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Mercoledì, 30 Aprile : 2008 La Stampa
PARLAMENTO - VIA ALLA LEGISLATURA
Il leader di An ha ottenuto 335 voti: «Onorare 25 Aprile e primo maggio»
Gelo del Carroccio sul tricolore: «La Padania ha la sua bandiera»
ROMA - Gianfranco Fini è il nuovo presidente della Camera. Il leader di An ha ottenuto la maggioranza assoluta con 335 voti. Un applauso scrosciante dell’aula di Montecitorio ha salutato il raggiungimento del quorum.
Il discorso d'insediamento
«Rendo deferente omaggio al Pontefice, guida spirituale della larghissima maggioranza del popolo italiano e indiscussa autorità morale per tutto il mondo». Lo afferma il neo Presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel suo intervento di insediamento. «La XVI dovrà essere davvero una legislatura Costituente», ha proseguito Gianfranco Fini, nella convinzione di «interpretare il pensiero di tutte le forze politiche».
"Serve legislatura costituente"
Sarebbe «sbagliato», afferma il nuovo presidente di Montecitorio, «dire che nulla è stato fatto». Ma «le sfide del nostro tempo esigono di dare risposte ai cittadini per arrivare a istituzioni più efficienti e moderne». La Camera dei Deputati deve diventare un luogo in grado di dare risposte a «tutti i cittadini», non solo a chi ha votato per il Pdl ma anche a chi non lo ha votato. Fini conferma la volontà di fare diventare il Parlamento un luogo da dove può partire la riscossa per dare «credibilità» alla politica. Da qui la richiesta di «collaborazione» a tutti i deputati.
"Celebrare libertà e centralità del lavoro"
Il presidente della Camera Gianfranco Fini, nel suo discorso di insediamento, fa l’elogio del 25 aprile e del primo maggio: «Celebrare la ritrovata libertà dell’Italia e la centralità del lavoro è un dovere cui nessuno deve sottrarsi». Si tratta di valori , ha aggiunto Fini, «condivisi da tutti gli italiani, specie i più giovani». «La ricostruzione di una memoria condivisa e la pacificazione nazionale sono ormai state raggiunte, anche grazie all’azione di due presidenti della Repubblica come Francesco Cossiga e Carlo Azeglio Ciampi». Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini nel suo discorso davanti ai deputati. «Coloro che si ostinano a negare le infamie dei totalitarismi - ha detto ancora - sono pochi e isolati».
"Sforzo comune per mettere fine alle morti bianche"
«Tutti i deputati e le deputate senza distinzione politica sentano l’imperativo morale di dare la massima importanza che il diritto al lavoro possa essere esercitato in condizioni di sicurezza». «La perdurante tragedia delle morti bianche - ha aggiunto - offende le nostre coscienze e non deve essere più considerata ineluttabile ma deve generare lo sforzo comune a tutte le istituzioni perchè ad essa si ponga rapidamente fine». «Viva l’Italia, viva la Camera dei deputati». Gianfranco Fini conclude così il suo discorso di insediamento alla presidenza di Montecitorio: 11 pagine che ha letto in 14 minuti. L’intervento del nuovo presidente della Camera è stato interrotto più volte dagli applausi dell’assemblea. Concludendo il suo intervento, Fini ha rivolto gli «sinceri auguri di buon lavoro a tutte le deputate e i deputati e in particolar modo a chi oggi è entrato per la prima volta a Montecitorio».
La Lega non applaude al tributo di Fini alla bandiera
La Lega non ha applaudito nell’Aula della Camera quando il neopresidente Gianfranco Fini ha citato la bandiera Tricolore come simbolo dell’unità nazionale. «L’Italia ha il tricolore, la Padania ha la sua bandiera che è bianco-verde». Così Umberto Bossi, leader della Lega, ha risposto ai cronisti che a Montecitorio gli chiedevano un commento alle parole del neo-presidente della Camera, Gianfranco Fini sulla bandiera tricolore simbolo dell’Italia.
Applausi bipartisan
È stata salutata da un lungo applauso e da una standing ovation dei deputati del Pdl e Lega l’elezione di Gianfranco Fini alla presidenza della Camera. I parlamentari di centrodestra hanno applaudito a lungo, tanto che il presidente dell’Assemblea, Pierluigi Castagnetti, li ha dovuti fermare chiedendo loro di «lasciare qualche applauso anche per la proclamazione». Applausi anche da qualche deputato dell’opposizione. Il neo-eletto non era in quel momento in Aula, così come il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, rientrato pochi minuti dopo l’elezione. Alla votazione hanno partecipato 611 deputati. La maggioranza richiesta era di 306 voti. Oltre ai 335 voti di Fini, sette consensi sono andati a Daniele Marantelli del Pd. Tre i voti dispersi, 259 le schede bianche, sette le nulle.
Il discorso d'insediamento
«Rendo deferente omaggio al Pontefice, guida spirituale della larghissima maggioranza del popolo italiano e indiscussa autorità morale per tutto il mondo». Lo afferma il neo Presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel suo intervento di insediamento. «La XVI dovrà essere davvero una legislatura Costituente», ha proseguito Gianfranco Fini, nella convinzione di «interpretare il pensiero di tutte le forze politiche».
"Serve legislatura costituente"
Sarebbe «sbagliato», afferma il nuovo presidente di Montecitorio, «dire che nulla è stato fatto». Ma «le sfide del nostro tempo esigono di dare risposte ai cittadini per arrivare a istituzioni più efficienti e moderne». La Camera dei Deputati deve diventare un luogo in grado di dare risposte a «tutti i cittadini», non solo a chi ha votato per il Pdl ma anche a chi non lo ha votato. Fini conferma la volontà di fare diventare il Parlamento un luogo da dove può partire la riscossa per dare «credibilità» alla politica. Da qui la richiesta di «collaborazione» a tutti i deputati.
"Celebrare libertà e centralità del lavoro"
Il presidente della Camera Gianfranco Fini, nel suo discorso di insediamento, fa l’elogio del 25 aprile e del primo maggio: «Celebrare la ritrovata libertà dell’Italia e la centralità del lavoro è un dovere cui nessuno deve sottrarsi». Si tratta di valori , ha aggiunto Fini, «condivisi da tutti gli italiani, specie i più giovani». «La ricostruzione di una memoria condivisa e la pacificazione nazionale sono ormai state raggiunte, anche grazie all’azione di due presidenti della Repubblica come Francesco Cossiga e Carlo Azeglio Ciampi». Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini nel suo discorso davanti ai deputati. «Coloro che si ostinano a negare le infamie dei totalitarismi - ha detto ancora - sono pochi e isolati».
"Sforzo comune per mettere fine alle morti bianche"
«Tutti i deputati e le deputate senza distinzione politica sentano l’imperativo morale di dare la massima importanza che il diritto al lavoro possa essere esercitato in condizioni di sicurezza». «La perdurante tragedia delle morti bianche - ha aggiunto - offende le nostre coscienze e non deve essere più considerata ineluttabile ma deve generare lo sforzo comune a tutte le istituzioni perchè ad essa si ponga rapidamente fine». «Viva l’Italia, viva la Camera dei deputati». Gianfranco Fini conclude così il suo discorso di insediamento alla presidenza di Montecitorio: 11 pagine che ha letto in 14 minuti. L’intervento del nuovo presidente della Camera è stato interrotto più volte dagli applausi dell’assemblea. Concludendo il suo intervento, Fini ha rivolto gli «sinceri auguri di buon lavoro a tutte le deputate e i deputati e in particolar modo a chi oggi è entrato per la prima volta a Montecitorio».
La Lega non applaude al tributo di Fini alla bandiera
La Lega non ha applaudito nell’Aula della Camera quando il neopresidente Gianfranco Fini ha citato la bandiera Tricolore come simbolo dell’unità nazionale. «L’Italia ha il tricolore, la Padania ha la sua bandiera che è bianco-verde». Così Umberto Bossi, leader della Lega, ha risposto ai cronisti che a Montecitorio gli chiedevano un commento alle parole del neo-presidente della Camera, Gianfranco Fini sulla bandiera tricolore simbolo dell’Italia.
Applausi bipartisan
È stata salutata da un lungo applauso e da una standing ovation dei deputati del Pdl e Lega l’elezione di Gianfranco Fini alla presidenza della Camera. I parlamentari di centrodestra hanno applaudito a lungo, tanto che il presidente dell’Assemblea, Pierluigi Castagnetti, li ha dovuti fermare chiedendo loro di «lasciare qualche applauso anche per la proclamazione». Applausi anche da qualche deputato dell’opposizione. Il neo-eletto non era in quel momento in Aula, così come il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, rientrato pochi minuti dopo l’elezione. Alla votazione hanno partecipato 611 deputati. La maggioranza richiesta era di 306 voti. Oltre ai 335 voti di Fini, sette consensi sono andati a Daniele Marantelli del Pd. Tre i voti dispersi, 259 le schede bianche, sette le nulle.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















