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Il mondo visto da Roma - 23 luglio 2008
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Messaggio Il mondo visto da Roma - 23 luglio 2008 
 
ndr: dopo la pausa/riposo di ieri, riprende la cronaca


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Mercoledì, 23 Luglio : 2008

Il mondo visto da Roma


SANTA SEDE
Benedetto XVI a Castel Gandolfo, prossima missione internazionale la Francia
La GMG di Madrid: messaggio di speranza, non di contrapposizione
Una pagina web per riservare le udienze con il Papa

NOTIZIE DAL MONDO
Cardinale Dias: missione ed evangelizzazione, sfide della Chiesa di oggi
L'ecologia umana all'Expo di Saragozza
Incontro interreligioso in Nepal contro la violenza verso le minoranze religiose

ITALIA
Manifestazioni popolari per salvare Eluana
Il Ministro degli Esteri Frattini in Vaticano
A trent'anni dalla nascita di Louise Brown, la tecnoscienza invade l'umano
Rete mondiale di cattolici offre lavoro a capifamiglia nei Paesi poveri

TUTTO LIBRI
Per una cultura dell'accoglienza, economica e virtuosa


Santa Sede

Benedetto XVI a Castel Gandolfo, prossima missione internazionale la Francia
Riceverà questo venerdì il Primo Ministro iracheno

CASTEL GANDOLFO, mercoledì, 23 luglio 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI, al ritorno dall'Australia, si trova a Castel Gandolfo, la residenza estiva dei Papi, ma già prepara un'altra missione internazionale: la Francia a settembre.

Dalla sera del 21 luglio il Pontefice si trova nella località a 30 chilometri da Roma, occupato nelle attività ordinarie.

A Castel Gandolfo, questo venerdì, riceverà il Primo Ministro dell'Iraq, Nouri Al-Maliki, che verrà ricevuto anche dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato vaticano.

Il Papa rimarrà nella residenza estiva fino al 28 luglio, quando si trasferirà a Bressanone, in Trentino-Alto Adige, per le vacanze estive.

Il Pontefice alloggerà nel Seminario Maggiore della città, un edificio storico di più di 400 anni. In quei giorni, è previsto che reciti la preghiera mariana dell'Angelus del 3 e del 10 agosto insieme ai pellegrini locali.

Il Papa tornerà a Castel Gandolfo l'11 agosto per portare avanti le sue attività ordinarie. Il 15 agosto, solennità dell'Assunzione di Maria, presiederà la Messa nella parrocchia della cittadina, dedicata a San Tommaso da Villanova.

Il 7 settembre visiterà la Sardegna per concludere a Cagliari le celebrazioni del primo centenario della proclamazione della Madonna di Bonaria, Patrona massima della Sardegna.

Benedetto XVI prepara già il suo prossimo viaggio internazionale, il decimo di questo pontificato, che si svolgerà dal 12 al 15 settembre a Parigi e Lourdes, in Francia.

Il Cardinale André Vingt-Trois, Arcivescovo di Parigi, in un incontro con la stampa nei giorni scorsi ha sottolineato l'importanza di questa visita, che rappresenta per i cattolici un'opportunità di "approfondire la loro partecipazione alla vita della Chiesa" e scoprire la sua dimensione universale.

A Parigi, dove farà visita al Presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy, all'Eliseo, il Vescovo di Roma pronuncerà uno storico discorso al Collegio dei Bernardini di fronte ai rappresentanti del mondo della cultura.

A Lourdes è prevista un'intesa agenda per celebrare il 150° anniversario delle apparizioni della Madonna.

Dal 5 al 26 ottobre, il Papa parteciperà al Sinodo dei Vescovi del mondo, che si celebrerà in Vaticano sul tema "La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa".


La GMG di Madrid: messaggio di speranza, non di contrapposizione
Afferma il portavoce vaticano

CITTA' DEL VATICANO, mercoledì, 23 luglio 2008 (ZENIT.org).- La Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid, che Benedetto XVI ha convocato per il 2011, sarà un messaggio di speranza, non di contrapposizione, ha spiegato questo mercoledì il portavoce vaticano.

Padre Federico Lombardi S.I., direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha commentato questa decisione del Papa che significa il ritorno della GMG nel vecchio continente.

"L'Europa ha già accolto più volte le Giornate Mondiali della Gioventù, ma è un continente in cui il confronto tra la fede e i problemi della società moderna, della secolarizzazione, dello sviluppo, che nel tempo il mondo impone alla fede, è sempre vivo", ha spiegato.

"Il Papa parla spesso dei rischi che anche l'Europa ha di perdere i suoi valori fondanti e connessi alla tradizione cristiana e al contributo che la fede ha dato allo sviluppo di questo continente. Certamente questo sarà evidentemente uno dei temi e degli obiettivi della Giornata della Gioventù prossima, anche se senza alcuna polemica e senza alcuna volontà di contrapposizione al mondo che ci circonda", ha osservato padre Lombardi ai microfoni della "Radio Vaticana".

"Ricordo in Spagna la bellissima Giornata Mondiale delle Famiglie, a Valencia, in cui il messaggio del Papa era stato tutto assolutamente positivo, centrato sulla bellezza di essere cristiani, sul messaggio positivo anche per la famiglia oggi", ha aggiunto.

"In un tempo in cui la famiglia vive grandissime difficoltà, l'essere cristiani è un messaggio positivo".

"Penso che questo debba essere lo spirito anche della prossima Giornata della Gioventù in Spagna: un messaggio di speranza, un messaggio che dice che la fede dà un contributo bello e grande per l'avvenire delle nostre società e del nostro mondo, come è stato effettivamente anche in Australia. Forse, però, in Europa avrà un suo tono caratteristico", osserva.

Padre Lombardi ha constatato la delusione di alcune persone per il fatto che "purtroppo non sia ancora possibile fare concretamente una Giornata Mondiale della Gioventù in Africa per problemi di carattere organizzativo, di sicurezza e via dicendo".

"Si torna dunque in Europa, anche se certamente c'è l'intenzione di coinvolgere il continente africano attraverso tutte le maniere possibili", ha riconosciuto.


Una pagina web per riservare le udienze con il Papa
CITTA' DEL VATICANO, mercoledì, 23 luglio 2008 (ZENIT.org).- Grazie a Internet, i pellegrini di tutto il mondo possono ora prenotare in anticipo il posto per partecipare alle udienze o alle cerimonie di Benedetto XVI in Vaticano.

Tra le cerimonie incluse nel programma, figurano le udienze del mercoledì e le Messe presiedute in Piazza San Pietro o nella Basilica vaticana. Per l'Angelus della domenica e dei giorni festivi non è necessaria la prenotazione.

Si tratta di un nuovo servizio offerto dalla Prefettura della Casa Pontificia, il cui prefetto è l'Arcivescovo statunitense James Harvey.

Sulla pagina web è possibile scaricare il documento che permette di richiedere i biglietti d'ingresso agli incontri con il Papa, che sono sempre gratuiti. Il documento deve essere poi inviato per fax al numero indicato.

I biglietti riservati potranno essere ritirati presso l'Ufficio situato internamente al Portone di Bronzo (colonnato di destra di Piazza San Pietro), spiega la Prefettura.

Il servizio può essere consultato nella sezione "Prefettura della Casa Pontificia" (in basso a destra) sulla pagina principale (www.vatican.va) dopo la selezione della propria lingua.


Notizie dal mondo

Cardinale Dias: missione ed evangelizzazione, sfide della Chiesa di oggi
Il porporato interviene alla Conferenza di Lambeth

CANTERBURY, mercoledì, 23 luglio 2008 (ZENIT.org).- "Missione, Giustizia sociale ed Evangelizzazione" sono stati i temi affrontati affrontati questo martedì dal Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, nel corso dei lavori della Conferenza di Lambeth, l'incontro decennale di tutti i Vescovi anglicani del mondo, in svolgimento a Canterbury (Inghilterra) dal 16 luglio al 3 agosto.

Secondo il porporato, riporta l'agenzia Fides, esiste uno stretto rapporto "tra la missione di annunciare la Buona Novella e la necessità di essere attenti alle necessità dei nostri fratelli riguardanti gli aspetti sociali e della giustizia".

Per questo motivo, è necessario tradurre l'amore verso Dio in opere d'amore nei confronti del prossimo.

Gesù, ha spiegato il Cardinale, ha dato ai suoi discepoli la missione di rinnovare la terra annunciando il messaggio di salvezza.

"Ha voluto che la sua Chiesa fosse dinamica, non statica, e trasformi l'umanità dall'interno, essendo sale della terra e luce del mondo e lievito nella pasta, per preparare l'avvento di una nuova creazione".

"Per un discepolo di Cristo quindi, predicare il Vangelo non è una opzione ma un comando del Signore", ha aggiunto.

Per il Cardinale, "il mandato missionario ci fa entrare nella profondità del cuore di Dio, che vuole che tutti gli uomini, le donne e i bambini siano salvi e giungano alla conoscenza della Verità. Un cristiano quindi deve considerarsi in missione per proclamare la sacra persona e la missione salvifica di Gesù Cristo in tutti i tempi e senza compromessi, e per diffondere i valori del Vangelo in ogni cuore, in ogni casa, in ogni cultura".

Se in passato le tradizionali aree di evangelizzazione erano "il cuore dell'uomo e la casa, la sanità e l'educazione, i malati e gli anziani", ha proseguito, al giorno d'oggi "non possiamo ignorare i nuovi orizzonti che devono essere illuminati dalla luce di Cristo".

Tra questi, ha citato soprattutto i mass media, il mondo della scienza e della tecnologia, quello delle comunicazioni politiche e sociali e dei rifugiati e migranti.

In questo contesto, il Cardinale ha incoraggiato i Vescovi ad agire: "fedeli alla nostra missione dobbiamo essere attivi e non solamente reattivi, leggendo i segni dei tempi e progettando i nostri impegni missionari, fermamente convinti che Colui che ha nelle sue mani il destino dell'umanità ha promesso di essere con i suoi discepoli fino alla fine dei tempi".

Come nei primi tempi dell'era cristiana i pagani erano attratti dalla fede soprattutto vedendo il comportamento dei cristiani, ha osservato, anche oggi il mondo ha bisogno della "testimonianza credibile dei cristiani, che vivono nel mondo, con le sue gioie e dolori, speranze e tribolazioni, ma non sono del mondo".

Per questo motivo, i Vescovi devono incoraggiare i fedeli "a dare testimonianza della speranza che è in loro", mostrando "la bellezza della fede cristiana senza vergogne o compromessi".

Allo stesso modo, possono offrire un importante contributo alla causa dell'evangelizzazione l'inculturazione e il dialogo interreligioso.

La prima, ha ricordato, "è il processo attraverso il quale il messaggio del Vangelo viene incarnato nelle culture e nei contesti locali".

"Purtroppo una delle grandi tragedie dei nostri tempi è il divorzio tra fede e cultura - ha lamentato -. I Vescovi devono quindi incoraggiare le iniziative che hanno per obiettivo l'armonica fusione di fede e cultura attraverso l'arte, la musica, la danza e la liturgia".

Quanto al dialogo interreligioso, il Cardinale Dias ha affermato che "il patrimonio spirituale delle tradizioni religiose non cristiane è un invito a dialogare, non solo in quelle cose che esse hanno in comune con la cultura cristiana, ma anche nelle loro differenze".

Il dialogo, constata, "non è mai un tentativo di imporre il nostro punto di vista agli altri, perché in questo modo il dialogo diventerebbe una forma di dominazione spirituale e culturale, e nemmeno significa abbandonare le nostre convinzioni"; "significa invece, mantenendo ferme le cose in cui crediamo, ascoltare rispettosamente gli altri per discernere tutto ciò che vi è di buono e santo, tutto quello che favorisce la pace e la cooperazione".

Sottolineando la dimensione ecumenica dell'evangelizzazione, il Prefetto del dicastero vaticano ha concluso osservando che l'evangelizzazione "è prerogativa unica dello Spirito Santo, che ha bisogno di canali attraverso cui possa fluire".

"Questo sarà possibile nella misura in cui vi sarà unità e coesione tra i membri della Chiesa, tra loro e i loro pastori, e, soprattutto, tra gli stessi pastori, sia all'interno delle loro comunità come con le altre Confessioni cristiane".


L'ecologia umana all'Expo di Saragozza
Il Cardinal Martino e monsignor Crepaldi sulla posizione della Santa Sede sui temi ambientali

di Antonio Gaspari

SARAGOZZA, mercoledì, 23 luglio 2008 (ZENIT.org).- Nell'ambito dell'Expo mondiale sull'acqua che si sta svolgendo a Saragozza, la Santa Sede ha allestito un padiglione e il 10 luglio ha promosso un convegno dal titolo "La questione ecologica: la vita dell'uomo nel mondo".

Al convegno, protrattosi fino a sabato 12 luglio, sono intervenuti tra gli altri il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, e monsignor Giampaolo Crepaldi, segretario dello stesso dicastero e autore insieme a Paolo Togni del libro "Ecologia ambientale ed ecologia umana - politiche dell'ambiente e Dottrina Sociale della Chiesa " (edizioni Cantagalli - Siena).

Monsignor Crepaldi ha precisato che secondo la Dottrina Sociale della Chiesa "la natura, biologicamente e naturalisticamente intesa, non è un assoluto, ma una ricchezza posta nelle mani responsabili e prudenti dell'uomo".

"La Chiesa - ha aggiunto - vede sempre la natura in rapporto a Dio e all'uomo, non la vede solo come un insieme di cose, ma anche di significati"; per questo, "la natura trova un suo senso in un dialogo tra l'uomo e Dio e le cose stesse trovano collocazione in un rapporto di amore e di intelligenza".

"In questo modo - ha proseguito monsignor Crepaldi -, l'insegnamento della Chiesa getta sulla natura la luce della rivelazione, la luce della creazione e la luce escatologica della redenzione", per cui "la natura è per l'uomo e l'uomo è per Dio".

Affrontando il tema dei compiti dell'uomo, il segretario del dicastero vaticano ha respinto le ideologie riduzioniste e antiumaniste come "quelle tendenti al biologismo, al catastrofismo o al naturalismo egoistico", e ha proposto una visione antropologica coniugata nel contesto dell'ecologia umana.

"Nella prospettiva della dottrina sociale della Chiesa, quella ecologica non è solo un'emergenza naturale, ma è anche un'emergenza antropologica", perché "il modo di rapportarsi al mondo dipende dal modo di rapportarsi dell'uomo con se stesso", ha osservato.

Decisivo a questo proposito, ha suggerito il segretario di Giustizia e Pace, è il fatto di "non ridurre utilitaristicamente la natura a mero oggetto di manipolazione e sfruttamento, e non assolutizzare la natura, né sovrapporla in dignità alla stessa persona umana".

In una corretta impostazione della questione ambientale, ha concluso, la natura non deve essere considerata "una realtà sacra o divina, sottratta all'azione umana", anzi è proprio a partire da questo assunto che è necessario "armonizzare le politiche dello sviluppo con le politiche ambientali, a livello nazionale e internazionale".

Intervenendo al dibattito il 12 luglio, il Cardinale Renato Raffaele Martino ha sottolineato che bisogna "risalire a quanto contenuto nelle Sacre Scritture per comprendere il fondamento dell'interesse della Chiesa per la questione ecologica o ambientale".

In particolare, ha precisato, bisogna leggere il racconto della creazione, per comprendere "la relazione che Dio ha stabilito tra l'universo creato e l'umanità e il posto speciale nel quale Dio pose l'umanità dentro quell'universo".

Nel ripercorrere la storia della Dottrina Sociale, e in particolare dell'insegnamento circa la questione ambientale, il Presidente di Giustizia e Pace ha ricordato la prima Enciclica sociale, la Rerum novarum di Leone XIII (1891), in cui il Pontefice stabilì che la Chiesa era "l'autentica voce nel trattare le questioni intorno alla giustizia sociale, includendo la protezione dell'ambiente naturale".

Secondo il Cardinal Martino, il magistero sociale - con particolare riferimento alle questioni ambientali - ha avuto un enorme sviluppo con la Gaudium et spes, dove è stato osservato che "portando avanti i compiti quotidiani l'umanità coopera e completa il lavoro della Creazione".

Notevole è stato anche il contributo del Pontefice Paolo VI, il quale nel 1967 con la Populorum Progressio indicò "il ruolo dell'umanità all'interno della creazione"; con l'Octogesima Adveniens, la questione ambientale come questione sociale assunse maggiore importanza.

Giovanni Paolo II sviluppò poi intensamente la concezione dell'ambiente come casa e risorsa dell'umanità, e la coniugò in un ordine virtuoso e morale all'interno dell'ecologia umana.

Papa Benedetto XVI, nel messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 2008, ha infine rilanciato il ruolo dell'uomo, della famiglia e dell'educazione per migliorare le condizioni dell'umanità e salvaguardare il creato.


Incontro interreligioso in Nepal contro la violenza verso le minoranze religiose
Cristiani, induisti, musulmani e buddisti chiedono maggiore unione tra le fedi

KATHMANDU, mercoledì, 23 luglio 2008 (ZENIT.org).- Cristiani, induisti, musulmani e buddisti si sono riuniti recentemente a Kathmandu (Nepal) in un incontro di preghiera, sottolineando la necessità di una maggiore unione per contrastare gli atti di violenza contro le minoranze religiose.

Durante l'incontro, promosso dal Nepal Catholic Samaj, è stato commemorato padre Johnson Moyalan Prakash, il salesiano ucciso il 1° luglio nel Paese.

"Era una persona capace di grande compassione verso i poveri e gli emarginati", ha commentato il vicario apostolico nel Paese, il Vescovo Anthony Francis Sharma, come ricorda "L'Osservatore Romano". "La sua dedizione nella scuola Don Bosco di Sirsia era apprezzata da tutti".

La morte del sacerdote ha colpito molto la comunità cattolica, che negli ultimi anni è stata oggetto di attacchi come altre minoranze.

Ha rivendicato gli attentati il Nepal Defense Army, un gruppo di oltranzisti militanti che mira a trasformare il Nepal in uno Stato induista.

I partecipanti alla preghiera hanno ricordato l'impegno missionario di padre Prakash, considerato un incoraggiamento per tutti a fare del bene indipendentemente dalla religione di appartenenza.

Il confratello padre Benjamin Pampackel ha ricordato come la vittima amasse i poveri e ha affermato che "come pioggia o sole sarebbe stato ovunque con loro".

Il segretario dell'Inter-religious Council-Nepal (Ircn), Keshav Chaulagain, ha espresso solidarietà ala comunità cattolica e ha aggiunto che le persone di tutte le religioni dovrebbero condannare l'uccisione del salesiano.

Il pastore protestante Simon Gurung ha osservato che tutti i gruppi che favoriscono il dialogo tra le religioni dovrebbero collaborare per fermare crimini di questo tipo e ha auspicato che tutti i sacerdoti in Nepal portino avanti il buon lavoro svolto da padre Prakash.

Nel Paese, ricorda "L'Osservatore Romano", "è stato avviato un lento processo per favorire il dialogo: quattro feste proprie di altrettante minoranze religiose sono state riconosciute, incluso il Natale dei cristiani".

Le minoranze avevano sollecitato questo provvedimento governativo fin da quando il Nepal è stato dichiarato un Paese laico.

Il Nepal ha più di 23 milioni di abitanti, oltre l'80% dei quali di religione induista. I cristiani rappresentano lo 0,4% della popolazione.


Italia

Manifestazioni popolari per salvare Eluana
Sempre più vasto il fronte di quanti chiedono che la ragazza viva

di Antonio Gaspari

ROMA, mercoledì, 23 luglio 2008 (ZENIT.org).- Ciò che sta accadendo in Italia è incredibile. Dopo che la Corte di Cassazione di Milano ha emesso la sentenza che consentirebbe la morte per fame e per sete di Eluana Englaro, associazioni, singoli individui, medici, giuristi, parlamentari, direttori di giornali e settimanali, noti cantanti si sono mobilitati per impedire quella che è stata descritta come "una condanna a morte per un'innocente".

Ogni giorno si registrano nuove adesioni agli appelli, manifestazioni di fronte ai tribunali, veglie di preghiera, appelli di giuristi e medici, testimonianze di persone che si sono risvegliate dallo stato vegetativo.

ZENIT ha provato a registrare le diverse voci.

Sul fronte parlamentare, la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha votato l'apertura presso la Consulta di un conflitto di attribuzione con la Cassazione per la sentenza emessa nei confronti di Eluana Englaro.

Per la prima volta, le tre principali associazioni che si occupano di "coma e stato vegetativo" sono ricorse in appello, presentando un Ricorso alla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Milano per "un intervento urgente che blocchi le procedure intese a porre fine alla vita di Eluana Englaro".

Le tre associazioni - "ViVe, Vite vegetative", "Associazioni riunite per il trauma cranico e le gravi cerebrolesioni acquisite" e la "Federazione nazionale associazione traumi cranici" -, che raccolgono e assistono un gran numero di persone che vivono in condizioni simili a quelle di Eluana, hanno preparato un documento programmatico per impedire che vengano emesse sentenze di morte per i loro assistiti.

Lunedì 21 luglio si è svolta a Milano una manifestazione congiunta di Medicina & Persona e della Libera Associazione Forense" per ribadire che "non esiste il diritto a dare la morte".

La Libera Associazione Forense sostiene il documento dei giuristi che contestano il decreto della Corte d'Appello di Milano.

Il sottosegretario all'Interno, onorevole Alfredo Mantovano, ha inviato un messaggio alla manifestazione congiunta respingendo "una norma decisamente fuori dal sistema legislativo" e che "viene creata per via giurisprudenziale fuori dal Parlamento".

Il Movimento per la Vita, nella persona del presidente Carlo Casini, ha consegnato venerdì 18 luglio al Procuratore generale della Repubblica di Milano una memoria sulla sentenza per Eluana Englaro.

Nel testo si sostiene che Eluana è una persona viva, che non è morente, che non è in corso un accanimento terapeutico e che nella sentenza di Milano vi è "un vizio di motivazione" perché "non risulta affatto dimostrata in modo ragionevole la volontà, sia pure presunta, di Eluana di rifiutare l'alimentazione e la idratazione, e comunque non si potrebbe in nessun modo favorire il suicidio".

Nell'esposto del MpV si segnala inoltre "la differenza fra l'applicazione del sondino naso-gastrico", un atto medico che richiede il consenso informato del paziente o di chi per lui, e "la sospensione della somministrazione degli alimenti che non è più un atto medico (è un'operazione facilmente eseguibile da chiunque) e che costituisce invece un gesto uccisivo nella intenzioni e negli effetti pratici".

In merito ai diversi appelli per raccogliere firme, quello dell'Associazione Scienza & Vita ha visto l'adesione anche delle Acli (Associazione Cristiane Lavoratori Italiani) e della Comunità di Sant'Egidio.

Sul caso Englaro è intervenuto anche il Centro Italiano Femminile (CIF), la cui presidenza nazionale ha emesso un comunicato in cui si solleva la "preoccupazione per una sentenza che accogliendo la richiesta del padre autorizza la sospensione dell'idratazione e dell'alimentazione artificiali che tengono in vita Eluana".

"Ad essere messo in discussione - sottolinea la presidenza del CIF - è il valore della vita umana come bene indisponibile: valore che è al centro sia della dottrina morale cattolica che del nostro ordinamento giuridico".

I medici dell'ospedale Valduce di Como, guidati dal Primario di neurologia dott. Mario Guidotti, si sono appellati alla Procura Generale contro il decreto della Corte d'Appello, sottolineando che solo nel Comasco ci sono altre 150 persone che vivono nelle stesse condizioni di Eluana e che la sentenza di Milano è "una sentenza di morte".

Il Movimento per la Vita Ambrosiano ha promosso un "Rosario per la vita" sotto le finestre della Casa di Cura di Lecco "Beato Luigi Telamoni". All'iniziativa hanno aderito anche il "Centro di Aiuto alla Vita" di Lecco e l'associazione "Difendere la vita con Maria".

Tra le tante testimonianze, toccante è quella dei familiari di Salvatore Crisafulli, un quarantatreenne di Catania che si è risvegliato l'anno scorso dallo stato vegetativo in cui era entrato dopo il coma in seguito a un incidente stradale avvenuto nel 2003

In una lettera aperta recapitata a ZENIT, la famiglia Crisafulli ha spiegato: "A noi la speranza non è mai venuta meno e siamo stati premiati dalla confessione del nostro Salvatore, il quale ci ha ripetuto mille volte che, mentre tutti i più grandi luminari d'Europa lo reputavano una ‘foglia d'insalata', lui si sentiva vivo e partecipe e soffriva terribilmente senza poter comunicare all'esterno la sua atroce ed agonizzante pena".

In merito alla vicenda di Eluana, la famiglia Crisafulli sostiene che "se si vuole lasciarla agonizzare di fame e di sete si abbia il coraggio di chiamare questa decisione egoista e barbara con il nome che le compete: eutanasia".

Rilevante anche l'appello lanciato dal Vicario di Roma, il Cardinale Agostino Vallini, che in un comunicato diramato il 19 luglio ha invitato tutti "a pregare perché il Signore illumini le coscienze sul valore intangibile di ogni vita umana, particolarmente nelle situazioni estreme di sofferenza e di dolore, come il caso di Eluana Englaro".


Il Ministro degli Esteri Frattini in Vaticano
Incontra l'Arcivescovo Dominique Mamberti

CITTA' DEL VATICANO, mercoledì, 23 luglio 2008 (ZENIT.org).- Il segretario per i Rapporti con gli Stati, l'Arcivescovo Dominique Mamberti, ha incontrato lunedì in Vaticano il Ministro degli Esteri italiano Franco Frattini.

Secondo quanto ha reso noto la Radio Vaticana, "al centro del colloquio, oltre a questioni di carattere bilaterale, i principali temi dell'agenda internazionale: la situazione in Medio Oriente e nel continente africano, le prospettive del processo d'integrazione europea, la lotta alla povertà nel mondo, le questioni della sicurezza alimentare, energetica e dell'ambiente, il dialogo interreligioso".


A trent'anni dalla nascita di Louise Brown, la tecnoscienza invade l'umano
Seminario a Roma sulla "rivoluzione della provetta"

di Giuseppe Brienza

ROMA, mercoledì, 23 luglio 2008 (ZENIT.org).- Il 25 luglio 1978 nasceva Louise Brown, la prima bambina "concepita" in provetta. Per ricordare il 30° anniversario di questo evento, che da allora ha sconvolto in modo progressivo e inesorabile l'universo simbolico e materiale della procreazione umana e delle relazioni tra uomo e donna e tra genitori e figli, giovedì 17 luglio si è svolto a Roma un Seminario di studi dal titolo "Figli della provetta".

L'evento è stato organizzato su iniziativa del sottosegretario On. Eugenia Roccella dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali presso la Biblioteca del Senato "G. Spadolini".

Per dare l'idea di una rivoluzione, quella della provetta, che non ha paragoni nella storia dell'umanità, sono state divulgate a margine del convegno le stime di uno degli istituti di ricerca più accreditati nel settore, l'International Committee for Monitoring Assisted Reproductive Technologies (Icmart), provenienti da 52 Paesi che coprono i due terzi di tutte le procedure in vitro del mondo.

Secondo l'Icmart, sono circa 3 milioni i bambini nati da concepimento in vitro in tutto il mondo dal 1978 al 2006. Si stimano circa duecentomila nati all'anno (112.000 riportati nel 2002), su un milione di cicli di fecondazione (600.000 riportati).

La Danimarca è il Paese al mondo con la più alta percentuale di bambini nati da fecondazione in vitro (3.9% delle nascite) e, quasi la metà dei trattamenti riportati (600.000) viene da quattro Nazioni: Stati Uniti (112.000), Germania (85.000), Francia (64.000) e Gran Bretagna (37.000).

La "tecno-scienza", insomma, è entrata in maniera massiccia nel campo della procreazione umana, ha avvertito l'On. Roccella all'apertura del Seminario con la sua relazione intitolata "Tecnoscienza e trasformazioni della società, della famiglia e della maternità".

"Accanto al positivo, cioè al sostegno alle coppie infertili, che in questi trent'anni ha significato tre milioni di bambini che altrimenti non sarebbero nati, esiste però anche un lato oscuro della tecnomaternità, sia dal punto di vista scientifico, che da quello antropologico, e infine sul piano degli scenari possibili che abbiamo davanti", ha proseguito il "sottosegretario al Welfare".

"Dal punto di vista scientifico - ha spiegato - temiamo innanzitutto il rischio di un eccesso di aspettative, soprattutto femminili, legate a promesse che non si possono realizzare, la principale delle quali è senz'altro quella di poter avere un figlio sempre e comunque, indipendentemente dall'età, dalle condizioni fisiche, dall'esistenza di un compagno. Un altro rischio è quello di cedere al sogno del figlio perfetto, che è soprattutto il figlio sano".

Josephine Quintavalle, fondatrice dell'associazione che opera nel campo della bioetica "CORE" (Comment on Reproductive Ethics), è intervenuta sul tema "Hands off our ovaries: giù le mani dalle nostre ovaie, una campagna internazionale", focalizzandosi sulla descrizione e sulla denuncia delle dinamiche che, con la fecondazione artificiale, fanno oggi della donna una "vittima" (nella propria dignità oltre che integrità psico-fisica) della "tecno-scienza".

Con una relazione sul tema "La fertilità in un mondo che cambia" Massimo Moscarini, Direttore del Dipartimento di Scienze Ginecologiche, Perinatologia e Puericultura dell'Università "La Sapienza" di Roma, ha descritto come la stessa sia in certa misura "responsabile" di molti degli attuali problemi della sterilità di coppia, che risultano in notevole aumento rispetto al passato.

Per le generazioni femminili "post-sessantottine", ha spiegato infatti lo specialista, la carriera "ha preso peso e dignità pari al matrimonio", esponendole maggiormente a fattori di rischio infertilità, fra cui il principale "è sicuramente quello che riguarda il procrastinare la gravidanza ad una età sempre più avanzata".

Il prof. Moscarini ha precisato che il processo di decremento della fertilità s'intraprende proprio nelle trentenni, quelle donne cioè che, avendo raggiunto un posto di lavoro soddisfacente, cominciano spesso a pensare ad avere il primo figlio, senza considerare però che "tra il 10 e il 20% delle donne sono sub fertili a 35 anni".

Risulta quindi ovvio, ha concluso il ginecologo, "quali conseguenze può avere e quali sorprese può portare posporre la maternità dopo i 30 anni e molto spesso anche verso i 40".

La seconda parte del convegno, dedicata al tema "A trent'anni dalla nascita di Louise Brown: bilanci e scenari di una società che cambia", ha visto l'animarsi di un dibattito moderato dall'On. Renato Farina, editorialista del quotidiano Libero.

Sono intervenuti, tra gli altri, il prof. Francesco D'Agostino, Presidente Onorario del Comitato Nazionale per la Bioetica e Ordinario di Filosofia del Diritto all'Università di Roma Tor Vergata, la psicanalista Marisa Fiumanò, direttrice del "laboratorio Freudiano" di Milano e la giornalista, de "Il Foglio" Nicoletta Tiliacos.


Rete mondiale di cattolici offre lavoro a capifamiglia nei Paesi poveri
ROMA, mercoledì, 23 luglio 2008 (ZENIT.org).- "Se ogni famiglia italiana offrirà una settimana di lavoro, donando venticinque euro, riusciremo ad aiutare più di centomila capifamiglia del sud del mondo". Sono l'obiettivo e la sfida lanciati da Giuseppe Rotunno, segretario nazionale per l'Italia del "Comitato di collegamento di cattolici per una civiltà dell'amore".

L'iniziativa ha un nome eloquente, "Adotta un papà", ed è nata nel 2000 nel giorno di San Giuseppe, festa del papà, dall'esigenza di offrire lavoro e quindi possibilità di riscatto socio-economico immediato a una famiglia povera del sud del mondo.

Ruolo determinante per raggiungere questo obiettivo, ricorda "L'Osservatore Romano", sono i missionari, punto di riferimento per centinaia di migliaia di persone povere. Sono i missionari e le missionarie che hanno accettato attraverso il "Comitato" di offrire un lavoro ai padri e alle madri in difficoltà.

Sacerdoti e religiose delle regioni povere del mondo si vedono quotidianamente schiacciati da un dramma che diventa sempre più pressante. Migliaia di uomini e donne chiedono alle varie missioni un lavoro o un pasto caldo per poter sostentare la famiglia. Qui interviene il missionario, che grazie agli aiuti provenienti dalle donazioni offre un lavoro al capofamiglia, evitando che abbandoni il villaggio e la sua casa.

"Chi adotta un papà o una mamma offrendo un lavoro - ha spiegato Rotunno - potrà avviare un rapporto diretto con il missionario responsabile sul posto e riceverà la scheda del lavoro eseguito".

Dal 2001 a oggi, da tutta Italia sono stati aiutati mille papà, che hanno potuto lavorare per un anno intero. 25 euro sono sufficienti per poter restituire il sorriso a intere famiglie disagiate.

I capifamiglia sono "contrattati" da sacerdoti e religiose all'interno delle missioni e lavorano come cuochi, artigiani, agricoltori, maestri.

Il "Comitato" è solo l'intermediario tra i cittadini italiani e i missionari nei Paesi poveri. I responsabili sono gli istituti e le congregazioni di missionari che hanno sede in Italia.

Le missioni in cui i capifamiglia hanno potuto trovare un lavoro si trovano in Bolivia, Kenya, Repubblica Democratica del Congo, Filippine, Costa d'Avorio, Brasile, Burkina Faso e India.

La campagna di solidarietà vuole creare un rapporto diretto tra i popoli, educando alla responsabilità personale.

"Altra finalità - spiega sul sito del "Comitato" padre Piero Gheddo, missionario del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) e assistente spirituale dell'associazione - è di passare dall'idea che il denaro risolve tutto alla presa di coscienza che per aiutare veramente i poveri occorre educarci a questo incontro di popoli, attraverso la partecipazione diretta e l'incontro con situazioni concrete delle miserie del mondo".

"I poveri non sono numeri, ma persone. Non possiamo veramente aiutare i poveri vivendo nell'opulenza, nel superfluo: occorre cambiare il nostro 'modello di vita'. L'eccesso di ricchezza è disumano con l'eccesso di povertà, di miseria. Abbiamo tutti bisogno, ricchi e poveri del mondo aggiunge il missionario di una 'rivoluzione culturale' ispirata al Vangelo e al modello di Gesù Cristo".

Per ulteriori informazioni, www.civiltadellamore.org


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Per una cultura dell'accoglienza, economica e virtuosa
Pubblicata la Guida dell'ospitalità religiosa 2008

di Antonio Gaspari

ROMA, mercoledì, 23 luglio 2008 (ZENIT.org).- 3.100 case a gestione religiosa fra centri di accoglienza, conventi e monasteri e oltre 300 case laiche attrezzate per ricevere gruppi: questo il mondo dell'accoglienza raccolto con tanto di foto, indirizzi e riferimenti dalla "Guida-Annuario dell'ospitalità religiosa in Italia".

Il volume, di 752 pagine, è pubblicato nella VI edizione dagli ‘Itinerari' dell'Editoriale italiana 2000 (http://www.editoriale.it), con il patrocinio del Centro Italiano Turismo Sociale (www.citsnet.it).

La Guida raccoglie in ordine geografico alfabetico (primo l'Abruzzo, ultimo il Veneto) tutte le case di accoglienza presenti sul territorio italiano.

Come spiega nell'introduzione il direttore editoriale Paolo Treveri Gennari, la Guida offre un ventaglio di risposte a chi "è stanco di un turismo meramente commerciale" e vuole invece "sperimentare nuovi percorsi di viaggio", itinerari coerenti con i valori e la spiritualità cristiana.

Ambienti sereni e silenziosi, costi accessibili, qualità della vita e della vacanza garantiti da un'atmosfera familiare: sono questi i valori che stanno trasformando l'ospitalità religiosa da fenomeno di nicchia a proposta popolare.

Il successo dell'ospitalità religiosa è corroborato anche dalla cultura dell'accoglienza che caratterizza da sempre le strutture cattoliche.

In questo modo le barriere fisiche, sociali ed economiche vengono abbattute, e si allarga l'offerta ad un numero sempre crescente di viaggiatori di ogni età, formazione e status socio-economico.

L'ospitalità religiosa è molto varia nelle sue proposte, non solo perché copre tutti i periodi dell'anno, ma anche per la varietà dei luoghi, che spaziano dal mare alla collina fino alla montagna, sia per centri attrezzati che per autogestione
.
  





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