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 TOMMY, (Tommaso Onofri): sviluppi
Martedì, 27 Novembre 2007 - 04:11
Tommaso Onofri:
il bimbo soffri' prima di morire
PARMA - Prima di morire Tommaso Onofri "ha sofferto". Lo ha spiegato nell'udienza del processo ai rapitori il dott. Nicola Cucurachi del dipartimento di Medicina legale dell'Università di Parma, uno dei due medici (l'altro è il prof.Guglielmo Masotti) che hanno eseguito l'autopsia sul corpo del bimbo nei giorni successivi al ritrovamento del corpicino sul greto del fiume Enza. "Non si è trattato di una morte istantanea - ha detto di fronte alla Corte d'assise Cucurachi -, il piccolo ha sofferto". Ma sulle cause del decesso il perito ha confermato che potrebbe essersi trattato di "strangolamento". Secondo Cucurachi, il collo di Tommaso sarebbe stato compresso "probabilmente con le mani" dal suo assassino.
"Le lesioni traumatiche" riscontrate sul corpo del bimbo, invece, "non sono collegate alle cause del decesso". In particolare, la lesione al capo potrebbe essere stata causata da un forcone utilizzato dai Vigili del fuoco la sera del rinvenimento del corpo, mentre la lesione alla mascella ("una frattura scomposta") dovrebbe essere "effetto di un'azione contundente" dovuta "ad un oggetto piatto e rigido". Impossibile dire se si sia trattato della suola di una scarpa o di una vanghetta, come pure ipotizzato in corso d'indagine. Il volto del bimbo "si presentava macerato" al punto da non consentire riscontri certi. Una morte lenta e dolorosa, quindi, che non sarebbe arrivata prima delle 21.30 del 2 marzo 2006 (giorno del sequestro avvenuto intorno alle 19.45).
Secondo i professori Lucio Costa e Gabriella Coruzzi del dipartimento di Medicina forense dell'università di Parma, l'ora della morte di Tommaso "si situa tra le 21.30" del 2 marzo e "le ore 9 del mattino seguente". Una valutazione che non può escludere che il piccolo sia stato sepolto ancora vivo. Costa e Coruzzi, entrambi specializzati in farmacologia, hanno eseguito alcuni esami sui tessuti del bimbo per verificare la presenza dei medicinali assunti prima del sequestro: il Tegretol e la Tachipirina.
Proprio dall'esame dei tessuti i due periti sono riusciti a determinare l'ora della morte. Nell'udienza hanno testimoniato anche il colonnello Luciano Garofano, che comanda il Ris di Parma, e due graduati che hanno lavorato all'inchiesta sul rapimento Onofri. I militari hanno ricostruito le fasi salienti del lavoro svolto, partendo dall'individuazione dell'impronta di Salvatore Raimondi (il complice di Mario Alessi, già condannato a 20 anni in abbreviato) sul brandello di nastro adesivo utilizzato per immobilizzare la madre del bimbo, Paola Pellinghelli, la sera del rapimento. Il processo è stato aggiornato al 5 dicembre (udienza successiva il 10), quando dovranno essere sentiti in aula Pasquale Giuseppe Barbera (assolto al termine dell'abbreviato) e Giacomo Raimondi (fratello di Salvatore) e gli imputati Mario Alessi, che oggi ha rinunciato a comparire, e Antonella Conserva.
Ultima modifica di Redazione il 12 Maggio 2008 21:43, modificato 2 volte in totale
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 TOMMY, ANTONELLA CONSERVA IN AULA SCEGLIE IL SILENZIO
Lunedì, 10 Dicembre 2007 - 12:08
TOMMY,
ANTONELLA CONSERVA IN AULA SCEGLIE IL SILENZIO
Riprende il processo per l'omicidio del piccolo Tommaso Onofri. I giudici dovrebbero esprimersi sull'acquisizione agli atti di un video-memoriale registrato dall'imputato Mario Alessi, chiesta dai difensori. L'uomo ammette di avere organizzato il rapimento, ma solo per denaro. Alessi non si è mai presentato in aula di persona.
ANTONELLA CONSERVA SCEGLIE DI NON RISPONDERE - "Mi avvalgo della facoltà di non rispondere". E' quello che Antonella Conserva, imputata del sequestro di Tommaso Onofri, ha detto in avvio dell'udienza in Corte d'Assise a Parma, che sta processando i presunti ideatori, esecutori e assassini del bambino di 17 mesi. La ex compagna di Mario Alessi, accusato di aver materialmente ucciso il bimbo, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere proprio in avvio di udienza su domanda della presidente della Corte, Eleonora Fiengo. In aula assieme alla Conserva, i genitori del bimbo, Paolo e Paola Onofri, lo zio di Tommy Cesare Fontanesi, la zia Patrizia Pellinghelli che dovrà essere ascoltata oggi e la nonna, Lisetta Bertolotti anch'essa iscritta a parlare tra i testimoni. Incerta la testimonianza di Carlo Alberto Onofri, figlio di primo letto di Paolo e fratellastro del piccolo Tommaso. Assente Mario Alessi.
UN SEQUESTRO PER RISCATTO - Un memoriale di 26 pagine in cui ammette di aver organizzato il sequestro del piccolo Tommaso Onofri, il bimbo di 17 mesi rapito e ucciso il 2 marzo 2006: lo ha scritto nel maggio scorso nel carcere di Viterbo Mario Alessi, imputato del sequestro e dell'omicidio del piccolo, che finora non si è mai presentato davanti ai giudici della Corte d'assise di Parma.
Di alcuni contenuti ha parlato il Tgr Rai dell'Emilia-Romagna, secondo cui il muratore di origine siciliana scrive che con Salvatore Raimondi stava pensando di compiere una rapina nell'ufficio postale di Parma di cui era direttore Paolo Onofri, il papà di Tommy. Ne avevano parlato a Casalbaroncolo, la località di campagna alle porte della città emiliana dove Alessi lavorava proprio come muratore nell'abitazione degli Onofri. "Io con il Raimondi eravamo sul ciglio della strada e si parlava dell'argomento - scrive Alessi in un italiano approssimativo - e gli dissi, vedendo un po' prima la signora Paola e il figlio: 'E se facessimo un rapimento, tenendo gli ostaggi finche' il marito non ci porterà i soldi che noi gli chiederemo?'. E Raimondi mi disse: 'Ma chi, quella signora che e' appena uscita con il bambino?'. E io gli risposi: 'Si', proprio lei, perché non è una buona idea, che è sicuro che ci frutterà tantissimo?'".
Nella memoria Alessi accusa di nuovo Pasquale Giuseppe Barbera, assolto dal giudice dell'udienza preliminare, attribuendogli motivi di rancore verso Onofri, ma poi si contraddice nelle pagine finali, quando tenta addirittura di coinvolgere lo stesso Paolo Onofri, che - dice - avrebbe saputo proprio da Barbera dell'esistenza di un piano per rapire la moglie, al quale non si sarebbe opposto. Mercoledì scorso la difesa di Alessi aveva chiesto alla Corte di acquisire agli atti del processo un 'video-memoriale' registrato da Alessi sempre nel carcere di Viterbo, ma il presidente Eleonora Fiengo aveva rigettato la richiesta, sostenendo che la sede per le dichiarazioni spontanee dell' imputato è e resta "l'aula del tribunale". Il suo difensore, avv.Laura Ferraboschi, aveva quindi prodotto e chiesto l' acquisizione del memoriale cartaceo, su cui i giudici si dovrebbero esprimere oggi.
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 TOMMASO ONOFRI: IL PM CHIEDE ERGASTOLO PER ALESSI, 30 ANNI A
Lunedì, 12 Maggio : 2008
TOMMASO ONOFRI: IL PM CHIEDE ERGASTOLO PER ALESSI,
30 ANNI A CONSERVA
PARMA - I pm Lucia Musti e Silverio Piro hanno chiesto per Mario Alessi, accusato del sequestro e dell'omicidio del piccolo Tommaso Onofri, la pena dell'ergastolo con isolamento diurno e notturno. Per Antonella Conserva, ex compagna di Alessi, accusata di concorso, sequestro di persona con morte del sequestrato come conseguenza del reato di rapimento, sono stati chiesti 30 anni di reclusione, senza il riconoscimento delle attenuanti. La richiesta di pena è arrivata dopo circa sette ore di requisitoria.
Al processo Antonella Conserva ha rilasciato dichiarazioni spontanee in aula. "Ripeto con forza che sono innocente, che Salvatore Raimondi mi accusa falsamente per evitare l'ergastolo - ha detto leggendo con voce tremante un testo scritto - Le sue menzogne stanno per venire fuori una dopo l'altra. E' stato lui a portare via il bimbo dal seggiolone. La mia unica colpa è quella di essere stata la compagna di Mario Alessi.
Sono in confusione mentale da due anni. Mi hanno strappato mio figlio e mi hanno gettato in carcere senza colpa. Ho sbagliato ad avvalermi della facoltà di non rispondere - ha sottolineato - Mi è stato detto dai miei legali di non rispondere, io non capisco niente di legge. Ho sbagliato però a non rispondere alle domande. Ora che ho riacquistato fiducia serenità e voglia di combattere ho deciso di raccontare e di andare con la memoria a quella notte maledetta. Ricordo che sono andata a Casaltone a prendere Alessi, questa è la mia unica colpa".
Conserva ha spiegato di essere andata a prendere l'ex compagno che avrebbe dovuto, secondo accordi, attenderla al bar Sagittario di Casaltone, di averlo incontrato mentre percorreva la strada a piedi e di averlo fatto salire in auto. La donna ha poi raccontato di aver ricevuto due telefonate, quella delle 17.34 del 2 marzo 2006 e quella delle 20.17 della stessa sera, sul cellulare di Mario Alessi che si trovava nell'auto della famiglia Alessi nella loro casa di Coenzo. "Verso le 8.20 ha squillato il cellulare di Alessi che si trovava sul cruscotto della macchina, ho risposto, al telefono c'era un uomo che parlava ma non ho capito niente", ha detto ancora Conserva. Successivamente - ha spiegato - il cellulare è stato riposto nel cruscotto e non ha sentito altre telefonate. "Non ne ho sentite e non so se ce ne sono state altre". Probabilmente - ha raccontato - è stato il rumore della macchina a coprire gli eventuali squilli del telefonino, quelli che secondo l'accusa costituiscono una delle prove a carico dell'imputata.
"Sono una madre innocente e onesta e nulla ho a che fare con il vestito che mi è stato cucito addosso", ha detto ancora Conserva. "Chi ha rapito Tommaso deve pagare - ha gridato - chi ha accusato una innocente deve pagare". E al termine delle sue dichiarazioni spontanee ha lanciato un appello alla Corte "sono innocente, assolvetemi". Con le sue dichiarazioni, la donna ha in sostanza attribuito ai vecchi avvocati (Romano Corsi, Lorenzo Isoppo e Luisa Tosi) di averle fatto scegliere una strategia difensiva che ora reputa sbagliata. Per questo da circa un mese ha incaricato i nuovi legali, Eduardo Rotondi e Luigi Vincenzo.
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 Tommy: oggi la sentenza, Alessi chiede scusa
Mercoledì, 28 Maggio : 2008
Tommy: oggi la sentenza,
Alessi chiede scusa
PARMA - E' riunita la camera di consiglio della Corte d'Assise di Parma che dovrà emettere la sentenza per il rapimento e l'omicidio del piccolo Tommaso Onofri. In aula i due imputati, Mario Alessi e la compagna Antonella Conserva, e i genitori di Tommaso. Alessi, in dichiarazioni spontanee, ha ammesso il coinvolgimento nel sequestro ma non nell'omicidio. Per Alessi l'accusa ha chiesto l'ergastolo con isolamento, mentre per la Conserva sono stati chiesti 30 anni di reclusione.
Mario Alessi ha provato a rivolgersi, durante una dichiarazione spontanea, alla madre del piccolo Tommy. "Signora Paola, chiedo scusa e perdono". A quel punto il presidente del tribunale Eleonora Fiengo lo ha interrotto, invitandolo, se voleva rivolgersi ai familiari, a scrivere una lettera, ma non ad usare l'aula di giustizia. In quello stesso istante la madre di Tommy, Paola Pellinghelli, con gli occhiali da sole sul volto, si è alzata ed ha lasciato l'aula. "Non voglio parlare - ha detto dopo - mi tremano le gambe".
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 Re: TOMMY, (Tommaso Onofri): sviluppi
Mercoledì, 28 Maggio : 2008 La Stampa
LA DECISIONE DELLA CORTE D'ASSISE DI PARMA
Caso Onofri: ergastolo ad Alessi,
trent'anni ad Antonella Conserva
Mario Alessi condannato all'ergastolo
La Corte d'Assise di Parma ha confermato la massima pena per l'imputato. In aggiunta anche l'isolamento diurno
 PARMA - Ergastolo per Mario Alessi con isolamento diurno per due anni e 30 anni di reclusione per Antonella Conserva. Lo ha deciso la Corte d’Assise di Parma, che dopo cinque ore circa di camera di consiglio ha stabilito le pene per i due imputati nel processo per il sequestro e la morte del piccolo Tommaso Onofri. Nei confronti di Alessi, dunque, la massima pena alla quale si aggiunge l’isolamento diurno per la continuazione tra tutti i reati il più grave dei quali è il delitto.
Alessi è stato altresì giudicato decaduto della patria potestà, mentre la compagna, Antonella Conserva, è stata sospesa della stessa per tutti gli anni della reclusione. Entrambi sono tenuti a pagare in solido le spese processuali oltre ai risarcimenti alle parti civili che ammontano a 300 mila euro per ciascuno componente della famiglia Onofri, ovvero Paolo Onofri, Paola Pellinghelli, Sebastiano Onofri e Carlo Alberto Onofri. Agli zii del piccolo Tommy, Cesare Fontanesi e Patrizia Pellinghelli 100 mila euro ciascuno.
LE REAZIONI ALLA SENTENZA
Tommy, la madre:
"Me lo dovevano"
Lucia Musti, il pubblico ministero del caso Onofri
Il padre: «La parola fine non arriverà mai»
PARMA - «Me lo dovevano». Sono le prime parole che Paola Pellinghelli, madre di Tommaso Onofri, è riuscita a pronunciare fra le lacrime dopo aver ascoltato la sentenza della Corte di Assise di Parma che ha condannato Mario Alessi all’ergastolo e Antonella Conserva a 30 anni di reclusione. Dopo la sentenza, un lungo abbraccio con Savino Di Scanno, il capitano dei Carabinieri che ha seguito le indagini sul sequestro e l’omicidio di Tommaso Onofri fin dal primo giorno.
Il padre di Tommy: «E' una liberazione, ma la parola fine non arriverà mai»
«La giuria si è espressa con determinazione, il castello accusatorio era inossidabile». Questo è stato invece il primo commento di Paolo Onofri, padre di Tommaso, che poi ha aggiunto: «Per un verso è stata una liberazione - ha detto - è la fine di una puntata, ma la parola fine non arriverà mai». Onofri ha commentato anche la manifestazione di soddisfazione espressa dagli spettatori presenti in aula con un applauso. «È stato uno sfogo spontaneo, io avevo chiesto a chi mi aveva detto di voler venire al processo di contenere manifestazioni in aula, ma è stata una cosa spontanea. È stata la risposta del popolo italiano»
Il difensore di Alessi: «Sembra una sentenza preparata virtualmente»
Ha già la testa all’appello Laura Ferraboschi, legale di Mario Alessi: «Avevamo detto all’inizio di questo processo che la sentenza ci sembrava preparata virtualmente, per questo avevamo chiesto il trasferimento del processo per "legitima suspicione". Speriamo che il prossimo giudice sia diverso da questo». L’avvocato Ferraboschi si riferisce al ricorso in Cassazione che lei stessa ha presentato lamentando «interferenze e pressioni» sul processo parmigiano ai rapitori, con particolare riferimento alla pubblicazione da parte di uno degli avvocati della famiglia Onofri di un libro che raccoglieva tutti gli atti del processo avvenuta contestualmente all’inizio del procedimento.
Il pubblico ministero: «Ho sempre avuto Tommaso dentro di me»
Così il pm della Dda di Bologna, Lucia Musti, che insieme a Silverio Piro ha rappresentato l’accusa nel processo, si è espressa alla lettura della sentenza. «Sono state accolte in pieno le richieste dell’accusa. Confesso che se Antonella Conserva fosse stata condannata a 20 anni, sarebbe stato un processo perso», ha sottolineato Musti, che si è lasciata andare anche ad un lunghissimo abbraccio con il consulente della Squadra Mobile di Parma Ledis Fontana, che durante il periodo del rapimento fece da raccordo tra la famiglia Onofri e le forze dell’ordine.
ViviCentro (art. 19 e 21)
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