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Mercoledì, 9 Aprile : 2008 L'Opinione
Intervista a Emilio Del Bono
di Laura Serramondi
Dopo l’intervista all’On. Adriano Paroli di Forza Italia, è la volta dell’altro principale contendente in corsa per la poltrona di sindaco di Brescia. L’On. Emilio Del Bono candidato del centrosinistra.
I vostri slogan sono: Brescia Vive, Brescia Crea e Brescia Lavora. Cosa significano?
Rappresentano il mio concetto di città. Dopo il periodo delle grandi infrastrutture, dei cantieri e delle trasformazioni che hanno permesso a Brescia di creare, di lavorare e di diventare una città europea mi piacerebbe che la città venisse vissuta dai suoi cittadini.
Nel vostro programma parlate di “Tessera Famiglia”. Ci può spiegare meglio?
“Il bene delle famiglie è il bene della città”. Partendo da questo presupposto abbiamo cercato di inserire nel programma elettorale elementi che nella pratica siano di aiuto alle famiglie. La “Tessera Famiglia” consentirà l’accesso gratuito di tutto il nucleo familiare ai servizi pubblici. Per quelli privati, invece, sono previsti prezzi fissi. Istituiremo, inoltre, la figura del garante che proporrà iniziative, progetti e servizi valutandone gli effetti e le ricadute sulla famiglie. L’obiettivo è quello di creare un legame tra le generazioni a partire dai centri di aggregazione per i giovani, le ludoteche continuando con i centri di aggregazione per anziani e le biblioteche.
Volete anche realizzare nuovi parcheggi. Però nel 2007 ne sono stati costruiti due (via Lattanzio ed ex monopoli di stato) mentre tra via Sostegno e via Nenni e nella nuova area “Freccia Rossa”altri due sono in via di completamento. Non sono sufficienti?
La sua domanda mi permette di entrare nel merito della questione del traffico. La nostra è una città medio-piccola in una grande provincia e ogni giorno 200 mila autovetture entrano nel territorio urbano. I parcheggi servono per evitare che il traffico industriale e commerciale che va verso l’autostrada lo attraversi. Però le aree di sosta da sole non bastano. Dovremo anche pensare ad una nuova tangenziale e all’interramento di quella ovest. E’ inoltre necessario rafforzare il servizio di trasporto pubblico prolungando la metropolitana leggera verso la Valle Trompia e verso Montichiari.
In caso di vittoria è ormai pubblica la sua promessa di nominare assessore Matteo Meroni, ex vicepresidente dell’AIB. Ci spiega questa scelta?
Matteo Meroni è uno dei volti nuovi che intendo coinvolgere nella mia squadra di Governo. Il mio intento è quello di aprire le porte di palazzo Loggia ai tanti talenti della città. Brescia ha bisogno di innovazione, anche per quanto riguarda le persone. E per questo che ribadisco che la mia Giunta non sarà costituita da “segretari di partito” ma da esponenti del mondo sociale, associazionistico e industriale di Brescia. Un presupposto che ho adottato anche nella stesura del programma elettorale al quale hanno partecipato oltre 100 persone particolarmente competenti nel loro campo che hanno fornito il loro contributo per affrontare le questioni della città.
Non crede che Brescia abbia un problema immigrazione? Nel suo programma non la menziona nemmeno quando parla di sicurezza.
Al contrario parlo di una gestione sinergica del fenomeno migratorio. In altre parole ritengo fondamentale rafforzare il lavoro che il Comune sta svolgendo per monitorare la presenza di cittadini stranieri residenti e domiciliati attraverso il servizio per l’integrazione e la cittadinanza. Il servizio sta acquisendo sempre più una duplice finalità: da un alto quella di sportello unico e dall’altro quella di strumento di supporto dei processi di integrazione. Ciò permetterà agli operatori di polizia una presenza più cospicua sul territorio ed un maggiore controllo delle situazioni di illegalità.
In un articolo comparso a marzo su Brescia Oggi, ha dichiarato: “Le mie sono tutte proposte concrete, non generiche come quelle di Paroli”. Una provocazione?
Più che una provocazione una considerazione oggettiva emersa dopo aver attentamente letto il suo programma elettorale. Credo che gli elettori siano stanchi della demagogia e di una politica fatta di affermazioni generiche. Ma non solo: la nostra è stata una città ben governata dal dopoguerra ad oggi. Anzi chi la denigra non meriterebbe il voto dei bresciani.
Un’ultima domanda: tre parole per descrivere la Brescia di Del Bono.
Una città che lavora, crea ma che soprattutto vive;
città che lavora, crea ma che soprattutto vive.
Già detto o sbaglio?!
I vostri slogan sono: Brescia Vive, Brescia Crea e Brescia Lavora. Cosa significano?
Rappresentano il mio concetto di città. Dopo il periodo delle grandi infrastrutture, dei cantieri e delle trasformazioni che hanno permesso a Brescia di creare, di lavorare e di diventare una città europea mi piacerebbe che la città venisse vissuta dai suoi cittadini.
Nel vostro programma parlate di “Tessera Famiglia”. Ci può spiegare meglio?
“Il bene delle famiglie è il bene della città”. Partendo da questo presupposto abbiamo cercato di inserire nel programma elettorale elementi che nella pratica siano di aiuto alle famiglie. La “Tessera Famiglia” consentirà l’accesso gratuito di tutto il nucleo familiare ai servizi pubblici. Per quelli privati, invece, sono previsti prezzi fissi. Istituiremo, inoltre, la figura del garante che proporrà iniziative, progetti e servizi valutandone gli effetti e le ricadute sulla famiglie. L’obiettivo è quello di creare un legame tra le generazioni a partire dai centri di aggregazione per i giovani, le ludoteche continuando con i centri di aggregazione per anziani e le biblioteche.
Volete anche realizzare nuovi parcheggi. Però nel 2007 ne sono stati costruiti due (via Lattanzio ed ex monopoli di stato) mentre tra via Sostegno e via Nenni e nella nuova area “Freccia Rossa”altri due sono in via di completamento. Non sono sufficienti?
La sua domanda mi permette di entrare nel merito della questione del traffico. La nostra è una città medio-piccola in una grande provincia e ogni giorno 200 mila autovetture entrano nel territorio urbano. I parcheggi servono per evitare che il traffico industriale e commerciale che va verso l’autostrada lo attraversi. Però le aree di sosta da sole non bastano. Dovremo anche pensare ad una nuova tangenziale e all’interramento di quella ovest. E’ inoltre necessario rafforzare il servizio di trasporto pubblico prolungando la metropolitana leggera verso la Valle Trompia e verso Montichiari.
In caso di vittoria è ormai pubblica la sua promessa di nominare assessore Matteo Meroni, ex vicepresidente dell’AIB. Ci spiega questa scelta?
Matteo Meroni è uno dei volti nuovi che intendo coinvolgere nella mia squadra di Governo. Il mio intento è quello di aprire le porte di palazzo Loggia ai tanti talenti della città. Brescia ha bisogno di innovazione, anche per quanto riguarda le persone. E per questo che ribadisco che la mia Giunta non sarà costituita da “segretari di partito” ma da esponenti del mondo sociale, associazionistico e industriale di Brescia. Un presupposto che ho adottato anche nella stesura del programma elettorale al quale hanno partecipato oltre 100 persone particolarmente competenti nel loro campo che hanno fornito il loro contributo per affrontare le questioni della città.
Non crede che Brescia abbia un problema immigrazione? Nel suo programma non la menziona nemmeno quando parla di sicurezza.
Al contrario parlo di una gestione sinergica del fenomeno migratorio. In altre parole ritengo fondamentale rafforzare il lavoro che il Comune sta svolgendo per monitorare la presenza di cittadini stranieri residenti e domiciliati attraverso il servizio per l’integrazione e la cittadinanza. Il servizio sta acquisendo sempre più una duplice finalità: da un alto quella di sportello unico e dall’altro quella di strumento di supporto dei processi di integrazione. Ciò permetterà agli operatori di polizia una presenza più cospicua sul territorio ed un maggiore controllo delle situazioni di illegalità.
In un articolo comparso a marzo su Brescia Oggi, ha dichiarato: “Le mie sono tutte proposte concrete, non generiche come quelle di Paroli”. Una provocazione?
Più che una provocazione una considerazione oggettiva emersa dopo aver attentamente letto il suo programma elettorale. Credo che gli elettori siano stanchi della demagogia e di una politica fatta di affermazioni generiche. Ma non solo: la nostra è stata una città ben governata dal dopoguerra ad oggi. Anzi chi la denigra non meriterebbe il voto dei bresciani.
Un’ultima domanda: tre parole per descrivere la Brescia di Del Bono.
Una città che lavora, crea ma che soprattutto vive;
città che lavora, crea ma che soprattutto vive.
Già detto o sbaglio?!
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).












