In questo forum, sono graditi interventi da parte di persone che - sia pur mantenendo magari il loro ingresso con una user name - firmano i loro interventi con almeno il loro nome (vero) di battesimo perché parlare di cose serie, magari con Lupo Alberto o Orco felice non è molto "stimolante".
Se poi qualcuno avesse anche la "pretesa" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che, qui come nell'altra area "tecnica", si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scriverà.
Anche qui riporto una massima che molto si addice ad argomenti seri che richiederebbero la mobilitazione e l'aiuto di tutti partendo dalla presa d'atto di un problema che esiste e che potrebbe (non lo si augura ma ...) accadere anche a qualche loro congiunto.
Non c'è niente di più deleterio e falso, infatti, del pensare:
"sono cose troppo brutte ... non è possibile .... OPPURE ... ma no, a noi non possono accadere"
Ascoltate quindi un consiglio, sarà quanto mai opportuno il "pensarci" ora perché poi:
“In Germania prima diedero la caccia ai comunisti, e io non protestai perché non ero comunista. Poi diedero la caccia agli ebrei, e io non protestai perché non ero ebreo. Poi fu la volta dei sindacalisti: non feci sentire la mia voce perché non ero sidacalista; e la volta dei cattolici, e io non alzai la mia voce perché non ero cattolico. Alla fine si accanirono su di me e in quel momento non c’era più nessuno a protestare” (Martin Niemoller) |
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 Denuncia lo stupro dopo 4 anni Via al processo in tribunale
Venerdì, 27 Giugno : 2008
NOTA: Da Oggi 28 Giugno e fino al 5 Luglio sarò in ferie. Una settimana di riposo, quindi, durante la quale cercherò di essere comunque presente anche se, magari, non mi sarà possibile esserlo con la stessa assiduità. Gli articoli, ad ogni modo, continueranno ad essere inseriti anche dai nostri amici Wildgreta, Melusina e Steve, solo che bisognerà cercarli direttamente in area.
A presto, Stan
VIOLENZA SESSUALE
Denuncia lo stupro dopo 4 anni
Via al processo in tribunale
La vittima ha denunciato l'accaduto solo dopo quattro anni per paura. La giovane ha raccontato in aula di aver subito la violenza in casa dell'imputato. Opposta la versione dell'uomo, che ha negato con forza qualsiasi abuso
Bologna, 27 giugno 2008 - Un venticinquenne era stato accusato di aver violentato, nell'estate 2001, una ragazzina che all'epoca dei fatti aveva solo dodici anni. Si è aperto davanti al Tribunale collegiale di Bologna il processo che lo vede imputato.
La giovane ha raccontato in aula di aver subito gli abusi in casa dell'imputato, amico della sorella e della cugina, dove si era recata per usare il computer. La denuncia della presunta vittima arriva però solo quattro anni dopo i fatti.
''Ero bloccata e impietrita'', ha spiegato la giovane, che solo dopo anni e in seguito a un incontro causale con lo stesso ragazzo ha trovato la forza e il coraggio di denunciare. E' successo nel 2005 quando l'ha incrociato su un autobus, ricevendo a suo dire insulti e prese in giro: ''Sono scesa dal bus e ho denunciato ai carabinieri quell'episodio e la violenza che ho subito anni prima''.
La ragazza, oggi in aula accanto al suo legale, avv.Maria Grazia Tufariello, ha raccontato il lungo percorso di sofferenza intrapreso per superare lo choc: ''Soffro di crisi di panico, ho attacchi improvvisi di rabbia e pianto - ha ricostruito - Se non avessi avuto tutti questi problemi non avrei lasciato la scuola. Invece dopo quell'episodio non riuscivo nemmeno ad uscire di casa''.
Diametralmente opposta la versione dell'imputato, che ha negato con forza qualsiasi abuso. Secondo il suo legale, l'avv. Gaetana Cacioppo, nell'ora del presunto stupro, alle sette di sera, in casa c'erano i familiari dell'imputato e ''nessuno si è accorto di niente perché non è successo nulla''. Il processo riprenderà il 17 ottobre.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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