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Lunedì, 28 Aprile : 2008
ROMA - La Polizia Stradale di Roma sta eseguendo otto ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti avvocati, secondo le accuse appartenenti ad una presunta organizzazione criminale finalizzata alle truffe e al falso ai danni di Telecom Italia e del Comune di Roma, per un danno complessivo di circa 10 milioni di euro.
L'indagine, che lo già lo scorso febbraio aveva portato all'esecuzione di 9 ordinanze di custodia cautelare per un presunto traffico di autovetture rubate e frodi assicurative, ha permesso, grazie al ritrovamento di parecchia documentazione bancaria, di individuare l'organizzazione e denunciare altre 40 persone.
Gli investigatori della Polizia Stradale hanno scoperto che gli indagati erano riusciti farsi dare ingenti somme di denaro da Telecom Italia: o a titolo di risarcimenti documentati da false sentenze e falsi atti di transazione stragiudiziale o come corrispettivo di false parcelle per inesistenti prestazioni professionali emesse da avvocati compiacenti.
Su entrambe le transazioni, grazie all'intervento di uno degli indagati dipendente dell'ufficio legale di Telecom e di alcuni funzionari che ne disponevano la liquidazione, non veniva eseguito alcun controllo in merito alle operazioni e alle documentazioni presentate.
Altro modo che secondo l'accusa aveva escogitato la presunta organizzazione per incassare denaro illecitamente, era di creare falsi decreti di liquidazione per rimborsi Invim dell'Agenzia delle Entrate di Roma che venivano trasmessi all'Ufficio Sgravi e Rimborsi del Comune di Roma dove la funzionaria responsabile, nonché madre di uno degli arrestati, ne disponeva il pagamento.
L'indagine, che lo già lo scorso febbraio aveva portato all'esecuzione di 9 ordinanze di custodia cautelare per un presunto traffico di autovetture rubate e frodi assicurative, ha permesso, grazie al ritrovamento di parecchia documentazione bancaria, di individuare l'organizzazione e denunciare altre 40 persone.
Gli investigatori della Polizia Stradale hanno scoperto che gli indagati erano riusciti farsi dare ingenti somme di denaro da Telecom Italia: o a titolo di risarcimenti documentati da false sentenze e falsi atti di transazione stragiudiziale o come corrispettivo di false parcelle per inesistenti prestazioni professionali emesse da avvocati compiacenti.
Su entrambe le transazioni, grazie all'intervento di uno degli indagati dipendente dell'ufficio legale di Telecom e di alcuni funzionari che ne disponevano la liquidazione, non veniva eseguito alcun controllo in merito alle operazioni e alle documentazioni presentate.
Altro modo che secondo l'accusa aveva escogitato la presunta organizzazione per incassare denaro illecitamente, era di creare falsi decreti di liquidazione per rimborsi Invim dell'Agenzia delle Entrate di Roma che venivano trasmessi all'Ufficio Sgravi e Rimborsi del Comune di Roma dove la funzionaria responsabile, nonché madre di uno degli arrestati, ne disponeva il pagamento.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















