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PAKISTAN: KARACHI - La storia di Shahzad
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Messaggio PAKISTAN: KARACHI - La storia di Shahzad 
 
Venerdì, 14 Dicembre 2007 - 15:53

La storia di Shahzad

 
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KARACHI (PAKISTAN) - Shahzad ha compiuto 18 anni proprio quest’anno, nel mese di luglio. Era il luglio del 1989 quando un volontario della Edhi Foundation di Karachi lo trovo’ abbandonato davanti a un cumulo di rifiuti lungo una strada del popoloso quartiere di Saddar. Anche Shahzad, forse, ha pagato caro una relazione extraconiugale della madre o forse, piu’ semplicemente, e’ stato concepito senza che i genitori fossero gia’ sposati. La legge islamica della sharia punisce in modo grave le donne che decidono di tenere il bambino. Molte rischiano di essere lapidate in un luogo pubblico. Oggi Shahzad lavora come segretario fact-totum in una delle sedi principali della Edhi Fondation di Karachi, quella dove c’e’ la scrivania di Anwar Kazmi, il braccio destro di Edhi Adbul Sattar, l’uomo che ha messo in piedi questa importante organizzazione non governativa.

   Per il compleanno di Shahzad, quel giorno di luglio, non c’e’ stato molto tempo per festeggiare. A luglio a Karachi il caldo e’ impressionante. I ventilatori servono a poco e la citta’ e’ un vero inferno. Shahzad si occupa di catalogare atti e documenti, tiene in ordine l’archivio e lavora al computer. E’ stata la stessa Edhi a preoccuparsi di lui facendolo studiare. Oggi, oltre a sapere usare il computer e i principali programmi di editing e di grafica, Shahzad parla un ottimo inglese. Sicuramente meglio del mio. Ma soprattutto, la Edhi lo ha aiutato a stare lontano dalle cattive compagnie. Tra un anno dovrebbe anche sposarsi.

   Abbiamo parlato un po’. Shahzad segue il cricket, lo sport nazionale pakistano, ma non disdegna il calcio e quando gli dico che sono italiano lui sorride e ricorda che gli Azzurri hanno vinto il campionato del mondo lo scorso anno in Germania. Mentre parliamo, il dottor Kazmi fa portare il chai, il the’ con latte, un vero rito da queste parti. Ottobre e novembre sono mesi autunnali a Karachi ma il caldo resta intenso. Fuori, in strada, davanti a questa sede della Edhi, ci sono quattro ambulanze ferme. “Sei stato fortunato – mi dice Shahzad -. Solitamente e’ un continuo salire e scendere dalle ambulanze per recarci dove c’e’ una situazione d’emergenza”. Esco fuori e scatto qualche foto.


APPROFONDIMENTI

- I BAMBINI DI POLVERE

- Una megalopoli senza cartoline

- La Edhi Foundation, scheda

- Tre libri per leggere Karachi


Collegate:

- Tra i bambini al bazar di Saddar -  Image

- In panne nel deserto dei polli   -  Image

- Nella redazione di Doohm tv   -  Image
  





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