Cronaca - Politica - Economia - Ambiente - Salute - VideoNews
- Sport
Spigolature - Le "altre"news - Seduti sul muretto - Chi è Chi (e chi sono gli altri)
News dal Vaticano - Accadde Oggi - Pianeta "giustizia" - Diritti dei Cittadini
Entertainment
- Spettacoli - Arti & Scienze - Cuoco anch'io
Biologia molecolare, OGM, Alimentazione e Salute - Ecologia, Acquariologia e Biologia Marina
Informazione? - Abusi & Violenze - Pedofilia - Pedofilia
(documentazione video)
TUTTE le "Ultimissime" e "Chi è in linea ora" - HOME PAGE
Spigolature - Le "altre"news - Seduti sul muretto - Chi è Chi (e chi sono gli altri)
News dal Vaticano - Accadde Oggi - Pianeta "giustizia" - Diritti dei Cittadini
Entertainment
Biologia molecolare, OGM, Alimentazione e Salute - Ecologia, Acquariologia e Biologia Marina
Informazione? - Abusi & Violenze - Pedofilia - Pedofilia
TUTTE le "Ultimissime" e "Chi è in linea ora" - HOME PAGE
Martedì,4 Marzo : 2008
Un confronto tra il decalogo dell'associaizone e il programma del Pd
La comparazione del decalogo di Confindustria con i punti programmatici del Partito Democratico presenta alcune similitudini e molte distinzioni.
Primo punto: Governabilità, riforme, liberalizzazioni e privatizzazioni
Qui il decalogo di Confindustria e il programma del PD sono molto simili, infatti entrambi propongono il superamento del bicameralismo perfetto. Il programma del Pd entra più nel dettaglio, proponendo una sola Camera legislativa con 470 deputati e un Senato delle Autonomie con 100 membri. Entrambi propongono una nuova legge elettorale, quella proposta dal PD prevede un doppio turno con deputati eletti in collegi uninominali, simile al modello francese. Il federalismo fiscale è un obiettivo comune dei due documenti, mentre solo qualche similitudine c’è nel punto riguardante le province. Confindustria ne chiede l’abolizione progressiva, mentre il PD propone l’eliminazione delle province là dove si costituiscono Città Metropolitane.
Secondo punto: Risanamento dei conti pubblici
Su questo secondo punto i due documenti seguono una linea simile. Più secca la richiesta di Confindustria, che punta al pareggio del bilancio pubblico entro il 2010, la riduzione del debito pubblico sotto il 100% del Pil, portare l’avanzo primario al 5% del Pil e riducendo dal 39,6% del 2007 al 37% del Pil la spesa corrente.
Su questo punto il PD propone di riqualificare e ridurre la spesa pubblica, senza ridurre la spesa sociale, ma facendola gradualmente crescere in rapporto al Pil. Propone inoltre la riduzione della spesa corrente primaria di 2,5% punti di Pil in 3 anni, mezzo punto nel primo anno, un punto al secondo anno e un punto al terzo.
Terzo punto: Riduzione delle imposte
Tutti puntano su un abbassamento delle imposte, in particolare Ires ed Irap per le imprese. Confindustria poi punta a una riduzione della pressione fiscale dal 43,3% del 2007 al 42% nel 2010 e la riduzione di 5 punti del cuneo fiscale. Il PD invece propone una riduzione graduale delle aliquote Irpef, un punto in meno all’anno per tre anni, il sostegno ai salari bassi, riducendo il cuneo fiscale come in Francia.
Quarto punto: Lavoro, contratti, salari e produttività
Qui le due posizioni si distanziano maggiormente. Il PD propone il compenso minimo legale per i precari, che si aggirerebbe sui 1000-1100 euro netti al mese, una novità assoluta nelle proposte programmatiche e di grande efficacia per la lotta al precariato. Tra le proposte c'è poi un credito d’imposta rimborsabile per le donne che lavorano, l’incentivazione del contratto d’apprendistato e una sola Agenzia Nazionale per la sicurezza sul lavoro. Confindustria propone la decontribuzione e la detassazione di premi di risultato e straordinari, ammortizzatori sociali per sostenere il reddito, sbloccare e valorizzare l’apprendistato, rivedere il sistema delle quote per i lavoratori stranieri e unificare gli enti che si occupano di prevenzione e sicurezza sul lavoro.
Quinto punto: Semplificazione
Su questo punto le due proposte si differenziano, infatti Confindustria mira a una semplificazione dei controlli per le imprese certificate e ad un rinnovo automatico delle autorizzazione, mentre il PD propone di elevare il tetto del fatturato per il pagamento forfetario da 30.000 a 50.000 euro, anche attraverso una differenziazione del tetto stesso per settori e comparti, da concordare con tutte le categorie interessate. Ad esempio: un tetto più alto per chi produce beni; un po’ più basso per chi produce servizi.
Sesto punto: Energia e ambiente
Questo sesto punto segna la più ampia distanza tra il programma del PD e il decalogo di Confindustria. Su questi temi il decalogo propone di potenziare il sistema gas, di puntare sul nucleare di nuova generazione e regolamentare, a livello nazionale, l’assimilazione dei rifiuti industriali ai rifiuti urbani. Il programma del PD per quanto riguarda l’ambiente e l’energia prevede più impianti di rigassificazione, infrastrutture di trasporto e stoccaggio del gas, punta decisamente sulle nuove energie e in particolare sull’energia solare proponendo d’incentivare l’istallazione di pannelli solari termici e puntare sul carbone pulito e puntare su tariffe di smaltimento dei rifiuti variabili a seconda che si partecipi o meno alla raccolta differenziata per incentivare la pratica, ancora poco diffusa della medesima.
Settimo punto: Infrastrutture
Il PD punta alle infrastrutture moderne e sostenibili e dice si ai rigassificatori, i termovalorizzatori e la Tav. Confindustria fa una lista di opere prioritarie come la Torino-Lione o la ferrovia Palermo-Messina-Catania, mentre
Ottavo punto: Istruzione e Università
Sia il decalogo di Confindustria, sia il programma del PD puntano a valorizzare il merito e l’impegno degli insegnanti, poi mentre Confindustria auspica la competizione e l’emulazione tra le scuole, il PD propone una maggiore autonomia degli istituti scolastici.
Nono punto: Ricerca e innovazione
Nel nono punto si parla di ricerca e innovazione e le due proposte sono sostanzialmente diverse. Se gli industriali propongono di portare al 2% del Pil gli investimenti in ricerca entro il 2011 ed elevare al 20% il credito d’imposta per la ricerca fatta all’interno dell’azienda, il programma del PD propone, invece, la detassazione degli investimenti in ricerca, per investire nella creazione di quell’”eccesso di capacità” che è precondizione di ogni ricerca. Per il conseguimento di questo obiettivo serve un programma, gestito da un’agenzia indipendente, per selezionare, con criteri internazionali, 1000 giovani ricercatori (italiani e stranieri) ad alto potenziale, ai quali finanziare altrettante idee di ricerca per un periodo di dieci anni, con contratti di ricerca individuali e adeguato budget per spese di progetto (spesa preventivabile: 800-1000 milioni di euro nel decennio). Poi si vuole rendere strutturale il credito d’imposta su ricerca e sviluppo.
Decimo punto: Mezzogiorno
Nel decimo punto si descrivono le proposte per migliorare il Mezzogiorno, e i due documenti si distanziano, infatti il decalogo di Confindustria punta fortemente sulla lotta al racket, come del resto il PD, dare immediata operatività a credito d’imposta e bonus occupazione, rafforzare la fiscalità compensativa a favore delle imprese e riportare i tempi di pagamento della pubblica amministrazione ai valori medi nazionali. Il programma del PD, che è molto sensibile alla situazione meridionale, non a caso posta al secondo punto nel programma, prevede di portare entro il 2013 la rete delle infrastrutture e dei servizi per i cittadini, le imprese e le istituzioni a dimezzare il gap accumulato rispetto al centro-nord.
La comparazione del decalogo di Confindustria con i punti programmatici del Partito Democratico presenta alcune similitudini e molte distinzioni.
Primo punto: Governabilità, riforme, liberalizzazioni e privatizzazioni
Qui il decalogo di Confindustria e il programma del PD sono molto simili, infatti entrambi propongono il superamento del bicameralismo perfetto. Il programma del Pd entra più nel dettaglio, proponendo una sola Camera legislativa con 470 deputati e un Senato delle Autonomie con 100 membri. Entrambi propongono una nuova legge elettorale, quella proposta dal PD prevede un doppio turno con deputati eletti in collegi uninominali, simile al modello francese. Il federalismo fiscale è un obiettivo comune dei due documenti, mentre solo qualche similitudine c’è nel punto riguardante le province. Confindustria ne chiede l’abolizione progressiva, mentre il PD propone l’eliminazione delle province là dove si costituiscono Città Metropolitane.
Secondo punto: Risanamento dei conti pubblici
Su questo secondo punto i due documenti seguono una linea simile. Più secca la richiesta di Confindustria, che punta al pareggio del bilancio pubblico entro il 2010, la riduzione del debito pubblico sotto il 100% del Pil, portare l’avanzo primario al 5% del Pil e riducendo dal 39,6% del 2007 al 37% del Pil la spesa corrente.
Su questo punto il PD propone di riqualificare e ridurre la spesa pubblica, senza ridurre la spesa sociale, ma facendola gradualmente crescere in rapporto al Pil. Propone inoltre la riduzione della spesa corrente primaria di 2,5% punti di Pil in 3 anni, mezzo punto nel primo anno, un punto al secondo anno e un punto al terzo.
Terzo punto: Riduzione delle imposte
Tutti puntano su un abbassamento delle imposte, in particolare Ires ed Irap per le imprese. Confindustria poi punta a una riduzione della pressione fiscale dal 43,3% del 2007 al 42% nel 2010 e la riduzione di 5 punti del cuneo fiscale. Il PD invece propone una riduzione graduale delle aliquote Irpef, un punto in meno all’anno per tre anni, il sostegno ai salari bassi, riducendo il cuneo fiscale come in Francia.
Quarto punto: Lavoro, contratti, salari e produttività
Qui le due posizioni si distanziano maggiormente. Il PD propone il compenso minimo legale per i precari, che si aggirerebbe sui 1000-1100 euro netti al mese, una novità assoluta nelle proposte programmatiche e di grande efficacia per la lotta al precariato. Tra le proposte c'è poi un credito d’imposta rimborsabile per le donne che lavorano, l’incentivazione del contratto d’apprendistato e una sola Agenzia Nazionale per la sicurezza sul lavoro. Confindustria propone la decontribuzione e la detassazione di premi di risultato e straordinari, ammortizzatori sociali per sostenere il reddito, sbloccare e valorizzare l’apprendistato, rivedere il sistema delle quote per i lavoratori stranieri e unificare gli enti che si occupano di prevenzione e sicurezza sul lavoro.
Quinto punto: Semplificazione
Su questo punto le due proposte si differenziano, infatti Confindustria mira a una semplificazione dei controlli per le imprese certificate e ad un rinnovo automatico delle autorizzazione, mentre il PD propone di elevare il tetto del fatturato per il pagamento forfetario da 30.000 a 50.000 euro, anche attraverso una differenziazione del tetto stesso per settori e comparti, da concordare con tutte le categorie interessate. Ad esempio: un tetto più alto per chi produce beni; un po’ più basso per chi produce servizi.
Sesto punto: Energia e ambiente
Questo sesto punto segna la più ampia distanza tra il programma del PD e il decalogo di Confindustria. Su questi temi il decalogo propone di potenziare il sistema gas, di puntare sul nucleare di nuova generazione e regolamentare, a livello nazionale, l’assimilazione dei rifiuti industriali ai rifiuti urbani. Il programma del PD per quanto riguarda l’ambiente e l’energia prevede più impianti di rigassificazione, infrastrutture di trasporto e stoccaggio del gas, punta decisamente sulle nuove energie e in particolare sull’energia solare proponendo d’incentivare l’istallazione di pannelli solari termici e puntare sul carbone pulito e puntare su tariffe di smaltimento dei rifiuti variabili a seconda che si partecipi o meno alla raccolta differenziata per incentivare la pratica, ancora poco diffusa della medesima.
Settimo punto: Infrastrutture
Il PD punta alle infrastrutture moderne e sostenibili e dice si ai rigassificatori, i termovalorizzatori e la Tav. Confindustria fa una lista di opere prioritarie come la Torino-Lione o la ferrovia Palermo-Messina-Catania, mentre
Ottavo punto: Istruzione e Università
Sia il decalogo di Confindustria, sia il programma del PD puntano a valorizzare il merito e l’impegno degli insegnanti, poi mentre Confindustria auspica la competizione e l’emulazione tra le scuole, il PD propone una maggiore autonomia degli istituti scolastici.
Nono punto: Ricerca e innovazione
Nel nono punto si parla di ricerca e innovazione e le due proposte sono sostanzialmente diverse. Se gli industriali propongono di portare al 2% del Pil gli investimenti in ricerca entro il 2011 ed elevare al 20% il credito d’imposta per la ricerca fatta all’interno dell’azienda, il programma del PD propone, invece, la detassazione degli investimenti in ricerca, per investire nella creazione di quell’”eccesso di capacità” che è precondizione di ogni ricerca. Per il conseguimento di questo obiettivo serve un programma, gestito da un’agenzia indipendente, per selezionare, con criteri internazionali, 1000 giovani ricercatori (italiani e stranieri) ad alto potenziale, ai quali finanziare altrettante idee di ricerca per un periodo di dieci anni, con contratti di ricerca individuali e adeguato budget per spese di progetto (spesa preventivabile: 800-1000 milioni di euro nel decennio). Poi si vuole rendere strutturale il credito d’imposta su ricerca e sviluppo.
Decimo punto: Mezzogiorno
Nel decimo punto si descrivono le proposte per migliorare il Mezzogiorno, e i due documenti si distanziano, infatti il decalogo di Confindustria punta fortemente sulla lotta al racket, come del resto il PD, dare immediata operatività a credito d’imposta e bonus occupazione, rafforzare la fiscalità compensativa a favore delle imprese e riportare i tempi di pagamento della pubblica amministrazione ai valori medi nazionali. Il programma del PD, che è molto sensibile alla situazione meridionale, non a caso posta al secondo punto nel programma, prevede di portare entro il 2013 la rete delle infrastrutture e dei servizi per i cittadini, le imprese e le istituzioni a dimezzare il gap accumulato rispetto al centro-nord.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















