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«Attacchi inaccettabili alle scelte ambientali di Brescia»
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Messaggio «Attacchi inaccettabili alle scelte ambientali di Brescia» 
 
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«Attacchi inaccettabili
alle scelte ambientali di Brescia»


Negli ultimi giorni abbiamo dovuto constatare la pubblicazione sulla stampa, non solo bresciana, di inquietanti articoli nei quali sedicenti esperti ambientali espongono il Comune di Brescia ad inaccettabili attacchi sulle tematiche legate all’ambiente.
In particolar modo, il 17 gennaio scorso, si è data notizia delle iniziative di raccolta firme che sono state avviate affinché il Comune di Brescia intervenga nei procedimenti giudiziari civili e penali nei confronti della Società Caffaro SpA.  
Lo scenario rappresentato dai promotori di tali iniziative è quello di un’inerzia o addirittura, attraverso inaccettabili e volgari insinuazioni, di una connivenza dell’attuale Amministrazione con la suddetta Società per cercare di insabbiare il caso.
Riteniamo estremamente irresponsabili, oltre che infamanti, tali affermazioni, che - mosse da un astio incomprensibile - rischiano di diffondere notizie false e di ingenerare un sentimento di sfiducia nella cittadinanza. - Peraltro, le iniziative pubblicizzate, fomentate attraverso una sistematica manipolazione della realtà, non favoriscono né la comprensione del problema né un corretto dibattito, malgrado il Comune di Brescia abbia sempre promosso un confronto sereno e la più ampia partecipazione e trasparenza. - In proposito, ci preme fornire le più ampie rassicurazioni ai nostri concittadini circa l’impegno ed il ruolo attivo del Comune di Brescia nella gestione della complessa vicenda legata alla bonifica ed all’individuazione delle responsabilità in merito all’inquinamento riscontrato nel sito di interesse nazionale Brescia-Caffaro. - Gli uffici comunali, infatti, hanno svolto una complessa ed imponente attività per conoscere la reale dimensione ed entità del fenomeno. - Ci preme sottolineare che il Comune non si è costituito parte civile nel procedimento penale semplicemente perché manca l’atto presupposto e giuridicamente necessario, ovvero il decreto di rinvio a giudizio della Società Caffaro SpA, senza il quale la costituzione di parte civile non è possibile. - Tuttavia, al di là del fatto che allorché la costituzione di parte civile sarà possibile, il Comune certamente si costituirà, possiamo assicurare che gli uffici hanno dato la più ampia collaborazione alla Magistratura nell’ambito delle indagini, fornendo le relazioni richieste e i dati ricavati dagli approfondimenti tecnici condotti in collaborazione con tutti gli enti coinvolti. - Inoltre, il Comune, nella sua qualità di soggetto istituzionale con precise competenze amministrative nell’ambito del procedimento relativo al sito di interesse nazionale Brescia-Caffaro (procedimento diretto, peraltro, dal Ministero dell’ambiente), ha ritenuto di non intervenire, in questa fase, nell’ambito dell’azione giudiziaria promossa da alcuni privati, continuando il proprio lavoro di indagine tecnica diretta a dimostrare concretamente (e non solo ad affermare in modo pregiudiziale) le eventuali responsabilità per l’inquinamento esistente, anche in considerazione del ruolo super partes e dell’imparzialità che necessariamente deve tenere, in quanto soggetto istituzionale, riservandosi conseguentemente ogni più ferma iniziativa, anche ai fini del risarcimento del danno.
Il Comune di Brescia non è comunque rimasto inerte, al contrario: con l’obiettivo di individuare le responsabilità, sulla scorta di dati scientifici, ha promosso la costituzione e coordinato l’attività di un tavolo interistituzionale, al quale partecipano, oltre al Comune, rappresentanti dell’Asl, dell’Arpa, della Provincia di Brescia e consulenti di riconosciuta competenza e professionalità. - Dalla attività fin qui svolta, relativamente alle aree pubbliche del Campo Calvesi e del Parco di Passo Gavia, è emerso che l’inquinamento riscontrato sia riconducibile all’attività della Società Caffaro SpA, mentre per quanto concerne la pista ciclabile del Mella e il giardino di via Nullo non vi sono elementi sufficienti per ricondurre alla Società la responsabilità dell’inquinamento.
Il Ministero dell’ambiente, soggetto responsabile del procedimento, ha avallato l’importante lavoro scientifico svolto ed ha diffidato la citata Società a provvedere alle operazioni di bonifica. - A fronte dell’inerzia della stessa Caffaro, nella conferenza dei servizi tenutasi alla fine del 2007, il Ministero ha accettato la richiesta del Comune conferendogli mandato di esercitare i poteri sostitutivi, previa messa in mora, per effettuare le bonifiche del Campo Calvesi e del Parco di Passo Gavia, nonché di rivalersi dei costi sostenuti nei confronti della Società Caffaro SpA. - In proposito, nell’assestamento di bilancio effettuato dal Comune di Brescia a fine 2007, sono state già reperite risorse per poter effettuare in tempi brevi gli interventi di bonifica. - Relativamente alle altre aree, anche private, si procederà nello stesso modo.
In particolare, ci preme sottolineare che nei giardini privati del quartiere Primo maggio, nei quali sono state trovate concentrazioni di inquinanti di molto superiori ai limiti massimi ammessi dalla normativa (definiti «hot spot»), è stata già avviata una sperimentazione per la messa in sicurezza con oneri sostenuti direttamente dal Comune di Brescia. - Il lavoro svolto consentirà, a breve, di assumere determinazioni in ordine all’individuazione delle responsabilità e di procedere agli adempimenti successivi. - Per quanto attiene, infine, alle aree agricole è in corso l’elaborazione di un importante progetto, già avallato dal Ministero, per la realizzazione di aree boschive, prati permanenti e la sperimentazione di tecniche di biorisanamento. - Per altro verso, continuerà la collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (I.S.S.) sul tema dell’analisi del rischio, anche alla luce delle novità introdotte dal D.Lgs.152/ 2006. Tale attività è finalizzata a definire modalità e priorità di intervento sulle varie matrici inquinate (acqua e suolo) sulla base di valutazioni ambientali e sanitarie. In proposito, verrà completata una campagna di rilevazione e studio, avviata nell’estate 2007, sulla dispersione delle sostanze microinquinanti (diossine e Pcb) in atmosfera. - Con questo nostro intervento speriamo di aver chiarito che il Comune di Brescia si sta prodigando attivamente per addivenire nel più breve tempo possibile al ripristino ambientale dei siti inquinati ed all’individuazione dei responsabili di tale inquinamento. - Il resto è da ascrivere ai vaneggiamenti, quando non alle calunnie, di taluni ben noti agitatori di professione, che godono di una pubblicità largamente superiore alle proprie competenze e alla rappresentatività delle quali sono portatori.

- PAOLO CORSINI - Sindaco di Brescia
- ETTORE BRUNELLI - Assessore all’Ambiente - e all’Ecologia - del Comune di Brescia -

  





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