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Domenica, 27 Gennaio : 2008
Ma noi cosa abbiamo a che fare con voi?
di Vincenzo Cicala, Napoli.com
Giovedì sera 24 gennaio il Senato della Repubblica ha votato la sfiducia al governo.
Si sono verificati episodi e scene che hanno riversata una luce oscura sull’assemblea ed evidenziata una volgarità rispetto alla quale noi cittadini segniamo un distacco di decoro e di rispetto verso le istituzioni e lo Stato. Riportiamo con umiltà e fede l’ultimo periodo della Preghiera del Carabiniere, che i fedeli dell’ Arma recitano con insistenza in questo panorama di decadenza e di squallore “ E da un capo all’altro d’Italia suscita in ognuno di noi l’entusiasmo di testimoniare, con la fedeltà sino alla morte, l’amore a Dio e ai fratelli italiani.”
“C’è uno che prende a sputi un altro….C’è un altro che urla “frocio, checca squallida, mafioso!” “Non è un’osteria.” “Resta da pulire la moquette” “Sputi, botte e brindisi: e l’aula diventa curva” “Barbato entra in Aula dopo aver ascoltato dai video esterni la dichiarazione di voto di Cusumano e averla commentata con un eloquente “pezzo di m…”. Quindi,una volta nell’emiciclo,ha proseguito nel suo attacco,gridando”pagliaccio,traditore,venduto“ e facendogli con le mani il segno della pistola mentre anche dai banchi del centrodestra arrivavano duri attacchi. In Aula scoppia l’inferno con insulti “cesso” “troia” e “frocio”. Alla proclamazione dei risultati i senatori Domenico Gramazio e Nino Strano stappano due bottiglie di spumante.Gramazio mangia anche una fetta di mortadella. Questi episodi di malcostume , citati dal Roma e dalla Repubblica di venerdì 25 sono stati anche ripresi dalle telecamere e trasmessi in TV.
La crisi di governo si è aperta mentre :
1) i Presidenti delle Corti di Appello del Sud, nell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario, segnalano una ulteriore recrudescenza dei delitti , come parecchi rimangano impuniti, come nei delinquenti cresca la sicurezza dell’impunità;
2) cresce il controllo della camorra sul territorio e la sensibilità dei politici viene scossa dall’apertura di retroscena che avrebbero preferito rimanessero nell’oscurità, ma rivelano un’organizzazione della politica per gruppi , per favori, per affari non dissimile da quella della malavita;
3) lo scandalo dei rifiuti cresce e coinvolge l’Altra Italia. Mentre su RAI3 affermano che non vi è pericolo sanitario per le discariche, su RAI2 compaiono i superstiti di una famiglia di Acerra sterminata;
4) i giovani rimangono senza prospettive e senza lavoro e l’amministrazione feudale delle Università, del sapere e dell’economia continua togliendo dignità al lavoro e prospettive di riscatto alla società;
5) la percentuale delle famiglie povere cresce;
6) le divisioni, le contrapposizioni, le frammentazione della società, la lacerazione del tessuto sociale cresce,allontanando e rendendo sempre più problematico una frenata al decadimento della Nazione, un risanamento delle sue ferite, la ripresa di un progresso economico e civile.
“Riscoprire l’etica è come fare pulizia e mettere ordine nella nostra coscienza. Ma l’etica non si coniuga solo al singolare e sarebbe ora che tornasse a scorrere , come linfa vitale, nelle arterie di una politica tramortita e ormai isterilita dai suoi stessi vizi”.
Cosa c’entriamo noi con questi partiti, con questi leaders, con questi ministri, con questi senatori ? Con essi si avrà sempre più un’opulenza sregolata dei prepotenti, sarà sempre più insidiata l’economia e la tranquillità delle famiglie ed insidiato l’avvenire dei giovani.
Occorre bonificare l’ambiente fisico e sociale, che ai cittadini venga riconsegnato la possibilità di scegliere e di eleggere i propri rappresentanti, che le istituzioni servano il bene pubblico non quello privato della casta padrona – politici imprenditori malavitosi.
Occorre che chi crede ed è capace si metta all’opera e ricucia gli strappi che sono stati praticati nelle coscienze e nella società.
di Luciano Scateni, Napoli.com
A prescindere, direbbe l’amatissimo principe de Curtis, a prescindere dalla trappola ordita da più parti, Prodi al Senato è andato ko, come previsto. Ma a prescindere, è dal pomeriggio caldo di palazzo Madama che riflettiamo su aspetti forse marginali ma esemplari di questo Paese che ha nel suo passato remoto e recente, il caso di alte cariche dello Stato che oltre a incappare in gaffe plateali, con mignolo e indice hanno esibito pubblicamente le famose e insolenti corna.
Durante le dichiarazioni di voto, il senatore Cusumano, dell’Udeur ha dichiarato fedeltà alla coalizione che lo ha portato in Parlamento (grazie al premio di maggioranza che ha gratificato anche Mastella, altrimenti fuori gioco) e ha dovuto subire l’aggressione del collega Barbato: insulti e secondo alcuni testimoni della gazzarra anche sputi. E’ svenuto l’aggredito, lo hanno portato in barella nell’infermeria del palazzo e per fortuna si è ripreso. L’aggressore, sostenuto dagli incitamenti dei banchi neo-amici ha potuto esercitare tranquillamente il suo dovere di elettore.
L’episodio, in un paese civile, darebbe il via a una ricognizione autocritica sulla qualità dei comportamenti di rappresentanti del popolo che proprio in quella circostanza erano visibili a milioni di telespettatori. La telecronaca del voto è andata in onda nella fascia cosiddetta protetta che dovrebbe escludere manifestazioni di violenza verbale, mentale e fisica per impedire ogni tentazione di emularle.
Che dire a Ciro, ragazzo marginale dell’orrenda periferia metropolitana se in piedi sulle transenne del tavolato per l’imbarco su aliscafi schiaffeggia senza un perché un turista esterrefatto o picchia a sangue il passante che in tasca non ha abbastanza denaro da scippare, se imbratta il monumento di Dante con disegni osceni e se pensa che sia normale far soldi rubando? Dirgli senza arrossire che malefatte e reati sono privilegio esclusivo della “casta”? Danneggiare irreversibilmente il televisore o nascondergli il principio fondamentale della Costituzione sull’eguaglianza fra tutti i cittadini di questo Paese?
“C’è uno che prende a sputi un altro….C’è un altro che urla “frocio, checca squallida, mafioso!” “Non è un’osteria.” “Resta da pulire la moquette” “Sputi, botte e brindisi: e l’aula diventa curva” “Barbato entra in Aula dopo aver ascoltato dai video esterni la dichiarazione di voto di Cusumano e averla commentata con un eloquente “pezzo di m…”. Quindi,una volta nell’emiciclo,ha proseguito nel suo attacco,gridando”pagliaccio,traditore,venduto“ e facendogli con le mani il segno della pistola mentre anche dai banchi del centrodestra arrivavano duri attacchi. In Aula scoppia l’inferno con insulti “cesso” “troia” e “frocio”. Alla proclamazione dei risultati i senatori Domenico Gramazio e Nino Strano stappano due bottiglie di spumante.Gramazio mangia anche una fetta di mortadella. Questi episodi di malcostume , citati dal Roma e dalla Repubblica di venerdì 25 sono stati anche ripresi dalle telecamere e trasmessi in TV.
La crisi di governo si è aperta mentre :
1) i Presidenti delle Corti di Appello del Sud, nell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario, segnalano una ulteriore recrudescenza dei delitti , come parecchi rimangano impuniti, come nei delinquenti cresca la sicurezza dell’impunità;
2) cresce il controllo della camorra sul territorio e la sensibilità dei politici viene scossa dall’apertura di retroscena che avrebbero preferito rimanessero nell’oscurità, ma rivelano un’organizzazione della politica per gruppi , per favori, per affari non dissimile da quella della malavita;
3) lo scandalo dei rifiuti cresce e coinvolge l’Altra Italia. Mentre su RAI3 affermano che non vi è pericolo sanitario per le discariche, su RAI2 compaiono i superstiti di una famiglia di Acerra sterminata;
4) i giovani rimangono senza prospettive e senza lavoro e l’amministrazione feudale delle Università, del sapere e dell’economia continua togliendo dignità al lavoro e prospettive di riscatto alla società;
5) la percentuale delle famiglie povere cresce;
6) le divisioni, le contrapposizioni, le frammentazione della società, la lacerazione del tessuto sociale cresce,allontanando e rendendo sempre più problematico una frenata al decadimento della Nazione, un risanamento delle sue ferite, la ripresa di un progresso economico e civile.
“Riscoprire l’etica è come fare pulizia e mettere ordine nella nostra coscienza. Ma l’etica non si coniuga solo al singolare e sarebbe ora che tornasse a scorrere , come linfa vitale, nelle arterie di una politica tramortita e ormai isterilita dai suoi stessi vizi”.
Cosa c’entriamo noi con questi partiti, con questi leaders, con questi ministri, con questi senatori ? Con essi si avrà sempre più un’opulenza sregolata dei prepotenti, sarà sempre più insidiata l’economia e la tranquillità delle famiglie ed insidiato l’avvenire dei giovani.
Occorre bonificare l’ambiente fisico e sociale, che ai cittadini venga riconsegnato la possibilità di scegliere e di eleggere i propri rappresentanti, che le istituzioni servano il bene pubblico non quello privato della casta padrona – politici imprenditori malavitosi.
Occorre che chi crede ed è capace si metta all’opera e ricucia gli strappi che sono stati praticati nelle coscienze e nella società.
Insulti e sputi di Palazzo
di Luciano Scateni, Napoli.com
Durante le dichiarazioni di voto, il senatore Cusumano, dell’Udeur ha dichiarato fedeltà alla coalizione che lo ha portato in Parlamento (grazie al premio di maggioranza che ha gratificato anche Mastella, altrimenti fuori gioco) e ha dovuto subire l’aggressione del collega Barbato: insulti e secondo alcuni testimoni della gazzarra anche sputi. E’ svenuto l’aggredito, lo hanno portato in barella nell’infermeria del palazzo e per fortuna si è ripreso. L’aggressore, sostenuto dagli incitamenti dei banchi neo-amici ha potuto esercitare tranquillamente il suo dovere di elettore.
L’episodio, in un paese civile, darebbe il via a una ricognizione autocritica sulla qualità dei comportamenti di rappresentanti del popolo che proprio in quella circostanza erano visibili a milioni di telespettatori. La telecronaca del voto è andata in onda nella fascia cosiddetta protetta che dovrebbe escludere manifestazioni di violenza verbale, mentale e fisica per impedire ogni tentazione di emularle.
Che dire a Ciro, ragazzo marginale dell’orrenda periferia metropolitana se in piedi sulle transenne del tavolato per l’imbarco su aliscafi schiaffeggia senza un perché un turista esterrefatto o picchia a sangue il passante che in tasca non ha abbastanza denaro da scippare, se imbratta il monumento di Dante con disegni osceni e se pensa che sia normale far soldi rubando? Dirgli senza arrossire che malefatte e reati sono privilegio esclusivo della “casta”? Danneggiare irreversibilmente il televisore o nascondergli il principio fondamentale della Costituzione sull’eguaglianza fra tutti i cittadini di questo Paese?
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















