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Mercoledì, 28 Maggio : 2008 Corriere dello Sport
Incontro lampo a Milano fra il presidente nerazzurro e il tecnico, che è stato esonerato. Giallo sull'arrivo del portoghese, che qualcuno avrebbe già visto in città. Moratti non ha rilasciato dichiarazioni. L'ex procuratore del tecnico jesino, De Giorgis: «Non se l'aspettava. È dispiaciuto»
MILANO, 27 maggio - Roberto Mancini non è più l'allenatore dell'Inter. E' stato esonerato in un incontro lampo a Milano con Moratti. La sua panchina verrà affidata a Josè Mourinho, che dovrebbe firmare un contratto triennale con ingaggio di 9 milioni a stagione. Giallo sull'arrivo del portoghese a Milano: secondo indiscrezioni, non confermate dal manager, Mourinho sarebbe già arrivato e si sarebbe nascosto in un albergo del centro. Nell'Inter del futuro, probabili gli arrivi di Deco e Lampard.
L'INCONTRO - È durato circa venti minuti l'incontro tra presidente e tecnico, che ha lasciato la residenza di rappresentanza del presidente dell'Inter, in via Serbelloni, a bordo di un'auto diversa da quella con cui era arrivato, senza fare alcuna dichiarazione.
QUATTRO ANNI ALL'INTER - Mancini è stato allenatore dell'Inter per 4 stagioni. Sulla panchina nerazzurra ha vinto 7 trofei: tre scudetti, due Coppe Italia e due Supercoppe Italiane.
MORATTI, NO COMMENT - Il presidente dell'Inter, Massimo Moratti, ha lasciato la sua residenza di via Serbelloni senza dire una parola. Si è allontanato in auto, facendo un semplice cenno della mano come risposta negativa a qualsiasi domanda.
L'EX PROCURATORE - «Non se l'aspettava». La delusione di Roberto Mancini dopo l'esonero all'Inter è affidata alle parole di Giorgio De Giorgis, suo amico e suo ex agente. «Roberto non pensava potesse finire così - dice De Giorgis a Sportitalia - io razionalmente dall'esterno capivo che qualcosa non quadrava. È andata così, Roberto è molto dispiaciuto anche perché il lavoro non era ancora finito, si poteva provare a vincere altri campionati, magari anche la Coppa dei Campioni. Ora arriverà Mourinho, dovrà solo ripetere quanto fatto negli ultimi anni». Mancini non parla da più di due settimane...«Sì, ma ora sta valutando di fare una dichiarazione, per evitare chiacchiere, e dovrebbe essere una dichiarazione di stima nei confronti del presidnete e di chi ha lavorato con lui. Certo è stupito, ci è rimasto male. L'ho sentito ed era abbastanza giù, ma domani sarà pure peggio». Per molti Moratti non ha digerito l'addio annunciato dopo l'eliminazione in Champions, la svolta può essere arrivata lì? «Non saprei dire. Diciamo però che analizzando il campionato dall'Inter dalla prima di gennaio, hanno cominciato già lì a subire pressioni esterne molto violente. Erano sempre aspettati al varco. Dopo la sconfitta col Liverpool c'è stato un sfogo, forse Roberto poteva evitarlo ma il presidente lo conosce bene, lui quando chiede scusa sa di aver sbagliato. Certo poteva parlare solo ai ragazzi, ma per evitare gli spifferi che nello spogliatoio dell'Inter diventano delle bufere l'ha detto a tutti. Penso sbagliando».
IPOTESI CHELSEA - E ora si parla di Mancini al Chelsea, che ci sarebbe già un intesa di massima. C'è qualcosa di vero? «Roberto ha un grande pregio, quello di essere una persona perbene. Quindi non si è mai proposto a nessuno, ha sempre fatto il suo lavoro. Questi ultimi 3 mesi l'hanno provato molto, è stato un susseguirsi di violenze, di polemiche, la stampa li aspettava sempre al varco, non è stata equilibrata nei confronti dell'Inter. La società forse ha lasciato correre i cavalli, destabilizzando l'ambiente con tutte queste chiacchiere. Forse il rapporto si era un po' sgretolato, per il mercato per esempio c'è Branca che va a fare le trattative e questo doveva essere già un segnale. Lui comunque sentiva l'Inter molto nella pancia, per tirarlo su gli ho detto che magari ora riprenderà i 10 anni che ha perso da quando è a Milano». Si dice che Mancini avesse anche parte dello spogliatoio contro. Figo è stato chiaro, ma tra gli scontenti pare ci fossero anche Crespo, Toldo, Materazzi... De Giorgis non ci sta: «Dispiace leggere certe dichiarazioni, dopo quello che Figo ha detto probabilmente non sarebbe rimasto. Però parlando di Crespo Roberto mi ha detto che lo considera un ragazzo di intelligenza superiore alla media, mentre di Toldo mi ha detto che merita di restare perché è un portiere sicuro». E ora che farà Mancini? «Non lo so, pensavo che sarebbe stato sufficiente un mese di vacanza per riprendere all'Inter e continuare a vincere. Magari ora ce ne sarà qualcuno di più, io spero che lo chiami qualcuno già domani perché per un allenatore star fermo non è mai bello».
Andrea Ramazzotti
L'INCONTRO - È durato circa venti minuti l'incontro tra presidente e tecnico, che ha lasciato la residenza di rappresentanza del presidente dell'Inter, in via Serbelloni, a bordo di un'auto diversa da quella con cui era arrivato, senza fare alcuna dichiarazione.
QUATTRO ANNI ALL'INTER - Mancini è stato allenatore dell'Inter per 4 stagioni. Sulla panchina nerazzurra ha vinto 7 trofei: tre scudetti, due Coppe Italia e due Supercoppe Italiane.
MORATTI, NO COMMENT - Il presidente dell'Inter, Massimo Moratti, ha lasciato la sua residenza di via Serbelloni senza dire una parola. Si è allontanato in auto, facendo un semplice cenno della mano come risposta negativa a qualsiasi domanda.
L'EX PROCURATORE - «Non se l'aspettava». La delusione di Roberto Mancini dopo l'esonero all'Inter è affidata alle parole di Giorgio De Giorgis, suo amico e suo ex agente. «Roberto non pensava potesse finire così - dice De Giorgis a Sportitalia - io razionalmente dall'esterno capivo che qualcosa non quadrava. È andata così, Roberto è molto dispiaciuto anche perché il lavoro non era ancora finito, si poteva provare a vincere altri campionati, magari anche la Coppa dei Campioni. Ora arriverà Mourinho, dovrà solo ripetere quanto fatto negli ultimi anni». Mancini non parla da più di due settimane...«Sì, ma ora sta valutando di fare una dichiarazione, per evitare chiacchiere, e dovrebbe essere una dichiarazione di stima nei confronti del presidnete e di chi ha lavorato con lui. Certo è stupito, ci è rimasto male. L'ho sentito ed era abbastanza giù, ma domani sarà pure peggio». Per molti Moratti non ha digerito l'addio annunciato dopo l'eliminazione in Champions, la svolta può essere arrivata lì? «Non saprei dire. Diciamo però che analizzando il campionato dall'Inter dalla prima di gennaio, hanno cominciato già lì a subire pressioni esterne molto violente. Erano sempre aspettati al varco. Dopo la sconfitta col Liverpool c'è stato un sfogo, forse Roberto poteva evitarlo ma il presidente lo conosce bene, lui quando chiede scusa sa di aver sbagliato. Certo poteva parlare solo ai ragazzi, ma per evitare gli spifferi che nello spogliatoio dell'Inter diventano delle bufere l'ha detto a tutti. Penso sbagliando».
IPOTESI CHELSEA - E ora si parla di Mancini al Chelsea, che ci sarebbe già un intesa di massima. C'è qualcosa di vero? «Roberto ha un grande pregio, quello di essere una persona perbene. Quindi non si è mai proposto a nessuno, ha sempre fatto il suo lavoro. Questi ultimi 3 mesi l'hanno provato molto, è stato un susseguirsi di violenze, di polemiche, la stampa li aspettava sempre al varco, non è stata equilibrata nei confronti dell'Inter. La società forse ha lasciato correre i cavalli, destabilizzando l'ambiente con tutte queste chiacchiere. Forse il rapporto si era un po' sgretolato, per il mercato per esempio c'è Branca che va a fare le trattative e questo doveva essere già un segnale. Lui comunque sentiva l'Inter molto nella pancia, per tirarlo su gli ho detto che magari ora riprenderà i 10 anni che ha perso da quando è a Milano». Si dice che Mancini avesse anche parte dello spogliatoio contro. Figo è stato chiaro, ma tra gli scontenti pare ci fossero anche Crespo, Toldo, Materazzi... De Giorgis non ci sta: «Dispiace leggere certe dichiarazioni, dopo quello che Figo ha detto probabilmente non sarebbe rimasto. Però parlando di Crespo Roberto mi ha detto che lo considera un ragazzo di intelligenza superiore alla media, mentre di Toldo mi ha detto che merita di restare perché è un portiere sicuro». E ora che farà Mancini? «Non lo so, pensavo che sarebbe stato sufficiente un mese di vacanza per riprendere all'Inter e continuare a vincere. Magari ora ce ne sarà qualcuno di più, io spero che lo chiami qualcuno già domani perché per un allenatore star fermo non è mai bello».
Andrea Ramazzotti
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















