In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".
Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.
Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.
Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:
"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"
Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:
“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller) |
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 Voleva stuprarla su una panchina
tunisina aggredita da un r
Lunedì, 28 Aprile : 2008 Il Brescia
In un giardino appartato
Il rumeno ha tentato di violentare la donna in un giardino appartato (in foto) a quell'ora non frequentato. A metterlo inf uga un'auto.
Ilcaso. La tentata violenza all'alba a Orzinuovi: la vittima, un'infermiera di 32 anni, stava andando al lavoro
Voleva stuprarla su una panchina
tunisina aggredita da un rumeno
Cesar Tabacitu, un 24enne poi arrestato dai carabinieri, l'ha picchiata e palpeggiata
Adelaide Pierucci
Un operaio romeno all'alba di ieri a Orzinuovi ha tentato di stuprare una trentenne di nazionalità tunisina che stava andando al lavoro.
Le si è avvicinato con una scusa, ha cominciato a palpeggiarla e poi vista l'estrema resistenza di lei, l'ha trascinata per i capelli con la ferma intenzione di violentarla su una panchina.
LA DONNA, però, nonostante lui la minacciasse di avere un coltello, ha reagito con tutte le forze, fino a riuscire a metterlo in fuga. Poco dopo l'arresto.
I carabinieri hanno fermato il romeno in piazza mentre a passo spedito rientrava nell'albergo dove era stato alloggiato dalla sua azienda: Cesar Tabacitu, 24 anni, da cinque mesi in Italia e a quanto pare fedina penale immacolata, ora dovrà rispondere del reato di tentata violenza sessuale.
Per lui sono scattate subito le manette, mentre la donna, contusa e in stato di choc, veniva portata in ospedale per essere medicata: aveva lividi alla testa, alle gambe, alle braccia. Per i medici le ferite guariranno una decina di giorni; la paura le resterà addosso sempre.
Vittima e aggressore non si erano mai visti prima.
Ieri all'alba il primo incontro.
Erano le 5,40‚ e Halima (il nome è di fantasia) stava andando al lavoro nella vicina casa di riposo per anziani, la "Villa Giardino", dove presta servizio come ausiliaria.
Alle 6 doveva stare in reparto.
Appena uscita da casa si ritrova davanti il giovanotto romeno, ha la faccia d'angelo e una stazza di un metro e novanta:
<<Ciao - la ferma lui -. Sto cercando una via, sei del posto, sai indicarmela?>>.
La donna, sposata con un connazionale rimasto in Tunisia e madre di una bambina di tre anni, fornisce le informazioni, saluta e allunga il passo.
A quel punto il romeno fa le prime avance, borbotta, le dice che è attratto da lei, che vorrebbe fare sesso.
Parla e agisce: con un balzo l'afferra e quindi cerca di baciarla, la palpeggia. Lei si difende in ogni modo, grida aiuto, ma nessuno si affaccia. Quindi si divincola e comincia a correre verso la clinica.
L'aggressore allora diventa ancora più violento: l'afferra per i capelli e la trascina verso un giardinetto puntando una panchina: è ancora buio e spera che gli alberi coprano un po' lo scenario.
<<Ho un coltello. Fa quello che ti dico o sarà peggio>>.
Ad Halima non importa, lei grida e si divincola, è pronta a tutto.
Proprio in quel momento, il più drammatico, quando l'uomo le stava per afferrare i pantaloni della tuta, passa un'auto. Il romeno pensa che l'automobilista possa avvertire i carabinieri, quindi scappa; invece era un menefreghista che procede per i fatti suoi.
E' Halima a quel punto a dare l'allarme, chiama i carabinieri, avverte i colleghi. Trema e piange. E' cosciente del rischio corso: <<Arrestatelo>>, ripeteva. E così hanno fattoi carabinieri.
Tabacitu è stato rintracciato in via Roma, sembrava in stato confusionale. Dal momento in cui viene costretto a salire sull'auto dei carabinieri resta impassibile, non parla, non cerca di inventare scuse.
La donna, in lacrime, lo inchioda: <<E' lui>>. E il rumeno si ritrova in carcere.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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