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FINANZIARIA: L'UNIONE SUPERA LA PRIMA PROVA
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Messaggio FINANZIARIA: L'UNIONE SUPERA LA PRIMA PROVA 
 
Martedì, 23 Ottobre 2007- 21:08

FINANZIARIA: L'UNIONE SUPERA LA PRIMA PROVA,
 MA SEMPRE SUL FILO


 (di Chiara Scalise)

- Pacchetto sicurezza, divisioni nel governo

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ROMA - Due a zero. Finisce così la prima giornata dell'Unione sulla finanziaria in aula a Palazzo Madama. La maggioranza riesce a respingere una doppietta di votazioni insidiosa anche se, come sempre, correndo sul filo dei numeri. Centrosinistra e governo tirano un mezzo sospiro di sollievo, ma sono pienamente consapevoli di aver superato solo il primo atto dell'opera. Da mercoledi' ci si conta sul decreto collegato, articolo per articolo. Poi giovedì ci sarà il voto finale, quindi dal 5 al 14 novembre, nell'aula del Senato, toccherà alla finanziaria.

E lì si affastellano i dubbi e sospetti di imboscate. D'altro canto, il centrodestra non ne fa mistero: l'allarme per il governo, anticipa il portavoce del Cavaliere, Paolo Bonaiuti, scatta a metà mese. E forse non è un caso che l'atmosfera al Senato per tutta la giornata non abbia raggiunto picchi di tensione come in altre occasioni. Al contrario, nei corridoi è stato un crescendo di relativa fiducia sul fronte dell'Unione, soprattutto dopo che le voci sulle dimissioni del Guardasigilli Clemente Mastella si sono acquietate.

Certo, questo non vuol dire che Unione e governo abbiano preso la sfida sottogamba, come dimostra l'attenzione ai più piccoli dettagli del piano di battaglia. Tra i gesti distensivi, arriva anche la notizia che governo e maggioranza ritirano tutti gli emendamenti al decreto: saltano così anche la proposta di introduzione di un Mister Prezzi auspicata da Palazzo Chigi e le modifiche alla cancellazione della Ponte Stretto Spa preannunciate dal ministro Antonio Di Pietro.

A qualche ora dal momento della verità in Aula, lo schema è chiaro: Franca Rame malata, il senatore argentino Luigi Pallaro assente, niente Rita Levi Montalcini; in compenso, si potrà  contare sull'appoggio altri due senatori a vita, Emilio Colombo e Giulio Andreotti. La parola d'ordine, quindi, è tirare un po' per le lunghe e aspettare le 17.45, quando direttamente da Palazzo Chigi arriveranno in Aula i due ministri-senatori: Clemente Mastella, che è uno dei protagonisti della giornata di governo, e Livia Turco.  

Si va così al voto: 156 a 158 nella prima tornata che respinge le pregiudiziali di costituzionalità e poi 156 a 157 per dire no alla questione sospensiva. E' sempre rosso il pallino che si illumina sui banchi dei due senatori a vita presenti in Aula e che comunque non sono determinanti per la vittoria del centrosinistra nonostante le accuse della Cdl. Al centrodestra, che non ha fatto mancare neanche un senatore, non é andata giù in particolare la scelta del 'Divo Giulio' e infatti è pronta la spiegazione velenosa: Andreotti preferirebbe un governo istituzionale e di fronte invece alla prospettiva di nuove elezioni avrebbe chiuso la porta.

Ma al Senato c'é sempre qualcosa che sfugge di mano e questa volta è giallo sul risultato diverso delle votazioni. Le facce in Transatlantico, al termine delle votazioni, sono interrogative, ma l'Ulivo è pronto a giurare che non sono stati i senatori border-line: tutti seduti ai primi banchi e controllati a vista, come conferma anche uno di loro Roberto Manzione. C'é però pressing per una risposta e così inizia a circolare l'ipotesi che si sia trattato di un mero errore tecnico e che a commetterlo sia stato l'ex senatore del Pdci Ferdinando Rossi. Lui però nega deciso.

Ma l'importante è quello che si porta a casa. E a casa l'Unione porta una vittoria. Certo, resta intatta la preoccupazione per il futuro prossimo. Due i binari che continuano a correre paralleli: quello dei 'riottosi' e il tormentone della campagna acquisti che sarebbe firmata Berlusconi.

Due binari che se mai si dovessero saldare, è il ragionamento in casa Ulivo, porterebbero a una caduta del governo rovinosa. Fatto sta che se contro la compravendita azzurra le armi sono spuntate, il lavorio per assicurare i ribelli alla maggioranza è incessante.

  





ViviCentro (art. 19 e 21)

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