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MARIJUANA: sentenze (agg.to) [Download Discussione]
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Messaggio MARIJUANA: sentenze (agg.to) 
 
Mercoledì, 31 Ottobre 2007- 18:27
MARIJUANA 'ORNAMENTALE'?
PER LA CASSAZIONE SI PUO'

 
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ROMA - La canapa indiana può essere coltivata in piccole 'piantagioni' domestiche per essere venduta come pianta ornamentale. Lo dice la Cassazione - con la sentenza 40362 della Sesta sezione penale - che ha confermato l'assoluzione di un uomo che vendeva, sistemate in vasetti con tanto di lumini, piantine di marijuana prodotte in casa e 'allevate' nella vasca da bagno.

In particolare la Suprema Corte ha respinto il ricorso presentato dalla Procura della Corte di Appello di Genova contro l'assoluzione - pronunciata sia in primo che in secondo grado - di Luciano M., un uomo di 57 anni nella cui abitazione erano state trovate cinque piante di canapa, l'ultima delle quali ancora 'a dimora' nella vasca da bagno. Ad avviso del Pg di Genova - che ha protestato a Piazza Cavour contro il verdetto assolutorio - "non è possibile ipotizzare che un privato possa lecitamente coltivare piante di canapa indiana per scopi ornamentali, in quanto il legislatore considera pericolosa per la salute ogni forma di diffusione della droga". Gli 'ermellini' non hanno condiviso questa tesi e la hanno giudicata "infondata" sottolineando che "la coltivazione di piante, da cui possono ricavarsi sostanze stupefacenti, che non si configuri come coltivazione in senso tecnico-agrario rimane nell'ambito della coltivazione domestica" e non costituisce reato. Così il reclamo del magistrato ligure è stato rigettato.



Ultima modifica di Redazione il 24 Apr 2008 19:23, modificato 1 volta in totale 






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Messaggio RESTA REATO COLTIVARE A CASA LA CANNABIS 
 



Giovedì, 24 Aprile : 2008

RESTA REATO COLTIVARE A CASA
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 LA CANNABIS


ROMA - Rimane illecito penale coltivare qualche pianta di cannabis per uso personale. Lo hanno deciso le sezioni unite della Cassazione sposando la linea 'dura' nel perseguire chi pianta qualche piantina di marijuana sul balcone o nel giardino di casa.

Con questa decisione, presa dalle sezioni unite della Suprema Corte presieduta dal Primo presidente Vincenzo Carbone, i giudice del 'Palazzaccio' sposano la linea proibizionista e più intransigente nella repressione della coltivazione di piccoli quantitativi di marijuana, in contrasto con decisioni precedenti - prese dalle sezioni semplici della stessa Cassazione - che avevano depenalizzato il comportamento di chi coltiva qualche piantina.

Nella sua requisitoria, il rappresentante della Procura della suprema corte, Vitaliano Esposito, aveva invece chiesto di non considerare penalmente perseguibile la coltivazione domestica. Ma il suo parere non è stato ascoltato.

"Costituisce condotta penalmente rilevante qualsiasi attività di coltivazione non autorizzata" di cannabis. E' questa la "soluzione" giuridica adottata oggi dalle Sezioni unite penali della Suprema Corte in tema di liceità, o meno, delle coltivazioni domestiche di marijuana per uso personale. La massima di diritto è contenuta in una nota diffusa dalle Sezioni unite penali della Cassazione in una sintetica "informazione provvisoria" sulla Camera di consiglio che si è da poco conclusa sotto la presidenza del Primo presidente Vincenzo Carbone.

La questione esaminata dal massimo consesso di 'ermellini' era la seguente: "Se la condotta di coltivazione di piante, dalle quali sono estraibili sostanze stupefacenti, sia penalmente rilevante anche quando sia realizzata per destinazione del prodotto a uso personale". La risposta data dai magistrati di legittimità è stata nel senso della rilevanza penale di ogni tipo di coltivazione di sostanze stupefacenti che non sia "autorizzata".

"Con questa decisione la Cassazione ha mantenuto una giurisprudenza molto negativa: la nostra risposta di Radicali, non da soli speriamo, è quella che daremo a Chianciano all'Assemblea dei Mille quando rilanceremo una forte associazione antiproibizionista che continui a praticare l'informazione e la ricerca in particolare sulla cannabis. Poi continueremo la pratica della non violenza e della disobbedienza civile contro la criminalità politica e degli spacciatori". Questo il commento della radicale antiproibizionista Rita Bernardini - appena eletta nelle liste del Partito Democratico.

  





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