(di Paola Barbetti) (ANSA) -
ROMA, 9 NOV - Due milioni di lavoratori in sciopero, mezzo milione in piazza, oltre 30 cortei in tutt'Italia: sono i 'grandi numeri' vantati dai sindacati di base, promotori dello sciopero generale di 24 ore di oggi in tutti comparti lavorativi, pubblici e privati. Grandi numeri e grandi disagi, secondo gli organizzatori che parlano di paralisi nei trasporti, forti adesioni nella sanita' e della scuola. Nella realta' dati ridimensionati: nessuna paralisi ma disagi nelle grandi aree urbane, per traffico in tilt e mezzi pubblici a singhiozzo; molti voli cancellati, adesioni a macchia di leopardo altrove, scuola, uffici pubblici. A pagare le conseguenze del ''segnale forte lanciato al governo in tema di politica economica e sociale'', come affermano Cobas e Cub, oggi sono stati soprattutto i cittadini di Roma e Milano, compresi quelli che dovevano viaggiare in aereo. Disagi anche via mare, per alcune corse Tirrenia cancellate. Quasi indenne invece, secondo le Ferrovie, la circolazione dei treni, pressoche' regolare a fronte di un'adesione di appena l'1%. A mettere in campo la mobilitazione contro l'accordo sul welfare, la finanziaria, il lavoro precario, di fatto, contro la politica economica e sociale del governo Prodi, un gruppo di sigle di base, dal Cu ai Cobas, Sdl, il sindacato anarchico Usiait, Unicobas e altre. A singhiozzo il trasporto locale (dove pesa la presenza Cobas) e quello aereo, tartassato da cancellazioni e disagi tanto da provocare proteste dei passeggeri allo scalo di Fiumicino. 96 i voli cancellati dall' Alitalia su un operativo di quasi 800 voli giornalieri. 46 i voli cancellati a Milano Malpensa, 33 a Linate; 80 tra arrivi e partenze a Fiumicino, due invece a Ciampino. Fiumicino e' stato in piu' bersagliato da altre astensioni. Protesta ''riuscita'' nella scuola: a Roma, afferma Unicobas, sono rimasti chiusi il 30% degli istituti, astensione dal lavoro a macchia di leopardo altrove. A Milano metro regolare ma riduzione del servizio del 30% sulle linee di superficie. Metro e traffico regolari a Torino dove secondo le Rappresentanze di base l'adesione dei lavoratori dei trasporti e' stata dell' 80%. Pochi disagi nelle altre principali citta', Napoli, Bologna, Palermo. I 'disobbedienti' hanno bloccato un treno alla stazione di Padova per raggiungere i Cobas a Venezia ma senza pagare il biglietto. Code, intasamenti e forti disagi al traffico segnalati in mattinata in Veneto, con molte auto e mezzi privati riversati in strada. Ad aggravare il 'venerdi' nero' vissuto dalla Capitale, oltre a Milano, sono stati i migliaia in corteo. In piazza con striscioni e slogan i lavoratori di tutti i settori: trasporti, pubblica amministrazione, scuola, ospedali, ma soprattutto precari, studenti medi e universitari, centri sociali, movimenti di lotta per la casa e migranti. Almeno 30 i cortei variopinti che hanno sfilato nei capoluoghi di regioni e nelle principali citta': 400-500.000 persone secondo i sindacati che parlano di ''adesioni oltre ogni aspettativa: il governo non puo' ignorare due milioni di scioperanti'' dice Pierpaolo Leonardi, Cub. Al corteo romano ha preso parte anche Marco Ferrando, portavoce del Pcl (Partito comunista lavoratori); ovunque e' stata la festa del sindacalismo spontaneista e non ortodosso. Molti i 'No' gridati dalla protesta: contro il Protocollo del 23 luglio; il lavoro precario; contro la Finanziaria, ''che non stanzia le risorse per il rinnovo dei Contratti di scuola e pubblico impiego e da' soldi solo al padronato''; per il diritto al lavoro stabile e al reddito; per il taglio drastico delle spese militari; contro il monopolio Cgil-Cisl-Uil sui diritti sindacali.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















