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[b]Domenica, 20 Aprile : 2008[/b Il Giorno
Sono soldi determinanti per salvare i bilanci
«È giusto eliminare l’Ici ma bisogna compensarla»
di MAGDA BIGLIA
C’È CHI È MOLTO preoccupato, chi un po’ meno perché ha fiducia nell’attenzione del nuovo governo. Sono concordi i sindaci che abbiamo sentito sull’abolizione dell’Ici, «iniqua tassa che grava sulla prima abitazione», tuttavia sono altrettanto d’accordo sull'impossibilità di sostenere quel mancato introito in assenza di compensazione da parte dello Stato. Quei fondi sono determinanti per le spese correnti in ottemperanza al patto di stabilità, senza non si può; significherebbe taglio dei servizi. «Sbandierano tanto il federalismo - dice Anna Guarneri, primo cittadino di Ghedi, centrosinistra - poi tolgono autonomia finanziaria ai Comuni che dovranno ancora attendere soldi da Roma».
QUESTA È LA posizione ufficiale del Pdl: già la Finanziaria prevedeva di rimborsare, tramite il ministero degli Interni, le detrazioni sulla tassa; ora l'intera somma sarebbe restituita dalle casse statali. Diversa è l'idea della Lega che non apprezza il ritorno al centralismo. Il Carroccio vuole che sia passata ai municipi una fetta di Irpef pari al gettito Ici, appunto in nome del federalismo fiscale. Giorgio Prandelli, sindaco lumbard di Ospitaletto, pensa al riassetto delle tasse su base locale, «quindi potrebbe essere la Regione a riempire il vuoto lasciato dalla soppressione del balzello. Il momento è difficilissimo per le finanze locali, non si deve togliere nulla. Noi siamo abbastanza fortunati perché le entrate maggiori, circa l'80%, derivano dall'Ici delle aziende, però ci sono piccole realtà che non riuscirebbero a reggere». «Non tutti hanno l'Asm», dichiara facendo riferimento al capoluogo, Brescia, dove l'Ici nel 2008 è stata abolita per le prime case non di lusso.
L'ICI ERA STATA introdotta proprio per sopperire al taglio dei trasferimenti statali, non tutti gradiscono l'inversione con perdita di autonomia. È di centrodestra anche il sindaco di Gottolengo Giuliana Pezzi, che teme la sottrazione di un gettito importante per il suo comune della Bassa. «Si vedrà con l'attesa riforma delle autonomie locali, è tutto il sistema da ripensare».
I SINDACI dei centri turistici hanno un'unica riserva, che venga abolita solo l'Ici sulla prima casa. Per il resto se la ridono, gran parte della loro entrata viene dalle abitazioni di vacanza. «Praticamente i dalignesi già non pagano sull'alloggio in cui abitano. Esisteva una detrazione comunale che, sommata alla detrazione statale del 2008, porta all'annullamento». Nel portafoglio di Ponte di Legno arriva il 7 per mille delle numerosissime seconde case e Mario Bezzi, appena rieletto sindaco con l'80% dei voti con una compagine composita e trasversale, è tranquillo. Lo stesso succede a Gardone Riviera. Il sindaco Alessandro Bazzani, che guida una civica nella cittadina sul lago di Garda ritiene che «certo anche le piccole cifre hanno il loro valore per gli enti locali sempre alle prese con il bilancio, però il problema dell'Ici non si pone visto che l'80% viene dalle seconde case».
QUESTA È LA posizione ufficiale del Pdl: già la Finanziaria prevedeva di rimborsare, tramite il ministero degli Interni, le detrazioni sulla tassa; ora l'intera somma sarebbe restituita dalle casse statali. Diversa è l'idea della Lega che non apprezza il ritorno al centralismo. Il Carroccio vuole che sia passata ai municipi una fetta di Irpef pari al gettito Ici, appunto in nome del federalismo fiscale. Giorgio Prandelli, sindaco lumbard di Ospitaletto, pensa al riassetto delle tasse su base locale, «quindi potrebbe essere la Regione a riempire il vuoto lasciato dalla soppressione del balzello. Il momento è difficilissimo per le finanze locali, non si deve togliere nulla. Noi siamo abbastanza fortunati perché le entrate maggiori, circa l'80%, derivano dall'Ici delle aziende, però ci sono piccole realtà che non riuscirebbero a reggere». «Non tutti hanno l'Asm», dichiara facendo riferimento al capoluogo, Brescia, dove l'Ici nel 2008 è stata abolita per le prime case non di lusso.
L'ICI ERA STATA introdotta proprio per sopperire al taglio dei trasferimenti statali, non tutti gradiscono l'inversione con perdita di autonomia. È di centrodestra anche il sindaco di Gottolengo Giuliana Pezzi, che teme la sottrazione di un gettito importante per il suo comune della Bassa. «Si vedrà con l'attesa riforma delle autonomie locali, è tutto il sistema da ripensare».
I SINDACI dei centri turistici hanno un'unica riserva, che venga abolita solo l'Ici sulla prima casa. Per il resto se la ridono, gran parte della loro entrata viene dalle abitazioni di vacanza. «Praticamente i dalignesi già non pagano sull'alloggio in cui abitano. Esisteva una detrazione comunale che, sommata alla detrazione statale del 2008, porta all'annullamento». Nel portafoglio di Ponte di Legno arriva il 7 per mille delle numerosissime seconde case e Mario Bezzi, appena rieletto sindaco con l'80% dei voti con una compagine composita e trasversale, è tranquillo. Lo stesso succede a Gardone Riviera. Il sindaco Alessandro Bazzani, che guida una civica nella cittadina sul lago di Garda ritiene che «certo anche le piccole cifre hanno il loro valore per gli enti locali sempre alle prese con il bilancio, però il problema dell'Ici non si pone visto che l'80% viene dalle seconde case».
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















