In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".
Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.
Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.
Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:
"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"
Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:
“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller) |
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 VIGNOLA - LO STUPRO Il 20enne confessa: «L’ho violentata io»
Giovedì, 8 Maggio : 2008
VIGNOLA - LO STUPRO
E’ crollato dopo l’interrogatorio durato un’intera notte il marocchino preso dai Cc dopo il terribile episodio ai danni della 45enne che faceva jogging in campagna
Il 20enne confessa:
«L’ho violentata io»
Stefano Totaro
La donna vuole giustizia: «Fermatelo Se fosse accaduto a una ragazzina?»
VIGNOLA. Ismail ha confessato, è crollato. Ha ammesso di essere stato lui a violentare la donna di 45 anni che lunedì alle 13.30 faceva jogging durante la pausa pranzo nel tratto del Percorso sole tra Vignola e Savignano. E’ nel carcere di Sant’Anna a Modena, dopo un lungo interrogatorio terminato alle cinque del mattino di martedì. Avrebbe agito in preda ad un improvviso raptus. Questa mattina ci sarà l’udienza per la convalida dell’arresto.
A. Ismail, vent’anni, abitante con la famiglia a Vignola, spiccato accento napoletano per i suoi trascorsi al sud, nullafacente, era stato arerstato nel pomeriggio di lunedì, in centro a Vignola. Stava tranquillamente passeggiando e ha ‘accolto’ i militari dell’arma con strafottenza, con arroganza, quasi sfidandoli a dimostrare qualsiasi fatto o vicenda a lui attribuibile. Ma con il passare delle ore la sua arroganza si è lentamente tramutata in un arrampicarsi sugli specchi: il riconoscimento da parte della vittima, l’aver prelevato tracce di liquido seminale sulle quali effettuare l’esame del Dna, circostanze e altre prove schiaccianti lo hanno fatto crollare.
«Ha ammesso la sua colpevolezza, ha ammesso di aver perpetrato la violenza sessuale nei confronti della donna - dicono allo studio legale Solignani di Vignola che lo difende - quanto alle circostanze, sul perchè del suo operato, non abbiamo ancora avuto modo di approfondire. Ci ha riferito di essersi trovato lì in quel frangente solo con la donna e di non aver saputo resistere. Un raptus insomma, un raptus incontrollabile».
«Quello che è accaduto - afferma l’avvocato Cosimo Zaccaria, legale della 45enne di Spilamberto, avvocato che propone un fondo per le vittime degli stupri - è di una gravità e di una violenza inaudita. E’ un fatto sconcertante che in pieno giorno si possa essere violentati solo perchè si sta correndo o passeggiando. E’ un problema più ampio, di sicurezza in generale e questo purtroppo è un episodio limite che deve essere di esempio. Mi sono precipitato in ospedale dalla signora, che conosco personalmente. La prima cosa che mi ha detto è stata: ‘E’ successo a me, a me che sono una donna adulta, che posso purtroppo affrontare il tutto. Ma se fosse successo ad una adolescente, ad una ragazzina di 20 anni? Come potrebbe farsi forza, in cosa potrebbe credere, come potrebbe reagire? Bisogna che sia preso, che sia fermato, che non accada più’. Sono frasi importanti, forti - afferma ancora l’avvocato Zaccaria - che la dicono lunga sullo stato d’animo di quella donna. E ovviamente ora è preoccupatissima per la sua salute, per la possibilità di aver contratto malattie da quella violenza carnale».
Intanto sono emersi altri particolari su quanto è accaduto lunedì alle 13.30 lungo il tratto del Percorso Sole tra Vignola e Savignano, lungo il Panaro. La donna è in tuta e fa jogging, viene avvicinata da Ismail che la afferra al braccio, le punta un taglierino, una lametta alla gola. Le spruzza in faccia uno spray, un gas urticante che le irrita gli occhi e la stordisce. Lui la prende e la trascina giù con estrema violenza lungo una scarpata ripida dalla quale si approdae ad un viottolo parallelo alla strada strerrata. Una ventina di metri tra terra ed erbacce, poi i due raggiungono una piccola radura tra alcuni alberi alti. Ismail cerca di obbligarla ad una prima pratica sessuale, la donna si rifiuta e fa resistenza. Allora, secondo quanto ha raccontato la 45enne, il marocchino inizia a picchiarla con forza, le sfila i pantaloni della tuta e gli slip e la violenta. A rapporto consumato il giovane prende dal marsupio della donna il cellulare e le urla di non fare denuncia, di stare attenta e che se avesse fatto qualsiasi cosa l’avrebbe ammazzata. E poi fugge.
La donna raccoglie le ultime sue forze, segue il Percorso Sole, arriva sulla strada ed entra nel bar Slim chiedendo di telefonare. Il 20enne è tuttora in carcere.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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