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Campania, l'emergenza rifiuti ... agg.to continuo
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Messaggio Re: Campania, l'emergenza rifiuti ... agg.to continuo 
 

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Venerdì, 1 Agosto : 2008

LIBERI DALLA MUNNEZZA? NON PROPRIO
      di Antonio Massarutto
      argomento Energia e Ambiente - Mezzogiorno

      Sono state ripulite le strade del centro di Napoli, non ancora la periferia e l'hinterland partenopeo. Si sono adottate misure tampone mentre resta irrisolto il problema di prendere provvedimenti strutturali, che rappresentino una soluzione duratura. Bisogna decidere fino a che puntosi può e si deve sostenere il principio dell'autosuficienza dei territori nello smaltimento dei rifiuti. Distinguendo le varie categorie ed evitando i giochi sporchi sulla munnezza.

  





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Messaggio Così ho avvelenato Napoli 
 

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Causa blocco per attacco Hacker ancora ora il sito NON è completamente funzionante ma, almeno, si riesce ad immettere qualche news e a riprendere un minimo di attività - in attesa di ripristino totale - per chi entra loggandosi e quindi potrà avvalersi dell'ingresso tramite la funzione di "in linea" (dal menù laterale in alto a sx nella voce: info).

Giovedì, 11 Settembre : 2008  di Gianluca Di Feo e Emiliano Fittipaldi, La Repubblica / L'Espresso

anticipazione

Così ho avvelenato Napoli
 Image


Le confessioni di Gaetano Vassallo, il boss che per 20 anni ha nascosto rifiuti tossici in Campania pagando politici e funzionari
 
Temo per la mia vita e per questo ho deciso di collaborare con la giustizia e dire tutto quello che mi riguarda, anche reati da me commessi. In particolare, intendo riferire sullo smaltimento illegale dei rifiuti speciali, tossici e nocivi, a partire dal 1987-88 fino all'anno 2005. Smaltimenti realizzati in cave, in terreni vergini, in discariche non autorizzate e in siti che posso materialmente indicare, avendo anche io contribuito... Comincia così il più sconvolgente racconto della devastazione di una regione: venti anni di veleni nascosti ovunque, che hanno contaminato il suolo, l'acqua e l'aria della Campania. Venti anni di denaro facile che hanno consolidato il potere dei casalesi, diventati praticamente i monopolisti di questo business sporco e redditizio. La testimonianza choc di una follia collettiva, che dalla fine degli anni Ottanta ha spinto sindaci, boss e contadini a seminare scorie tossiche nelle campagne tra Napoli e Caserta. Con il Commissariato di governo che in nome dell'emergenza ha poi legalizzato questo inferno.

Gaetano Vassallo è stato l'inventore del traffico: l'imprenditore che ha aperto la rotta dei rifiuti tossici alle aziende del Nord. E ha amministrato il grande affare per conto della famiglia Bidognetti, seguendone ascesa e declino nell'impero di Gomorra.

I primi clienti li ha raccolti in Toscana, in quelle aziende fiorentine dove la massoneria di Licio Gelli continua ad avere un peso. I controlli non sono mai stati un problema: dichiara di avere avuto a libro paga i responsabili. Anche con la politica ha curato rapporti e investimenti, prendendo la tessera di Forza Italia e puntando sul partito di Berlusconi.

La rete di protezione
Quando Vassallo si presenta ai magistrati dell'Antimafia di Napoli è il primo aprile. Mancano due settimane alle elezioni, tante cose dovevano ancora accadere. Due mesi esatti dopo, Michele Orsi, uno dei protagonisti delle sue rivelazioni è stato assassinato da un commando di killer casalesi. E 42 giorni dopo Nicola Cosentino, il più importante parlamentare da lui chiamato in causa, è diventato sottosegretario del governo Berlusconi.

Vassallo non si è preoccupato. Ha continuato a riempire decine di verbali di accuse, che vengono vagliati da un pool di pm della direzione distrettuale antimafia napoletana e da squadre specializzate delle forze dell'ordine: poliziotti, finanzieri, carabinieri e Dia. Finora i riscontri alle sue testimonianze sono stati numerosi: per gli inquirenti è altamente attendibile.

Anche perché ha conservato pacchi di documenti per dare forza alle sue parole. Che aprono un abisso sulla devastazione dei suoli campani e poi, attraverso i roghi e la commercializzazione dei prodotti agro-alimentari, sulla minaccia alla salute di tutti i cittadini. Come è stato possibile?

 Image"Nel corso degli anni, quanto meno fino al 2002, ho proseguito nella sfruttamento della ex discarica di Giugliano, insieme ai miei fratelli, corrompendo l'architetto Bovier del Commissariato di governo e l'ingegner Avallone dell'Arpac (l'agenzia regionale dell'ambiente). Il primo è stato remunerato continuativamente perché consentiva, falsificando i certificati o i verbali di accertamento, di far apparire conforme al materiale di bonifica i rifiuti che venivano smaltiti illecitamente. Ha ricevuto in tutto somme prossime ai 70 milioni di lire. L'ingegner Avallone era praticamente 'stipendiato' con tre milioni di lire al mese, essendo lo stesso incaricato anche di predisporre il progetto di bonifica della nostra discarica, progetto che ci consentiva la copertura formale per poter smaltire illecitamente i rifiuti".

Il gran pentito dei veleni parla anche di uomini delle forze dell'ordine 'a disposizione' e di decine di sindaci prezzolati. Ci sono persino funzionari della provincia di Caserta che firmano licenze per siti che sono fuori dai loro territori. Una lista sterminata di tangenti, versate attraverso i canali più diversi: si parte dalle fidejussioni affidate negli anni Ottanta alla moglie di Rosario Gava, fratello del patriarca dc, fino alla partecipazione occulta dell'ultima leva politica alle società dell'immondizia.


L'età dell'oro
Vassallo sa tutto. Perché per venti anni è stato il ministro dei rifiuti di Francesco Bidognetti, l'uomo che assieme a Francesco 'Sandokan' Schiavone domina il clan dei casalesi. All'inizio i veleni finivano in una discarica autorizzata, quella di Giugliano, legalmente gestita. Le scorie arrivavano soprattutto dalle concerie della Toscana, sui camion della ditta di Elio e Generoso Roma. C'era poi un giro campano con tutti i rifiuti speciali provenienti dalla rottamazione di veicoli: fiumi di olii nocivi.

Image I protagonisti sono colletti bianchi, che fanno da prestanome per i padrini latitanti, li nascondono nelle loro ville e trasmettono gli ordini dal carcere dei boss detenuti. In pratica, accusa tutte le aziende campane che hanno operato nel settore, citando minuziosamente coperture e referenti. C'è l'avvocato Cipriano Chianese. C'è Gaetano Cerci "che peraltro è in contatto con Licio Gelli e con il suo vice così come mi ha riferito dieci giorni fa".

Il racconto è agghiacciante. Sembra che la zona tra Napoli e Caserta venga colpita dalla nuova febbre dell'oro. Tutti corrono a sversare liquidi tossici, improvvisandosi riciclatori. "Verso la fine degli Ottanta ogni clan si era organizzato autonomamente per interrare i carichi in discariche abusive. Finora è stato scoperto solo uno dei gruppi, ma vi erano sistemi paralleli gestiti anche da altre famiglie".

Ci sono trafficanti fai-dai-te che buttano liquidi fetidi nei campi coltivati in pieno giorno. Contadini che offrono i loro frutteti alle autobotti della morte. E se qualcuno protesta, intervengono i camorristi con la mitraglietta in pugno.

La banalità del male
Chi, come Vassallo, possiede una discarica lecita, la sfrutta all'infinito. Il sistema è terribilmente banale: nei permessi non viene indicata l'esatta posizione dell'invaso, né il suo perimetro. Così le voragini vengono triplicate. "Tutte le discariche campane con tale espediente hanno continuato a smaltire in modo abusivo, sfruttando autorizzazioni meramente cartolari. Ovviamente, nel creare nuovi invasi mi sono disinteressato di attrezzare quegli spazi in modo da impermeabilizzare i terreni; non fu realizzato nessun sistema di controllo del percolato e nessuna vasca di raccolta, sicché mai si è provveduto a controllare quella discarica ed a sanarla". In uno di questi 'buchi' semilegali Vassallo fa seppellire un milione di metri cubi di detriti pericolosi.

L'aspetto più assurdo è che durante le emergenze che si sono accavallate, tutte queste discariche - quelle lecite e i satelliti abusivi - vengono espropriate dal Commissariato di governo per fare spazio all'immondizia di Napoli città. All'imprenditore della camorra Vassallo, pluri-inquisito, lo Stato concede ricchi risarcimenti: quasi due milioni e mezzo di euro. E altra monnezza seppellisce così il sarcofago dei veleni, creando un danno ancora più grave.

"I rifiuti del Commissariato furono collocati in sopra-elevazione; la zone è stata poi 'sistemata', anche se sono rimasti sotterrati rifiuti speciali (includendo anche i tossici), senza che fosse stata realizzata alcuna impermeabilizzazione. Non è mai stato fatto uno studio serio in ordine alla qualità dell'acqua della falda. E quella zona è ad alta vocazione agricola".

L'import di scorie pericolose fruttava al clan 10 lire al chilo. "In quel periodo solo da me guadagnarono due miliardi". Il calcolo è semplice: furono nascoste 200 mila tonnellate di sostanze tossiche. Questo soltanto per l'asse Vassallo-casalesi, senza contare gli altri i boss napoletani che si erano lanciati nell'affare, a partire dai Mallardo.

"Una volta colmate le discariche, i rifiuti venivano interrati ovunque. In questi casi gli imprenditori venivano sostanzialmente by-passati, ma talora ci veniva richiesto di concedere l'uso dei nostri timbri, in modo da 'coprire' e giustificare lo smaltimento dei produttori di rifiuti, del Nord Italia... Ricordo i rifiuti dell'Acna di Cengio, che furono smaltiti nella mia discarica per 6.000 quintali. Ma carichi ben superiori dall'Acna furono gestiti dall'avvocato Chianese: trattava 70 o 80 autotreni al giorno. La fila di autotreni era tale che formava una fila di circa un chilometro e mezzo".

Un'altra misteriosa ondata di piena arriva tra la fine del 2001 e l'inizio del 2002: "Si trattava di un composto umido derivante dalla lavorazione dei rifiuti solidi urbani triturati, contenente molta plastica e vetro". Decine di camion provenienti da un impianto pubblico: a Vassallo dicono che partono da Milano e vanno fatti scomparire in fretta.

Il patto con la politica
Uno dei capitoli più importanti riguarda la società mista che curava la nettezza urbana a Mondragone e in altri centri del casertano. È lì che parla dei fratelli Michele e Sergio Orsi, imprenditori con forti agganci nei palazzi del potere: il primo è stato ammazzato a giugno. I due, arrestati nel 2006, si erano difesi descrivendo le pressioni di boss e di politici.

Ma Vassallo va molto oltre: "Confesso che ho agito per conto della famiglia Bidognetti quale loro referente nel controllo della società Eco4 gestita dai fratelli Orsi. Ai fratelli Orsi era stata fissata una tangente mensile di 50 mila euro... Posso dire che la società Eco4 era controllata dall'onorevole Nicola Cosentino e anche l'onorevole Mario Landoldi (An) vi aveva svariati interessi. Presenziai personalmente alla consegna di 50 mila euro in contanti da parte di Sergio Orsi a Cosentino, incontro avvenuto a casa di quest'ultimo a Casal di Principe. Ricordo che Cosentino ebbe a ricevere la somma in una busta gialla e Sergio mi informò del suo contenuto".

Rapporti antichi, quelli con il politico che la scorsa settimana ha accompagnato Berlusconi nell'ultimo bagno di folla napoletano: "La mia conoscenza con Cosentino risale agli anni '80, quando lo stesso era appena uscito dal Psdi e si era candidato alla provincia. Ricordo che in quella occasione fui contattato da Bernardo Cirillo, il quale mi disse che dovevamo organizzare un incontro elettorale per il Cosentino che era uno dei 'nostri' candidati ossia un candidato del clan Bidognetti. In particolare il Cirillo specificò che era stato proprio 'lo zio' a far arrivare questo messaggio".

Lo 'zio', spiega, è Francesco Bidognetti: condannato all'ergastolo in appello nel processo Spartacus e, su ordine del ministro Alfano, sottoposto allo stesso regime carcerario di Totò Riina e Bernardo Provenzano. L'elezione alla provincia di Caserta è stata invece il secondo gradino della carriera di Cosentino, l'avvocato di Casal di Principe oggi leader campano della Pdl e sottosegretario all'Economia. "Faccio presente che sono tesserato 'Forza Italia' e grazie a me sono state tesserate numerose persone presso la sezione di Cesa. Mi è capitato in due occasioni di sponsorizzare la campagna elettorale di Cosentino offrendogli cene presso il ristorante di mio fratello, cene costose con centinaia di invitati. L'ho sostenuto nel 2001 e incontrato spesso dopo l'elezione in Parlamento".

Ma quando si presenta a chiedere un intervento per rientrare nel gioco grande della spazzatura, gli assetti criminali sono cambiati. Il progetto più importante è stato spostato nel territorio di 'Sandokan' Schiavone. Il parlamentare lo riceve a casa e può offrirgli solo una soluzione di ripiego: "Cosentino mi disse che si era adeguato alle scelte fatte 'a monte' dai casalesi che avevano deciso di realizzare il termovalorizzatore a Santa Maria La Fossa. Egli, pertanto, aveva dovuto seguire tale linea ed avvantaggiare solo il gruppo Schiavone nella gestione dell'affare e, di conseguenza, tenere fuori il gruppo Bidognetti e quindi anche me".

Vassallo non se la prende. È abituato a cadere e rialzarsi. Negli ultimi venti anni è stato arrestato tre volte. Dal 1993 in poi, ad ogni retata seguiva un periodo di stallo. Poi nel giro di due anni un'emergenza che gli riapriva le porte delle discariche. "Fui condannato in primo grado e prosciolto in appello. Ma io ero colpevole". Una situazione paradossale: anche mentre sta confessando reati odiosi, ottiene dallo Stato un indennizzo di un milione 200 mila euro. E avverte: "Conviene che li blocchiate prima che i miei fratelli li facciano sparire...".

  





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Messaggio RIFIUTI: TENSIONE ALTA, BLOCCHI A CHIAIANO 
 

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Domenica, 28 Settembre : 2008

RIFIUTI: TENSIONE ALTA, BLOCCHI A CHIAIANO
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I disordini al corteo dello 'jatevenne day'
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Manifestazione antidiscarica a Chiaiano, sassi e petardi contro la polizia
Alta tensione tra forze dell'ordine e dimostranti. Blocchi stradali e cassonetti dati alle fiamme. Gli agenti, in assetto antisommossa, hanno caricato la folla dopo gli incidenti. Due i poliziotti rimasti feriti. Il sindaco di Marano: ''E' mancato il buon senso da una parte e dall'altra''


Napoli, 27 set. (Adnkronos) - E' degenerata in incidenti la manifestazione antidiscarica a Chiaiano, organizzata dai comitati di Chiaiano e Marano Image . In serata, in via Cupa del Cane, la strada che immette alla discarica, alcune decine di manifestanti hanno lanciato petardi e sassi contro la polizia. Gli agenti, in assetto antisommossa, hanno poi caricato la folla. Due poliziotti sono rimasti feriti dal lancio dei petardi e sono stati portati all'ospedale Cardarelli.

I manifestanti hanno messo in atto blocchi stradali. Il traffico al crocevia di piazza Rosa dei Venti è rimasto completamente bloccato. Alcuni cassonetti sono stati rovesciati per bloccare le strade di accesso a Mugnano e Marano.

Gli scontri hanno avuto inizio quando il corteo è arrivato in via Cupa del Cane dove gli agenti in assetto antisommossa avevano formato un cordone per evitare che i dimostranti proseguissero fino alla cava del poligono dove sorgerà la discarica. A quel punto da alcuni settori del corteo sono partiti sassi e petardi contro gli agenti.

I dimostranti più facinorosi hanno dato alle fiamme alcuni cassonetti della spazzatura. In piazza Rosa dei Venti, invece, si è svolta un'assemblea alla quale hanno preso parte alcune centinaia di persone per decidere il da farsi. Gli incidenti sono divampati mentre era in corso una trattativa tra la polizia e una delegazione che chiedeva di entrare all'interno della cava del poligono.

"Abbiamo provato a mediare per una soluzione che permettesse di concludere senza problemi una manifestazione che si era svolta in assoluta calma e tranquillità - ha detto il sindaco di Marano Salvatore Perrotta, tra i partecipanti allo 'jatevenne day' -. Invece è mancato quel buon senso che sarebbe necessario sempre ed è mancato sia da una parte che dall'altra".

"La cosa che rammarica è che siamo di fronte ad un'autentica occupazione militare del territorio - ha continuato Perrotta - che peraltro impedisce a centinaia di cittadini di rientrare nelle proprie abitazioni. Ci piacerebbe vedere un dispiegamento di forze dell'ordine contro la camorra ed invece abbiamo rischiato noi stessi".

  





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Messaggio Manifestanti contro Bertolaso per la discarica di Chiaiano 
 
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Lunedì, 29 Settembre : 2008 L'Unione Sarda

Manifestanti contro Bertolaso
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per la discarica di Chiaiano


E' una calma a tempo quella che si respira a Chiaiano dopo gli scontri di sabato tra manifestanti e forze dell'ordine al termine della manifestazione contro la discarica.
Manifestanti contro Bertolaso La tensione, infatti resta alta, come gli stessi manifestanti hanno dimostrato domenica sera, tornando in strada per un corteo spontaneo che ha attraversato il quartiere, senza però dirigersi verso la discarica. La sensazione è quella di un muro contro muro che ha ormai sostituito il cima di trattativa, che pure si era instaurato nei cinque mesi della protesta. Una sensazione che emerge dalle parole pronunciate oggi dal sottosegretario Bertolaso secondo cui la protesta di Chiaiano è "senza argomenti", e "non porta alcuna proposta". "Noi andremo avanti: il tempo delle chiacchiere è finito", aggiunge Bertolaso, la cui struttura sta ultimando la bonifica e procede spedita verso l'apertura della discarica. Dure anche le parole usate oggi dai comitati del no: "La giornata di ieri preannuncia la ripresa di una dimensione di lotta già usata alcuni mesi fa", dicono, preannunciando quindi nuovi blocchi stradali come quelli che caratterizzarono i primi giorni della protesta a maggio e, sopratutto, affermando che iniziative di blocco potrebbero essere effettuate anche una volta che la discarica sarà aperta. "Anche se dovessero aprire cercheremo di fare in modo che meno immondizia possibile ci finisca dentro", assicurano. Nuove iniziative si stanno poi preparando per mercoledì, quando a Napoli tornerà il premier Berlusconi che potrebbe annunciare la data di apertura della discarica. Intanto, dopo gli scontri di ieri, arriva l'ora delle accuse reciproche. I comitati denunciano infatti dieci contusi e l'uso dei "lacrimogeni cs, quelli del G8 di Genova, ne abbiamo riconosciuto l'odore tremendo". La denuncia viene però smentita dalle forze dell'ordine, che contano cinque feriti, a cui Bertolaso esprime la sua solidarietà "i responsabili di questo sono coloro che hanno impedito per un anno qualsiasi soluzione al problema della mondezza in Campania e che ieri 'hanno mandato avanti centinaia di manifestanti, contro poliziotti e carabinieri con caschi e scudi di plexiglas". Spiragli alla trattativa cerca di aprire il sindaco di Marano Salvatore Perrotta che oggi è tornato a chiedere di poter ispezionare la cava: possibilità che, precisa il commissariato, per lui è già aperta, ma è preclusa ai cittadini visto che il sito è di interesse strategico nazionale. Perrotta ha anche richiamato in ballo i tecnici di parte che avevano partecipato ai tavoli di studio con i colleghi del sottosegretariato, chiedendo che possano "tornare nella cava a controllare l'avanzamento dei lavori".

  





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Messaggio Chiaiano, Bertolaso: "Protestano quelli che hanno perso 
 
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Martedì, 30 Settembre : 2008 L'Unione Sarda

Chiaiano, Bertolaso:
 Image
"Protestano quelli che hanno perso"


"A protestare contro la discarica di Chiaiano sono gli stessi che mi hanno impedito di lavorare durante il governo Prodi. Mi sembra che sono stati mandati a casa dagli italiani nel corso delle ultime elezioni". E' un duro attacco a Rifondazione Comunista e ai Verdi quello che il sottosegretario Guido Bertolaso lancia nel corso della trasmissione 'Viva voce' su Radio24. "Con Berlusconi - ha detto Bertolaso- ho realizzato il piano preparato con Prodi".
Chiaiano, Bertolaso: Il capo della Protezione Civile non nomina mai i due partiti parlando dell'emergenza rifiuti in Campania. Bertolaso ribadisce di essere un tecnico che "lavora bene con tutti" e rivela che proprio ieri ha ricevuto una lettera dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano "di cui non rivelo il contenuto ma che è di tono completamente diverso" rispetto alle polemiche sollevate da chi è contro la realizzazione della discarica e in cui il capo dello Stato "esprime apprezzamento per il lavoro che si sta facendo".

CON PRODI NON CE L'HO FATTA. "Non mi interessa per nulla il colore politico del premier - sottolinea ancora Bertolaso - osservo solo che con Prodi, con il quale sono buon amico, non sono riuscito a realizzare il piano che avevo disegnato e che era stato approvato dallo stesso governo Prodi; con Berlusconi ho ripresentato praticamente lo stesso piano e domani il presidente sarà per la nona volta a Napoli per aiutarmi a risolvere i tantissimi problemi che abbiamo dovuto affrontare". Quanto a Chiaiano, aggiunge il capo della Protezione Civile, "ognuno è libero di manifestare il proprio dissenso e di criticare, senza però travalicare certi limiti". Ma "è il caso di ricordare che non è stato Berlusconi a volere la discarica. Fu decisa dal governo Prodi e dall'ottimo commissario Gianni De Gennaro, e voglio vedere se qualcuno ha il coraggio di smentirmi". Dunque, ribadisce Bertolaso, proteste "senza argomenti". "Mi domando perché nessuno protesta con quei non pochi sindaci che in Campania non sanno neanche cosa sia la raccolta differenziata - conclude -. Spetta ai comuni farla e se un giorno decidessimo di commissariare quelli che non la fanno, ci sarà sicuramente qualcuno che griderà allo scandalo e alla dittatura".

  





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Messaggio RIFIUTI: BERLUSCONI A NAPOLI, E' LA NONA VOLTA 
 
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Mercoledì, 01 Ottobre : 2008

RIFIUTI: Berlusconi A NAPOLI,
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 E' LA NONA VOLTA


NAPOLI  - Nei giorni difficili per la discarica di Chiaiano il premier Silvio Berlusconi torna a Napoli, per la nona volta, per una riunione sui rifiuti con il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, in Prefettura. Ci sarà un pranzo del premier con i cinque prefetti delle province campane. Dopo aver fatto il punto sulle attività in corso, ci sarà una riunione ad hoc sui termovalorizzatori. Nel pomeriggio è previsto un incontro con la stampa.

Brucia ancora intanto il sito di stoccaggio di ecoballe in fiamme nei pressi del termovalorizzatore di Acerra, nel Napoletano. E' da ieri che l'incendio è attivo e sta coinvolgendo diverse ecoballe. Sul posto una squadra dei Vigili del Fuoco; ci si sta avvalendo anche di alcune ruspe per cercare di spostare il materiale.

I vigili hanno lavorato tutta la notte per cercare di spegnere l'incendio: le ecoballe sono all'interno di un deposito che ne contiene circa 700. Sono in corso accertamenti per stabilire l'eventuale origine dolosa.


Ieri si sono registrati nuovi tafferugli a Chiaiano, con proteste dei sindaci irpini che si sono incatenati a Roma davanti a Palazzo Chigi.

Le proteste sono montate su due fronti. A Roma, 13 sindaci dei comuni dell'alta Irpinia interessati alla discarica del Formicoso si sono incatenati davanti Palazzo Chigi in risposta al blitz della notte di domenica, quando i militari dell'esercito avevano chiuso l'accesso ai terreni in cui sorgerà la nuova discarica irpina. I sindaci dei comuni di Sant'Angelo dei Lombardi, Calitri, Lairano, Teora, Lioni, Vallata, Andretta, Bisaccia, Rocca San Felice, Guardia dei Lombardi, San Andrea di Conza, Monteverde e Lacedonia si sono hanno denunciato come si intenda "nascondere la monnezza di una regione sotto il tappeto di una zona, come l'Alta Irpinia, che fa la raccolta differenziata e ha già 2 altre discariche".

Un gesto eclatante che ha portato una delegazione dei primi cittadini ad ottenere un incontro con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, definito "molto soddisfacente": "Il sottosegretario - affermano i sindaci - ci ha assicurato che al momento saranno effettuati solo dei carotaggi nel sito del Formicoso e che la discarica aprirà solo se ce ne sarà bisogno dopo l'apertura di tutte le altre discariche della Campania, come previsto dal decreto ora convertito in legge".

Intanto, a Chiaiano la tensione resta altissima e nuovi scontri tra forze dell'ordine e manifestanti si sono verificati quando i cittadini del quartiere e della vicina Marano che erano al presidio di via Cupa Dei Cani hanno cercato di fermare quattro camion dell'esercito che trasportavano ghiaia alla cava. I manifestanti quando hanno visto arrivare i mezzi militari hanno infatti improvvisato un sit-in, bloccandoli per circa un'ora: la tensione è salita ed ha portato a tafferugli con le forze dell'ordine che hanno anche fermato per accertamenti Mauro Bertini, l'ex sindaco di Marano, poi denunciato per resistenza aggravata e interruzione di pubblico servizio e rilasciato. Nuove proteste sono avvenuta in serata, con un nuovo corteo spontaneo a Marano, a cui ha partecipato anche Bertini, e sono annunciate per oggi, quando i manifestanti si ritroveranno al centro di Napoli per manifestare contro il premier. Il riaccendersi della protesta non fa comunque vacillare il sottosegretario Bertolaso che ha lanciato un duro attacco all'estrema sinistra: "A protestare contro la discarica di Chiaiano - ha detto - sono gli stessi che mi hanno impedito di lavorare durante il governo Prodi e che oggi devono comunque trovare il modo di far vedere che esistono ancora visto che sono stati mandati a casa dagli italiani alle ultime elezioni".

  





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Venerdì, 31 Ottobre : 2008

A corredo e per la completezza della "cartella" segnalo il link che segue:

» RIFIUTI: BERTOLASO, ARRESTO PER CHI LI ABBANDONA   Image
Venerdì, 31 Ottobre : 2008 ROMA - Chi abbandona rifiuti 'ingombranti' (lavatrici, materassi, ecc) se colto in flagrante potrà essere arrestato: lo prevede il decreto approvato oggi dal Consiglio dei ministri che vale però solo per la Campania. Lo ha annunciato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Guido Bertolaso.  
(Leggi tutto / Commenta)
  





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Sabato, 8 Novembre : 2008

COLLEGATA:

» ABBANDONO DI RIFIUTI IN STRADA, SEI ARRESTI A NAPOLI  
Sabato, 8 Novembre : 2008 NAPOLI - Dopo le tre di stamattina, altre tre persone sono state arrestate a Napoli per l'abbandono in strada di rifiuti, in questo caso soprattutto speciali e pericolosi. I tre, nel quartiere Poggioreale, sono finiti in manette sempre in base a quanto stabilito dal decreto legge 172/2008.
(Leggi tutto / Commenta)

» Riflessioni senili (??!!)
Sabato, 8 Novembre : 2008 ...... leggi e leggine. Tanto per dire?, tanto per far vedere? bah ....  
(Leggi tutto / Commenta)

» CAMPANIA; ABBANDONO DI RIFIUTI IN STRADA. Costituzionalisti: decreto legge illegittimo
Sabato, 8 Novembre : 2008 ROMA  - L'aver limitato alla sola Campania l'arresto per chi abbandona rifiuti ingombranti in strada è una violazione del principio di uguaglianza: due presidenti emeriti della Corte Costituzionale, Valerio Onida e Antonio Baldassarre, dubitano della legittimità dell'ultimo decreto rifiuti.  
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Messaggio Re: Campania, l'emergenza rifiuti ... agg.to continuo 
 
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Venerdì, 21 Novembre : 2008

Image AGGIORNAMENTO: scavando dietro e oltre i "miracoli" di Silvio si vede la verità e si capisce che, anziché miracoli, erano e sono stati solo giochi di prestigio .... riminiscenze forse di quando faceva intrattenimento sulle navi da crociera (ed a guardar bene infatti, tutto il suo comportamento, nazionale e non, ... è sempre con impronta da cabaret o meglio: da avanspettacolo, ma quello delle sale di serie C) - Stan

» Rifiuti senza fine
Venerdì, 21 Novembre : 2008 Montagne di balle accatastate in una caserma. La discarica di Ferrandelle dove finisce di tutto. E 450 milioni già impegnati senza uscire dall'emergenza. Ecco la campania sei mesi dopo Silvio  
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La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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