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Giovedì, 20 Novembre : 2008 La Stampa
"Consumi in calo nei prossimi 3 anni"
La Confcommercio lancia l'allarme.
Dura replica del Codacons: «Perchè i vostri iscritti aumentano i prezzi?»
ROMA - Per tre anni, i consumi continueranno a calare: Confcommercio prevede che nel 2008 scenderanno dello 0,5%, così pure nel 2009, mentre nel 2010 il decremento sarà nell’ordine dello 0,4%. In particolare, saranno gli alimentari e le bevande a soffrire quest’anno una fase particolarmente penalizzante (-1,2%) ma non solo: tutte le voci subiranno significativi decrementi.
Confcommercio stima che la crisi dei consumi non farà registrare fasi di crolli (la cosiddetta crisi a V) ma sarà più lunga (la crisi a U). E comunque nessun settore verrà "risparmiato": la voce "Ricreazione, tempo libero e consumi fuori casa", che quest’anno calerà dello 0,5%, registrerà il -1,4% nel 2009 e il -2% nel 2010. Alimentari e bevande, dopo il -1,2% di quest’anno, si ridurranno poi poco grazie al rientro dell’inflazione (0 nel 2009 e -0,2% nel 2010). Significativi anche i trend del "vestiario e calzature" (-0,5% nel 2008, -0,6% nel 2009 e -0,8% nel 2010), dell'"abitazione e durevoli casa" (-0,5% nel 2008, 0 nel 2009 e -0,1% nel 2010). Infine, i "trasporti, comunicazioni e altro" rimarcheranno il -0,5% nel 2008, il -1,4% nel 2009 e il -2% nel 2010.
Dura la replica dei consumatori. «Quello che la Confcommercio non è in grado di spiegare è perchè i suoi iscritti, invece di ridurre i prezzi, continuano ad aumentarli, nonostante il calo della domanda da loro stessi evidenziato», commenta il Codacons. «Per il Codacons i commercianti, dopo l’allarme lanciato da questo loro studio, dovrebbero coerentemente abbassare i prezzi degli alimentari di almeno il 20%, considerato che dall’introduzione dell’euro ad oggi li hanno raddoppiati, contribuendo a mandare sul lastrico le famiglie italiane. Invitiamo pertanto la Confcommercio ad inviare ai suoi iscritti una circolare per invitarli ad abbassare i prezzi, unico modo per rilanciare i consumi ed evitare la crisi in atto. Inoltre dovrebbe unirsi alla richiesta del Codacons di anticipare i saldi al 15 dicembre, se non vogliono avere un Natale magro», conclude il Codacons.
Dura replica del Codacons: «Perchè i vostri iscritti aumentano i prezzi?»
Confcommercio stima che la crisi dei consumi non farà registrare fasi di crolli (la cosiddetta crisi a V) ma sarà più lunga (la crisi a U). E comunque nessun settore verrà "risparmiato": la voce "Ricreazione, tempo libero e consumi fuori casa", che quest’anno calerà dello 0,5%, registrerà il -1,4% nel 2009 e il -2% nel 2010. Alimentari e bevande, dopo il -1,2% di quest’anno, si ridurranno poi poco grazie al rientro dell’inflazione (0 nel 2009 e -0,2% nel 2010). Significativi anche i trend del "vestiario e calzature" (-0,5% nel 2008, -0,6% nel 2009 e -0,8% nel 2010), dell'"abitazione e durevoli casa" (-0,5% nel 2008, 0 nel 2009 e -0,1% nel 2010). Infine, i "trasporti, comunicazioni e altro" rimarcheranno il -0,5% nel 2008, il -1,4% nel 2009 e il -2% nel 2010.
Dura la replica dei consumatori. «Quello che la Confcommercio non è in grado di spiegare è perchè i suoi iscritti, invece di ridurre i prezzi, continuano ad aumentarli, nonostante il calo della domanda da loro stessi evidenziato», commenta il Codacons. «Per il Codacons i commercianti, dopo l’allarme lanciato da questo loro studio, dovrebbero coerentemente abbassare i prezzi degli alimentari di almeno il 20%, considerato che dall’introduzione dell’euro ad oggi li hanno raddoppiati, contribuendo a mandare sul lastrico le famiglie italiane. Invitiamo pertanto la Confcommercio ad inviare ai suoi iscritti una circolare per invitarli ad abbassare i prezzi, unico modo per rilanciare i consumi ed evitare la crisi in atto. Inoltre dovrebbe unirsi alla richiesta del Codacons di anticipare i saldi al 15 dicembre, se non vogliono avere un Natale magro», conclude il Codacons.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















