Inquinamento. In un anno si può superare il tetto dei 50 microgrammi al massimo 35 volte
In meno di due mesi Brescia è già fuorilegge. Serve un'azione del governo centrale.
Succede ogni anno. E anche il 2008 non ha fatto eccezione.
La Provincia di Brescia, dopo nemmeno due mesi, ha sforato il limite annuale di 35 giorni imposto dall'Unione europea per la concentrazione di polveri fini nell'aria.
Il tetto non dovrebbe essere superato in 365 giorni, nel Bresciano ne sono bastati 45 (siamo fuorilegge dal 14 febbraio).
QUESTO VUOL dire che la concentrazione di Pm10 è stata entro i limiti, e cioè al di sotto dei 50 microgrammi per metro cubo d'aria, solo per 10 giorni.
Davvero poco, se si calcola che le micro particelle tendono a depositarsi a terra ogni volta che piove (e quindi non vengono rilevate dalle centraline) e che basta qualche robusta folata di vento per ripulire l'atmosfera almeno per qualche ora. Quindi, escluse le giornate in cui la clemenza del tempo si è fatta sentire, l'aria bresciana è sempre stata irrespirabile.
Non c'è da stupirsi, se si pensa che l'anno scorso ci sono state ben 138 giornate di superamento dei limiti di Pm10 per almeno una delle centraline di rilevamento (sono cinque: Broletto, Villaggio Sereno, Odolo, Rezzato e Sarezzo).
E nemmeno se si calcola che nella nostra provincia il tasso di motorizzazione è pari a 0,8 per abitante,che vuol dire uno a uno nell'età della patente.
Ma quando si parla di aria non ci si può concentrare sul micro. E guardando al macro la situazione non appare più rosea:
la Lombardia, con Piemonte, Emilia Romagna e Veneto, è tra le regioni in cui si registrano i valori più elevati di giorni di superamento del limite giornaliero relativo alle PM10.
Evidentemente, le misure adottate finora dagli amministratori locali (blocchi del traffico, targhe alterne, domeniche a piedi) non sono sufficienti alla risoluzione del problema dell'inquinamento dell'aria in città, dove gli alti livelli di inquinamento sono imputabili prevalentemente al trasporto stradale.
Nel 2.005 (ultimo dato disponibile) questo settore ha rappresentato, stando alle elaborazioni dell'Inventario nazionale delle emissioni di Apat, il 30 per centro della produzione di polveri sottili <<con una crescita del 12 per cento in dieci anni>>.
Se si pensa che in condizioni di riposo una persona respira dai 6 ai 9 litri di aria al minuto (circa 9-13 metri cubi al giorno); durante un'attività fisica moderata 60 litri al minuto; e durante una attività fisica intensa 130 litri al minuto, è facile intuire quanto la salute dei bresciani sia a rischio.
Oggi esistono numerosi strumenti che i sindaci possono attuare per sviluppare un trasporto pubblico efficiente. Accanto agli autobus, si possono mettere in campo il car sharing,i taxi collettivi. Ma perché la sfida della mobilità urbana venga vinta è necessario un ruolo decisivo del Governo centrale. Che non c'è.
Uno studio dell'Aci ha evidenziato come <<le spese per trasporti realizzate in Italia nel corso degli ultimi 25 anni sono state prevalentemente destinate a supportare investimenti tipici delle lunghe distanze (alta velocità , rete autostradale) piuttosto che intervenire a favore della mobilità urbana>>.
Pm10, l'aria è sempre più nera
sforato il limite imposto dall'Ue
sforato il limite imposto dall'Ue
In meno di due mesi Brescia è già fuorilegge. Serve un'azione del governo centrale.
Succede ogni anno. E anche il 2008 non ha fatto eccezione.
La Provincia di Brescia, dopo nemmeno due mesi, ha sforato il limite annuale di 35 giorni imposto dall'Unione europea per la concentrazione di polveri fini nell'aria.
Il tetto non dovrebbe essere superato in 365 giorni, nel Bresciano ne sono bastati 45 (siamo fuorilegge dal 14 febbraio).
QUESTO VUOL dire che la concentrazione di Pm10 è stata entro i limiti, e cioè al di sotto dei 50 microgrammi per metro cubo d'aria, solo per 10 giorni.
Davvero poco, se si calcola che le micro particelle tendono a depositarsi a terra ogni volta che piove (e quindi non vengono rilevate dalle centraline) e che basta qualche robusta folata di vento per ripulire l'atmosfera almeno per qualche ora. Quindi, escluse le giornate in cui la clemenza del tempo si è fatta sentire, l'aria bresciana è sempre stata irrespirabile.
Non c'è da stupirsi, se si pensa che l'anno scorso ci sono state ben 138 giornate di superamento dei limiti di Pm10 per almeno una delle centraline di rilevamento (sono cinque: Broletto, Villaggio Sereno, Odolo, Rezzato e Sarezzo).
E nemmeno se si calcola che nella nostra provincia il tasso di motorizzazione è pari a 0,8 per abitante,che vuol dire uno a uno nell'età della patente.
Ma quando si parla di aria non ci si può concentrare sul micro. E guardando al macro la situazione non appare più rosea:
la Lombardia, con Piemonte, Emilia Romagna e Veneto, è tra le regioni in cui si registrano i valori più elevati di giorni di superamento del limite giornaliero relativo alle PM10.
Evidentemente, le misure adottate finora dagli amministratori locali (blocchi del traffico, targhe alterne, domeniche a piedi) non sono sufficienti alla risoluzione del problema dell'inquinamento dell'aria in città, dove gli alti livelli di inquinamento sono imputabili prevalentemente al trasporto stradale.
Nel 2.005 (ultimo dato disponibile) questo settore ha rappresentato, stando alle elaborazioni dell'Inventario nazionale delle emissioni di Apat, il 30 per centro della produzione di polveri sottili <<con una crescita del 12 per cento in dieci anni>>.
Se si pensa che in condizioni di riposo una persona respira dai 6 ai 9 litri di aria al minuto (circa 9-13 metri cubi al giorno); durante un'attività fisica moderata 60 litri al minuto; e durante una attività fisica intensa 130 litri al minuto, è facile intuire quanto la salute dei bresciani sia a rischio.
Oggi esistono numerosi strumenti che i sindaci possono attuare per sviluppare un trasporto pubblico efficiente. Accanto agli autobus, si possono mettere in campo il car sharing,i taxi collettivi. Ma perché la sfida della mobilità urbana venga vinta è necessario un ruolo decisivo del Governo centrale. Che non c'è.
Uno studio dell'Aci ha evidenziato come <<le spese per trasporti realizzate in Italia nel corso degli ultimi 25 anni sono state prevalentemente destinate a supportare investimenti tipici delle lunghe distanze (alta velocità , rete autostradale) piuttosto che intervenire a favore della mobilità urbana>>.
Citazione:Dal ministero dell'ambiente incentivi per chi cambia moto
Fino a mille euro
Il ministero dell'Ambiente ha varato unac ampagna per eliminare i ciclomotori più inquinanti e sostituirli con mezzi ecologici: sono previsti incentivi da 150 euro, fino a mille euro, per uno stanziamento complessivo di 15 milioni di euro, con l'obiettivo di raggiungere la vendita di 2.150 ciclomotori di questo tipo e con sconti fino al 30% del listino per l'acquisto di nuovi ciclomotori di ultima generazione o biciclette elettriche.
La campagna lanciata dal Ministero nell'ambito delle politiche di miglioramento della qualità dell'aria, è frutto di un accordo con Confindustria Ancma (associazione nazionale ciclo motociclo accessori), nato con l'obiettivo di svecchiare il moto auto nazionale, eliminando gradualmente dalla circolazione i ciclomotori più datati e inquinanti sostituendoli con mezzi a basso o nullo impatto ambientale.
L'elenco dei demolitori che aderiscono all'iniziativa è sul sito www.ada-net.it.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















