Un anno, se va bene.
Intanto si è fermato l'ultimo dei sei centri di smistamento, in attesa di poter conferire l'immondezza a Pianura. Roba di poche ore. I teloni sono in stesura. E in serata, si riaccendono i roghi e davanti alla polizia esplode qualche “magnum”, via di mezzo tra petardo e piccolo ordigno.
A tarda sera alcune persone, lontano dai blocchi, lanciano sassi e un estintore contro un'auto dei carabinieri, mentre una decina di manifestanti tenta di abbattere un muro per ostruire l'accesso alla discarica. Qui non è finita.¦
Scontro Bassolino-comitati su colpe e ragioni della crisi.
«Promesse tradite»
L'emergenza rifiuti a Napoli è colpa dei manifestanti contro la discarica. Lo sostiene il governatore Antonio Bassolino, il quale afferma che la crisi è il risultato «del perdurare dei particolarismi e di un’ostinata opposizione a una gestione razionale del problema».
Insomma, colpa di chi per quarant'anni ha avuto sotto casa i rifiuti di tutti e ora chiede, come l'associazione “Lello Mele”, che «l'immondezza se la prendano anche altri».
Uno dei portavoce dei residenti - il suo nome è nel taccuino del cronista –: «Bassolino venne qui nel 1995 e promise che la discarica non sarebbe stata più riaperta. Ma quello era il sindaco, oggi parla il presidente della Regione...».
Massimo Ranieri: una vergogna per tutta l'Italia
“E’ stato bacchettato il Paese, non noi. Mi sento vilipeso, offeso, preso a calci, non considerato. E come me molti napoletani. E’ una vergogna, per tutti gli italiani”: così Massimo Ranieri.
«Siamo la quinta potenza mondiale, tutto questo è sconcertante», tuona Ranieri alla vigilia del debutto al Sistina di Roma con il suo ultimo show.
Approfondimento:
- Note su Pianura
Ultima modifica di Redazione il 04 Gen 2008 13:31, modificato 2 volte in totale
ViviCentro (art. 19 e 21)
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 Re: Campania, l'emergenza rifiuti ... agg.to continuo
Venerdì, 4 Gennaio : 2008
Morì accanto alla discarica
Ora arriva la tassa rifiuti
Beffa per i fondatori dell'associazione dedicata a Lello Mele, ucciso a 21 anni da un tumore
MARCO MOSTALLINO
da Napoli
Tra Natale e il sesto anniversario della morte del figlio per cancro, alla famiglia Mele è arrivata la sorpresa. Una bolletta del Comune di Pozzuoli che chiede di rimborsare gli sconti arretrati per la tassa sulla nettezza urbana. Fanno 911 euro, pretesa recapitata direttamente sul versante puteolano della discarica colante e fumante di Pianura. Il conto è giunto a casa di Lello Mele, il giovane ucciso il 15 gennaio 2002 da un tumore all'altezza dell'inguine.
Una maleodorante beffa in questa melmosa vicenda. Perché alla memoria di Lello è dedicata un'associazione che si batte contro la riapertura dell'immondezzaio attorno al quale i vitigni Doc del bianco di Falanghina Flegrea sono abbandonati.
Nei cui pressi abita anche Roberto che ha «tre figli, tutti e tre piccoli e tutti e tre asmatici».
Discarica vicino cui vive una insegnante di trent'anni colpita da sclerosi multipla, in sedia a rotelle e con la bombola ad ossigeno, impegnata a battersi contro il ripetitore telefonico che aggiunge inquinamento magnetico a quello puzzolente riversato per anni da mezza Campania.
Qui il sonno delle amministrazioni ha generato mostri che mordono i vivi e non lasciano in pace nemmeno i morti. Il padre di Lello ha una settantina d'anni, è alto, arrabbiato e dignitoso e sta tra i cittadini che bloccano l'ingresso dei camion in discarica, sul fianco napoletano della collina del disonore.
La mamma è a casa e offre il caffè a chi la va a trovare.
Lato Pozzuoli dell'odissea dei rifiuti, dell'inferno di chi cerca di aprire locali e maneggi (seicento i cavalli allevati a Pianura) ma che vede clienti e turisti scappare insieme alla speranza di un lavoro.
La signora Mele spiega che «negli anni passati i residenti attorno alla discarica avevano uno sconto del sessanta per cento sui rifiuti, perché qua non venivano raccolti».
Oggi il bonus è sparito e i Re Magi portano in dono gli arretrati. Ma in questa casa non c'è una culla, restano solo un sepolcro e una lapide di tela con con una scritta in vernice azzurra:
«Associazione Lello Mele - No alla riapertura della discarica».
Qui la vita è finita il 15 gennaio di sei anni fa per un micidiale mal da rifiuti.
Ma dei rifiuti resta un conto da pagare. Il Comune lo esige.
ViviCentro (art. 19 e 21)
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 Re: Campania, l'emergenza rifiuti ... agg.to continuo
Venerdì, 4 Gennaio : 2008 13:16
NAPOLITANO: IL GOVERNO PRENDERA' INIZIATIVA
Uno dei ventuno manichini
impiccati agli alberi
"Penso che il governo prenderà un' iniziativa al massimo livello". Lo ha detto il presidente Napolitano parlando della crisi per l'emergenza rifiuti in Campania.
"Mi sono trovato d'accordo con il presidente del Consiglio e con i ministri degli Interni e dell'Ambiente - ha detto il presidente Napolitano, parlando con i giornalisti nella piazzetta di Capri - sul fatto che ci sia una assunzione di responsabilità precisa per sbloccare questa situazione". "Possiamo dire che lei è preoccupato, presidente?", ha chiesto un giornalista. "Ho detto nel messaggio di Capodanno che è un problema sempre più allarmante - ha replicato Napolitano - quindi sono non preoccupato, ma allarmato".
PALAZZO CHIGI CONDIVIDE APPELLO PREFETTO DI NAPOLI - "Il Governo condivide totalmente l'appello" del Prefetto di Napoli sull'emergenza rifiuti in Campania "così come fa sua la garanzia che ciascuno dei siti, a partire da Pianura, sia rigorosamente destinato all'autosufficienza locale". E' quanto si legge in un comunicato di Palazzo Chigi.
"In tutta la Campania, e in primo luogo a Napoli - si legge nella nota di Palazzo Chigi - c'é bisogno oggi di una grande e ferma unità delle istituzioni a sostegno delle azioni, ineludibili e necessarie, che sono state intraprese sul fronte dei rifiuti. Ci sono gruppi estremisti, sia locali che giunti da fuori, che hanno cercato e cercano di alzare barricate di dissenso. C'é la radicata sfiducia dei cittadini, che può spingere alcuni di loro a unirsi a tale opposizione. A tutto questo si è ripetutamente riferito il Prefetto di Napoli e per contrastarlo ha fatto appello al concorde sostegno e alla diretta assunzione delle rispettive responsabilità da parte di tutte le istituzioni. Il Governo - conclude la nota - condivide totalmente l'appello, così come fa sua la garanzia che ciascuno dei siti, a partire da Pianura, sia rigorosamente destinato all'autosufficienza locale".
MANICHINI IMPICCATI, SLOGAN CONTRO SINDACO E BASSOLINO
Ventuno manichini impiccati agli alberi sono comparsi all'alba di oggi al corso Umberto di Napoli. Sui alcuni di essi sono attaccati manifesti listati a lutto con scritte contro il presidente della Giunta regionale della Campania, Antonio Bassolino, e il sindaco di Napoli, Rosa Iervolino. Su altri si denuncia l'emergenza rifiuti a Napoli, la disoccupazione e l'aumento del costo della vita. Sulla vicenda indaga la Digos della questura di Napoli.
DATI ALLE FIAMME QUATTRO AUTOBUS A NAPOLI
Quattro autobus del servizio di trasporto pubblico sono stati incendiati a Napoli, a Pianura nel quartiere assediato per scongiurare l'apertura della discarica in contrada Pisani. Si tratta di alcuni mezzi di trasporto utilizzati già nella serata di ieri per bloccare la circolazione stradale in via montagna spaccata, a largo Russolillo.
Agli autobus erano state bucate le ruote da un gruppo di manifestanti particolarmente facinorosi, che avevano tra l'altro lanciato un estintore e alcuni sassi contro una automobile dei carabinieri in transito, danneggiandola.
La situazione è tranquilla, invece, all'ingresso della discarica, mentre in tutta la provincia di Napoli continua l'emergenza roghi: dalle 20 di ieri sera i vigili del fuoco segnalano, fino da ora, quaranta interventi sui rifiuti dati alle fiamme.
SABOTATE PALE MECCANICHE IN DISCARICA - Durante la notte alcuni manifestanti sono riusciti ad infiltrasi nell'area scelta come sito di stoccaggio dei rifiuti della contrada Pisani di Pianura a Napoli e hanno sabotato le pale meccaniche, ora fuori uso. In particolare sono stati rotti i tubi idraulici delle attrezzature meccaniche, mezzi utili a spianare il terreno, che si trovano sul posto dall'alba di ieri, quando hanno raggiunto il sito inviate dal commissariato di governo per l'emergenza rifiuti in Campania. Chi è riuscito ad intrufolarsi nell'area ha probabilmente attraversato un sentiero del contiguo Parco degli Astroni: a mettere in difficoltà la struttura commissariale, il fatto che esistano diverse vie d'accesso al sito individuato per risolvere l'emergenza campana, situato tra i comuni di Quarto, Pozzuoli e Napoli.
PROTESTA NEGLI UFFICI DEL COMUNE - Gli aderenti alla Rete Campania Salute e Ambiente si sono introdotti negli uffici di Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli, per protestare contro la decisione del Commissariato di governo per l'emergenza rifiuti in Campania di riaprire la discarica di località Pisani, nel quartiere Pianura. I manifestanti - due dei quali si incatenati al balcone del primo piano del palazzo municipale - hanno affisso due striscioni con slogan contro la discarica e per sollecitare l'avvio di un piano straordinario di raccolta differenziata
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