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CRESCE IL TASSO FISSO, RINCARI IN VISTA
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Luned́, 8 Ottobre 2007

MUTUI: E' EFFETTO SUBPRIME

CRESCE IL TASSO FISSO, RINCARI IN VISTA



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Crisi dei mutui subprime, rallentamento del mercato immobiliare e una lunga carrellata di rialzi dei tassi da parte della Bce (forse finita) che ha stangato chi ha scelto il tasso variabile. Sono tempi duri per i mutui, diventati un prodotto finanziario di cui i risparmiatori italiani iniziano a diffidare: vi ricorrono meno frequentemente che in passato e, quando lo fanno, scelgono un mutuo a tasso fisso per mettersi al riparo da brutte sorprese. "Facciamo i conti con un effetto psicologico determinato anche da una fortissima compagna stampa sulla crisi americana", spiega all'Agi, Mauro Silvestri, responsabile della linea mutui per il gruppo Mps - "i volumi erogati negli ultimi mesi confermano un forte calo del tasso variabile, con una netta inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni. Inoltre - prosegue l'esperto - registriamo un forte incremento delle richieste di rinegoziazione delle condizioni dei mutui e di passaggio al mutuo a tasso fisso perche' cosi' i consumatori si sentono piu' sicuri".

L'appeal del tasso fisso e' confermato dai dati di Assofin. Dopo anni di predominio del tasso variabile, nel primo semestre del 2007 si registra "una decisa inversione di tendenza" con una quota superiore al 50% di flussi erogati relativi a mutui a tasso fisso (in particolare, 51% contro il 18% dello steso periodo dell'anno precedente). Piu' in generale, si registra un "significativo rallentamento" delle erogazioni: dal +21,1% del primo semestre 2006 a un ben piu' modesto +6,8% del primo semestre 2007. Alle conseguenze dei rialzi della Bce che hanno comportato rate piu' pesanti chi ha optato per il tasso variabile (il parametro di indicizzazione Euribor e' piu' che raddoppiato dal giugno 2005), si somma oggi l'effetto subprime che si traduce in ulteriori rincari per i nuovi mutui.

"La crisi di fiducia e di liquidita' generate dalla crisi americana hanno comportato per le banche un aumento del costo di approvvigionamento", spiega Luciano Ambrosone, responsabile dell'Ufficio per i finanziamenti ai privati di Intesa SanPaolo, "quindi oggi ci sono le condizioni per aumentare i tassi suoi nuovi mutui che abbiamo dovuto rivedere al rialzo dall'inizio del mese corrente per riflettere il sottostante costo della raccolta affrontato dalla banca". Una mossa che, attacca l'Adusbef, "smentisce clamorosamente le rassicuranti dichiarazioni di Bankitalia, Bce e Autorita' monetarie secondo le quali la crisi dei mutui sub-prime non avrebbe avuto effetti sulle banche italiane". E secondo l'associazione dei consumatori gli altri istituti si preparano ad allinearsi al rialzo per "una ulteriore stangata su mutui e prestiti quantificabile in circa 180 euro su base annua". L'Adusbef, poi, ha studiato il rapporto della Bce sul mercato del credito in Europa ed e' arrivata a conclusioni poco rassicuranti: "le banche di Eurolandia ritengono che la crisi dei mutui subprime possa pesare sul mercato del credito nei prossimi tre mesi - spiega l'associazione - e ritengono che nel quarto periodo dell'anno, ci sara' un'ulteriore riduzione nell'accesso al credito sia da parte delle stesse banche che dei consumatori".

Dunque, denaro piu' caro. Sia per le banche, che per i risparmiatori che si indebitano con gli istituti. E' d'accordo Giuseppe Piano Mortari, direttore operativo di Assofin: "l'effetto subprime - afferma - dal punto di vista psicologico, puo' portare una ulteriore riduzione della domanda in un mercato che gia' era in rallentamento per ragioni legate alle flessione del mercato immobiliare" Mi aspetto da parte delle banche l'applicazione di spread leggermente piu' alti - spiega - e questo potrebbe comportare, dal lato della domanda, una minore disponibilita' a ricorrere ai mutui, soprattutto se si compra una casa non per abitarci, ma come investimento".

  





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