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Messaggio CONTRADA: IL PG, "SCARCERATELO" 
 

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Mercoledì, 23 Luglio : 2008

CONTRADA:
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IL PG, "SCARCERATELO"


CATANIA - Il sostituto procuratore generale Ugo Ricciardi ha espresso "parere favorevole alle istanze" di differimento pena per Bruno Contrada. La richiesta è stata avanzata ai giudici del Tribunale di sorveglianza di Napoli, davanti al quale è in corso l'udienza, che si sono ritirati in camera di consiglio per decidere.

L'ex funzionario del Sisde, che sta scontando una condanna a 10 anni di reclusione per concorso esterno all'associazione mafiosa, è presente in aula ma tra poco sarà trasferito in ambulanza nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere. Lo si apprende dal legale di Bruno Contrada, l'avvocato Giuseppe Lipera, del foro di Catania.

  





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Messaggio CONTRADA: LEGALE, DISPOSTI GLI ARRESTI DOMICILIARI 
 

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Giovedì, 24 Luglio : 2008

CONTRADA: LEGALE,
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DISPOSTI GLI ARRESTI DOMICILIARI


CATANIA - Il Tribunale di sorveglianza di Napoli ha concesso gli arresti domiciliari a Bruno Contrada per gravi motivi di salute. Lo afferma il legale dell'ex funzionario del Sisde, Giuseppe Lipera, confermando l'anticipazione fornita alla Camera dal deputato del Pdl, Amedeo Laboccetta, che ha dato la notizia intervenendo in aula.

 Altre 20 analoghe richieste in passato erano state tutte respinte sia dal giudice di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere sia dal Tribunale di sorveglianza di Napoli. Ieri la prima svolta con la richiesta del sostituto Procuratore generale Ugo Riccardi che aveva chiesto la sua scarcerazione.

Stamattina la decisione e' stata depositata in cancelleria. Bruno Contrada, 77 anni, e' detenuto nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere dall'11 maggio del 2007, per scontare una condanna a 10 anni per concorso esterno all'associazione mafiosa diventata definitiva dopo oltre 12 anni di processi nel maggio del 2007.

Attualmente e' in corso una richiesta di revisione del processo, che e' stata respinta dalla Corte d'appello di Caltanissetta, e contro la cui decisione e' pendente ricorso in Cassazione.

FIGLIO: HA AVUTO MENO DI QUANTO GLI E' DOVUTO
''Siamo contenti, anche se ha avuto sicuramente meno di quanto gli e' dovuto''. E' il primo commento all'ANSA del figlio di Bruno Contrada, Guido, avvocato penalista, dopo avere appreso della concessione degli arresti domiciliari al padre da parte del tribunale di sorveglianza di Napoli. ''Mio padre - aggiunge l'avvocato Contrada - continuera' a lottare fino alla morte per dimostrare la sua assoluta estraneita' alle accuse che gli vengono contestate. Me lo ha ripetuto anche l'ultima volta che l'ho incontrato in carcere, un mese fa: 'posso tenermi in cella fino alla fine non e' questo che mi interessa, io sono un uomo dello Stato'.'' Il figlio dell'ex funzionario del Sisde, che ha parlato telefonicamente con la madre, non riesce ad esprimere i sentimenti che prova la sua famiglia: ''Dopo tante delusioni ed amarezze, dopo tante batoste e' difficile spiegare cosa sentiamo. Adesso dobbiamo pensare a lui, anche se non so quando ci vedremo. La prima cosa che faro' sara' quello di fargli riabbracciare i suoi nipoti, Bruno, che ha tre anni, e Clara, di un anno e mezzo''.

SORELLA, TUTTA LA FAMIGLIA DA ME PER ACCOGLIERLO
A casa di Anna Contrada, sorella di Bruno, si radunera' nelle prossime ore la famiglia quasi al completo per accogliere l'ex funzionario del Sisde. ''Purtroppo non possiamo far viaggiare la moglie di Bruno, gravemente ammalata, ma ci saranno i miei fratelli, i miei figli, i nipoti per abbracciarlo'', dice Anna Contrada, in preda alla commozione. La signora Contrada vive a Varcaturo, in provincia di Napoli. Stamane ha ricevuto la notizia degli arresti domiciliari concessi al fratello dal parlamentare del Pdl Amedeo Laboccetta, che ha seguito negli ultimi mesi la vicenda e che l'ha chiamata al telefono: ''Quasi non ci credevo, gli ho chiesto se fosse proprio la verita'...''.

MOGLIE, NON POTRO' VEDERLO, STO MALE E NON VIAGGIO
Bruno Contrada non potra' vedere la moglie, ma non per divieti legali ma per problemi di salute della consorte: la signora Adriana, infatti, e' cardiopatica, ogni 4 giorni si ricovera in ospedale, e non puo' viaggiare, e quindi non potra' recarsi a Napoli per incontrarlo. Lo rivela la stessa Adriana Contrada, che che per questi motivi non vede il marito dall'11 maggio del 2007, da quando l'ex funzionario del Sisde e' detenuto nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere per scontare una condanna a 10 anni di reclusione per concorso in associazione mafiosa. ''Ma sara' una cosa temporanea - auspica Adriana Contrada - perche' la sua casa, la sua famiglia e la sua vita sono a Palermo. Presto dovra' essere trasferito nel suo, nel nostro mondo e potro' finalmente rivederlo e abbracciarlo''.

  





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Messaggio CONTRADA A CASA DELLA SORELLA 
 

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Giovedì, 24 Luglio : 2008



L'ordinanza: TIRIBUNALE DI SORVEGLIANZA  DI NAPOLI (.pdf)

"Al momento opportuno, non è il momento di parlare". Questa l'unica frase rivolta da Bruno Contrada ai giornalisti che lo attendevano all'ingresso della casa della sorella Anna, a Varcaturo, e che gli hanno chiesto un commento sulla sua vicenda. Contrada ha viaggiato a bordo di un'auto dei carabinieri. Il suo primo abbraccio è stato per la sorella Ida. L'ex funzionario del Sisde indossa una polo verde e pantaloni beige. Ha la barba lunga ed appare provato ma abbastanza sereno.

LA DECISIONE DEL TRIBUNALE
Il Tribunale di sorveglianza di Napoli ha concesso gli arresti domiciliari a Bruno Contrada per gravi motivi di salute. Lo afferma il legale dell'ex funzionario del Sisde, Giuseppe Lipera, confermando l'anticipazione fornita alla Camera dal deputato del Pdl, Amedeo Laboccetta, che ha dato la notizia intervenendo in aula. Altre 20 analoghe richieste in passato erano state tutte respinte sia dal giudice di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere sia dal Tribunale di sorveglianza di Napoli. Ieri la prima svolta con la richiesta del sostituto Procuratore generale Ugo Riccardi che aveva chiesto la sua scarcerazione. Stamattina la decisione e' stata depositata in cancelleria. Bruno Contrada, 77 anni, e' detenuto nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere dall'11 maggio del 2007, per scontare una condanna a 10 anni per concorso esterno all'associazione mafiosa diventata definitiva dopo oltre 12 anni di processi nel maggio del 2007. Attualmente e' in corso una richiesta di revisione del processo, che e' stata respinta dalla Corte d'appello di Caltanissetta, e contro la cui decisione e' pendente ricorso in Cassazione.

DOMICILIARI A CASA DELLA SORELLA

E' in una villetta a schiera di Varcaturo, sul litorale flegreo in provincia di Napoli, che Bruno Contrada trascorrera' i suoi arresti domiciliari: a casa della sorella Anna, in Parco della Noce.
Una villetta bianca, quella di Anna, con un patio terrazza, giardino dove, anticipa la sorella, l'ex dirigente del Sisde avra' una stanza tutta sua. Nella casa adiacente vive un'altra sorella, Ida, mentre quasi di fronte c'e' il fratello Vittorio. ''Insomma sara' finalmente circondato dalla sua famiglia - dice la sorella Anna - noi siamo nove fratelli e oggi saremo tutti qua per dargli il benvenuto''. Manchera' solo la moglie, impossibilitata a muoversi per problemi di salute. Anna continua quasi a non credere che tra poche ore potra' abbracciare il fratello.
''Gli ho comprato la provola affumicata, che a lui piace tanto, e poi prepareremo un' insalata - aggiunge - non di piu' perche' lui ha tanti problemi di salute. La prima cosa che faremo sara' quella di farlo visitare da medici che abbiamo gia' allertato''. E poi, dicono le sorelle Anna e Ida ''ci sara' tanto champagne per brindare a questo giorno meraviglioso''.

GIUDICI: AGLI ARRESTI DOMICILIARI PER SEI MESI
Gli arresti domiciliari ''hanno la durata di sei mesi dalla data di esecuzione''. Lo scrive il Tribunale di sorveglianza ''ordinando al predetto di non allontanarsi dall'abitazione di Napoli della sorella Anna senza l'autorizzazione del competente giudice di sorveglianza'' del capoluogo campano.

I giudici hanno disposto inoltre che l'ex funzionario del Sisde ''non abbia contatti con persone diverse dai propri congiunti con lui conviventi, il proprio coniuge e i figli'' avvertendo Contrada che ''la violazione delle prescrizioni comportera' l'immediata sospensione'' degli arresti domiciliari.

Il Tribunale non ha concesso la sospensione della pena ma ha disposto gli arresti domiciliari per ''la pericolosita' sociale dello stesso'' e ''l'entita' della pena sino a oggi sofferta e di quella residua''. Lo scrivono i giudici Angelica Di Giovanni e Daniela Della Pietra nella motivazione del dispositivo con cui si scarcera l'ex funzionario del Sisde. Secondo i giudici cosi' ''si contemperano da un lato la tutela della salute del detenuto e dall'altro la giusta pretesa dello Stato che la pena venga espiata''.

LEGALE: NON E' RIINA, PRESENTEREMO RICORSO
''Bruno Contrada non e' Toto' Riina ne' Bernardo Provenzano e non gli si puo' impedire di tornare a casa a Palermo da moglie e figli per una inesistente pericolosita' sociale''. Lo afferma l'avvocato Giuseppe Lipera annunciando ''ricorso immediato contro l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Napoli'' che dispone gli arresti domiciliari per il suo assistito. ''Le condizioni di salute di Contrada - aggiunge il penalista - sono gravissime e i giudici, finalmente ne hanno preso atto, ma non si capisce perche' parlare di pericolosita' sociale, quando il questore di Palermo, Caruso, in una relazione agli atti del procedimento, afferma tutto il contrario''. ''Siamo contenti - sottolinea Lipera - che Contrada abbia lasciato il carcere ma deve potere tornare a casa sua. Meglio ancora libero. Per questo presenteremo immediato ricorso''. Nell'ordinanza i giudici ricordano che il fine pena e' il 20 novembre del 2013, ma citano il nome del sostituto procuratore generale Luigi Romano come rappresentante dell'accusa, mentre in aula era presente il Pg Ugo Ricciardi.

FIGLIO: HA AVUTO MENO DI QUANTO GLI E' DOVUTO
''Siamo contenti, anche se ha avuto sicuramente meno di quanto gli e' dovuto''. E' il primo commento all'ANSA del figlio di Contrada, Guido, avvocato penalista. ''Mio padre - aggiunge l'avvocato Contrada - continuera' a lottare fino alla morte per dimostrare la sua assoluta estraneita' alle accuse che gli vengono contestate. Me lo ha ripetuto anche l'ultima volta che l'ho incontrato in carcere, un mese fa: 'posso tenermi in cella fino alla fine non e' questo che mi interessa, io sono un uomo dello Stato'.'' Il figlio dell'ex funzionario del Sisde, che ha parlato telefonicamente con la madre, non riesce ad esprimere i sentimenti che prova la sua famiglia: ''Dopo tante delusioni ed amarezze, dopo tante batoste e' difficile spiegare cosa sentiamo. Adesso dobbiamo pensare a lui, anche se non so quando ci vedremo. La prima cosa che faro' sara' quello di fargli riabbracciare i suoi nipoti, Bruno, che ha tre anni, e Clara, di un anno e mezzo''.

MOGLIE, NON POTRO' VEDERLO, STO MALE E NON VIAGGIO

Contrada non potra' vedere la moglie, ma non per divieti legali ma per problemi di salute della consorte: la signora Adriana, infatti, e' cardiopatica, ogni 4 giorni si ricovera in ospedale, e non puo' viaggiare, e quindi non potra' recarsi a Napoli per incontrarlo. Lo rivela la stessa Adriana Contrada, che che per questi motivi non vede il marito dall'11 maggio del 2007, da quando l'ex funzionario del Sisde e' detenuto nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere per scontare una condanna a 10 anni di reclusione per concorso in associazione mafiosa. ''Ma sara' una cosa temporanea - auspica Adriana Contrada - perche' la sua casa, la sua famiglia e la sua vita sono a Palermo. Presto dovra' essere trasferito nel suo, nel nostro mondo e potro' finalmente rivederlo e abbracciarlo''.

  





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