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Mercoledì, 13 Agosto : 2008
Conti dormienti banche,
domani ultimo giorno per sveglia
domani ultimo giorno per sveglia
ROMA - Ultimo giorno domani per risvegliare i vecchi conti dormienti. Il termine ultimo è formalmente il 16 agosto, ma è sabato e per dare un segnale alla banca e permettere la riattivazione del conto, considerando la festività di ferragosto, che quest'anno cade di venerdì, domani sarà appunto l'ultimo giorno utile.
Secondo le stime delle associazioni dei consumatori, sui conti 'in sonno' è depositato un tesoretto da circa 10 miliardi di euro, distribuito su circa 500.000 posizioni 'dormienti' nelle banche.
Chi ha ricevuto l'avviso inviato dalla propria banca entro il termine fissato per lo scorso 17 febbraio e non ha ancora preso provvedimenti per "scongelare" il conto deve quindi affrettarsi a mettersi in contatto con l'istituto.
Per riportare a galla un conto addormentato, sul quale cioé non sono state fatte operazioni da oltre 10 anni, non è indispensabile movimentare il conto con un prelievo o un versamento. Bisogna però comunicare alla banca dove il conto è depositato di voler mantenere attivo il rapporto, richiedere un carnet di assegni, un estratto conto o una copia della documentazione bancaria o altrimenti comunicare nuovi dati, come ad esempio il cambio di residenza.
E' necessario, insomma, mettersi direttamente in contatto con l'istituto di credito. Ad interrompere il 'sonno' non bastano infatti operazioni in automatico o gestite solo dall'istituto. Non risvegliano cioé accrediti dello stipendio o della pensione né bonifici effettuati da terzi.
Se ci si dimentica della scadenza di agosto, un'altra chance sarà comunque concessa: le banche hanno infatti altri quattro mesi di tempo, cioé fino al 16 dicembre, per devolvere le somme conservate nei conti al Fondo istituito a giugno del 2007 dal ministero dell'Economia per il risarcimento dei piccoli risparmiatori vittime dei Tango bond e dei crac della Cirio e della Parmalat. Fino al momento della devoluzione al Fondo, i clienti avranno ancora tempo per rivolgersi alla propria banca. Non solo, chiunque si dovesse "svegliare" in netto ritardo non perderà comunque il diritto sul proprio conto e potrà reclamarlo anche dopo che la somma sarà confluita nel Fondo del ministero.
Secondo le stime delle associazioni dei consumatori, sui conti 'in sonno' è depositato un tesoretto da circa 10 miliardi di euro, distribuito su circa 500.000 posizioni 'dormienti' nelle banche.
Chi ha ricevuto l'avviso inviato dalla propria banca entro il termine fissato per lo scorso 17 febbraio e non ha ancora preso provvedimenti per "scongelare" il conto deve quindi affrettarsi a mettersi in contatto con l'istituto.
Per riportare a galla un conto addormentato, sul quale cioé non sono state fatte operazioni da oltre 10 anni, non è indispensabile movimentare il conto con un prelievo o un versamento. Bisogna però comunicare alla banca dove il conto è depositato di voler mantenere attivo il rapporto, richiedere un carnet di assegni, un estratto conto o una copia della documentazione bancaria o altrimenti comunicare nuovi dati, come ad esempio il cambio di residenza.
E' necessario, insomma, mettersi direttamente in contatto con l'istituto di credito. Ad interrompere il 'sonno' non bastano infatti operazioni in automatico o gestite solo dall'istituto. Non risvegliano cioé accrediti dello stipendio o della pensione né bonifici effettuati da terzi.
Se ci si dimentica della scadenza di agosto, un'altra chance sarà comunque concessa: le banche hanno infatti altri quattro mesi di tempo, cioé fino al 16 dicembre, per devolvere le somme conservate nei conti al Fondo istituito a giugno del 2007 dal ministero dell'Economia per il risarcimento dei piccoli risparmiatori vittime dei Tango bond e dei crac della Cirio e della Parmalat. Fino al momento della devoluzione al Fondo, i clienti avranno ancora tempo per rivolgersi alla propria banca. Non solo, chiunque si dovesse "svegliare" in netto ritardo non perderà comunque il diritto sul proprio conto e potrà reclamarlo anche dopo che la somma sarà confluita nel Fondo del ministero.
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).


















