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Incartamento su caso di: don Marco Baresi [Download Discussione]
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Messaggio Don Marco Baresi verrà processato 
 

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Venerdì, 11 Luglio : 2008

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Processi

Don Marco Baresi verrà processato


(red) Si è conclusa con il rinvio a giudizio di don Marco Baresi, ex vicedirettore del seminario vescovile di via Bollani a Brescia, l’udienza preliminare svoltasi davanti al gup del tribunale Carlo Bianchetti.
Il religioso dovrà rispondere di abusi sessuali nei confronti di un ex seminarista, all’epoca dei fatti minorenne. Il ragazzo aveva raccontato la storia al suo analista che l’aveva in cura da qualche tempo e che l’aveva convinto a denunciare i fatti alla magistratura.
Il prelato, originario di Chiari e molto conosciuto negli ambienti della Curia cittadina, era stato arrestato a sorpresa su richiesta del pm Simone Marcon il 30 novembre scorso , con una decisione che aveva destato scalpore nel mondo cattolico di Brescia e provincia.
Il processo avrà inizio il prossimo 4 novembre.

  



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Messaggio Pedofilia, don Marco a giudizio Imbarazzo della Curia vecovi 
 

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Sabato, 12 Luglio : 2008 Il Brescia

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In tribunale. Ieri il gip Bianchetti ha accolto le richieste del pm Marcon: il processo il 4 novembre.

Pedofilia, don Marco a giudizio
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Imbarazzo della Curia vecovile


Il vicario è accusato di aver abusato di un 14enne e di detenzione di file pedopornografici



Le richeste della procura sono state accolte in pieno.
: Don Marco Baresi, il vicario del Seminario Vescovile accusato di aver abusato di un ex seminarista e di detenzione di materiale pedopornografico, sarà processato. La data, il 4 Novembre davanti alla 1° Sezione del tribunale di Brescia.

ALTRA GIORNATA di imbarazzo per la Curia. Il rinvio a giudizio è stato disposto ieri dal gip Carlo Bianchetti, al termine di un’udienza preliminare svoltasi in due giornate, mercoledì e ieri, e che è durata complessivamente un’ora e mezzo, Mercoledì ha parlato il pm Simone Marcon che ha ricostruito la sua accusa e chiesto il processo, seguito dal difensore del sacerdote, l’avvocato Luigi Frattini; ieri invece, la parola è passata al legale della parte civile, Pieranna Maria Civera. In pochi minuti poi il giudice ha sciolto la prognosi. All’uscita dall’udienza bocche cucite. <<E’ un caso delicato>>.

Per spuntare il rinvio a giudizio il pm ha tirato fuori quelli che riteneva i tre assi dell’inchiesta:

la perizia psicologica sulla preunta vittima, un ex seminarista all’epoca dei fatti (il 2006) 14enne;
la ricostruzione dell’eccessivo attaccamento del sacerdote al ragazzo  (avrebbe dormito anche una notte nella sua stanza);
i riultati di un consulente che ha scandagliato il pc di don Marco, dal quale avrebbe fatto riemergere circa 600 file a fondo pedopornografico cancellati poche settimane prima, quando l’inchiesta era già in corso.

L’incubo vero e proprio, però, per don Marco si è aperto il 27 novembre scorso, quando gli uomini della Squadra Mobile, diretti dal vicequestore Carmine Grasi, con un’ordinanza di cutodia cautelare in mano, erano andati a prelevarlo nel Seminario Vescovile di Mompiano, dove alloggiava. Lui era rimasto zitto. Le uniche parole: [i]<<La verità emergerà presto. Mi dà forza la fede>>. Gli agenti gli usano l’accortezza di evitare le manette e lo trasferiscono direttamente nel carcere di Canton Mombello in isolamento. Trentasei ore dopo la scarcerazione. L’avvocato aveva chiesto e ottenuto gli arresti domiciliari. La lontananza dal <<Maria Immacolata>> fa decadere il pericolo di inquinamento delle prove e della reiterazione è la sua tesi, accolta.

Don Marco, 38 anni, originario di Chiari, così, torna in famiglia: finché la vicenda giudiziaria non sarà chiarita, viene deciso, non potrà tornare nel suo alloggio presso l’istituto di Mompiano, dove da anni insegna ai seminaristi del triennio. E’ là che sarebbero stati commessi gli abusi contestati. E’ là che gli invetigatori, su mandato del pm, gli hanno sequetrato il pc dove sarebbero emerse immagini pedopornografiche.

Per la Curia, dal momento dell’arresto in subbuglio, la carcerazione era sembrato un primo passo vero la liberazione. Il vescovo si era spinto a compattare i fedeli e a difendere il vicario con una lettera. Ma poi sono seguiti due appuntamenti giudiziari difficili: la bocciatura della revoca degli arresti domiciliari e ieri il rinvio a giudizio.

L’avvocato Frattini, tra i più stimati e riservati della città, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. La sua convinzione però è nota. Don Marco è un uomo irreprensibile e al Seminario vescovile nessuno ha mai avuto sospetti.

Una carriera intrerrotta ma la Chiesa resta con lui

Una carriera interrotta, quella di don Marco. Il acerdote è finito nell’occhio del ciclone della giutizia quando nell’etate del 2007 i genitori di un ex seminarista lo denunciano per presunti abusi sessuali nei confronti del figlio 14enne. Don Marco, nel periodo scolastico lo avrebbe cercato con insitenza coinvolgendolo in effusioni sessuali. La Procura apre un’inchiesta. Il vicario viene formalmente indagato, ma la Curia sceglie di non sospenderlo, anche a livelllo cautelativo, dall’incarico.
Nell’ufficio del sacerdote viene sequestrato un pc. Il pm lo affida a un conulente per scoprirne i segreti. Ne salta fuori uno, imbarazzante. Dal portatile erano stati cancellati circa 600 file pedopornografici scaricati da internet.
<<Non usavo solo io quel pc>>, si difende il sacerdote, senza riucire a spiegare chi e come avesse potuto utilizzarlo.
Il giorno dell’arresto, però, la Curia si compatta: <<Un brutto equivoco. Don Marco è un sacerdote conociuto e timato da tutti>>.

  





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Messaggio «Abusi» in Seminario: a processo il vicerettore 
 

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Sabato, 12 Luglio : 2008 Brescia Oggi

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IN TRIBUNALE. L’arresto risale al novembre del 2007. Ieri si è tenuta l’udienza preliminare

«Abusi» in Seminario:
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a processo il vicerettore


di Eugenio Barboglio

Don Marco Baresi sarà processato. Lo ha deciso il tribunale di Brescia nell’udienza preliminare che si è svolta ieri poco dopo mezzogiorno nel palazzo di via Moretto.

Il vicerettore del seminario diocesano, arrestato il 27 novembre scorso in seguito all’accusa mossagli da un ragazzino che avrebbe subito atti sessuali al tempo della permanenza nella scuola per sacerdoti di via Bollani, verrà giudicato per «detenzione di materiale pedopornografico e abusi sessuali su minore».

Ieri si trattava, per il gup Bianchetti, di vagliare gli elementi di prova fino ad ora raccolti dagli investigatori - un’indagine partita alcuni mesi prima dell’arresto del sacerdote - e di decidere se dichiarare il non luogo a procedere giudicandoli insufficienti, o viceversa rinviare a giudizio l’imputato, valutandoli sufficienti. Ed è quest’ultima la decisione che il gup ha preso ieri attorno all’ora di pranzo, fissando la data della prima udienza del dibattimento al 4 novembre prossimo.

Il caso del vicerettore - un caso che ha scosso profondamente la città e in particolare la sua componente cattolica, a partire dai vertici della curia - giuridicamente si incammina dunque lungo la strada maestra del dibattimento. Niente riti alternativi, insomma, nessun rito abbreviato per definire le responsabilità in ordine alle accuse dell’ex seminarista e al materiale pedopornografico che il sacerdote nativo di Chiari avrebbe scaricato da Internet.

LA DECISIONE del gup trova don Baresi agli arresti domiciliari, dopo che la misura, disposta dal gip Silvia Milesi il giorno seguente l’arresto, era stata confermata dal tribunale del riesame, presieduto da Francesco Maddalo. In entrambi i casi i giudici avevano confermato la misura, ritenendo sussiestesse il pericolo di inquinamento delle prove. Secondo gli inquirenti il sacerdote aveva già provveduto a cancellare dalla memoria del suo pc numerosissimi «files» dal contenuto inequivocabile. Un fatto che il tribunale temeva potesse riperesi, al punto da disporre la misura cautelare, meno afflittiva del carcere, ma comunque tale da dare garanzie sul versante della conservazione degli elementi di prova.

La vicenda che ha condotto in cella una personalità chiave dell’attività di formazione del futuro clero bresciano è nata dalla denuncia sporta da un giovane, ex studente del seminario di via Bollani. I fatti ai quali il ragazzo si è riferito risalgono a 4 anni prima della denuncia: si tratta - ha raccontato ai genitori e poi agli inquirenti - di atti sessuali subiti da don Baresi, allora suo insegnante. La vittima dei presunti abusi abbandonò via Bollani dopo la terza media e ha raccontato quegli eventi a distanza di qualche anno grazie al lavoro svolto con una psicologa. Così sono emersi i ricordi. è scattata la denuncia dei genitori, la polizia ha avviato delicate indagini, fino all’arresto scattato il 27 novembre del 2007.

LA SORPRESA in città è stata fortissima, anche perchè il 38enne sacerdote, vicerettore dal 1999 e già vicario parrocchiale a San Zeno, è molto stimato. Il vescovo di Brescia monsignor Luciano Monari e il vicario generale monsignor Francesco Beschi hanno fatto immediatamente sapere di assere addolorati e increduli, ricordando che «il dramma di chi è vittima dei pedofili non può essere in alcun modo sottovalutato e tanto meno eluso a maggior ragione se coinvolge sacerdoti», ma anche che «il grave tenore delle accuse deve essere attentamente valutato». Compito che dal 4 novembre passerà alla prima sezione penale del Tribunale.

  





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