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Sabato, 19 Aprile : 2008 Il Giorno
Insediamento del nuovo sindaco in palazzo Loggia e visita al prefetto Tronca
di ITALIA BRONTESI
«C’È UN PROGRAMMA da rispettare a cui non va tolta una virgola e c’è il rispetto verso i bresciani che non mi hanno votato, perché i loro bisogni hanno la stessa dignità e anche a loro va data risposta». Adriano Paroli, nuovo sindaco di Brescia, ha spiegato così ieri, in un incontro con la stampa, i binari su cui intende muoversi. Candidato del centrodestra ed eletto con oltre il 51% dei voti al primo turno (cosa mai accaduta a Brescia), per il nuovo sindaco che ha interrotto 15 anni di governo locale del centrosinistra ieri è stato il giorno della proclamazione ufficiale e dello scambio di consegne in palazzo Loggia con il sindaco reggente Luigi Gaffurini.
EMOZIONATO quel tanto da incontrare qualche inciampo nell’infilare la fascia tricolore, Paroli ha fatto visita al prefetto Francesco Paolo Tronca. «Un momento importante dal punto di vista istituzionale, ma anche umano e professionale», ha commentato. Accompagnato da Gaffurini, che dalla fine di febbraio ha assunto il ruolo di reggente dopo che il sindaco Paolo Corsini ha lasciato l’incarico per candidarsi al Parlamento, e che gli ha fatto gli auguri di buon lavoro, Paroli ha deposto una corona davanti alla stele che ricorda i caduti della strage in piazza della Loggia. «Un valore simbolico per la città, ma anche un contenuto doloroso che non si chiuderà mai».
PER IL NUOVO sindaco, 42 anni, ancora bambino quando scoppiò la bomba «la mia generazione quel che è accaduto è andato comprendendolo sempre di più negli anni. L’impegno è perché qualsiasi battaglia politica e sociale avvenga nelle sedi opportune, che ciascuno proponga le proprie idee rispettando le altre che sono un arricchimento». «È anche l’atteggiamento con cui mi accingo a governare Brescia - ha aggiunto -. Il risultato elettorale al primo turno, con un distacco forte sugli altri candidati, mi consegna una grande responsabilità». Paroli si augura che con il capo dell’opposizione di centrosinistra, Emilio Del Bono, e con l’ex presidente del consiglio comunale Laura Castelletti, che ha ottenuto il 6 %, anche per questioni generazionali possa esserci collaborazione nel dare risposte ai problemi della città.
LA NUOVA GIUNTA? Il toto assessori è già in corso: si parla di Fabio Rolfi come vicesindaco, Simona Bordonali entrambi Lega nord; i Pdl Maurizio Margaroli e Mario Labolani, con alle spalle un’esperienza di presidenti di circoscrizione; Andrea Arcai, Fausto Di Mezza ma anche di Paola Vilardi che potrebbe lasciare il ruolo attuale di vicepresidente della Provincia. Paroli per ora non fa nomi; annuncia che conta di comporre la Giunta entro la prossima settimana e che nella sua squadra ci saranno «persone che hanno lavorato vicino alla gente e che sono state premiate dai consensi, affiancate da figure significative».
NON RINUNCIA alla polemica quando gli si chiede se, riconfermato deputato ed eletto sindaco, manterrà entrambi i ruoli e sceglierà l’uno o l’altro, come sostiene il Pd dal fronte dell’opposizione: «Non è il Pd che deve dirmi cosa devo fare. Se il segretario cittadino di quel partito vuole occuparsi di dimissioni pensi piuttosto alle sei persone nominate al vertice degli enti dall’amministrazione di centrosinistra in scadenza. Ho avuto la fortuna di essere parlamentare per tre volte, restare deputato non è una soddisfazione che mi devo togliere. Ma sono in un partito e deciderò insieme al partito e al gruppo a Roma. Ma rassicuro che la mia unica motivazione è per Brescia. Se a Brescia sarà utile per i suoi problemi avere un sindaco parlamentare non ho problemi a mantenere i due ruoli. Se, invece, si riterrà che questo può essere un di meno per Brescia, non avrò nessun problema a dimettermi da deputato».
EMOZIONATO quel tanto da incontrare qualche inciampo nell’infilare la fascia tricolore, Paroli ha fatto visita al prefetto Francesco Paolo Tronca. «Un momento importante dal punto di vista istituzionale, ma anche umano e professionale», ha commentato. Accompagnato da Gaffurini, che dalla fine di febbraio ha assunto il ruolo di reggente dopo che il sindaco Paolo Corsini ha lasciato l’incarico per candidarsi al Parlamento, e che gli ha fatto gli auguri di buon lavoro, Paroli ha deposto una corona davanti alla stele che ricorda i caduti della strage in piazza della Loggia. «Un valore simbolico per la città, ma anche un contenuto doloroso che non si chiuderà mai».
PER IL NUOVO sindaco, 42 anni, ancora bambino quando scoppiò la bomba «la mia generazione quel che è accaduto è andato comprendendolo sempre di più negli anni. L’impegno è perché qualsiasi battaglia politica e sociale avvenga nelle sedi opportune, che ciascuno proponga le proprie idee rispettando le altre che sono un arricchimento». «È anche l’atteggiamento con cui mi accingo a governare Brescia - ha aggiunto -. Il risultato elettorale al primo turno, con un distacco forte sugli altri candidati, mi consegna una grande responsabilità». Paroli si augura che con il capo dell’opposizione di centrosinistra, Emilio Del Bono, e con l’ex presidente del consiglio comunale Laura Castelletti, che ha ottenuto il 6 %, anche per questioni generazionali possa esserci collaborazione nel dare risposte ai problemi della città.
LA NUOVA GIUNTA? Il toto assessori è già in corso: si parla di Fabio Rolfi come vicesindaco, Simona Bordonali entrambi Lega nord; i Pdl Maurizio Margaroli e Mario Labolani, con alle spalle un’esperienza di presidenti di circoscrizione; Andrea Arcai, Fausto Di Mezza ma anche di Paola Vilardi che potrebbe lasciare il ruolo attuale di vicepresidente della Provincia. Paroli per ora non fa nomi; annuncia che conta di comporre la Giunta entro la prossima settimana e che nella sua squadra ci saranno «persone che hanno lavorato vicino alla gente e che sono state premiate dai consensi, affiancate da figure significative».
NON RINUNCIA alla polemica quando gli si chiede se, riconfermato deputato ed eletto sindaco, manterrà entrambi i ruoli e sceglierà l’uno o l’altro, come sostiene il Pd dal fronte dell’opposizione: «Non è il Pd che deve dirmi cosa devo fare. Se il segretario cittadino di quel partito vuole occuparsi di dimissioni pensi piuttosto alle sei persone nominate al vertice degli enti dall’amministrazione di centrosinistra in scadenza. Ho avuto la fortuna di essere parlamentare per tre volte, restare deputato non è una soddisfazione che mi devo togliere. Ma sono in un partito e deciderò insieme al partito e al gruppo a Roma. Ma rassicuro che la mia unica motivazione è per Brescia. Se a Brescia sarà utile per i suoi problemi avere un sindaco parlamentare non ho problemi a mantenere i due ruoli. Se, invece, si riterrà che questo può essere un di meno per Brescia, non avrò nessun problema a dimettermi da deputato».
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).












