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Disfunzione erettile? Meglio fare indagini
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Sabato, 8 Marzo : 2008 La Repubblica

Disfunzione erettile? Meglio fare indagini


L'andrologo

di Giuseppe Le Pera *

IL BENESSERE sessuale è il "Barometro della tua Salute"!

È questo il messaggio che la Società Italiana di Andrologia ed oltre 300 andrologi sparsi su tutto il territorio nazionale mandano agli Italiani.

Per fare questo lanciano dal 10 al 15 marzo la Settimana di Prevenzione Andrologica, giunta alla sua ottava edizione, durante la quale gli uomini dai 16 anni in su possono richiedere una visita gratuita in uno dei circa 200 centri partecipanti.
Come mai dopo otto anni ancora c'è bisogno di ricordare agli uomini di fare una visita preventiva almeno una volta all'anno?
Le ragioni sono tre. La prima nasce dal fatto che a livello culturale c'è ancora la convinzione diffusa che i disturbi sessuali siano solo legati allo stress, al troppo lavoro o alla moglie poco trasgressiva che non mette le calze a rete o non usa parole audaci durante il rapporto.

Invece dati scientifici svolti in tutto il mondo hanno mostrato che alla base di una disfunzione erettile, vi è molto spesso una malattia nascosta.

Uno di questi studi, svolto presso l'Istituto San Raffaele di Milano, mostra che il 70 per cento degli uomini che giunge al pronto soccorso con diagnosi di infarto, 36 mesi prima ha iniziato a soffrire di disfunzione erettile.

Un altro studio che ho condotto personalmente presso l'Ospedale San Camillo-Forlanini di Roma rivela che su oltre 500 uomini, visitati per disfunzione erettile, circa il 15 per cento era affetto da malattie gravi di cui non era a conoscenza come diabete scompensato, tumori della prostata o del polmone, depressione, aneurismi dell'aorta, alterazione del metabolismo dei grassi.

La visita dall'andrologo consultato per un motivo ritenuto solo "ludico", di piacere, ha invece consentito di fare una diagnosi precoce di molte malattie, risolvere o rendere meno grave la situazione e, naturalmente, migliorare la qualità delle prestazioni sessuali.

La seconda ragione riguarda il Parlamento e le Amministrazioni Regionali che dovrebbero fare delle leggi per mettere a disposizione capillarmente le strutture ospedaliere, a mio avviso necessarie per curarsi, creando le cosiddette Unità Dipartimentali di Andrologia in tutti gli ospedali così come in tutti gli ospedali ci sono reparti di ginecologia.
Probabilmente questa impostazione nasce dal fatto che non si è acquisita su questi temi la consapevolezza e la sensibilità che le disfunzioni sessuali siano malattie del corpo come quelle degli altri organi ed apparati e le decisioni politiche in tema di salute sessuale sembrano più pervase dall'ideologia che non dalla conoscenza.

La mancanza di queste strutture in tutti gli ospedali non aiuta gli uomini e questo, secondo autorevoli studiosi del diritto, in evidente contrasto con gli articoli 3 ("Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge senza discriminazione di sesso....") e 32 della Costituzione della Repubblica Italiana ("La Repubblica tutela la salute dei cittadini....").

Infine c'è una terza ragione culturale e mediatica che non fa capire che i disturbi sessuali sono una malattia del corpo e che la psiche si adatta alla condizione e non la determina. Domina ancora la visione di un uomo forte, di un uomo che "non deve chiedere mai", che non riconosce a se stesso che può stare male proprio in quella zona del corpo, e non solo. Certo tipo di cinema poi diffonde messaggi sbagliati anche sul piano scientifico come quella dell'attore macho Bruce Willis che "strapazza" le donne fumandosi una sigaretta. Se solo si sapesse che una sola sigaretta riduce il flusso di sangue al pene del 30% per tre ore per effetto della vasocostrizione della nicotina, io credo che moltissimi uomini in "difficoltà" o smetterebbero di fumare o almeno si asterrebbero dal farlo nelle tre ore precedenti il rapporto. Uomo avvisato....

* Andrologo, Azienda Ospedaliera
San Camillo-Forlanini, Roma

  





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