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Molfetta: INCIDENTE sul LAVORO (aggiornamento)
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Messaggio Molfetta: INCIDENTE sul LAVORO (aggiornamento) 
 



Venerdì, 7 Marzo : 2008 20:03

INCIDENTI LAVORO,
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QUATTRO MORTI IN CISTERNA


MOLFETTA (BARI) - Quattro persone sono morte in un incidente avvenuto in una cisterna di zolfo nella zona industriale di Molfetta.

Sarebbero il titolare dell'azienda, l'autista dell'autocisterna e due operai i 4 morti nell'incidente avvenuto nella Truck center di Molfetta. Secondo quanto si è appreso, i quattro sarebbero entrati tutti nell'autocisterna adibita al trasporto di zolfo in polvere, mentre il quinto - ricoverato in gravi condizioni - si sarebbe fermato sulla scaletta. Altre due persone, sempre secondo le prime informazioni, sarebbero state colpite dalle esalazioni ma non essendosi avvicinati troppo non sarebbero in gravi condizioni.

IN AZIENDA MOLFETTA IN CORSO RILIEVI

Sono in corso i rilievi in azienda per accertare le modalità dell'incidente sul lavoro che nel 'Truck center', nella zona industriale di Molfetta, ha provocato oggi pomeriggio quattro morti e due feriti. L'incidente è avvenuto, presumibilmente, durante operazioni di pulitura dell' autocisterna utilizzata per il trasporto di zolfo in polvere. Sono tuttavia al lavoro i vigili del fuoco e i carabinieri che dovranno stabilire come sia stato possibile che via via il titolare dell'impresa, l'autista e due operai morissero nell'autocisterna. I corpi recuperati sono tuttora adagiati sul piazzale dell'impresa, coperti con lenzuoli. Dei feriti, uno - in gravissime condizioni - sta per essere trasferito dall'ospedale di Molfetta al reparto di rianimazione del nosocomio di Monopoli, a sud di Bari. Un altro - intossicato ma non grave per aver inalato a una certa distanza la sostanza - é ricoverato nell'ospedale di Bisceglie. I giornalisti vengono tenuti fuori dal recinto dell'impresa. Sul posto si sono recati tra gli altri, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e parlamentari della zona.


APPROFONDIMENTI
I precedenti più gravi
 
ASSOCIATE
Le reazioni
Operaio muore folgorato vicino a Roma



Ultima modifica di Redazione il 07 Mar 2008 20:55, modificato 1 volta in totale 






ViviCentro (art. 19 e 21)

La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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Messaggio Molfetta, muore anche il quinto operaio 
 



Martedì,4 Marzo : 2008

Molfetta,
 muore anche il quinto operaio


La cronaca su Repubblica.it  
Strage nella cisterna
Il racconto: "Così ho visto morire i miei amici"

LE REAZIONI
Sciopero generale di 4 ore
]Le lacrime di Vendola

Il primo si è sentito male per le esalazioni, gli altri si sono calati dentro per aiutarlo


Era ricoverato da ieri in gravi condizioni nell'ospedale di Monopoli (Bari), in seguito all'incidente sul lavoro avvenuto a Molfetta in un'azienda di manutenzione e lavaggio di grossi automezzi.

Michele Tasca, di 20 anni, aveva subito lesioni ai polmoni provocate dall'ingestione di gas da zolfo da un'autocisterna. Nell'incidente erano morte altre quattro persone, compreso il titolare dell'azienda. Il reato su cui indaga la Procura è omicidio colposo plurimo a carico di persone ancora identificare.

Il contenuto dell'autocisterna era classificato 'prodotto altamente tossico'. La definizione del prodotto è contenuta nella bolla di accompagnamento del quale era corredato il mezzo.

  





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Messaggio MOLFETTA: PROCURATORE, NON E' FATALITA' MILANO, ALTRA MORTE 
 
MOLFETTA: PROCURATORE, NON E' FATALITA'
MILANO, ALTRA MORTE BIANCA. OGGI DECRETO IN CDM


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Un operaio di una ditta che lavora per conto delle Ferrovie dello Stato è stato travolto e ucciso da un treno in transito. E' accaduto la notte scorsa a Milano poco prima dell'una in via Cristina Belgioioso, alla periferia cittadina lungo la linea Torino-Milano. In quel punto c'é un cantiere, che stava per aprire, per alcuni lavori sulla massicciata. La vittima, 50 anni, è il responsabile del cantiere. I lavori sarebbero dovuti incominciare poco dopo l'incidente. L'uomo è stato immediatamente soccorso sul posto dal '118' ed è morto poco dopo.

MOLFETTA: PROCURATORE, NON E' FATALITA - "Io non parlerei di fatalità". Lo ha detto il procuratore della repubblica di Trani, Nicola Barbera, riferendosi alle cinque vittime della Truck Center di Molfetta. Per il procuratore i lavoratori si sarebbero trovati di fronte a un "caso nuovo". Barbera lo ha detto all'uscita dell'audizione della commissione parlamentare d'inchiesta del Senato sugli infortuni sul lavoro, in corso stamane alla prefettura di Bari, affiancato dal pm Giuseppe Maralfa che dirige l'inchiesta. "Quantomeno - ha aggiunto Barbera - c'é stata una scarsa attenzione a quelli che potevano essere i pericoli, forse perché non erano conosciuti da chi li stava affrontando. Ci si può essere trovati di fronte ad un caso nuovo di cui non erano a conoscenza, perché nessuno vuole morire". "Non mi risulta ci sia mai stato un controllo sull'azienda". Lo ha detto il presidente della commissione parlamentare d'inchiesta del Senato sugli infortuni sul lavoro, Oreste Tofani, al termine di una parte delle audizioni in corso in Prefettura a Bari, con riferimento alla tragedia della Truck Center. "Le competenze sono della Asl - ha aggiunto - ma le responsabilità ora non mi sento di darle a nessuno. Questo sarà un percorso che faranno altri".

DECRETO: OGGI IL RUSH FINALE, IMPRESE INSODDISFATTE -
Ancora fumata nera per il Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro. Al termine della riunione di ieri sera fra Governo e parti sociali, è stato deciso di aggiornarsi a oggi, prima del Consiglio dei ministri slittato alle 17.00, per la presa d'atto del testo definitivo. Un ritaglio di tempo per eventuali ultimi ritocchi e per cercare, in extremis, l'adesione di Confindustria e del mondo delle imprese, che anche ieri sera ha espresso un giudizio negativo sul sistema sanzionatorio contenuto nel provvedimento.

Secondo il ministro della Giustizia Luigi Scotti, invece, il Governo "ha avuto cura di garantire equilibrio e proporzionalità". E' un testo "complesso - ha spiegato il ministro - lo stiamo raffinando. Ma vogliamo rassicurare: non è un testo preoccupante, ma equilibrato. La delega ci ha imposto binari precisi: aggiornare, portare a regolarizzazione, dopo le tante disgrazie, ma senza eccessi repressivi". In tal senso, Scotti ha spiegato che anche "nell'unico caso di sanzione che prevede l'arresto, quando l'imprenditore regolarizza la sua posizione, invece dell'arresto può pagare una sanzione da 8.000 a 24.000 euro. L'aspetto repressivo, dunque, è subordinato alla regolarizzazione".

Dal canto suo, il titolare del Lavoro Cesare Damiano ha sottolineato che "è proseguito il confronto" e sono state date molte risposte, a cominciare da quelle sulla "reperibilità delle risorse per la prevenzione". E c'é stato "un ulteriore chiarimento sull'impianto sanzionatorio, elaborato con proporzionalità e nessun accanimento. Dopo mesi di confronto - ha concluso - pensiamo di essere arrivati ad un punto di equilibrio".

Di fronte alle morti di questi mesi, un invito preciso è venuto anche dal ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani: "un passo bisogna farlo" ha detto infatti riferendosi alla necessità che oggi il CdM approvi il testo. E se i sindacati plaudono al Governo che, in ogni caso, ha deciso di andare avanti e che domani varerà il decreto, Confindustria e le associazioni datoriali tengono il punto.

"Nessuno mette in dubbio che l'impresa che non rispetta le norme debba essere sanzionata. Ma la sanzione deve risultare sempre proporzionata alla gravità della mancanza" ha affermato il vice presidente di viale dell'Astronomia Alberto Bombassei, che si è detto "indignato" per la strumentalizzazione fatta delle posizioni assunte dalle imprese, di fronte a tragedie come quelle dei morti sul lavoro.

Al termine dell'incontro il direttore delle relazioni industriali di Confindustria, Gianpaolo Usai, che ha seguito tutta la trattativa, ha espresso dunque ancora tutti i suoi dubbi. "Le leggi bisogna leggerle - ha detto riferendosi al testo che il Governo presenterà domani - ma non mi sembra abbiano individuato soluzioni". Le sanzioni, per gli imprenditori, sono insomma ancora non proporzionate.

 
ASSOCIATE
 Nel decreto tutela a tutti i precari/scheda

  





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Messaggio INCIDENTI LAVORO: MOLFETTA, CINQUE INDAGATI 
 
INCIDENTI LAVORO: MOLFETTA,
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CINQUE INDAGATI


I nomi di cinque persone sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla procura di Trani per la tragedia di Molfetta. Sono i responsabili di Fs logistica, proprietaria della cisterna 'della morte', un dirigente di Cemat Puglia, società che gestisce, organizza e commercializza in Italia il trasporto combinato strada - rotaia, e due dirigenti di 'La Cinque Biotrans', incaricata da Fs logistica della manutenzione e gestione delle cisterne utilizzate.

I cinque sarebbero indagati per vari reati. Il più grave sarebbe - a quanto si è potuto sapere - omicidio colposo plurimo.
A quanto viene precisato, l'iscrizione nel registro degli indagati è stata fatta per motivi procedurali: per consentire cioé alcuni accertamenti tecnici, tra i quali anche l'esame delle sostanze prelevate nella 'cisterna della morte'. Per questo, gli indagati sono responsabili legali e dirigenti delle aziende che hanno la proprietà e la gestione delle cisterne e del traffico delle merci trasportate. Tra i primi esami da compiere - a quanto si è saputo - è, per esempio, la comparazione della 'cisterna della morte' con un'altra cisterna di Fs Logistica, del gruppo Ferrovie dello Stato, che pure era stata adibita al trasporto di zolfo liquido. La cisterna - sequestrata dalla procura di Trani - tre giorni fa era parcheggiata nello scalo intermodale Ferruccio di Bari ed è stata trasferita alla 'Truck center'. Il contenitore sequestrato era stato sottoposto a lavaggio, nella stessa azienda molfettese, tra il 29 febbraio e il primo marzo scorso. La cisterna in cui è avvenuta la tragedia era stata invece prelevata dallo scalo intermodale Ferruccio alle 8 del 3 marzo e trasferita alla 'Truck center'. Dopo il lavaggio, si sarebbero dovute sostituire due valvole per consentire il trasporto non più di zolfo liquido ma di acido solforico. Della sostituzione delle valvole era incaricata la ditta 'La Cinque Biotrans', uno dei due vettori di cui si serve Fs Logistica.

GLI INDAGATI
Gli indagati sono due dirigenti di Fs logistica (società di Ferrovie dello Stato proprietaria della cisterna), un dirigente della Cemat Puglia, che gestisce il deposito delle cisterne a Bari, due dell'azienda 'La Cinque Biotrans', con la quale Fs logistica ha un contratto di manutenzione e gestione delle cisterne utilizzate. I due dirigenti di Fs Logistica sono Mario Castaldo e Alessandro Buonopane, responsabile del progetto trasferimento zolfo per la 'Fs Logistica'; il dirigente di Cemat Puglia Vincenzo Polito; un dirigente della società 'La Cinque Biotrans snc', Pasquale Campanile, e Filippo Abbinante, l'autista della stessa società che ha materialmente condotto la 'cisterna della morte' dal deposito nel quale è stata parcheggiata per due mesi sino al 'Truck center'.

PROCURATORE, AVVISI ATTO DOVUTO
"E' un atto dovuto": con queste parole il procuratore della Repubblica di Trani (Bari), Nicola Barbera, ha motivato la notifica di un avviso di garanzia a cinque persone per la tragedia alla Truck Center di Molfetta. Barbera lo ha detto, rispondendo a giornalisti, mentre saliva a bordo della sua auto a conclusione dei funerali delle vittime della tragedia svoltisi nel pomeriggio. Il procuratore ha confermato che tra i reati ipotizzati a carico degli indagati c'é l'omicidio colposo plurimo, aggiungendo che potrebbero essere contestati anche reati di tipo amministrativo.

FS, NESSUN CONTRATTO CON 'TRUCK'
Tra Ferrovie dello Stato (compresa Fs Logistica) e il 'Truck center' di Molfetta non c'era alcun rapporto contrattuale. Lo ribadisce il Gruppo Ferrovie dello Stato, interpellato dall'ANSA a proposito delle indagini sulla tragedia di Molfetta e dell'emissione delle informazioni di garanzia a due suoi dirigenti avvenuta da parte della procura della Repubblica di Trani per procedere con accertamenti tecnici per i quali occorre informare le parti.

Già il 4 marzo scorso, il gruppo aveva avvertito che Fs Logistica ha un contratto "con la società Cinque di Bari, che opera da oltre vent'anni nello scalo intermodale di Bari": questo contratto comprende sia il trasporto su gomma delle cisterne sia la manutenzione ordinaria dei 'tank container', inclusa la bonifica delle cisterne. Era stata la società Cinque Biotrans di Bari a scegliere il 'Truck center' di Molfetta per la bonifica della cisterna nella quale sono rimaste avvelenate da esalazioni per reazioni chimiche dallo zolfo cinque persone. Le cisterne sono utilizzate da Fs per il trasferimento dello zolfo dalla Raffineria Eni di Taranto alla 'Nuova Solmine' di Scarlino (Grosseto); la tratta su gomma tra la Raffineria di Taranto e lo scalo ferroviario di Bari Ferruccio viene coperta da due operatori stradali, tra cui la Cinque Biotrans di Bari, "dotata della certificazione di qualità, idoneità al trasporto delle merci pericolose ed iscritta all'Albo dei Trasportatori di rifiuti", accreditata presso il gruppo Eni per fare il carico nelle raffinerie.

TUTTO PAESE RENDE OMAGGIO VITTIME
Le cinque bare nella chiesa sono disposte una accanto all'altra dinanzi all'altare coperte di fiore bianchi e rossi e su ognuna c'é la foto della vittima. I famigliari trattengono a stento il dolore, mentre il paese sta rendendo omaggio alle salme con un lungo e continuo pellegrinaggio. E' lo scenario della chiesa Madonna della Pace di Molfetta (Bari), dove tra poco meno di due ore verranno celebrati i funerali delle cinque vittime della tragedia del lavoro alla 'Truck Center'. I lati del sagrato della chiesa sono coperti di fiori. Sui muri di ingresso e sui cancelli tanti striscioni, uno li sintetizza tutti: 'Anche il cielo piange con noi' c'é scritto. Altri striscioni sono dedicati alle singole vittime. Tanti quelli che ricordano Biagio Sciancalepore, 22 anni, che lunedì scorso quasi certamente si trovava per caso alla 'Truck Center' e che è morto, come gli altri, per uno slancio di generosità. Dentro la chiesa un silenzio quasi irreale spezzato dai singhiozzi dei parenti delle vittime e dai rumori dei passi della gente che vuole salutare per l'ultima volta i suoi cinque 'eroi'. A Molfetta oggi è l'ultima giornata del lutto cittadino, dichiarato dal commissario straordinario del Comune, Antonella Bellomo, dal 4 marzo sino al giorno dei funerali.

VESCOVO, TRAGEDIA OSCURA CITTA'
"La città di Molfetta, luminosa per le bianche pietre delle due case e dei suoi palazzi, oggi è come avvolta in una nube oscura e tenebrosa". E' il primo passo dell'omelia pronunciata dal vescovo di Molfetta, mons.Luigi Martella, ai funerali delle cinque vittime della Truck Center'. "Anche il mare di solito terso e cristallino - ha proseguito - rispecchia la densa tristezza che attraversa il cuore di tutti mentre diamo l'estremo saluto a questi nostri fratelli che improvvisamente e tragicamente hanno incontrato la morte". Martella ha ricordato le precedenti e recenti tragedie dei due fratellini di Gravina, Francesco e Salvatore Pappalardi, e quella degli operai della Thyssenkrupp di Torino, parlando poi delle cinque vittime di Molfetta.

"Se le domande sulla dinamica della tragedia restano aperte - ha proseguito il Vescovo - esse non possono oscurare un aspetto che suscita ulteriore commozione e ammirazione: la fine eroica di chi non ha esitato a calarsi in quell'autocisterna maledetta, così come poteva, senza aspettare soccorsi, per salvare un compagno di lavoro. Il primo, poi il secondo e il terzo, e poi lo stesso proprietario dell'impianto e c'é chi è miracolosamente scampato e chi, invece, ha lottato contro la morte senza farcela. Una catena di solidarietà fino alla fine, a costo della fine". Per il Vescovo, si tratta di un gesto che "se possibile, accresce ancora di più la nostra responsabilità a compiere ogni sforzo perché tragedie simili non avvengano più". "Ognuno nel proprio ruolo, ognuno per le responsabilità che gli competono - ha continuato - non può non sentirsi interpellato da quel disperato tentativo di salvataggio"
 

ASSOCIATE

Palazzo Chigi: per decreto rispettati i tempi

  





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