Per spostarti rapidamente da una sezione all'altra:
Indice tematico delle sezioni.
Per un aggiornamento rapido sulle ultimissime (solo per chi è registrato):
TUTTE le "Ultimissime" e "Chi è in linea ora"
Indice tematico delle sezioni.
Per un aggiornamento rapido sulle ultimissime (solo per chi è registrato):
TUTTE le "Ultimissime" e "Chi è in linea ora"
Venerdì, 10 Ottobre : 2008
DE MARCHI, MAGGI, BARONI E VIGNA, La Stampa
LETTERE DAL CRAC
La situazione, nelle filiali delle banche italiane, è tutto sommato tranquilla. La maggioranza degli italiani si sente al riparo dallo squasso dei mercati mondiali. Così, non siamo arrivati agli estremi cui arrivò, poco meno di anno fa, Northern Rock: fuori dalle filiali della banca inglese c’erano i clienti in coda per ritirare il loro denaro.
Resta però il fatto che i risparmiatori non dormono sonni tranquilli: che fare del denaro depositato in banca? Come comportarsi con le azioni che scendono? Che sicurezza danno le obbligazioni che solo un anno fa sembravano assolutamente sicure? Tenendo presente che la regola generale in queste fasi di mercati altalenanti è restare fermi e aspettare (muoversi è pericoloso, sa come farlo solo chi opera sui mercati da professionista), ci sono comunque posizioni che possono essere alleggerite per ridurre l’esposizione dei propri risparmi alle turbolenze dei mercati.
Questo discorso vale soprattutto per azioni, obbligazioni, fondi di investimento eccetera. Per quanto riguarda i conti correnti, la garanzia fino a 103mila euro è la più alta d’Europa: il governo italiano ha aggiunto la sua garanzia a quella ordinaria - coperta dal fondo interbancario - rendendo le posizioni della clientela italiana ancora più sicure.
I pronti contro termine di Unicredit Banca
Ho effettuato con Unicredit una operazione pronti contro termine con scadenza 19/12/08. Nella lettera di conferma dell’operazione, la banca specifica: «I controvalori sono regolati sul vostro conto corrente e i titoli sul vostro conto deposito titoli». Il titolo sottostante è costituito da CTZ 30 Aprile 2010. Nel malaugurato caso di fallimento della banca, i titoli restano di mia proprietà? Quali pericoli corrono i miei risparmi?
GIUSEPPE BASSI
Sì, i titoli restano suoi ed il conto, garantito fino a prima della crisi sino a 103 mila euro dal sistema bancario oggi lo è anche dallo Stato.
È il caso di smobilizzare gli investimenti?
Ho un amico che lavora alla City di Londra presso la Citybank come rating maker e, nonostante sia una delle realtà ancora abbastanza solide in America, lui ha venduto tutto e messo sotto il materasso. Testuali parole: "un rendimento zero al giorno d'oggi è da considerarsi un buon risultato". Nonostante ciò sono anch'io in dubbio se smobilizzare quello che possiedo o attendere che passi la tempesta sperando che non faccia dei danni irreparabili.
TORO
Se «smobilizzare quello che ho» significa vendere tutte le azioni, questa è una scelta oggi diffusissima, da panico, che non può essere però giudicata buona o cattiva senza conoscere i titoli. Per alcuni potrebbe essere una mossa per salvare il salvabile, per altri una minusvalenza che potrebbe essere recuperata nel medio-lungo termine. Dire che tutti ora vendono è infatti scorretto, poichè finchè viene definito un prezzo di Borsa, frutto quindi di una contrattazione conclusa tra due parti, per una che vende c’è una che compra. Nessuno sa chi è il "furbo", oggi, tra chi entra e chi esce. Purtroppo lo si capirà solo in futuro. Warren Buffett, per esempio, ha comprato GE e Goldman Sachs recentemente. Insomma, se uno non pensa che il mondo, e la Borsa, finiscono tra tre giorni, liquidare ora può rivelarsi un autogol. Le crisi azionarie, comunque, sono utilissime per verificare la propria tolleranza al rischio, e alle perdite. Legittimo che uno scottato dica "la Borsa non fa per me" e abbandoni il gioco: come chi smette di andare al Casinò. Però deve sapere che abbandona anche uno strumento che, sul lungo termine, potrebbe meglio servire i suoi obiettivi di risparmio previdenziale.
Azioni di risparmio e azioni ordinarie
Le azioni di risparmio da qualche tempo si sono deprezzate - ed ancora continuano su questa tendenza - in misura percentuale almeno doppia rispetto alle ordinarie del loro stesso gruppo. Essendo destinate ai piccoli risparmiatori, avrebbe semmai dovuto accadere il contrario (vedi Fiat, Telecom Italia e spesso anche IntesaSanpaolo). Sarei grato se me ne spiegaste la ragione.
FRANCO Z.
Le azioni di risparmio sono state create una trentina d’anni fa con l’obiettivo di offrire ai risparmiatori un titolo meno rischioso delle azioni ordinarie con un rendimento più elevato (han diritto alla maggiorazione del dividendo) e con garanzie simili a quelle delle obbligazioni (sono rimborsate prima di tutte le altre in caso di fallimento). In Borsa però non hanno avuto molta fortuna, forse perché non sono mai state ben capite e in genere quotano un buon 30-40% meno delle ordinarie, anche perché non hanno diritto di voto e quindi non interessano ai grandi azionisti o agli speculatori. Per un piccolo investitore però rappresentano una forma interessante di risparmio, più sicura del mercato ordinario.
Le garanzie sui conti correnti
Vorrei sapere se il massimo garantito sale da 20mila a 100mila euro con il provvedimento approvato dal governo, e se, in caso di fallimento, - come ho letto in questi giorni sui girnali - 20mila euro verrebbero restituiti ai risparmiatori entro pochi mesi, e gli altri dopo il fallimento della banca. Saremo inclusi fra i creditori del fallimento come privilegiati?
LEOPOLDO
Facciamo chiarezza: l’aumento della garanzia da 20.000 a 100.000 euro (preso dall’Unione europea, non dal Governo italiano) riguarda solo i paesi che garantivano meno; l’Italia ha un limite, attraverso il Fondo interbancario di garanzia, di 103.291,37 euro (i vecchi 200 milioni), di conseguenza il suo tetto è già più alto e non cambia. Viceversa, il governo italiano ha approvato un decreto legge per aggiungere a questa garanzia anche quella statale (rendendo così i conti correnti sicuri come i titoli di Stato). È vero, il Fondo assicura 20 mila euro «subito» ed il resto dopo la chiusura della procedura di liquidazione coatta amministrativa (l’equivalente del fallimento per le banche). Si tratta comunque di un credito privilegiato e, con l’assistenza della garanzia del Tesoro, è diventato sicuro in misura totale. Sperando che non sia il caso di ricorrervi.
I bond della Bei
I Buoni del Tesoro della Bce sono affidabili o è meglio incassare subito quel che si può incassare?
BEPPE
Il lettore probabilmente si riferisce alle obbligazioni della Bei, cioè la Banca europea per gli investimenti, un ente sopranazionale che è costituito con fondi di tutti gli Stati appartenenti all'Unione europea. Per questo motivo queste obbligazioni sono oggi considerate le più sicure in assoluto, perché, come tutti gli organismi internazionale, hanno una forza finanziaria superiore a quella dei singoli Stati. E per lo stesso motivo in genere hanno un rendimento un pò inferiore a quello dei Btp o dei Bund tedeschi.
Le obbligazioni della pensionata
Sono una pensionata di 80 anni, non ho proprietà e vivo nelle ristrettezze. In banca Intesa mi hanno suggerito tempo fa alcune obbligazioni dicendomi che erano sicure. Erano... Ora mi dicono di stare tranquilla ma io non ci credo e non so davvero che cosa fare. Devo pagare medicine e badante e se perdo quei pochi risparmi sono rovinata: è comprensibile la mia preoccupazione. Si tratta di Dexia IT0003815955, CRPR&PC21009TM IT0004244734, BEI 11214STEP UP XS0205524506.
IRMA
I titoli indicati sono oggi da considerare sicuri per motivi diversi. Dexia, che era in fallimento, è stata rilevata dai governi belga e francese, quindi ormai è fuori dall’area di rischio ed è garantita anche se vale intorno a 70. Il prestito prevede è «strutturato» con scadenza 2010 (quindi incassabile a breve) ed è legato al cambio euro/dollaro; attualmente purtroppo la cedola non è pagata a causa dell’effetto indicizzazione negativo. Da tenere, purtroppo, per non monetizzare l'attuale perdita (che si azzererà con il rimborso a 100). Crpr - la sigla indica la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza - è un prestito a tasso misto con scadenza ottobre 2009 appartiene oggi al gruppo Crédit Agricole una delle più grandi banche francesi e va quindi considerata sicura anche alla luce delle decisioni dei governi italiano e francese sulle garanzie dei conti correnti. Da tenere, facendo peraltro presente a chi gliel’ha venduto l’assoluta incompatibilità con le sue esigenze di reddito. È un caso in cui potrebbe rivalersi contro la banca, assistita da un esperto, per mancanza di adeguatezza. Bei, infine, è la Banca europea per gli investimenti, inimmaginabile che possa fallire: è un istituto sovranazionale. Il prestito prevede una cedola crescente nel tempo. Da tenere.
Resta però il fatto che i risparmiatori non dormono sonni tranquilli: che fare del denaro depositato in banca? Come comportarsi con le azioni che scendono? Che sicurezza danno le obbligazioni che solo un anno fa sembravano assolutamente sicure? Tenendo presente che la regola generale in queste fasi di mercati altalenanti è restare fermi e aspettare (muoversi è pericoloso, sa come farlo solo chi opera sui mercati da professionista), ci sono comunque posizioni che possono essere alleggerite per ridurre l’esposizione dei propri risparmi alle turbolenze dei mercati.
Questo discorso vale soprattutto per azioni, obbligazioni, fondi di investimento eccetera. Per quanto riguarda i conti correnti, la garanzia fino a 103mila euro è la più alta d’Europa: il governo italiano ha aggiunto la sua garanzia a quella ordinaria - coperta dal fondo interbancario - rendendo le posizioni della clientela italiana ancora più sicure.
I pronti contro termine di Unicredit Banca
Ho effettuato con Unicredit una operazione pronti contro termine con scadenza 19/12/08. Nella lettera di conferma dell’operazione, la banca specifica: «I controvalori sono regolati sul vostro conto corrente e i titoli sul vostro conto deposito titoli». Il titolo sottostante è costituito da CTZ 30 Aprile 2010. Nel malaugurato caso di fallimento della banca, i titoli restano di mia proprietà? Quali pericoli corrono i miei risparmi?
GIUSEPPE BASSI
Sì, i titoli restano suoi ed il conto, garantito fino a prima della crisi sino a 103 mila euro dal sistema bancario oggi lo è anche dallo Stato.
È il caso di smobilizzare gli investimenti?
Ho un amico che lavora alla City di Londra presso la Citybank come rating maker e, nonostante sia una delle realtà ancora abbastanza solide in America, lui ha venduto tutto e messo sotto il materasso. Testuali parole: "un rendimento zero al giorno d'oggi è da considerarsi un buon risultato". Nonostante ciò sono anch'io in dubbio se smobilizzare quello che possiedo o attendere che passi la tempesta sperando che non faccia dei danni irreparabili.
TORO
Se «smobilizzare quello che ho» significa vendere tutte le azioni, questa è una scelta oggi diffusissima, da panico, che non può essere però giudicata buona o cattiva senza conoscere i titoli. Per alcuni potrebbe essere una mossa per salvare il salvabile, per altri una minusvalenza che potrebbe essere recuperata nel medio-lungo termine. Dire che tutti ora vendono è infatti scorretto, poichè finchè viene definito un prezzo di Borsa, frutto quindi di una contrattazione conclusa tra due parti, per una che vende c’è una che compra. Nessuno sa chi è il "furbo", oggi, tra chi entra e chi esce. Purtroppo lo si capirà solo in futuro. Warren Buffett, per esempio, ha comprato GE e Goldman Sachs recentemente. Insomma, se uno non pensa che il mondo, e la Borsa, finiscono tra tre giorni, liquidare ora può rivelarsi un autogol. Le crisi azionarie, comunque, sono utilissime per verificare la propria tolleranza al rischio, e alle perdite. Legittimo che uno scottato dica "la Borsa non fa per me" e abbandoni il gioco: come chi smette di andare al Casinò. Però deve sapere che abbandona anche uno strumento che, sul lungo termine, potrebbe meglio servire i suoi obiettivi di risparmio previdenziale.
Azioni di risparmio e azioni ordinarie
Le azioni di risparmio da qualche tempo si sono deprezzate - ed ancora continuano su questa tendenza - in misura percentuale almeno doppia rispetto alle ordinarie del loro stesso gruppo. Essendo destinate ai piccoli risparmiatori, avrebbe semmai dovuto accadere il contrario (vedi Fiat, Telecom Italia e spesso anche IntesaSanpaolo). Sarei grato se me ne spiegaste la ragione.
FRANCO Z.
Le azioni di risparmio sono state create una trentina d’anni fa con l’obiettivo di offrire ai risparmiatori un titolo meno rischioso delle azioni ordinarie con un rendimento più elevato (han diritto alla maggiorazione del dividendo) e con garanzie simili a quelle delle obbligazioni (sono rimborsate prima di tutte le altre in caso di fallimento). In Borsa però non hanno avuto molta fortuna, forse perché non sono mai state ben capite e in genere quotano un buon 30-40% meno delle ordinarie, anche perché non hanno diritto di voto e quindi non interessano ai grandi azionisti o agli speculatori. Per un piccolo investitore però rappresentano una forma interessante di risparmio, più sicura del mercato ordinario.
Le garanzie sui conti correnti
Vorrei sapere se il massimo garantito sale da 20mila a 100mila euro con il provvedimento approvato dal governo, e se, in caso di fallimento, - come ho letto in questi giorni sui girnali - 20mila euro verrebbero restituiti ai risparmiatori entro pochi mesi, e gli altri dopo il fallimento della banca. Saremo inclusi fra i creditori del fallimento come privilegiati?
LEOPOLDO
Facciamo chiarezza: l’aumento della garanzia da 20.000 a 100.000 euro (preso dall’Unione europea, non dal Governo italiano) riguarda solo i paesi che garantivano meno; l’Italia ha un limite, attraverso il Fondo interbancario di garanzia, di 103.291,37 euro (i vecchi 200 milioni), di conseguenza il suo tetto è già più alto e non cambia. Viceversa, il governo italiano ha approvato un decreto legge per aggiungere a questa garanzia anche quella statale (rendendo così i conti correnti sicuri come i titoli di Stato). È vero, il Fondo assicura 20 mila euro «subito» ed il resto dopo la chiusura della procedura di liquidazione coatta amministrativa (l’equivalente del fallimento per le banche). Si tratta comunque di un credito privilegiato e, con l’assistenza della garanzia del Tesoro, è diventato sicuro in misura totale. Sperando che non sia il caso di ricorrervi.
I bond della Bei
I Buoni del Tesoro della Bce sono affidabili o è meglio incassare subito quel che si può incassare?
BEPPE
Il lettore probabilmente si riferisce alle obbligazioni della Bei, cioè la Banca europea per gli investimenti, un ente sopranazionale che è costituito con fondi di tutti gli Stati appartenenti all'Unione europea. Per questo motivo queste obbligazioni sono oggi considerate le più sicure in assoluto, perché, come tutti gli organismi internazionale, hanno una forza finanziaria superiore a quella dei singoli Stati. E per lo stesso motivo in genere hanno un rendimento un pò inferiore a quello dei Btp o dei Bund tedeschi.
Le obbligazioni della pensionata
Sono una pensionata di 80 anni, non ho proprietà e vivo nelle ristrettezze. In banca Intesa mi hanno suggerito tempo fa alcune obbligazioni dicendomi che erano sicure. Erano... Ora mi dicono di stare tranquilla ma io non ci credo e non so davvero che cosa fare. Devo pagare medicine e badante e se perdo quei pochi risparmi sono rovinata: è comprensibile la mia preoccupazione. Si tratta di Dexia IT0003815955, CRPR&PC21009TM IT0004244734, BEI 11214STEP UP XS0205524506.
IRMA
I titoli indicati sono oggi da considerare sicuri per motivi diversi. Dexia, che era in fallimento, è stata rilevata dai governi belga e francese, quindi ormai è fuori dall’area di rischio ed è garantita anche se vale intorno a 70. Il prestito prevede è «strutturato» con scadenza 2010 (quindi incassabile a breve) ed è legato al cambio euro/dollaro; attualmente purtroppo la cedola non è pagata a causa dell’effetto indicizzazione negativo. Da tenere, purtroppo, per non monetizzare l'attuale perdita (che si azzererà con il rimborso a 100). Crpr - la sigla indica la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza - è un prestito a tasso misto con scadenza ottobre 2009 appartiene oggi al gruppo Crédit Agricole una delle più grandi banche francesi e va quindi considerata sicura anche alla luce delle decisioni dei governi italiano e francese sulle garanzie dei conti correnti. Da tenere, facendo peraltro presente a chi gliel’ha venduto l’assoluta incompatibilità con le sue esigenze di reddito. È un caso in cui potrebbe rivalersi contro la banca, assistita da un esperto, per mancanza di adeguatezza. Bei, infine, è la Banca europea per gli investimenti, inimmaginabile che possa fallire: è un istituto sovranazionale. Il prestito prevede una cedola crescente nel tempo. Da tenere.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).




















