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 VOTO USA: CON OBAMA O CON HILLARY, MACCAIN KO
Giovedì, 6 Marzo : 2008 19:30
VOTO USA: CON OBAMA O CON HILLARY,
MACCAIN KO
NEW YORK - Sia Barack Obama, sia Hillary Clinton batterebbero John McCain a novembre nelle elezioni presidenziali americane: lo indica un sondaggio del Washington Post e della Abc, secondo il quale in particolare il senatore nero dell'Illinois avrebbe un vantaggio di 12 punti sul candidato repubblicano alla Casa Bianca. Secondo il sondaggio, reso noto all'indomani della conquista da parte di McCain della nomination per i repubblicani, uno scontro Obama-McCain finirebbe con la vittoria del candidato democratico per 52-40%, mentre la Clinton vincerebbe 50-44%. Circa due terzi del campione di americani interpellati per il sondaggio sono scontenti per come il presidente George W.Bush sta svolgendo il proprio lavoro e McCain viene percepito come legato all'attuale amministrazione.
BUSH APPOGGIA MCCAIN, UOMO INCREDIBILE CORAGGIO
Il presidente americano George W.Bush ha annunciato ufficialmente il proprio appoggio a John McCain, "un uomo di incredibile coraggio", nella corsa alla Casa Bianca, promettendo d'ora in poi di far campagna per lui. Parlando con al fianco McCain nel Giardino delle rose della Casa Bianca, Bush - che in passato è stato avversario del senatore dell'Arizona per la presidenza - ha ricordato di aver fatto campagna "con lui e contro di lui". McCain, ha detto Bush, "ha il coraggio e la determinazione per andare contro i nostri nemici e per proteggere gli americani" e sarà "un ottimo presidente". Ai giornalisti che chiedevano a Bush che suggerimenti darà a McCain sulla scelta del vice, il presidente ha detto, scherzando, di suggerirgli di stare attento "a chi scegli alla guida della commissione che valuta i candidati": nel 2000, Bush affidò quell'incarico a Dick Cheney, che alla fine raccomandò se stesso e divenne vicepresidente. Bush si è detto contento e rassicurato dal sapere "che quando io sarò nel mio ranch a Crawford, con i piedi sul tavolo a rilassarmi, ci sarà John nello Studio Ovale".
IL PUNTO SULLA CORSA ALLA CASA BIANCA
John McCain ha matematicamente conquistato la nomination dei repubblicani per la Casa Bianca e l'ultimo dei suoi avversari, l'ex governatore dell'Arkansas Mike Huckabee, si è ritirato. Il martedì elettorale americano ha lasciato invece ancora aperti i giochi sul fronte democratico, con Barack Obama che resta in testa nel conteggio dei delegati sull'ex First Lady Hillary Clinton. Texas, Ohio, Vermont e Rhode Island sono andati al voto ieri. Il Texas disputava sia primarie, sia caucus (assemblee di partito) e l'esito di quest'ultima consultazione è ancora incerto. Ecco un riepilogo della situazione dopo 62 giorni di primarie: la serie dei voti è cominciata il 3 gennaio in Iowa.
Il conteggio dei 'superdelegati' è quello tenuto dalla CNN:
- DEMOCRATICI (delegati necessari per la nomination: 2.025)
1) Barack Obama 1.451 delegati (di cui 194 superdelegati)
2) Hillary Clinton 1.365 " (di cui 238 superdelegati)
(John Edwards, ritirato, controlla ancora 26 delegati)
Totale delegati già assegnati: 2.842 su 4.049
- REPUBBLICANI (delegati necessari per la nomination: 1.191)
1) John McCain 1.226 delegati (di cui 70 superdelegati)
2) Ron Paul 21 " (0 superdelegati)
(255 delegati di Mitt Romney e 251 di Mike Huckabee sono da assegnare e con ogni probabilità andranno a McCain)
Totale delegati già assegnati: 1.753 su 2.380
I candidati per la Casa Bianca competono per conquistare la maggioranza dei delegati che decideranno la nomination del partito alla convention dei Democratici (Denver, 25-28 agosto) e a quella dei Repubblicani (Minneapolis-St.Paul, 1-4 settembre). Oltre ai delegati scelti direttamente con il voto, esiste una quota di 'superdelegati' costituita da senatori, deputati e altri esponenti dei partiti, non vincolati nelle loro scelte. Alla convention dei Repubblicani parteciperanno 2.380 delegati, di cui 463 non eletti nelle primarie: il 'numero magico' da raggiungere per avere la maggioranza è 1.191.
Alla convention dei Democratici prendono parte 4.049 delegati, di cui 796 superdelegati. Il numero magico, per i Democratici, è 2.025. Queste le prossime tappe del voto: 8 Marzo: Wyoming (D) 11 Marzo: Mississippi 22 Aprile: Pennsylvania 6 Maggio: Indiana, North Carolina 13 Maggio: Nebraska (R), West Virginia (D) 18 Maggio: Hawaii (R) 20 Maggio: Kentucky, Oregon 27 Maggio: Idaho (R) 3 Giugno: Montana (D), New Mexico (R), South Dakota.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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 Re: USA: VOTO Presidenziali 2008 (agg.to continuo)
Domenica, 9 Marzo : 2008 (Adnkronos/Ign)
Reduce dalle sconfitte in Ohio e Texas
Obama trionfa in Wyoming:
''Non sarò il numero due della Clinton''
Il senatore dell'Illinois si è imposto con il 61% delle preferenze sull'avversaria, ferma al 38%. E su un eventuale ticket in caso di vittoria della ex first lady ha precisato: ''Corro per la presidenza non per fare il suo vice''
Washington - I caucus del Wyoming regalano un'ampia vittoria a Barack Obama (nella foto) - reduce dalle sconfitte in Ohio e Texas - su Hillary Clinton. I risultati definitivi parlano infatti di un vantaggio di 23 punti percentuali del senatore dell'Illinois -che ha raccolto il 61 per cento delle preferenze- sulla rivale, a favore della quale si è espresso il 38 per cento dei partecipanti ai caucus.
I delegati in palio erano solo 12 ma in questa situazione di incertezza e mentre restano 600 delegati da aggiudicarsi, ogni competizione elettorale è considerata cruciale dalle squadre dei due candidati.
Hillary e Obama hanno fatto campagna fino all'ultimo in una instancabile caccia al voto. Il senatore dell'Illinois ha approfittato di un ultimo incontro con i suoi sostenitori nello stato per attaccare la rivale sul suo voto a favore della guerra in Iraq nel 2002: "Porterò questa guerra a conclusione nel 2009, ...perciò non vi lasciate confondere dal fatto che il senatore Clinton non è disposto a riconoscere che ha votato a favore della guerra...".
Quindi ha chiuso la porta a Hillary riguardo all'ipotesi di un ticket in caso di vittoria della ex first lady. ''Non farò il suo vice - ha detto in un’intervista alla Abc - sono candidato per essere eletto presidente''.
ViviCentro (art. 19 e 21)
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 Re: USA: VOTO Presidenziali 2008 (agg.to continuo)
Mercoledì, 12 Marzo : 2008
PRIMARIE USA:
DEMOCRATICI, OBAMA VINCE IN MISSISSIPPI
WASHINGTON - Barack Obama ha vinto le primarie in Mississippi, battendo Hillary Clinton, secondo le proiezioni dei media americani. Si tratta della 29ma vittoria per il senatore dell'Illinois in 44 tappe della corsa alla nomination dei democratici per la Casa Bianca. Dopo un'iniziale incertezza, gran parte degli organi d'informazione americani hanno diffuso proiezioni dalle quali emerge la vittoria di Obama nello stato del Sud.
Il Mississippi mette in palio 33 delegati per la convention dei democratici di Denver, che in agosto scegliera' formalmente il candidato per la Casa Bianca. Dopo oltre due mesi di primarie, Obama e' in testa nella corsa alla nomination con 1.591 delegati, contro i 1.467 di Hillary Clinton (per la nomination sono necessari 2.025 delegati). Obama ha vinto nel fine settimana le primarie in Wyoming, dopo che la Clinton aveva avuto un martedi' di successi trionfando in Texas, Ohio e Rhode Island (nella stessa occasione, il senatore si era aggiudicato il Vermont). L'ex First Lady negli ultimi giorni ha rinunciato a far campagna in Mississippi, ritenendo lo stato gia' perso, e si e' concentrata sulle primarie in Pennsylvania del 22 aprile.
ViviCentro (art. 19 e 21)
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 PRIMARIE USA: VIOLATI I DOSSIER DEI CANDIDATI, ECHI DEL WAT
Venerdì, 21 Marzo : 2008 21:13
PRIMARIE USA: VIOLATI I DOSSIER DEI CANDIDATI,
ECHI DEL WATERGATE
WASHINGTON - Lontani echi dell'era del Watergate. La rivelazione iniziale della intrusione informatica nei documenti personali del candidato democratico alla Casa Bianca Barack Obama, per fini forse politici, aveva fatto nascere il sospetto di un 'Watergate elettronico', con le passwords al posto dei grimaldelli da parte degli intrusi.
Il caso Watergate era nato il 17 giugno 1972, quando cinque uomini furono colti in flagrante dalla polizia a frugare tra i documenti del quartier generale del partito democratico, situato nel complesso Watergate a Washington. Il ritrovamento sull'agendina telefonica di uno dei cinque, l'ex-agente della Cia James W. McCord, del numero dell'ex-funzionario della Casa Bianca Howard Hunt creò il primo collegamento tra gli 'idraulici' (il nomignolo del gruppo 'operazioni sporche' della amministrazione Nixon) e le alte sfere della Casa Bianca repubblicana. Era stata poi l'indagine dei due reporter del Washington Post Bob Woodward e Carl Bernstein, con l'aiuto di una ben informata ma cauta 'Gola Profonda' (identificato nel 2005 come il numero due dell'Fbi Mark Felt), a trasformare l' apparente vicenda di cronaca minore nello scandalo destinato a far crollare la presidenza Nixon.
Come spesso accade in questi casi sono proprio i tentativi di 'cover-up', per tenere nascoste informazioni giudicate imbarazzanti o compromettenti, a mettere sempre più nei guai i responsabili. Nella vicenda delle violazioni dei dossier dei tre candidati alla Casa Bianca, tenuti negli archivi elettronici del Dipartimento di Stato, a mettere in imbarazzo la Rice ed i suoi collaboratori è stato soprattutto il ritardo tra la scoperta delle intrusioni e la comunicazione di quanto era avvenuto alle massime sfere del dipartimento. Una comunicazione giunta solo tra ieri ed oggi nonostante le intrusioni fossero state scoperte già da tempo.
Nuovo sondaggio: Clinton in vantaggio su Obama
WASHINGTON - Hillary Clinton ha conquistato un vantaggio significativo sul rivale Barack Obama nelle intenzioni di voto degli elettori democratici, rivela un sondaggio effettuato dalla Gallup. Il sondaggio, svolto tra il 14 e il 18 marzo, mostra la Clinton in testa per 49 a 42 per cento nei confronti del suo avversario per la conquista della candidatura democratica alla Casa Bianca. Un analogo sondaggio effettuato dalla Gallup tra l'11 e il 13 marzo aveva visto invece un lieve vantaggio per Obama. La nuova rilevazione è giunta mentre Obama è sulla difensiva per i sermoni incendiari del suo ex-consigliere spirituale che hanno costretto il senatore nero ad un sofferto discorso sulla divisione razziale nel paese. Nel caso di uno scontro diretto tra il candidato repubblicano John McCain ed Obama sarebbe il primo a prevalere per 47 a 43 per cento, rileva il sondaggio allargato agli elettori repubblicani. Se lo scontro fosse tra McCain e la Clinton sarebbe il repubblicano a prevalere ma con un margine di 48 a 45 per cento, secondo i dati della Gallup.
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 VOTO IN USA, MACCHINA VERITA' PER "SPIE" DEL DIPAR
Domenica, 23 Marzo : 2008
VOTO IN USA, MACCHINA VERITA'
PER "SPIE" DEL DIPARTIMENTO DI STATO
La macchina della verità sarà uno dei protagonisti dell'inchiesta avviata dal Dipartimento di Stato Usa per capire se avevano motivazioni politiche le intrusioni nei file elettronici contenenti i dati per i passaporti dei tre candidati alla Casa Bianca: i democratici Barack Obama e Hillary Clinton, il repubblicano John McCain.
Lo scrive oggi il Washington Times, il quotidiano conservatore che ha scoperto per primo che il file di Obama era stato 'violato' alcuni mesi or sono. Lo stesso quotidiano aggiunge che una delle società coinvolte nella vicenda fa capo ad un ex agente della Cia, che é diventato consigliere della campagna elettorale dello stesso Obama, di cui è quindi uno dei sostenitori. Segnalando che l'inchiesta si sta concentrando su un persona in particolare della società in questione, il Times scrive che ad essere sottoposti alla machina della verità saranno "i supervisori della sezione passaporti per capire se i tre dipendenti di aziende esterne che hanno aperto i file avevano obiettivi politici o facevano parte di un'operazione politica per ottenere dati personali" dei candidati.
Le persone che hanno avuto accesso ai file sono almeno quattro, tra cui un funzionario del Dipartimento di Stato che aveva usato involontariamente il nome della Clinton durante una esercitazione. Gli altri tre lavorano per ditte esterne. I primi due, che sono stati licenziati, erano dipendenti della Stanley, di Arlington, in Virginia. La terza persona lavora per la The Analysis Corporation (Tac), una società di McLean in Virginia, che ha partecipato alla messa a punto della lista nazionale anti-terrorismo. E' su di lei che si stanno concentrando le indagini, e per tali ragioni il Dipartimento di Stato ha chiesto che non venga licenziata.
La persona ha avuto accesso ai file sia di Obama sia di McCain. Secondo il Washington Times la Tac appartiene a John Brennan, un ex agente della Cia, attualmente uno dei consiglieri della campagna di Obama su questioni di intelligence e di politica estera. Secondo il Dipartimento di Stato i file sui passaporti contengono informazioni sensibili come il numero della Social Security (una sorta di codice fiscale), ma nulla che possa riguardare i viaggi all'estero e i visti ottenuti con i precedenti passaporti. Oggi come ieri, nessun grande quotidiano americano fa il parallelismo con scandali come quello del Watergate che costò la presidenza a Richard Nixon, ricordando però un caso analogo del 1992, quando qualcuno consultò i dati di Bill Clinton poco prima della sua vittoria alle presidenziali. Il fatto che lo stesso dipendente della Tac abbia avuto accesso ai file sia di Obama sia di McCain, sembra escludere -sempre secondo la stampa Usa- l'ipotesi avanzata ieri da alcuni di un'operazione occulta del Partito Repubblicano per danneggiare gli avversari del Partito Democratico.
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 VOTO USA, IMBARAZZO HILLARY PER BUGIE VIAGGIO IN BOSNIA
Mercoledì, 26 Marzo : 2008
VOTO USA, IMBARAZZO HILLARY
PER BUGIE VIAGGIO IN BOSNIA
(di Emanuele Riccardi)
Hillary ha mentito è ciò potrebbe costarle caro in un paese come gli Stati Uniti, dove la bugia non viene (quasi mai) perdonata. L'ex first lady ha raccontato di essere sbarcata da un aereo militare, il 25 marzo del 1996 a Tuzla, in Bosnia, sotto il fuoco dei cecchini, ma non era vero niente. Se cecchini c'erano, si trovavano sulle montagne e non stavano affatto sparando in quel momento. Dopo la diffusione delle immagini che la Cbs aveva girato insieme con lei (e la cantante rock Sheryl Crow, l'ex del ciclista Lance Armstrong, una delle più popolari negli Usa), la Clinton -che punta alla nomination democratica per la Casa Bianca- ha dovuto fare una imbarazzante marcia indietro. Nel filmato -che la Cbs ha perfidamente abbinato alla recente dichiarazione dell'ex first lady- si vede Hillary (capelli a caschetto, impermeabile militare) mentre esce tranquillamente dall'aereo con la figlia Chelsea e saluta una ragazza.
Durante una recente manifestazione elettorale, Hillary aveva detto di ricordare di essere atterrata sotto il fuoco dei cecchini. "Era in programma una piccola cerimonia di saluto all'aeroporto - aveva raccontato la senatrice di New York- ma invece corremmo tutti a testa bassa verso i veicoli che dovevano portarci alla nostra base". Hillary è sempre più in difficoltà, ma si torna a parlare dell'eventuale dream-ticket per la Casa Bianca formato dall'ex first lady e dal senatore nero dell'Illinois Barack Obama. Difficilmente però si farà: lo scrive oggi con ampio rilievo Usa Today, il più diffuso quotidiano degli Stati Uniti, prendendo spunto da un sondaggio della Gallup, secondo cui l'idea non dispiace al 75% degli elettori democratici. Il 30% circa degli intervistati considera il dream-team, (sia quello Hillary-Obama sia quello con Obama alla Casa Bianca) la loro potenziale prima scelta, mentre l'ipotesi risulta accettabile a circa il 45% del totale.
Un quarto dell'elettorato considera invece l'ipotesi inaccettabile. Come spiega al quotidiano un esperto del partito, Matt Bennett, il ticket probabilmente rimarrà soltanto un sogno, viste le passioni che ambedue i candidati hanno sollevato in campagna elettorale. Il rischio è che i sostenitori dell'eventuale candidato vicepresidente la prendano così male da non recarsi proprio alle urne, favorendo il candidato del Partito Repubblicano John McCain. Un altro stratega democratico, Mark Mellman, teme però il prolungarsi, ancora per mesi, della guerra tra i due candidati Hillary ed Obama."Sono convinti che i Democratici siano messi molto bene per conquistare la Casa Bianca nel 2008. Solo noi stessi potremmo sconfiggerli, e temo che possa davvero succedere". Nel frattempo Hillary continua a far campagna in Pennsylvania, dove si voterà per le primarie il 22 aprile. Obama raggiungerà lo Stato di Filadelfia nei prossimi giorni, dove è previsto un suo lungo giro elettorale in pullmann. Oggi Hillary ha parlato di nuovo dell'Iraq, definendo ancora una volta "un fallimento" la strategia seguita dal presidente Usa George W. Bush, visto che non può riportare la maggior parte delle truppe a casa. Forse per distrarre il pubblico da una campagna elettorale che diventa un po' ripetitiva, la New England Historic Genealogical Society ha reso noto che Barack Obama ha come lontano cugino Brad Pitt, mentre Hillary è una parente di Angelina Jolie, la sua compagna.
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 VOTO USA: OBAMA E ABORTO, GAFFE SU FIGLIE LO DANNEGGIA
Giovedì, 3 Aprile : 2008
VOTO USA: OBAMA E ABORTO,
GAFFE SU FIGLIE LO DANNEGGIA
NEW YORK - A meno di tre settimane dal voto nella cattolica Pennsylvania, Barack Obama inciampa sulla questione aborto: "Se le mie figlie facessero un errore, non dovrebbero essere punite con un bimbo", ha detto il candidato democratico e la destra repubblicana lo ha assaltato alla gola. Obama ha due bambine di sei e nove anni e un passato di voti al Senato di chiaro stampo a favore del diritto di scelta delle donne. "Non è certo, il suo, un atteggiamento di benvenuto verso una nuova vita umana", ha commentato oggi sul Washington Post l'ex autore dei discorsi del presidente George W. Bush Michael Gerson, un cristiano evangelico. E in quello che è sembrato un attacco concertato, sul Wall Street Journal un altro ex dell'amministrazione Bush, Peter Wehner, ha sostenuto, utilizzando proprio le posizioni sull'aborto, che Obama, a dispetto della sua retorica 'post partitica', "é molto più liberal di quanto non sembri".
Negli Usa dove ha spopolato il film 'Juno' - una teen-ager di provincia che decide di non abortire dando invece il bebé in adozione - la frase di Obama sulle figlie rischia di danneggiarlo nel caso in cui il senatore dovesse conquistare la nomination contro il repubblicano John McCain nel voto di novembre. Indirettamente è stata una gaffe anche a breve scadenza: la Pennsylvania, dove le primarie sono il 22 aprile, ha una vasta componente cattolica (3,8 milioni, pari a un terzo della popolazione statale) sulle cui decisioni peserà il forte messaggio 'per la vita' che papa Benedetto XVI porterà, proprio alla vigilia del voto, nella sua visita negli Stati Uniti all'Onu. Anche Hillary in fatto di aborto si trova da sempre sulle stesse barricate, ma per un leader della destra religiosa come Gerson l'ultima uscita di Obama conferma che il senatore "é un estremista". Wehner ha ricordato che il senatore si è opposto al bando dell'aborto tardivo, la tecnica chirurgica che interrompe la gravidanza alle ultime settimane e che il defunto senatore di New York Patrick Moynihan definì "troppo vicino all'infanticidio". Tutte accuse che prevedibilmente verranno catalogate e amplificate qualora Obama dovesse diventare il candidato del partito in corsa nel voto di novembre.
Intanto Obama ha continuato a raccogliere appoggi: si è schierato dalla sua parte il governatore del Wyoming Dave Freudenthal. Non è un superdelegato ma pesa come voce influente in materia di antiterrorismo, l'ex deputato Lee Hamilton: l'ex vicepresidente della commissione bipartisan sull'11 settembre ha dato al rivale di Hillary l'endorsment invocando la capacità del senatore di raccogliere consenso politico. Confermando l'appeal sulle elite culturali e dei media, Elizabeth Murdoch, la figlia del magnate della News Corp. Rupert Murdoch ha organizzato con l'attrice Gwyneth Paltrow una festa pro Obama nella sua casa di Notting Hill a Londra. Servirà a portare altri dollari nel forziere del senatore che a marzo ha messo in cassa oltre 30 milioni di dollari: meno del primato da Guinness di febbraio ma sempre più di Hillary, e quanto basta per finanziare un 'barrage' di spot pubblicitari nei prossimi appuntamenti delle primarie.
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 Guai per Obama: legami con un
ex terrorista e gaffe sui lav
Domenica, 13 Aprile : 2008
Guai per Obama: legami con un
ex terrorista e gaffe sui lavoratori
Il senatore si scusa per un'uscita infelice sugli «operai frustrati».
Sotto attacco anche per i rapporti passati con un estremista di sinistra
NEW YORK - Dagli ambienti conservatori nuove accuse a Barack Obama per aver frequentato personaggi controversi: dopo Jeremiah Wright, il reverendo che avrebbe giustificato l’11 settembre con il «terrorismo» degli Stati Uniti, dall’oscurità del passato sbuca fuori un ex militante della sinistra radicale.
A raccontare dei passati rapporti tra il candidato democratico alla Casa Bianca e William Ayers è stato Sean Hannity, un conduttore della rete tv conservatrice Fox News. Secondo l’anchorman - si legge sul sito online del settimanale britannico Sunday Times - Ayers partecipò a un party elettorale nella casa di Obama alla fine degli anni Novanta e, nel 2001, contribuì alla campagna del senatore con una donazione di 200 dollari. Ancora, i due sarebbero stati per un periodo insieme alla guida della fondazione filantropica Woods Fund.
Oggi professore all’Università dell’Illinois di Chicago, Ayers militò negli anni Settanta in Weather Underground, un gruppo autore di attentati contro caserme di polizia, il Pentagono e il dipartimento di Stato. La storia è piaciuta ad alcuni dirigenti del partito repubblicano. «Obama - ha detto nei giorni scorsi Newt Gingrich, ex presidente della Camera dei rappresentanti - si sente a suo agio con la sinistra radicale e le persone che per molti aspetti sono sostanzialmente anti-americane».
Il senatore democratico è stato poi costretto a scusarsi anche per un'uscita infelice sugli «operai frustrati». «Se ho detto cose che hanno offeso qualcuno, ne sono profondamente dispiaciuto», ha commentato Barack Obama nell'intento di arginare le polemiche scatenate dal fatto che ha definito «rancorosi» i lavoratori che «si aggrappano alle armi e alla religione» per la frustrazione derivata dalla crisi economica. Le dichiarazioni di Obama, che durante una discussione privata tenuta durante un evento di raccolta fondi svoltosi domenica scorsa a San Francisco aveva inteso spiegare le proprie difficoltà nell’ottenere il voto della classe lavoratrice, erano finite sul blog politico Huffington Post.
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