- Un agnello intero,
- un pezzo di lardo di maiale,
- sale.
L’agnello, scuoiato, senza testa e senza interiora, viene aperto a libro e fermato in questa posizione da due traverse legate con del fil di ferro a un palo infisso nel terreno. Questa e quelle sono, di solito, di durissimo e profumatissimo legno di ginepro. Il fuoco viene acceso davanti all’agnello, le fiamme sempre vive si ottengono usando sapientemente olivastro, rosmarino, erica, ginepro, mirto... Il lardo viene infilzato su un lungo bastone passato sulla fiamma e con esso si massaggia la parte dell’agnello esposta davanti alla fiamma a circa 60-70 centimetri di distanza.
Nelle 2 ore e mezza circa della cottura dell’agnello si provvede a girarlo 4 volte.
Nel frattempo viene preparata la più bella e profumata tavola del mondo:
un rettangolo, grande abbastanza per accogliere i commensali, fatto di frasche di mirto sovrapposte dell’altezza di 40-50 centimetri. Al centro viene adagiato e salato l’agnello, che viene poi sezionato dal grande chirurgo di turno, con precisi movimenti delle dita, senza coltello.
Vino consigliato:
Carignano del Sulcis Rocca Rubia Riserva Cantina di Santadi, Santadi CA.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).












