Rifiuti: via libera del Senato al decreto, e' legge
ROMA - Dalla superprocura al rimborso da parte della Campania di parte dei soldi spesi per l'emergenza. Ecco, in pillole, le misure contenute nel decreto sui rifiuti che, con il voto del Senato, è stato convertito in legge.
SOTTOSEGRETARIO A GESTIRE EMERGENZA - Il decreto introduce un nuovo modello per la gestione dell'emergenza rifiuti campana: i commissari sono sostituiti da un sottosegretario di Stato, Guido Bertolaso, e il coordinamento della gestione dei rifiuti viene affidato, per il periodo dell'emergenza, al dipartimento della protezione civile. Il sottosegretario, che ha il compito di
attivare i siti destinati a discariche, è, tra l'altro, tenuto a presentare al Parlamento, sessanta giorni prima della cessazione dello stato di emergenza, una relazione nella quale quantifica le spese per la soluzione della situazione campana le esigenze in atto, le risorse disponibili e i soggetti pubblici e privati ai quali verrà affidata la gestione ordinaria del ciclo dello smaltimento dei rifiuti in Campania.
STOP EMERGENZA ENTRO 2010 - Lo stato di emergenza cessa il 31 dicembre 2009.
ESERCITO CON FUNZIONI PUBBLICA SICUREZZA - Per la protezione e la vigilanza di aree e impianti connessi alle gestione dei rifiuti (che diventano 'aree di interesse strategico nazionale') viene impiegato personale delle forze armate con funzioni di agenti di pubblica sicurezza (ma non di polizia giudiziaria, per cui chi viene fermato, per essere identificato va accompagnato alla centrale più vicina). Chi si introduce abusivamente negli impianti è punito con l'arresto da tre mesi a un anno o un'ammenda da 51 a 309 euro. Chi ostacola o impedisce l'azione di gestione dei rifiuti è punito con la reclusione fino a un anno (mentre per i 'capi-rivolta' c'é il carcere da 1 a 5 anni).
SUPERPROCURA - Fino alla fine dell'emergenza sono demandate al procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli le funzioni di pm per i procedimenti penali, consumati o tentati in materia di gestione dei rifiuti. Le funzioni di Gip e di Gup sono esercitate da magistrati del tribunale di Napoli.
TERMOVALORIZZATORI - Viene autorizzato il conferimento e il trattamento di una serie di rifiuti (tra cui le cosiddette 'ecoballe') nel termovalorizzatore di Acerra e autorizzata la realizzazione dei termovalorizzatori di Santa Maria La Fossa, Salerno e Napoli (Agnano).
CIP6 - I finanziamenti e gli incentivi europei per le energie pulite, cosiddetti Cip6 vengono estesi ai quattro termovalorizzatori campani (per quanto riguarda la quota organica).
DISCARICHE - Il decreto individua dieci siti da destinare a discarica, tra i quali la cava di Chiaiano.
DIFFERENZIATA - Ai comuni che non raggiungano l'obiettivo minimo di raccolta differenziata del 25% dei rifiuti urbani prodotti entro il dicembre 2009, al 35% entro il dicembre 2010 e al 50% entro il 2011 è imposta una maggiorazione sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti indifferenziati pari al 15, 25 e 40% dell'importo stabilito per ogni tonnellata di rifiuti conferita agli impianti di smaltimento e trattamento. Lo Stato, inoltre, può rivalersi sui comuni inadempienti sulla differenziata (ma in questo caso di tutta Italia), previo decreto del ministero del Tesoro, con minori trasferimenti di somme corrispondenti alla Tarsu prevista.
BONIFICHE - Il decreto stanzia 47 milioni di euro per gli anni 2008, 2009 e 2010 per la realizzazione di iniziative di compensazione ambientale e bonifica.
ASSUNZIONI DIPARTIMENTO PROTEZIONE CIVILE - Il dipartimento della protezione civile è autorizzato a fare assunzioni di
personale per far fronte all'emergenza.
COPERTURA E 'PRESTITO' A CAMPANIA - La Campania, (ma un domani qualsiasi regione per la quale venga dichiarato lo stato di emergenza in questa materia) restituirà (in forma di decurtazione dei trasferimenti) i soldi spesi per l'emergenza rifiuti. Le modalità di 'riscossione' saranno definite con un decreto del Tesoro.
DEROGHE - Il sottosegretario e i capi missione, nel rispetto dei principi fondamentali in materia di tutela della salute, dell'ambiente e del patrimonio culturale, possono usufruire di una serie di deroghe che comprendono anche le norme sulla sicurezza sul lavoro.
RELAZIONE GOVERNO - Entro il 31 dicembre 2008 e ogni sei mesi il governo è tenuto a fare una relazione al Parlamento sullo
stato di attuazione del decreto.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
L'esercito entra nella cava di Chiaiano
I Comitati bloccano il traffico in città
Rifiuti in fiamme sulla strada per Chiaiano
Arrivano i militari a presidiare il sito e poco dopo scatta la protesta dei gruppi organizzati:
«La discarica non si farà». Il centro di Napoli è in tilt
NAPOLI - Questa mattina uomini e mezzi dell’esercito sono entrati nella cava di Chiaiano, a Napoli, per presidiare l’area dove dovranno essere avviati i lavori per la realizzazione della discarica. È quanto si apprende da fonti vicine al sottosegretario alla ptresidenza del Consiglio, Guido Bertolaso.
L’esercito avrà funzioni di sorveglianza del sito come previsto dal decreto legge del maggio scorso come avvennie già in altri siti, ad esempio a Acerra e a Sant’Arcangelo e a Savignano. L’arrivo dell’Esercito a Chiaiano avviene «cos’ è previsto dalla legge approvata ieri dal Parlamento in materia di gestione dei rifiuti in Campania». Lo sottolinea in una nota il Dipartimento della Protezione Civile che riferisce che «dalle prime ore di questa mattina le Forze Armate, supportate dalle Forze dell’Ordine, sono presenti nel sito di Chiaiano per consentire l’avvio dei lavori per l’allestimento del sito». «L’ingresso nell’area dei mezzi e del personale dell’Esercito è avvenuto - conclude la nota - senza alcun tipo di problema».
I comitati anti discarica di Chiaiano e Marano iniziano la protesta
Poco dopo l'arrivo dei militari alcuni cittadini sono scesi in strada per esprimere il dissenso. Avanti e indietro sulle strisce pedonali, con il traffico di conseguenza paralizzato nel centro di Napoli. La protesta è iniziata da via Marina, nell’area antistante il Molo Beverello, è si è spostata ora in via De Petris. L’intenzione, annunciata dai promotori, è quella di «depositare raccolta differenziata autogestita sotto Palazzo Salerno», sede della struttura di supporto del sottosegretariato ai Rifiuti. «La militarizzazione della cava - secondo i promotori della protesta - era un evento previsto, vista l’approvazione del decreto, ma non per questo meno accettabile. La lotta va avanti, la battaglia è lunga. La discarica non si farà»
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ViviCentro (art. 19 e 21)
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RIFIUTI/CAMPANIA: FORMIGONI,
PARTITA OPERAZIONE SOLIDARIETA'
(ASCA) - Milano - E' partita l'operazione solidarieta' di Regione Lombardia per l'emergenza rifiuti della Campania. Sono in viaggio i primi camion diretti agli impianti di Milano (Amsa), Brescia (A2A) e Mantova (Siem), che smaltiranno complessivamente 6/7000 tonnellate. Lo annuncia Regione Lombardia, precisando che si tratta di rifiuti urbani appena prodotti, mentre sono esclusi nel modo piu' assoluto rifiuti pregressi, quelli cioe' rimasti per le strade o peggio ancora bruciati e bagnati. Esclusi anche i cosiddetti ingombranti (pneumatici, mobili, elettrodomestici) e i pericolosi (pile, batterie, tubi fluorescenti). In ogni caso i rifiuti saranno tutti sottoposti, prima del recepimento, ad accurati controlli.
''Compiamo questa azione - commenta il presidente della Regione Roberto Formigoni - per lo spirito di solidarieta' che ha sempre contraddistinto la Lombardia, di fronte a una grave emergenza ambientale e sanitaria, che anche per il caldo puo' creare pericoli molto seri per la salute della popolazione, a partire dai bambini. E la compiamo in condizioni di massima sicurezza per i nostri cittadini e per il nostro ambiente: rifiuti in quantita' limitata e di qualita' adeguata ad essere facilmente smaltiti grazie alla attuale capacita' residua dei nostri impianti''.
ViviCentro (art. 19 e 21)
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Il Progetto Italia non vi é. L’Unità degli italiani non esiste.
La politica si perde nei meandri del potere, nelle contumelie e nelle recriminazioni.
Nelle sue messe in scena più vistose ed appariscenti sembra un’opera burlesca incapace di trattenersi nei limiti della decenza e di non mischiare nella burla la sacralità delle massime istituzioni civili e religiose residenti in Italia. La sofferenza del vivere in Italia è oltre il piacere della contumelia, è distante ed estranea alla scena che si rappresenta. Parole gonfie di vento e di esibizione del proprio istrionismo mentre si consuma la lenta affermazione di una società plutocratica ed autoritaria, che va lentamente cancellando il welfare ed i diritti civili, che, in parole povere, consisterebbero nella soddisfazione dei bisogni elementari ed essenziali, al di là della ricchezza prodotta. Lo schema di una società selettiva e federata c’è e si va gradualmente affermando. I sondaggi mostrano un aumento continuo dei consensi della Destra al potere perché essa riesce ad assicurare quella stabilità e quell’ordine di cui una nazione ha, comunque, necessità.
Ma le esigenze che i cittadini vorrebbero soddisfatte sono altre e diverse.
E’ vero che l’emergenza rifiuti sta per essere superata. Con difficoltà, con l’esercito, con la superprocura e con un commissariato che ha potere di decidere anche contro i pareri delle autonomie locali. Le dimostrazioni ed i cortei di piazza stanno rientrando ed ogni tanto si presenta qualche attentato di mano chiaramente malavitosa.
Il fatto certo e non contraddicibile è che l’organizzazione della raccolta era nelle mani della malavita ed è difficile ed impegnativo sottrargliene il controllo. Ove compare direttamente la necessità di collaborazione delle comunità locali, come nella raccolta differenziata, ricompaiono ritardi ed inadempienze.
Se i rifiuti sono il prototipo dell’inefficienza e della complicata e corrotta gestione della pubblica amministrazione locale, altre ed altrettanto dolorose e dolose gestioni indicano l’inadeguatezza degli enti locali e l’assoluta latitanza ed incoerenza etica della classe dirigente: a) la gestione urbanistica del territorio; b) la gestione della sanità; c) la gestione della scuola.
a) Lo sfascio del territorio è sotto gli occhi dei tutti, dalla costa domizia a quella sorrentina ed ,all’interno, dalla conca delimitata dai Monti Lattari fino alle falde del Vesuvio. Perdita definitiva delle produzioni agricole tradizionali, mercato appetibile a livello mondiale, dalla “parula” vesuviana alla pesca giuglianese. Attrezzatura, mai sfruttata secondo le potenzialità progettuali ed i soldi spesi, del mercato ortofrutticolo regionale, crisi nelle produzioni doc casearie e vinicole per inquinamento del territorio. Speculazione edilizia intensiva e creazione di un paese, praticamente nuovo ed irriconoscibile, come Melito, incrocio di traffici e commerci, incrocio di interessi che, quando diventano confliggenti, generano faide a ripetizione. Devastazione di un territorio come quello giuglianese, ricco di risorse, agricole, turistiche, archeologiche, balneari.
Le stesse osservazioni possono ripetersi per le altre zone del territorio campano.
b) Gestione della Sanità. Gli scandali del clientelismo vengono sulla stampa, ma il difetto è unico e chiaro. Una istituzione dello Stato, un servizio pubblico, deve perseguire i suoi fini istituzionali : curare gli ammalati. Serve,invece, a fare danaro, carriere, clienti e voti. E non è sensibile a regolamenti e ad espletamenti di concorsi e ad attribuzioni di competenze e di prebende con procedure obbiettive e trasparenti. La conseguenza non può che essere la sostituzione del servizio privato a quello pubblico. La misericordia per i poveri e le cure per i ricchi.
Il sogno di una classe corrotta e senza coscienza politica.
c) Non vi è altra scelta, per chi volesse far riprendere l’Italia dalle degradate condizioni economiche e civili nelle quali versa. Una scuola mirata alla formazione del cittadino. Senza distrazioni dall’apprendimento, senza manifestazioni. Senza carichi pendenti di educazione e formazione a questo od a quello. Senza educatori avventizi. Senza dispute pretestuose. Senza politici in vena di insegnare. Formazione di un cittadino che rispetti le regole e che riesca ad essere economicamente indipendente. Basta.
Raggiungere una stabilità di governo ed un ordine sociale è possibile con la dittatura tranquilla che attua la Destra.
Sarebbe stato possibile con un governo democratico di uomini come Prodi, Amato e Padoa Schioppa. Chi ha seguito l’amara e triste vicenda sa che era possibile. Sa anche che il tentativo morì prematuramente prima di diventare governo. Può darsi che questo regime porti alla dissolvenza della Sinistra finanziaria ed affarista, liberale e radicale, anticlericale ed opportunista, senza fede ma con il cravattino ed il pelo lustro. Può darsi che ne nasca una nuova in difesa del popolo e dei poveri, degli operai che stanno morendo di rigetto delle garanzie di sicurezza sul lavoro in una ecatombe che non ha pari, dei giovani che, finalmente, possano costrursi un avvenire, senza bagarre notturna di stupri ed omicidi, senza droghe leggere o pesanti, liberi, liberi dai vincoli degli spasimanti di libertinaggio e degli attentatori alla loro innocenza.
ViviCentro (art. 19 e 21)
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La Regione: "È l´ultima operazione solidarietà". Porcari: "Iniziativa giusta ma tardiva". [*]
Rizzi (Lega): "È una vergogna aiutare i napoletani" [*]
di Andrea Montanari
La solidarietà della Lombardia sui rifiuti napoletani costerà alla Campania 720mila euro. Tanto incasseranno, infatti, Amsa e il gruppo A2A, in base ai contratti sottoscritti per bruciare nei termovalorizzatori Silla 2 di Figino e quello di Brescia seimila tonnellate di rifiuti campani.
Solo dieci euro in meno della tariffa applicata in Germania. Lo conferma il presidente di Amsa Sergio Galimberti che precisa: «Abbiamo applicato le stesse condizioni riservate ai comuni limitrofi. Centoventi euro a tonnellata.
Si tratta di rifiuti freschi, che arrivano direttamente dalle strade di Napoli e che i nostri impianti separano dall'umido prima di bruciarli. Non c'è alcun pericolo. Vengono controllati insieme ai nostri prima del trattamento». Ieri sono arrivati i primi tredici camion carichi di spazzatura all'inceneritore milanese Silla 2 per un totale di circa 325 tonnellate.
Fino a mercoledì ne smaltirà altri al ritmo di 350 tonnellate al giorno. Poi i convogli provenienti della Campania cambieranno destinazione. Faranno rotta su Brescia, dato che l'impianto milanese riduce le sue capacità per l'avvio di una serie di operazioni di manutenzione di routine.
Da Ferragosto torneranno a far rotta su Milano. Nel periodo intermedio, a Brescia potrebbe essere messa in funzione anche la terza linea, in deroga a quanto stabilito di norma, utilizzando la quota a disposizione come riserva.
Il governatore Roberto Formigoni respinge al mittente le accuse dell'opposizione di centrosinistra di essere intervenuto solo dopo la richiesta del premier Silvio Berlusconi: «Questa operazione di solidarietà è l'ultima. Dopodichè la Campania si rende autosufficiente. È un'iniziativa che abbiamo deciso di dare soprattutto perché finalmente in Campania si è aperta una nuova stagione».
Una scelta «doverosa» per l'assessore comunale con delega ai rifiuti Maurizio Cadeo. «Tutti possono stare tranquilli. La situazione è sotto controllo» assicura l'assessore regionale allo Sviluppo sostenibile Massimo Buscemi. «Se si tiene conto che solo il termovalorizzatore di Milano brucia 1500 tonnellate al giorno di rifiuti — aggiunge il numero uno di Amsa Galimberti — si capisce che siamo di fronte siamo di fronte a quantità assolutamente sostenibili».
Meno chiara la situazione a Mantova, che stando all'ordinanza del Pirellone, dovrebbe smaltire le rimanenti 1000 tonnellate. Il presidente della provincia Maurizio Fontanili ha protestato ieri con la Regione, lamentando «di non aver ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale».
Sulle barricate anche i sindaci di Pieve di Corriano e Mariana Mantovana, che ospitano rispettivamente la S. i. e. m., la società dei comuni proprietaria dell'impianto e la vicina discarica. Anche loro lamentano si essere stati preavvertiti. La società oltretutto aspetta ancora il saldo del conto precedente pari a un milione e trecentomila euro. E sarebbe disponibile solo a trattare rifiuti speciali, certamente più redditizi, ma diversi da quelli in arrivo da Napoli.
Mentre il senatore varesino della Lega Fabio Rizzi definisce «una vergogna che dopo quindici anni di malagestione napoletana la Lombardia si debba cuccare 7mila tonnellate di rifiuti», il consigliere regionale Sd Marco Cipriano si chiede: «Ma quella di Formigoni è solidarietà o convenienza politica?».
Il socialista Roberto Caputo denuncia: «I milanesi sono stati imbrogliati due volte da Bossi e Formigoni». Il capogruppo del Pd in Regione Carlo Porcari, però, si schiera con il governatore: «Formigoni ha preso la decisione giusta anche se con evidente ritardo. La Lega, invece, deve ancora decidere se vuole governare questo paese oppure continuare a cavalcare tutte le paure».
Giallo rifiuti,
pressing della Loggia
di Natalia Danesi (Brescia Oggi)
Quando arriveranno i primi rifiuti della Campania al termoutilizzatore di via Codignole? E, soprattutto, quanti ne arriveranno? A poco più di 24 ore dall’ultima promessa di solidarietà del governatore Roberto Formigoni - che con un provvedimento contingibile e urgente ha messo a disposizione le strutture di Milano, Brescia e Mantova per bruciare parte della «monnezza» - la risposta ancora non c’è.
AL TERMOVALORIZZATORE Silla 2 del capoluogo i camion hanno già iniziato a sfilare. Ma ieri in serata da A2A arrivava laconferma che «ad oggi non sono ancora stati definiti quantità e tempi» per il conferimento della spazzatura all’impianto cittadino. Nessuna conferma ufficiale, insomma,che a Brescia siano destinate proprio quelle 3 mila tonnellate di cui da tempo si parla. «Non ci sono accordi né sono in programma arrivi di nessun tipo a Brescia», ribadiscono dalla Loggia. Anche se fanno intendere che come non era del tutto gradita prima, la «monnezza» campana non è gradita neanche ora. Insomma, secondo l’Amministrazione comunale non è ancora detta l’ultima parola e quei camion da Napoli potrebbero non fare mai tappa in città.
Il più esplicito in questo senso è il vicesindaco Fabio Rolfi: «Oggi qui i rifiuti campani, è sotto gli occhi di tutti, non sono arrivati. L’Amministrazione comunale sta facendo e farà di tutto per cercare di impedire che vengano bruciati a Brescia. E la Lombardia ha dato solo una disponibilità di massima». A chi accusa la giunta di aver nascosto ai cittadini l’imminente arrivo della spazzatura risponde che «le cose stanno, per conto nostro, esattamente al punto in cui stavano quando il sindaco ha riferito della vicenda ai capigruppo». Inutile, secondo il vicesindaco, che il Pd faccia polemiche perché questi sono «rifiuti che portano l’etichetta di decenni di mal governo della sinistra».
Da Milano, intanto, Formigoni si affanna a dire che «Questa operazione di solidarietà è l’ultima. Dopodichè la Campania si rende autosufficiente». E precisa ancora che «sono rifiuti freschi, quindi non quelli che abbiamo visto in televisione ammonticchiati, poi magari bruciati e poi innaffiati. I controlli sono regolari».
IL PROVVEDIMENTO emesso l’altro ieri da Formigoni lascia, comunque, spazio a diverse interpretazioni e non precisa nel dettaglio quante tonnellate di immondizia sono destinate agli impianti lombardi. Seguiranno probabilmente altri dettagli in un successivo provvedimento, mentre è in corso un costante confronto con il Pirellone. Anche il sindaco Adriano Paroli si sta tenendo in contatto con il presidente Formigoni. Per quanto riguarda l’impianto di Brescia, sembra comunque che nessun arrivo sia programmato almeno fino a lunedì o martedì. Ma il condizionale è d’obbligo, perché i camion potrebbero partire anche senza troppo preavviso.
L’importante però è che vengano programmati con cura i tempi e le quantità, che dovranno essere diluite. Quotidianamente in via Codignole sfilano circa 200 - 250 camion e vengono bruciate circa 2.500 tonnellate di immondizia. Il termovalorizzatore non sarebbe in grado di ricevere dunque 3mila tonnellate tutte insieme, da smaltire in una giornata di lavoro, perché già funziona a pieno ritmo 365 giorni all’anno. In questo A2A è categorica, perché non potrebbe essere diversamente. Non cambierà la quantità complessiva di rifiuti bruciata ogni giorno, sarebbe impossibile, e non ci saranno minacce per la sicurezza ambientale nè modifiche alle emissioni. Ma prima, bisogna capire se e quando la «monnezza» arriverà a Brescia. Una vicenda che si sta trasformando nel giallo dell’estate.
[*] Da NON dimenticare, MAI!. (vedi a seguire)
Ultima modifica di Redazione il 12 Lug 2008 15:57, modificato 2 volte in totale
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
In passato hanno avuto bisogno di noi e noi li abbiamo aiutati senza fiatare e, guarda caso, proprio ANCHE agli inizi dei 15 anni a cui si riportano. Il dopo ... è omaggio della ditta, come si suol dire ...
... ditta "camorra & C (dove C stà anche e, forse, soprattutto, per "cavaliere e politici in genere").
In tutti questi anni, infatti, i loro industrialotti CRIMINALI, in combutta con la camorra, hanno fatto i loro porci comodi ed interessi e noi .... zitti.
ORA mi sembra che, finita questa emergenza per la quale CI SPETTA ogni e qualsiasi aiuto ... perché alla fine della stessa saremo e resteremo comunque a credito, e di tanto, sia giunto il momento di cominciare a cambiare registro, ad alzare la testa, raddrizzare la schiena e ricordarci di "chi realmente siamo" e, soprattutto, di cominciare a rendere pan per focaccia, ora ed in futuro, a chi del sopruso, dell'inciviltà, del pascere nell'egoismo di chi - inferiore in tutto - cerca in altri sventurati (eppur ad essi comunque superiori per civiltà ed intelletto, oltre che - sovente - istruzione), motivo di provare a sentirsi, stronzescamente, superiore ( e questa genia di persone la trovi che pasce, beatamente, a tutte le latitudini dal momento che, numericamente, i cretini sono, notoriamente e da sempre, superiori agli altri).
Un proverbio recita:"Tutto arriva per chi sà attendere.
Ebbene, NOI, gente del Sud, una cosa abbiamo in sovrabbondanza (anzi, direi, di troppo, visto il quanto ci ha fatto sinora tollerare) "La Pazienza e la costanza del saper attendere". Facciamone un uso "positivo". Hanno già avuto bisogno di noi e si sono serviti (e questo non da ieri ma .... a ben vedere, potremmo giungere sino a "Garibaldi" e dintorni). Di sicuro, se non altro per i ricorsi storici e della vita, prima o poi avranno ancora bisogno di noi. Spero che si avrà, per allora, memoria lunga e pari (in)civiltà e che si riesca quindi a mettere da parte - ad hoc e per questa genia - la nostra millenaria tendenza all'altruismo.
Scusatemi ma, come si suol dire: quann c' vò c' vo' -
e qui la si sta facendo tutta fuori dal vaso.
DI BEN ALTRO valore, e quindi ben altro dire e tono, si riscontra, invece, in quanti non hanno bandiere di padroni o di partito da agitare (se non quelle della salubrità dei luoghi e del primario valore della salute dei cittadini), ne poltrone da curare (se non quella di evitare,, ai cittadini, quelle dei dottori e di "sanatori" vari),
GLI AMBIENTALISTI. Capponi e Santoro puntano il dito contro diossine delle aziende e rifiuti speciali
Cosa sono tre mila tonnellate di rifiuti campani rispetto agli 800 mila che ogni anni anno vengono bruciati nell’inceneritore?
A chiederlo è Legambiente che invita a evitare di «parlare di fumo e a occuparsi dell’arrosto». Che, a scanso di equivoci, non è quello che esce dai camini del termovalorizzatore, ma piuttosto la diossina che viene messa nell’aria dalle aziende metallurgiche bresciane o i 4 milioni di tonnellate di rifiuti speciali che finiscono nelle discariche della provincia. «La questione dei rifiuti campani ha il sapore della commedia - spiegano nella sede dell’associazione ambientalista di via Fenarolo Mario Capponi e Michele Santoro -: tre mila tonnellate su 800 mila non spostano minimamente la questione. Il problema è che qualcuno alza la voce perché si tratta di rifiuti campani, ma questo è un atteggiamento incivile e regressivo».
I DUE ESPONENTI ricordano che l’inceneritore bresciano ha ricevuto l’autorizzazione alla costruzione purché mantenesse una «riserva» di 80 mila tonnellate per eventuali emergenze. Se vale quindi il doveroso principio dell’autosufficienza provinciale, è anche doveroso accogliere quei rifiuti se possono servire a mitigare il problema durante l’estate, soprattutto se, come sembra, la Campania sembra intenzionata a risolvere finalmente il problema della gestione dei rifiuti.
Non solo, Capponi e Santoro osservano anche che non saranno tre mila tonnellate in più o in meno a cambiare lo stato dell’aria che respiriamo in città e provincia. «L’inceneritore produce 10 milligrammi di diossina all’anno - spiegano -, mentre le aziende bresciane del settore metallurgico arrivano a 30 grammi, tre mila volte tanto». Da qui la richiesta che la Provincia si faccia carico del problema e costituisca un osservatorio sulla metallurgia.
LEGAMBIENTE METTE sul piatto anche la questione delle discariche bresciane che accolgono 4 milioni di tonnellate di rifiuti speciali all’anno. «Quello sì che ha un impatto perenne sulla salute del territorio - affermano -. E, si badi bene, dei rifiuti che finiscono in discarica solo due terzi sono bresciani, gli altri arrivano da fuori provincia». Non solo, tornando all’inceneritore, secondo Capponi e Santoro la Provincia sta chiedendo di mettere rifiuti solidi urbani anche nella terza linea dell’inceneritore, quella che dovrebbe esclusivamente funzionare per le biomasse. «Dicono in caso di emergenze e di chiusura delle prime due linee - dichiarano ancora Santoro e Capponi -: la realtà è che si costituirebbe un pericoloso precedente e in prospettiva, ci ritroveremmo a bruciare 800 mila tonnellate di Rsu quando in provincia ne vengono prodotte poco più della metà».
L’invito che arriva dagli esponenti ambientalisti è quindi di prestare maggiore attenzione ai problemi reali, un appello che rivolgono soprattutto «agli appassionati della loro terra e del loro sangue», a partire dalla necessità di avviare una riflessione seria sulla necessità di ridurre in modo sostanziale la quantità di rifiuti pro capite che viene prodotta e che vede la nostra provincia molto in alto in questa classifica piuttosto negativa.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).