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In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".

Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.

Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.

Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:

"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"

Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:

“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller)
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APRICA —Pedofilia, arrestato fa scena muta davanti al giudic
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Messaggio APRICA —Pedofilia, arrestato fa scena muta davanti al giudic 
 



Sabato, 10 Maggio : 2008  Il Giorno

Pedofilia,
arrestato fa scena muta davanti al giudice
e

di SUSANNA ZAMBON

— APRICA — NON HA PARLATO, si è avvalso della facoltà di non rispondere, ha deciso di non fornire spiegazioni o provare in qualche modo a scagionarsi o ad alleggerire la propria posizione. È stato interrogato ieri mattina dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sondrio, Antonio De Rosa, il commerciante e maestro di sci di Aprica arrestato dai carabinieri del Nucleo operativo di Sondrio con le pesanti accuse di violenza sessuale ai danni di un ragazzino di 13 anni e produzione di materiale pedopornografico. Il Gip ieri mattina, poco dopo le 10, si è recato in carcere, dove l’uomo si trova rinchiuso a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare firmata proprio dal giudice De Rosa, per l’interrogatorio di garanzia. Con lui anche la dottoressa Luisa Russo come Pubblico ministero, in sostituzione della dottoressa Lucrezia Ciriello, titolare dell’indagine insieme al procuratore capo Gianfranco Avella, in astensione obbligatoria preparto. L’udienza è durata meno di mezz’ora: il commerciante aprichese infatti, assistito dal legale di fiducia, l’avvocato Fulvio Zappa, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere.

IL GIP ha quindi deciso che resterà in carcere, tanto sono pesanti le accuse e soprattutto le prove contro di lui. Ma le indagini non si fermano.
«In casi come questo le indagini non terminano con l’arresto - afferma infatti il procuratore capo, Gianfranco Avella - ma continuano, anche in ambiti circostanti». Insomma, si continua ad indagare, anche per cercare di escludere che l’uomo possa aver avuto comportamenti analoghi anche con altri minorenni.
A fare scattare l’inchiesta del sostituto procuratore Lucrezia Ciriello è stata la circostanziata denuncia del padre di un 13enne, residente in un’altra provincia. L’uomo si era insospettito per gli atteggiamenti tenuti dal figlio che, sempre più di frequente, si teneva in contatto telefonico con l’aprichese. Alla fine la scoperta della terribile verità: il ragazzino era vittima di un vero e proprio maniaco che, durante le sue performance, si sarebbe anche divertito a filmarlo con il telefonino e fotografarlo.

  





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