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Giovedì, 8 Maggio : 2008
Le superiori motivazioni, il pubblico finalmente numeroso, un avversario che dovrebbe avere altro per la testa. Non basta tutto questo alla Lazio per cogliere l'ultima chance di raddrizzare una stagione da dimenticare. In finale di Coppa Italia va l'Inter che all'Olimpico segna due reti (Pele' e Cruz) nella ripresa e mette a frutto la maggiore solidita', la sicurezza che gli deriva dalla sua forza, a prescindere da chi giochi. Ed al raddoppio nerazzurro, in tribuna divampa la contestazione contro il presidente Claudio Lotito, che deve lasciare il suo posto scortato. Che la semifinale di Coppa Italia sia la ciambella di salvataggio per la stagione della Lazio e poco piu' di un intermezzo sulla via dello scudetto per l'Inter lo dicono le formazioni in campo. Mancini schiera il Primavera Bolzoni a centrocampo e diverse seconde linee di contorno, con Suazo unica punta; Rossi risponde con l'undici migliore che puo' permettersi e tre attaccanti veri davanti. In un stadio quasi pieno, la squadra di casa parte con il piglio giusto e dopo appena 100 secondi una punizione battuta da Ledesma centra il palo alla destra di Toldo, immobile. Iniziativa saldamente in mano biancoceleste nelle prime battute della partita ed al 15' Rocchi spaventa Toldo con un tiro che 'pizzica' ancora il legno. Suazo, stretto tra Cribari e Siviglia, fatica a liberarsi. Sulla fascia sinistra Jimenez se la vede con De Silvestri e spesso ha la peggio. Sul fronte opposto piu' di una volta Chivu e Maxwell devono ricorre a qualche rudezza per fermare Pandev. L'Inter se ne sta raccolta nella sua meta' campo e prova a ripartire in contropiede, ma Dabo e Berhami non concedono spazi. Cosi' la prima (facile) parata di Ballotta e' sul tiro centrale di Pele' (37'), da lontano. Toldo gli risponde un minuto dopo, bloccando con sicurezza la girata al volo di Pandev. Al 40' la miglior combinazione nerazzurra: Suazo di tacco serve Jimenez. Il 'Mago' elude Cribari, ma in equilibrio incerto tira a lato. La Lazio rientra in campo con ancor maggiore determinazione e guadagna tre angoli in successione. Sul terzo di testa Rocchi costringe Toldo alla deviazione. Ma l'Inter e' in agguato ed al 7' Suazo indovina la fuga giusta sulla fascia destra. Palla rasoterra verso il centro e Pele' sigla la sua prima rete in nerazzurro con un gran tiro che si infila nell'angolo alla sinistra di Ballotta. Una volta in vantaggio, Mancini toglie Bolzoni ed inserisce Cruz. Ma la partita dell'allenatore sta per finire perche' Saccani lo espelle per proteste. L'uscita e' condita da applausi ironici ed un ripetuto ''bravo, bravo... sei un fenomeno''. L'incontro si fa nervoso. Entrano Kolarov per Zauri e Materazzi per Burdisso. Scambio Rocchi-Pandev, Toldo e' bravissimo a distendersi e deviare il tiro del macedone. Poi una combinazione Jimenez-Cruz e' sventato in angolo da Siviglia. Un parapiglia in area per una manata di Cruz a Kolarov (entrambi ammoniti) fa da prologo all'espulsione di Materazzi (entrato al posto di Burdisso) per un doppio calcione ai danni di Pandev. Saccani fatica a mantenere l'ordine. L'Inter resta in 10 ma non soffre il ritorno della Lazio, che ormai si regge solo sulla forza del nervosismo. Ed al 40' ecco il raddoppio degli ospiti, che suona fin troppo severo. Ballotta e Siviglia pasticciano su un cross di Pele' e Cruz si ritrova la palla tra i piedi per il comodo 2-0. Scoppia la rabbia dell'Olimpico, gli applausi ormai sono tutti diventati fischi. Lotito esce precipitosamente, la squadra e' sulle ginocchia. Finale piu' amaro per la Lazio non poteva esserci. Anche l'ingresso di servizio all'Europa si e' chiuso.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).












