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L’aria in città è malata Pm10 record al Sereno
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Domenica, 24 Febbraio : 2008 Brescia Oggi

INQUINAMENTO/1.

La pioggia non arriva, e le polveri sottili ristagnano. A ridosso dell’autostrada e della tangenziale, ma anche in centro storico

L’aria in città è malata Pm10 record al Sereno

 
di Natalia Danesi

In questi giorni basta fare un bel respiro per accorgersi che c’è qualcosa che non va. L’aria in città è proprio cattiva, anzi malata. Da qualche tempo non piove e così le polveri sottili non vengono smaltite, soprattutto a ridosso dell’autostrada e delle tangenziali. Ma anche in centro storico l’inquinamento non scherza.

LA CONFERMA arriva anche dalle rilevazioni dell’Arpa nelle due centraline cittadine che registrano la concentrazione di Pm10. I dati sono fermi a giovedì sera, ma le condizioni climatiche non sono cambiate e tutto fa pensare che nelle ultime ore l’allarme non sia cessato. Allarme che riguarda un po’tutta la Lombardia. Anche il capoluogo. «È il secondo venerdi di seguito - rileva l’Osservatorio di Milano - che i livelli sono tra i più alti dell’intera regione insieme a Monza, Pioltello e Brescia. Si è raggiunto il livello più alto dell’inizio dell’anno e si stanno superando i bonus consentiti».
Tornando alla città, giovedì al Broletto si è registrato il quarto giorno consecutivo di superi, con un valore di polveri sottili di ben 121 microgrammi per metro cubo: il limite è 50. Il giorno precedente le Pm10 erano a 109, martedì a 75 e lunedì a 69. Ma l’aria più malata è intorno alla centralina del villaggio Sereno, dove giovedì la concentrazione era di ben 150 microgrammi al metro cubo, il triplo rispetto alla soglia limite (mercoledì i microgrammi erano 134, martedì 104 e lunedì 92). Quattro, cinque giorni consecutivi di allarme ormai sembrano la normalità. Complessivamente, a meno di 2 mesi dall’inizio del 2008 si sono già registrati ben 24 superi in Broletto e 31 al Sereno, dove è vicino il tetto massimo ammesso dall’Unione europea (35 giorni all’anno oltre la soglia limite).

E NON CONSOLA
constatare che nel 2007 la situazione era anche peggiore. Alla centralina del Broletto i giorni di supero sono stati 35 (22 a gennaio e 13 a febbraio), a quella del villaggio Sereno 39 (15 e 24).
In merito a questa impennata di inquinamento nella zona Sud della città, l’assessore comunale all’Ambiente Ettore Brunelli commenta: «È la dimostrazione che la centralina non è stata messa nel posto sbagliato. I dati comprendono peraltro i valori non solo del Sereno, ma di un po’tutte le zone a ridosso dell’autostrada A4 e della tangenziale Sud, da Chiesanuova a Lamarmora».

La nebbia degli ultimi giorni non agevola, anzi favorisce il ristagno delle polveri sottili. E l’assessore Brunelli è a dir poco sconsolato di fronte ad una Regione «che non ha fatto niente di concreto per risolvere questo problema». A questo punto l’unica arma della Loggia potrebbe, ipoteticamente, essere un blocco della circolazione.
Una misura su cui Brunelli ha già più volte espresso un’opinione tutt’altro che positiva: «Le Pm10 - spiega - galleggiano nell’aria per giorni e giorni, e non bastano certo 24 ore di blocco per smaltirle. Bisognava cominciare con un piano serio ad inizio stagione».

Di stop totali alle auto dunque neanche a parlarne: «È una misura impopolare che sarei disposto ad applicare se servisse, ma è inutile». Ci sarà la domenica ecologica il 6 aprile, annuncia, ma riguarderà solo il centro storico e non avrà niente a che vedere con le famose «domeniche finte».

DA TEMPO, CONTINUA Brunelli, i sindaci e gli assessori lombardi dei comuni capoluogo nell’area critica «pungolano» il Pirellone, chiedono la convocazione di un tavolo istituzionale: «Con i colleghi siamo sentiti anche la settimana scorsa ma non sappiamo più cosa fare. Siamo a mani nude», lamenta. Tanto più che, fa intendere, le proposte sono sul piatto. «Il divieto di sorpasso dei camion in autostrada per molti tratti, che renderebbe il traffico più fluido, e la riduzione della velocità a 110 chilometri orari per le auto, e 80 per i mezzi pesanti», secondo Brunelli, potrebbero ridurre l’inquinamento del 7 - 8 per cento.

L’assessore attacca pure il blocco delle catalitiche. Inutile, sostiene, perchè riguarda una porzione di territorio esigua. Ma anche perchè gli effetti non sono controllabili. «Noi una volta alla settimana effettuiamo una serie i controlli con l’opacimetro - chiude Brunelli -, ma non è sufficiente. Servono misure strutturali, un serio ragionamento sulle autostrade. E il coinvolgimento di tutti. Quando andiamo a Milano, la Provincia non si fa mai vedere e il contributo dei piccoli comuni è esiguo rispetto alla portata del problema».

 NQUINAMENTO/2. Il coordinatore del 118 assicura: il picco di concentrazione di Pm10 negli ultimi giorni, per ora, non sta intaccando la salute dei cittadini

Polveri, i consigli per difendersi


 Il picco di inquinamento in città per ora non sta intaccando la salute dei bresciani. Lo assicura Paolo Marzollo, coordinatore del 118 e primario del pronto soccorso del Civile, secondo cui gli episodi acuti di infiammazione delle vie aree sono «nella media stagionale. E quelli che ci sono, sono dovuti anche al freddo della settimana scorsa». Vero è che soltanto tra qualche giorno si potranno riscontrare gli effetti della massiccia concentrazione di polveri sottili in città nell’ultima settimana.

Ma c’è anche da dire che mancano gli strumenti per analizzare in modo approfondito le ricadute dell’allarme inquinamento sulla salute dei bresciani. «Servirebbe un laboratorio specializzato, che conducesse una valutazione epidemiologica di queste patologie», sostiene ancora Marzollo. In prima battuta difficile capire, in sintesi, se una tosse insistente e stizzosa, che si protrae per settimane, ha davvero le sue origini nell’aria malata.

QUEL CHE È CERTO è che le polveri sottili creano grossi problemi soprattutto a chi già soffre di asma, enfisema o bronchite cronica, ai pazienti anziani e ai più piccoli. L’inquinamento, in sostanza, ha un effetto bronco - irritante e fa sì che pure le normali allergie, come quelle agli acari, diventino un problema ancora più fastidioso. L’unica arma, drammatico a dirsi, sembra chiudersi in casa. Neppure classiche mascherine sono un riparo sufficiente contro le polveri sottili: le particelle passano comunque dalle fessure tra la pelle e la plastica, e raggiungono l’apparato respiratorio.

Tra i consigli più semplici c’è evitare di far uscire di casa i bambini più piccoli durante i picchi di inquinamento; se non è possibile, meglio portarli in braccio o con il marsupio, anzichè nel passeggino (che si trova all'altezza dei tubi di scappamento delle auto). Se si usa l’auto, evitare di tenere aperti i finestrini. È il caso di rimandare anche il jogging: in caso di sforzo i polmoni riescono a filtrare fino a 40 litri d'aria al minuto (mentre a risposo ne filtrano solo 6), il che aumenta l'assorbimento di particelle dannose.

  





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