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Se poi questi stessi o altro, avranno "pretese" di portarci un "verbo" tecnico o professionale che sia, allora sarà INDISPENSABILE che si registri con il suo nome e cognome esatto, qualifica ecc fornendo quindi tutti i dati necessari a soppesare e poter dare il giusto valore al quanto scritto.
Sydney, - Gli abusi sessuali sui minori sono “misfatti” che “devono essere condannati in modo inequivocabile” e “i responsabili di questi mali devono essere portati davanti alla giustizia”: sono arrivate le parole tanto attese del Papa su episodi che hanno scosso la Chiesa e provocato una ferita nel rapporto tra la gerarchia e la società. Benedetto XVI, nel corso della Messa con i vescovi, il clero, i religiosi e i seminaristi, voluto “riconoscere la vergogna che tutti abbiamo sentito a seguito degli abusi sessuali sui minori da parte di alcuni sacerdoti o religiosi in questa Nazione”. Ai sacerdoti chiede “di sostenere e assistere i vescovi e di collaborare con loro per combattere questo male”. Quindi ha aggiunto: “Sono profondamente dispiaciuto per la pena e la sofferenza che le vittime hanno sopportato, e assicuro a loro che, come i loro pastori, anche io condivido la loro sofferenza”. Esse “devono ricevere compassione e cura”, mentre “i responsabili di questi mali devono essere portati davanti alla giustizia”. L’aveva già detto sul volo che lo portava in Australia, una settimana fa: “Il sacerdozio, essere un sacerdote, è incompatibile con questo comportamento”.
Il Papa esprime la preghiera che “questo tempo di purificazione porti con sé guarigione, riconciliazione e una fedeltà sempre più grande alle esigenze morali del Vangelo”. E indica come “priorità urgente” quella di “promuovere un ambiente più sicuro e più sano, specialmente per i giovani. In questi giorni, contrassegnati dalla celebrazione della Giornata mondiale della gioventù, siamo richiamati a riflettere su quale prezioso tesoro ci sia stato affidato nei nostri giovani, e quale grande parte della missione della Chiesa in questo Paese sia stata dedicata alla loro educazione e alla loro cura”. I casi di pedofilia attribuibili ai sacerdoti iniziano nel secondo dopoguerra, quando molti orfani giungono in Australia e vengono educati e cresciuti per la quasi totalità in istituti religiosi. È in quel periodo che si consuma l’ondata più massiccia di abusi – anche se diversi episodi sono avvenuti anche in anni più recenti - su ragazzi che oggi sono uomini di 60-65 anni, e che non hanno mai dimenticato.
Il Papa non usa la parola “apologyze”, “scusa”. La Chiesa australiana, prima ancora che presentare le sue scuse ha bisogno di essere posta davanti ai fatti, di “riconoscere la vergogna” come ha detto Benedetto XVI. Che va alla radice culturale del problema: proprio dal secondo dopoguerra – aveva spiegato sul volo –“ si è affermato il proporzionalismo etico, secondo cui non esiste una cosa cattiva in sé, ma sempre proporzionalmente ad altre. Così si pensava che anche la pedofilia potesse in una certa proporzione essere buona. Ora, chiariamo che la dottrina cattolica non ha mai fatto sua questa idea. Esistono cose che sono sempre cattive, e la pedofilia è sempre cattiva”. Le vittime, prima ancora che di “scuse” hanno bisogno di questa “giustizia” del riconoscimento dei “misfatti” e che i colpevoli siano “portati davanti alla giustizia”.
Le parole pronunciate oggi dal Papa sono strettamente legate a quelle pronunciate in viaggio: “Faremo tutto il possibile per chiarire qual è l’insegnamento della Chiesa e per aiutare nell’educazione, nella preparazione al sacerdozio, nell’informazione e faremo tutto il possibile per guarire e riconciliare le vittime. Penso che questo sia il senso fondamentale del ‘chiedere scusa’. Penso – aveva sottolineato - che sia meglio e più importante il contenuto della formula e penso che il contenuto debba spiegare in cosa il nostro comportamento è stato carente, che cosa dobbiamo fare in questo momento, in che modo prevenire e come guarire e riconciliare”. Un messaggio alto, che invita le stesse vittime a non accontentarsi di generiche scuse, ma di esigere un serio impegno della Chiesa nell’insegnamento della dottrina, nella formazione dei sacerdoti e nella cura delle vittime e più in generale dei fedeli.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
PAPA: DESERTO SPIRITUALE
AVANZA ACCANTO A BENESSERE
SYDNEY - Contro "l'indifferenza", la "stanchezza spirituale", il "cieco conformismo allo spirito di questo tempo" il Papa chiede ai ragazzi radunati a Randwick per la messa conclusiva della Gmg di essere "profeti" e dare vita a una "nuova generazione di cristiani" per la "edificazione di un mondo in cui la vita sia accolta, rispettata e curata amorevolmente, non respinta o temuta come una minaccia e perciò distrutta". Anche così potranno opporsi al "deserto spirituale" che nelle nostre società convive con la "prosperità materiale". Per celebrare la messa conclusiva della XXIII edizione della Giornata mondiale della gioventù, Benedetto XVI è giunto in elicottero a Randwick, il più grande ippodromo dell'Australia, e ha sorvolato la spianata per aver un colpo d'occhio sui ragazzi.
Molti avevano trascorso la notte lì, armati di sacchi a pelo, e impegnati in concerti e adorazione eucaristica. Altri erano giunti di primo mattino, marciando e cantando per i circa sei chilometri che separano l'impianto sportivo dalla città. Hanno a lungo festeggiato Benedetto XVI che ha fatto un giro in di una ventina di minuti in papamobile prima di andare all'altare. Gli organizzatori della Gmg parlano di cinquecentomila presenze alla messa di Randwick, dove ieri sera almeno duecentomila hanno partecipato alla veglia. L'ippodromo può contenere circa trecentomila persone. Durante la messa il Papa ha amministrato la cresima a 24 ragazzi da diversi paesi. Si è pregato in tedesco, vietnamita, sudanese, arabo. Il Vangelo è stato portato all'altare mentre alcuni danzatori aborigeni con i gonnellini di paglia ballavano sotto al palco, una struttura di 30 metri per 40 sormontata da una colomba, che simboleggia lo Spirito Santo.
Alla fine, saluti in varie lingue e "arrivederci" a Madrid dove il 2011 si terrà la prossima Gmg. Nel pomeriggio (le 10 del mattino in Italia) il Papa incontrerà nella Cathedral House di Sydney i benefattori e gli organizzatori della Gmg. Domani, prima di ripartire per Roma alle 10 (le due del mattino in Italia), Benedetto XVI avrà un incontro con i volontari della Gmg nel Domain, un grande parco pubblico dove solitamente si svolge il Festival musicale di Sydney.
A MESSA ANCHE PRESIDENTE TIMOR EST RAMOS HORTA
Alla messa con il Papa nell'ippodromo di Randwick ha partecipato anche il presidente di Timor Est, Ramos Horta, che ha poi scambiato un saluto con Benedetto XVI. Lo ha confermato il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi. Il presidente di Timor Est, ha riferito Lombardi, ha partecipato nei giorni alle altre attività della Gmg, alla quale era presente anche un gruppo di Timor Est.
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SIDNEY - Il Papa ha celebrato una messa con un gruppo rappresentativo di vittime di preti pedofili. Benedetto XVI "ha ascoltato le loro storie e li ha consolati assicurando la sua vicinanza spirituale". Lo comunica una nota della sala stampa vaticana. Il Papa ha celebrato la messa con le vittime di abusi a poche ore dalla sua partenza da Sidney per Roma. ''Assicurando la sua vicinanza spirituale - spiega la nota - ha promesso di continuare a pregare per loro, per le loro famiglie e per tutte le vittime. Con questo gesto paterno - aggiunge il comunicato - il Santo Padre ha voluto dimostrare ancora una volta la sua sollecitudine nei confronti di tutti coloro che hanno sofferto per gli abusi sessuali''.
In Australia le condanne per abusi sessuali di sacerdoti sono state 107 ma altri casi devono ancora essere giudicati. Sabato scorso Benedetto XVI durante una messa con i vescovi australiani ha espresso la sua ''vergogna'' per i ''misfatti'' compiuti dai sacerdoti anche in Australia.L'incontro con le vittime e' avvenuto questa mattina alle ore 07:00 ora australiana nella cappella della Cathedral House dove il Papa ha alloggiato in questi giorni. Erano presenti quattro vittime: due donne e due uomini accompagnati da due assistenti e dal sacerdote che ne cura l'accompagnamento spirituale. Il Papa ha celebrato con il cardinale di Sidney George Pell, con il sostituto alla segreteria di stato mons. Fernando Filoni e con i due segretari. Al termine della messa gli ospiti hanno potuto parlare singolarmente con il Papa che ha rivolto loro ''affettuose parole di partecipazione e di conforto''.
L'incontro e' terminato poco prima delle 08:00 locali e ''tutto si e' svolto in un clima di rispetto, di spiritualita' e di intensa commozione''. La nota del Vaticano spiega che ''come gia' avvenuto negli Stati Uniti il Papa ha desiderato incontrare alcune vittime come gesto concreto per esprimere i sentimenti da lui gia' manifestati piu' volte nei suoi interventi sul dramma degli abusi sessuali''. In Australia il Papa ''ha desiderato farlo dopo la conclusione delle giornate mondiali della gioventu' perche' queste erano il motivo specifico del suo viaggio''
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La data di oggi è Sab 30 Ago, 2008 03:02 | Tutti i fusi orari sono UTC + 1 ora [Ora Legale]
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