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La ricetta di oggi: Tagliatelle con cicerchie
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Messaggio La ricetta di oggi: Tagliatelle con cicerchie 
 
Bigazzi consiglia. Le ricette d'autunno

Tagliatelle con cicerchie


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300 grammi di semola rimacinata di grano duro;
200 grammi di cicerchie di Ischia, pugliesi o delle Marche;
una cipolla rossa;
sedano e prezzemolo;
2 spicchi d’aglio;
una foglia d’alloro;
sale;
peperoncino;
6 cucchiai d’olio extra-vergine d’oliva



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Fare la fontana con la semola rimacinata di grano duro e impastare con l’acqua, tirare una sfoglia a lino, arrotolarla e tagliare delle tagliatelle di mezzo centimetro. Porle ad asciugare. Dopo aver lavato bene le cicerchie, tenerle a bagno per 24 ore. Porle in pentola, dopo averle risciacquate, ad acqua fredda, tanta da coprirle. Mandare a fuoco lento per 2 ore, aggiungendo, se necessario, acqua bollente, poca per volta. Dopo 2 ore, aggiungere il sedano, l’alloro, il prezzemolo, l’aglio e il sale. Un’altra ora e mezza e saranno pronte. Far cuocere la pasta e scolarla. Mescolarla con le cicerchie e mentre il tutto è nella zuppiera, aggiungerci la cipolla rossa, lievemente soffritta in olio abbondante. Si può evitare il soffritto con la cipolla e, in questo caso, nel proprio piatto condire con l’olio extra-vergine d’oliva.

NOTA:

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La cicerchia è un legume ormai dimenticato, coltivato solamente in alcune zone dell'Italia centrale in quantità ridotta. È una pianta annuale, Lathyrus sativus, che assomiglia alla veccia e contiene nei suoi bacelli dei semi poco più grandi dei piselli ma più schiacciati.

Le cicerchie si trovano solo secche, e vanno sottoposte a un lungo ammollo prima di cuocerle (24 ore). L'acqua di ammollo, leggermente tiepida, va eliminata poiché contiene una sostanza che può dare problemi al sistema nervoso.



News:

Roma - (Ign) - La pasta, fatta in casa con le uova o con l’acqua, o il riso con i legumi sono un classico italiano. Di tutto il Paese. Che la pasta sia lunga o corta cambia poco. Che ci sia o meno il pomodoro, e oltre all’olio extra-vergine d’oliva, grassi animali come pancetta, guanciale, lardo, anche questo non è poi tanto importante: i protagonisti sono la pasta o il riso e i legumi, ceci, fagioli, cicerchie, lenticchie, o cereali come orzo o farro... In tutte le campagne del nostro Paese, questi piatti, decine e decine, si assomigliavano e sfamavano la gente semplice dando nuova forza per affrontare le, allora dure, fatiche che la campagna richiedeva. Piatti unici, spesso ben bilanciati, di costo quasi nullo.

Anche oggi, in città, in porzioni più ridotte e con costi non così bassi, sono piatti eccellenti, sani, nutrienti, completi. Saranno ancora migliori se non verranno presentati come piatti "poveri" e se saranno gustati con lo stato d’animo che richiedono: sereno, felice come di fronte a opere di alto artigianato, se non d’arte pura e semplice.

  





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