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Martedì, 24 Giugno : 2008 Metropolis
Rassegna a cura di:
Castellammare di Stabia (NA)
Scandalo sanità: aborto clandestini, quattro fermi a Napoli NAPOLI - Due medici ginecologi, un anestesista ed una segretaria ritenuti responsabili una serie di aborti clandestini sono stati sottoposti al provvedimento di fermo di indiziati di delitto dai carabinieri del comando provinciale di Napoli, su provvedimento della Procura partenopea. I quattro sono accusati di essersi associati per commettere interruzioni di gravidanza in violazione alle disposizioni della legge 194 del 1978.
Nel corso di indagini, i carabinieri hanno accertato che i due ginecologi, con l´aiuto dell´anestesista e della segretaria, hanno praticato una serie di interruzioni di gravidanza in ambiente non ospedaliero ed in particolare nello studio privato di uno degli operatori sanitari.
Uno dei medici è ritenuto anche responsabile di violenza sessuale poiché, approfittando dello stato di bisogno di una straniera che si era rivolta a lui per un aborto illegale, l´aveva costretta ad un rapporto sessuale.
Le persone sottoposte a fermo sono il ginecologo Achille Della Ragione, 61 anni; il ginecologo Luigi Langella, 57 anni, in servizio nel reparto di ostetricia dell´ospedale San Paolo di Napoli (la struttura pubblica risulta però del tutto estranea agli aborti clandestini, che secondo l´accusa avvenivano nello studio privato di Langella, in corso Vittorio Emanuele); l´anestesista Vincenzo Grillo, 68 anni, e la segretaria di Langella, Maria Cristina Pollio, 54 anni.
L´accusa di violenza sessuale nei confronti di Langella si riferisce a una donna straniera, che si era rivolta al ginecologo per un aborto illegale e che sarebbe stata costretta ad un rapporto sessuale, in cambio del quale il medico avrebbe poi praticato uno sconto sul prezzo dell´interruzione di gravidanza.
L´inchiesta sugli aborti fuorilegge, coordinata dalla procura di Napoli, è stata condotta dai carabinieri del nucleo investigativo del comando rovinciale, partendo dalla denuncia di un medico napoletano che avrebbe segnalato agli inquirenti notizie in suo possesso su interruzioni di gravidanza clandestine praticate da alcuni suoi colleghi.
Le tariffe degli aborti fino a 2.500 euro
Potevano arrivare fino a duemila-duemilacinquecento euro gli onorari per gli aborti clandestini praticati nello studio privato di un ginecologo napoletano, fermato stamane dai carabinieri su disposizione della procura partenopea assieme a due altri medici e alla sua segretaria.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il costo di una interruzione di gravidanza fino al secondo mese andava dai 700 ai 900 euro, ma poteva scendere a 500 se l´intervento veniva effettuato senza anestesista. Situazioni clinicamente più impegnative, o nelle quali le pazienti erano in cerca di
particolare riservatezza, facevano impennare l´onorario anche fino ai 2.500 euro.
Aborti, ecco i segreti dell´inchiesta
Gli aborti clandestini al centro dell´inchiesta che ha portato stamane al fermo di tre medici e di una segretaria secondo l´accusa venivano effettuati nello studio privato di uno dei ginecologi fermati, mentre pazienti oltre la quattordicesima settimana di gravidanza venivano dirottate in strutture ospedaliere spagnole o inglesi, poiché in quel caso l´operazione sarebbe stata troppo rischiosa da effettuare in ambulatorio. E´ uno dei dettagli che emergono dalle indagini condotte dai carabinieri del nucleo operativo del comando provinciale di Napoli.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, a eseguire materialmente gli aborti era il ginecologo Luigi Langella, al quale almeno in alcuni casi le pazienti sarebbero state inviate da un altro ginecologo, Achille Della Ragione, già in passato coinvolto in un´inchiesta analoga. Langella si avvaleva della collaborazione dell´anestesista Vincenzo Grillo. A tenere i rapporti con le pazienti, riscuotendo gli onorari, era la segretaria privata di Langella, Maria Cristina Pollio, che in alcune circostanze avrebbe anche coadiuvato il ginecologo durante gli interventi.
Langella, oltre ad avere uno studio privato, lavora come ginecologo nel reparto di ostetricia dell´ospedale San Paolo di Napoli. La struttura pubblica risulta del tutto estranea al presunto giro di aborti clandestini. Stamane i carabinieri si sono comunque recati nel reparto di Langella, acquisendo i registri delle prenotazioni delle interruzioni volontarie di gravidanza e quelli dei farmaci utilizzati durante gli aborti: l´obiettivo è verificare se alcune delle pazienti in lista d´attesa al San Paolo fossero state in seguito operate privatamente dal ginecologo, e se Langella abbia o meno utilizzato nel suo studio medicinali prelevati in ospedale.
Nel corso di indagini, i carabinieri hanno accertato che i due ginecologi, con l´aiuto dell´anestesista e della segretaria, hanno praticato una serie di interruzioni di gravidanza in ambiente non ospedaliero ed in particolare nello studio privato di uno degli operatori sanitari.
Uno dei medici è ritenuto anche responsabile di violenza sessuale poiché, approfittando dello stato di bisogno di una straniera che si era rivolta a lui per un aborto illegale, l´aveva costretta ad un rapporto sessuale.
Le persone sottoposte a fermo sono il ginecologo Achille Della Ragione, 61 anni; il ginecologo Luigi Langella, 57 anni, in servizio nel reparto di ostetricia dell´ospedale San Paolo di Napoli (la struttura pubblica risulta però del tutto estranea agli aborti clandestini, che secondo l´accusa avvenivano nello studio privato di Langella, in corso Vittorio Emanuele); l´anestesista Vincenzo Grillo, 68 anni, e la segretaria di Langella, Maria Cristina Pollio, 54 anni.
L´accusa di violenza sessuale nei confronti di Langella si riferisce a una donna straniera, che si era rivolta al ginecologo per un aborto illegale e che sarebbe stata costretta ad un rapporto sessuale, in cambio del quale il medico avrebbe poi praticato uno sconto sul prezzo dell´interruzione di gravidanza.
L´inchiesta sugli aborti fuorilegge, coordinata dalla procura di Napoli, è stata condotta dai carabinieri del nucleo investigativo del comando rovinciale, partendo dalla denuncia di un medico napoletano che avrebbe segnalato agli inquirenti notizie in suo possesso su interruzioni di gravidanza clandestine praticate da alcuni suoi colleghi.
Le tariffe degli aborti fino a 2.500 euro
Potevano arrivare fino a duemila-duemilacinquecento euro gli onorari per gli aborti clandestini praticati nello studio privato di un ginecologo napoletano, fermato stamane dai carabinieri su disposizione della procura partenopea assieme a due altri medici e alla sua segretaria.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il costo di una interruzione di gravidanza fino al secondo mese andava dai 700 ai 900 euro, ma poteva scendere a 500 se l´intervento veniva effettuato senza anestesista. Situazioni clinicamente più impegnative, o nelle quali le pazienti erano in cerca di
particolare riservatezza, facevano impennare l´onorario anche fino ai 2.500 euro.
Aborti, ecco i segreti dell´inchiesta
Gli aborti clandestini al centro dell´inchiesta che ha portato stamane al fermo di tre medici e di una segretaria secondo l´accusa venivano effettuati nello studio privato di uno dei ginecologi fermati, mentre pazienti oltre la quattordicesima settimana di gravidanza venivano dirottate in strutture ospedaliere spagnole o inglesi, poiché in quel caso l´operazione sarebbe stata troppo rischiosa da effettuare in ambulatorio. E´ uno dei dettagli che emergono dalle indagini condotte dai carabinieri del nucleo operativo del comando provinciale di Napoli.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, a eseguire materialmente gli aborti era il ginecologo Luigi Langella, al quale almeno in alcuni casi le pazienti sarebbero state inviate da un altro ginecologo, Achille Della Ragione, già in passato coinvolto in un´inchiesta analoga. Langella si avvaleva della collaborazione dell´anestesista Vincenzo Grillo. A tenere i rapporti con le pazienti, riscuotendo gli onorari, era la segretaria privata di Langella, Maria Cristina Pollio, che in alcune circostanze avrebbe anche coadiuvato il ginecologo durante gli interventi.
Langella, oltre ad avere uno studio privato, lavora come ginecologo nel reparto di ostetricia dell´ospedale San Paolo di Napoli. La struttura pubblica risulta del tutto estranea al presunto giro di aborti clandestini. Stamane i carabinieri si sono comunque recati nel reparto di Langella, acquisendo i registri delle prenotazioni delle interruzioni volontarie di gravidanza e quelli dei farmaci utilizzati durante gli aborti: l´obiettivo è verificare se alcune delle pazienti in lista d´attesa al San Paolo fossero state in seguito operate privatamente dal ginecologo, e se Langella abbia o meno utilizzato nel suo studio medicinali prelevati in ospedale.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).












