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INTERCETTAZIONI: sviluppi sul tema [Download Discussione]
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Messaggio INTERCETTAZIONI: sviluppi sul tema 
 

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Martedì, 10 Giugno : 2008

INTERCETTAZIONI: NAPOLITANO,
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SOLUZIONI CON LARGHE INTESE


VENEZIA - ''Il problema e' reale'', dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a proposito delle richieste di diversa regolamentazione delle intercettazioni giudiziarie. ''Spero che si possano trovare soluzioni con larghe intese'', aggiunge.

''Io non dispero che si possa trovare una larga intesa sulla formulazione del provvedimento - ha detto Napolitano - anche tenendo conto di precedenti proposte''. Il capo dello Stato nel definire la questione ''annosa'' e anche ''reale'' ha aggiunto: ''Credo che sia diventata attuale anche con un suo grado di urgenza''. ''Il problema e' stato affrontato in altre legislature. Pendeva un disegno di legge - ha ricordato - del precedente governo. Si puo' sempre ridiscutere l'insieme delle norme che devono garantire alcune esigenze fondamentali. Ce n'e' una sia di tutela della privatezza, sia di ricorso misurato allo strumento delle intercettazioni. E' una questione annosa, prima si risolve meglio e'''.

Napolitano non ha voluto anticipare giudizi. ''Come debba essere congegnato il provvedimento, se possa preoccupare per altri aspetti - ha detto - si sapra' quando ci sara' un disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri e quando poi iniziera' la discussione in Parlamento''. Il giudizio di Napolitano e' stato sollecitato dai giornalisti al termine della visita del capo dello Stato a Venezia, per partecipare alla Festa della Marina militare e per consegnare poi in Prefettura una medaglia al valor civile alla memoria dell'operaio portuale Denis Zanon, che il 18 gennaio scorso, nel porto di Marghera, perse la vita nel tentativo, purtroppo vano, di salvare il suo compagno di lavoro Paolo Ferrero, nella stiva di una nave che trasportava soia. A Napolitano i giornalisti hanno chiesto di commentare l'ultimo scandalo in materia di sanita', la 'clinica dell'orrore', scoperta a Milano e che ha portato a provvedimenti giudiziari proprio grazie alle intercettazioni telefoniche.


ALFANO: TESTO FORSE IN CDM VENERDI'
di Alessandra Chini

ROMA - Il governo è deciso ad andare avanti speditamente sull'annunciato giro di vite sulle intercettazioni. Il Guardasigilli, Angelino Alfano, fa sapere che presto, forse già nel Cdm di venerdì, verrà messo a punto un disegno di legge da presentare poi alle Camere. Ma sul provvedimento non c'é accordo nella maggioranza con la Lega che da due giorni sta mantenendo una posizione decisamente tiepida sulla questione. "Ho letto solo - osserva in proposito il ministro dell'Interno Roberto Maroni - delle anticipazioni sui giornali. Venerdì ci sarà il Consiglio dei ministri e vedrò il provvedimento. Poi saprò valutarlo".

 La linea, insomma, per quanto riguarda il Carroccio è quantomeno attendista: "é una questione delicata - osserva la responsabile Giustizia, Carolina Lussana - bisogna da un lato salvaguardare i diritti dei cittadini e dall'altro garantire ai magistrati la possibilità di svolgere le indagini". Toccherà al ministro Alfano fare un giro di consultazioni con gli alleati per trovare soluzioni condivise visto che al momento Carroccio e Pdl restano distanti almeno per quanto riguarda i reati per i quali escludere le intercettazioni e la soluzione tecnica da adottare per farlo. Se Pdl e Lega stanno ancora cercando una 'quadra' sulla questione nemmeno l'opposizione per ora sembra avere una linea univoca. Infatti da un lato il Partito Democratico, apre al divieto di pubblicazione sui giornali, dall'altro l'Italia dei Valori è durissima e annuncia che presenterà un referendum se il disegno di legge dovesse passare.

Mentre l'Udc avverte: "non bisogna passare dalla padella alla brace", insomma, sottolinea Pierferdinando Casini, "é giusto regolamentare ma non imbavagliare, ci vuole equilibrio". "Le intercettazioni - sottolinea il leader dei democratici, Walter Veltroni - sono uno strumento fondamentale per contrastare ogni attività illegale ma non è accettabile che tutto questo finisca sui giornali". Insomma, aggiunge, "il magistrato ha il diritto di poter fare le intercettazioni ma poi ha il dovere di tenerle segrete". Diverso l'atteggiamento dell'Italia dei Valori: "le intercettazioni - attacca Antonio Di Pietro pronto a presentare un referendum abrogativo del ddl - stanno alla lotta alla criminalità come il bisturi sta al chirurgo in sala operatoria. Sono necessarie per curare il malato dal male".

L'ex pm, quindi se la prende con l'atteggiamento "tentennante" dei democratici. Il Pd lavorerà in Parlamento per una "legge che abbia un equilibrio tra tutti i diritti coinvolti", è la replica dei democratici affidata al ministro 'ombra' della Giustizia, Lanfranco Tenaglia. Insomma, aggiunge, "nei suoi giudizi Di Pietro dovrebbe tenere conto di questa che è la realtà anziché aprire polemiche infondate. Comunque è bene su questo punto che il governo giunga ad una proposta e la formalizzi immediatamente perché la materia richiede un esame sereno e approfondito non proclami o polemiche urlate".

E' intervenuto anche il vicepresidente del Csm Nicola Mancino: "Le intercettazioni non si possono usare come una rete gettata a mare per prendere tutto. Bisogna disciplinare la materia".



NOTA a riflessione.

Che fine farà il caso che segue?:
- vuoi vedere che, alla fine, le intercettazioni NON saranno ritenute validi e, ad essere condannati, saranno gli altri?;
- ci sarebbe stata questa "scoperta"?;
- ce ne potranno essere altre?


SANITA', 14 ARRESTI A MILANO. TRA LE ACCUSE ANCHE OMICIDIO

» INTERCETTAZIONI, BERLUSCONI: 5 ANNI AI TRASGRESSORI »


Ultima modifica di Redazione il 27 Giu 2008 19:55, modificato 1 volta in totale 






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Messaggio INTERCETTAZIONI: ACCORDO SU DDL, OK ANCHE A REATI CONTRO P.A 
 

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Venerdì, 13 Giugno : 2008


INTERCETTAZIONI:
ACCORDO SU DDL, Image
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OK ANCHE A REATI CONTRO P.A


Ok alle intercettazioni per le indagini sui reati da 10 anni in su, ma saranno consentite anche per i reati contro la Pubblica amministrazione. Questo, secondo quanto si apprende da fonti governative, l'accordo di massima che sarebbe stato raggiunto oggi a Palazzo Grazioli tra il premier Silvio Berlusconi ed i ministri della Lega sul disegno di legge sulle intercettazioni che andra' domani in Consiglio dei ministri.

FINO A 3 ANNI A CHI PUBBLICA INTERCETTAZIONI - Chiunque pubblica il testo di intercettazioni o documenti di un procedimento penale di cui sia vietata la pubblicazione rischia il carcere fino a tre anni. Sarebbe questa una delle norme inserite nel disegno di legge sulle intercettazioni, secondo quanto riferito dal deputato del Pdl Niccolo' Ghedini rispondendo ai cronisti a Montecitorio. Da uno a tre anni di carcere scatterebbero anche per ''chiunque prenda illecitamente cognizione di atti del procedimento penale coperti da segreto''. Nel ddl si pensa infatti di modificare l'articolo 617 del codice penale, cosi' come era stato riformato dal ddl Mastella. Si tratta di una norma che riguarderebbe anche i funzionari di cancelleria o chiunque prenda visione di questi atti e li renda noti. Il governo, tuttavia, starebbe ancora limando la norma e non e' detto che non venga ulteriormente rivista.

I giornalisti, insomma, rischiano fino a tre anni di carcere o l'ammenda fino ad un milione. Il ddl del governo, infatti, punta a modificare anche l'articolo 684 del codice penale, quello che ora prevede il carcere fino a 30 giorni o l'ammenda da 51 a 258 euro per la pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale. Fonti del ministero della Giustizia, comunque, fanno sapere che l'intenzione e' quella di colpire non solo i giornalisti, ma ''ogni anello della catena'' che consente di arrivare alla pubblicazione del testo di intercettazioni o di atti che non si possono pubblicare: dagli operatori della giustizia che li portano a conoscenza di altri, agli editori.

BOSSI, ACCORDO? ABBASTANZA, TETTO A 10 ANNI - ''Abbastanza''. Cosi' il leader della Lega Umberto Bossi risponde ai cronisti che, sotto il ministero delle Riforme, gli chiedono come sia andato il vertice con il premier Silvio Berlusconi. Rimarra' la possibilita' di fare intercettazioni per i reati di corruzione e concussione? ''C'e' il tetto a 10 anni - replica Bossi - quindi rientra tutto''. ''Ma - specifica poi il leader del Carroccio - io sono andato via prima dei miei dalla riunione''. Bossi sottolinea che comunque l'incontro e' andato ''bene''. ''Abbiamo parlato di tutto - sorride - anche di voi giornalisti e dei magistrati...''

VELTRONI: ITALIA S'IMPOVERISCE,GOVERNO PENSA INTERCETTAZIONI - ''A due mesi dalle elezioni c'e' una totale sottovalutazione sui problemi principali della societa' italiana. Nell'azione di governo si stanno addensando molte contraddizioni dal reato di immigrazione clandestina all'Alitalia, dai rifiuti alla vicenda del refuso sul provvedimento delle intercettazioni''. Il segretario del Pd Walter Veltroni critica, al termine della riunione del governo ombra, l'azione del governo. ''Si e' arrivati a pensare a un decreto sulle intercettazioni - afferma Veltroni - ma e' davvero questa l'emergenza del Paese? L'emergenza sono i salari e le condizioni di vita degli italiani che rischiano l'impoverimento''. Anche sulla vicenda dei rifiuti, Veltroni sostiene: ''E' un problema che fa fatica a risolversi, benissimo i volontari, ma serve individuare e far funzionare le discariche''.

VELTRONI,REFUSO? DA GOVERNO MARCIA INDIETRO - ''Non credo che sia stato un refuso ma e' una chiara marcia indietro dettata dalla consapevolezza che un provvedimento di urgenza su questa materia sarebbe stato istituzionalmente impensabile''. Il leader del Pd, Walter Veltroni, afferma di non credere alla versione del governo sul provvedimento per le intercettazioni.

''Si puo' raccontare di tutto - aggiunge Veltroni - ma non che su una materia cosi' delicata si possa dire che e' saltato un articolo. Un decreto di urgenza sarebbe stato istituzionalmente impensabile primo perche' ci sono nel paese altre urgenze e poi perche' per cercare un punto di equilibrio ci vuole una discussione parlamentare seria''. La posizione del Pd sulla questione delle intercettazioni resta, ribadisce il segretario, ''quella scritta sul programma: si' alle intercettazioni per qualsivoglia reato ma limiti perche' alla possibilita' di pubblicazione senza che questo sia inerente alla vicenda processuale''. Veltroni evidenzia come le intercettazioni siano state fondamentali ''per scoprire, ad esempio, la vicenda milanese'' di malasanita'.

ICI: PROPOSTA PD PER NUOVA COPERTURA,NO TAGLI SUD - ''Proporremo, in occasione della presentazione del decreto sull'Ici, interventi radicali per cambiare la copertura che oggi prevede tagli consistenti alle infrastrutture del sud, soprattutto della Sicilia e del trasporto locale''. Il leader del Pd Walter Veltroni, al termine del governo ombra, annuncia ''battaglia'' parlamentare in occasione dell'arrivo del decreto in Aula e avanza le soluzioni proposte dai democratici. ''La nostra proposta - ha spiegato il segretario del Pd - e' di sostituire la copertura con interventi su assicurazioni, banche e strutture finanziarie perche' allargando la base imponibile si puo' ottenere una parte dei fondi e un'altra puo' arrivare dalla rimodulazione delle modalita' di acquisto per la pubblica amministrazione

  





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Messaggio INTERCETTAZIONI: Primo, non pubblicare 
 

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Sabato, 14 Giugno : 2008 La Stampa

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Primo, non pubblicare
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CARLO FEDERICO GROSSO

Almeno sui tempi Berlusconi è stato anche questa volta di parola. Aveva promesso che il primo Consiglio dei ministri avrebbe approvato il disegno di legge sulle intercettazioni ed è riuscito a realizzare questo suo proposito. Non è invece riuscito a fare approvare lo specifico testo che aveva in un primo tempo prospettato.

Quantomeno alcuni reati gravi di criminalità comune e la corruzione sono stati, infatti, specificamente esclusi dal divieto di intercettare. Lo hanno imposto la Lega e, forse, un po’ di sopravvenuto buon senso.

Nonostante tali modifiche, il testo che è stato proposto al Parlamento è inaccettabile sotto diversi profili. Non è accettabile che dall’ambito delle intercettazioni risultino esclusi numerosi reati gravi di criminalità comune per i quali è prevista una pena massima inferiore a dieci anni di reclusione: fra gli altri, l’associazione a delinquere, lo scippo, l’incendio, la ricettazione, la calunnia, i reati ambientali, quasi tutti i reati economici. Non è accettabile che si preveda che, salvo casi eccezionali, le intercettazioni debbano di regola cessare dopo tre mesi pure se stanno dando risultati positivi. Non ha senso minacciare indiscriminatamente fulmini e galera (tre anni di arresto) ai giornalisti che pubblicano atti processuali non segreti dei quali sia vietata la pubblicazione. Sembrerebbe ampiamente sufficiente la reclusione, già prevista dalla legislazione vigente, ed ulteriormente incrementata dal disegno di legge, per i pubblici ufficiali che violano il segreto investigativo e per i privati (compresi i giornalisti) che concorrono con loro alla realizzazione del reato di violazione del segreto d’ufficio.

È per altro verso illuminante che sia stato previsto che le conversazioni non possano più essere trascritte nelle ordinanze di custodia cautelare ma debbano essere inserite in un fascicolo autonomo rigorosamente secretato fino all’apertura del dibattimento. Ciò significa che tali atti processuali per tutto il corso delle indagini preliminari, ed ancora oltre, rischiano di diventare totalmente segreti: atti, cioè, che non possono essere pubblicati per esteso, ma dei quali, neppure, si potrà dare notizia per riassunto o sommi capi. Tale nuovo principio, che era già presente nel disegno di legge Mastella, costituisce ferita grave inferta al diritto-dovere di informare la gente sulle indagini penali in corso ed al controllo pubblico sulle stesse che la gente, in democrazia, ha diritto di poter esercitare. Anche in questo caso, pertanto, si tratta di un principio inaccettabile.

Questo principio, si badi, non ha d’altronde nulla a che vedere con l’esigenza di assicurare la privacy delle notizie private emerse dalle intercettazioni, riguardino esse gli stessi indagati o soggetti terzi. Vietare che le notizie che non interessano le indagini siano pubblicate è infatti sacrosanto; significa rimediare ad un abuso ripetuto, per anni, dalla stampa e che giustamente si deve far cessare ed adeguatamente reprimere. Pertanto si disponga che le intercettazioni che le contengono siano custodite in appositi fascicoli riservati, rigorosamente secretati e destinati alla distruzione. Cosa ben diversa è pretendere invece il silenzio sull’oggetto dell’inchiesta. Poiché l’indagine penale ha di per sé un interesse pubblico, una volta caduta la specifica esigenza investigativa alla segretezza, la pubblicazione delle notizie che riguardano l’inchiesta stessa non dovrebbe infatti, ragionevolmente, essere impedita.

Non tutto, nel disegno di legge presentato, è ovviamente censurabile. È giusto, ad esempio, che le notizie raccolte non possano essere indiscriminatamente utilizzate in ogni indagine penale ed in ogni processo. È giusto, l’ho appena rilevato, che si vieti la pubblicazione sui giornali di notizie private che non concernono le indagini penali con riferimento alle quali l’intercettazione è stata disposta. Non c’è problema sulla circostanza che a decidere sulla richiesta di intercettazione intervenga un collegio giudicante piuttosto che un singolo giudice; anzi, forse è un bene. Opportunamente è stato previsto che le nuove norme non si applichino ai procedimenti penali aperti al momento della loro entrata in vigore, evitando in questo modo odiosi, eventuali, sospetti di oscuramento mirato di taluni di essi.

È, per altro verso, assolutamente peculiare che il governo nella nuova normativa sulle intercettazioni, pensando forse ai reati di pedofilia ed alle relative, frequenti, indagini penali, si sia specificamente preoccupato di dettagliare che, quando emerge un reato nei confronti di un sacerdote, dev’essere immediatamente avvertito il vescovo, e quando emerge un reato a carico di un vescovo dev’essere avvertito il Vaticano.

Al di là di queste e altre peculiarità, rimangono, pesanti, i rischi menzionati di duplice danno alle indagini penali che concernono reati di criminalità comune ed alla libertà di stampa in tema di cronaca giudiziaria. A questo punto la palla passa al Parlamento. Chissà se, finalmente, tutta l’opposizione, abbandonati i tatticismi o le voglie di accordi trasversali, si schiererà contro con la dovuta compattezza. Sarebbe, soprattutto, un segnale indispensabile a fronte del rincorrersi delle voci secondo cui la maggioranza di governo si appresterebbe, odiosamente, ad iniziative legislative prossime venture di ampia copertura in materia di giustizia penale nei confronti dei potenti.

COLLEGATA:


»   DDL intercettazioni. Quasi impossibili le indagini su preti »

  





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Messaggio Intercettazioni : il vero e il falso 
 

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Giovedi, 19 Giugno : 2008   osservatoriosullalegalita.org*

Intercettazioni :
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il vero e il falso


Si dice che in ITALIA si fanno 100 mila intercettazioni all'anno, mentre in FRANCIA 20.000, in GRAN BRETAGNA 5.500, in OLANDA 3.700, in SVIZZERA 2.300, in USA 1.705, quindi non c'e' proporzione con il numero di abitanti.

100.000 e' il numero dei decreti con i quali i gip autorizzano le intercettazioni chieste dai pm. Tuttavia esso non equivale al numero delle persone sottoposte ad intercettazione, ma comprende il numero dei rinnovi (ogni decreto va rinnovato ogni 15-20 giorni, ove l'indagine prosegua) e cresce per il fatto che i decreti sono uno per ciascuna delle utenze relative alla stessa persona.

Sui dati esteri - anche ove fossero corretti - si nota anche negli altri Paesi il numero di intercettazioni non e' funzione della popolazione (ad es la Svizzera ha 7,5 milioni di abitanti, gli USA 250 milioni) e che pochi Paesi occidentali hanno una criminalita' mafiosa sviluppata come l'Italia.

Inoltre va considerato che questo e' il dato relativo alle intercettazioni disposte dalla magistratura, ma in molti Paesi esteri ci sono altri soggetti pubblici che possono disporle in un numero che resta sconosciuto.
In Gran Bretagna le piu' varie autorita' impostano operazioni di ascolto delle conversazioni  su circa 1000 persone ogni giorno (quindi ben 360.000 intercettazioni all'anno, piu' del triplo che in Italia).

Negli USA alla fine del 2006 l'FBI ha compilato un rapporto da cui emerge che i suoi uffici hanno intercettato oltre 27 milioni di conversazioni (in verita' 'sessioni di ascolto') fra utenze di sospetti terroristi. Va considerato che l'agenzia di intelligence USA aveva ottenuto solo 2176 autorizzazioni dal giudice nello stesso anno, dato, quest'ultimo, che fa a pugni sia con il numero di conversazioni ascoltate, sia con il numero totale di 1.700 intercettazioni attribuite agli USA da alcuni giornali italiani (forse hanno dimenticato qualche zero).
Inoltre c'e' il programma di ascolto di Bush per gli Americani che hanno rapporti con l'estero, con lista di controllati top secret trattandosi di sicurezza nazionale, e ci sono stati vari abusi della CIA.

In alcuni Paesi puo' disporre intercettazioni anche l'autorita' della Borsa, e di tutte queste indagini raramente resta traccia o comunque non ne vengono diffusi i dati numerici complessivi.
Inoltre andrebbe confrontata anche la durata di un decreto di intercettazione negli altri Paesi (ad es, laddove un solo decreto durasse per l'intera indagine, mentre in Italia va rinnovato in media ogni due settimane, su 10 mesi di indagini avremmo in Italia 20 volte il numero di decreti di intercettazione che all'estero, e cosi' lievitando).

Si dice che le intercettazioni pesano per il 33% sulla spesa per la giustizia (cioe' su quanto lo Stato stanzia annualmente per la giustizia).

No, esse costituiscono il 33% del solo capitolo di bilancio delle spese di giustizia, cioe' quella parte del bilancio della giustizia che comprende i compensi a periti e interpreti, le indennità ai giudici di pace e onorari, il gratuito patrocinio, le trasferte della polizia giudiziaria e naturalmente le intercettazioni. Sono a parte stipendi dei magistrati, i costi degli edifici, delle carceri, etc, ben maggiori.

Va inoltre considerato che gli stanziamenti complessivi destinati alle spese di giustizia sono stati ridotti di 50 milioni nel 2006, 100 milioni nel 2007 e 200 milioni di euro nel 2008, il che fa lievitare ovviamente la percentuale del costo delle intercettazioni sul totale, ferme restando le indagini in corso.

Esse quindi incidono per alcune centinaia di milioni e non per miliardi (nel 2005 erano 307 milioni di euro, secondo il ministero, oggi 280 milioni di euro). Peraltro si tratta di spese che lo Stato puo' farsi rimborsare dai condannati a fine processo.

Si dice comunque che i costi delle intercettazioni sono troppo elevati.

I costi elevati non dipendono dall'elevato numero di intercettazioni, ma dalle tariffe del noleggio delle apparecchiature presso societa' private (che varia sensibilmente da tribunale a tribunale) e dall'esborso dello Stato verso le compagnie telefoniche per acquisire i tabulati (26 euro l'uno) e intercettare le conversazioni (12 euro al giorno per un satellitare). E' quindi una questione di contrattazione fra Stato e privati, visto che in altri Paesi tali costi sono molto meno rilevanti.

A cio' va aggiunto che gia' nel 2001 vi erano molte apparecchiature di controllo telefonico acquistate dal ministero dell'Interno ad uso delle forze di polizia, con un costo complessivo medio - escludendo la spesa relativa alla manutenzione - di 72 miliardi di euro, investimenti che vengono ammortizzati proprio compiendo intercettazioni, in questo caso con costi quasi nulli.

Infine, le intercettazioni - oltre che far emergere i colpevoli di stupri, estorsioni, omicidi, truffe, corruzione ed altri reati non compresi in quelli per mafia e terrorismo - si ripagano. Ad es. nell' inchiesta Antonveneta, l'indagine e' costata 8 milioni di euro, i soldi recuperati con i patteggiamenti di 64 indagati 340 milioni, cioe' piu' del costo delle intercettazioni in tutta Italia.


* Dati tratti da: Atti parlamentari, Osservatorio sulla legalita', Governo britannico, Rapporto FBI, articolo "Una sfilza di leggende" di L. Ferrarella, Corriere della sera, 10 giugno 2008. Si ringrazia Claudio Giusti.

  





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Messaggio Giustizia: tensione al Csm, riesplode il caso intercet 
 

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Giovedì, 26 Giugno : 2008 il velino

Giustizia: tensione al Csm,
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riesplode il caso intercettazioni

 
Giustizia: tensione al Csm, riesplode il caso intercettazioni

Nicholas D. Leone

Roma - Non accenna a spegnersi il caso giustizia. Mentre il governo continua a spingere l’acceleratore sul lodo che sospende i processi alle quattro più alte cariche dello Stato (il disegno di legge sarà varato domani dal Consiglio dei ministri e approderà a fine luglio nell’aula della Camera), diventa sempre più caldo il fronte Csm. Dopo le indiscrezioni trapelate da Palazzo dei Marescialli sulla bozza di parere negativo contro gli emendamenti governativi blocca e sblocca processi (una fuga di notizie che ha fatto infuriare il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, arrivato al punto di minacciare le dimissioni), dall’organo di autogoverno della magistratura giunge oggi notizia della bocciatura delle norme sui processi decisa a maggioranza (cinque voti a uno) dalla VI Commissione. Si attende ora il pronunciamento del plenum, convocato in seduta straordinaria da Mancino martedì alle 15,30. Il Csm “parla solo attraverso i suoi atti ufficiali”, ha detto il vicepresidente dell’organo in apertura del plenum di stamattina. “Un documento in bozza - ha aggiunto - non è mai una risoluzione, è un testo in fieri”. Il che dovrebbe valere anche per una proposta di risoluzione ancora da sottoporre al giudizio del plenum.

Se “si rovescia l'impostazione, non potremo evitare che una bozza di risoluzione, unilateralmente elaborata, si trasformi o venga fatta passare - ha avvertito Mancino - come la risoluzione definitiva. Del resto, è avvenuto anche in questi giorni”. Di più: è avvenuto dopo l’ennesimo monito di Mancino. Che stamani è tornato a “chiedere riservatezza”. Quanto avviene a Palazzo dei Marescialli mette in difficoltà Mancino ma anche il Quirinale, sostiene il presidente della commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, che si domanda se il vicepresidente del Csm non debba dimettersi. Il fronte Csm, dunque, è lungi dal chiudersi. Intanto, riesplode fragorosamente il caso intercettazioni. Con una nuova ondata di registrazioni che vedono Silvio Berlusconi e il dirigente Rai Agostino Saccà in veste di protagonisti, ma in cui compaiono - seppure con ruoli minori - anche figure del centrosinistra o a esso vicine. Perfino l'Anm ha sentito il dovere di censurare con una nota diramata nel tardo pomeriggio "il deprecabile fenomeno della diffusione delle intercettazioni". Le indagini della Procura di Napoli danneggiano il premier e il governo di centrodestra, ancora in luna di miele con l’opinione pubblica? In seno all’esecutivo c’è chi legge le novità con altri occhi: “Dopo l’uscita delle intercettazioni sull’Espresso nessun italiano - scommette il segretario della Dca-Pdl nonché ministro per l’Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi - avrà dubbi sulla linea del governo in materia di giustizia e intercettazioni”.

  





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Messaggio Veltroni: «Intercettazioni? I magistrati le usino, ma non si 
 

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Venerdì, 27 Giugno : 2008 Corriere della Sera

«Clima politico compromesso. Il lodo? Prima tolgano la blocca-processi»

Veltroni: «Intercettazioni? I magistrati
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le usino, ma non siano pubblicate»


Il segretario Pd: «Bisogna salvaguardare la privacy dei cittadini, che è un valore»

ROMA - I magistrati devono essere liberi di compiere intercettazioni telefoniche, purché non finiscano sulla stampa danneggiando la privacy: è la posizione di Walter Veltroni, segretario del Pd, che ha parlato con i cronisti a margine della prima assemblea di Sinistra democratica. «Noi siamo perché i magistrati - ha detto - possano fare tutte le intercettazioni che ritengono necessarie ai fini delle indagini: ma siamo perché non finiscano sui giornali, a salvaguardia della privacy dei cittadini, che è un valore».

CLIMA COMPROMESSO - Veltroni ha anche parlato del clima politico e del dialogo che si è interrotto con la maggioranza. «Il clima è stato trasformato dall'emendamento sul decreto sicurezza, dalle motivazioni e dalle parole che sono state usate. È chiaro che oggi il clima è fortemente compromesso». «E d'altra parte - ha proseguito Veltroni - è stato proprio il presidente del Consiglio, indicando con il dito il leader dell'opposizione, a dire che non ci sarà nessun dialogo. Dobbiamo prendere atto di questo e vorrei che ci si occupasse di più dei problemi sociali del paese. Basta occuparci, come succede da 15 anni, dei problemi della magistratura con lo spirito di contrapposizione che il presidente del Consiglio sa mettere in campo».

LODO - E l'immunità per le alte cariche dello Stato? «Per prima cosa - ha risposto Veltroni - bisogna togliere dal campo l'emendamento presentato al decreto sulla sicurezza che costituisce un elemento di inasprimento del clima (il cosiddetto blocca-processi, ndr). Poi penso che la questione posta dal disegno di legge del governo debba essere affrontata con un disegno di legge costituzionale e il suo contenuto posto alla prossima legislatura».

  





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Messaggio INTERCETTAZIONI: BERLUSCONI VA AVANTI, VUOLE DECRETO 
 

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Giovedì, 3 Luglio : 2008

INTERCETTAZIONI: Berlusconi VA AVANTI,
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VUOLE DECRETO


 (di Alessandra Chini)