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Martedì, 19 Agosto : 2008 La Repubblica
Il Papa: «Per il vescovo Egger una profonda emozione»
La notizia della scomparsa del vescovo Wilhelm Egger ha colpito tutto il mondo ecclesiale, ma non solo. Ieri è stata la giornata del ricordo e della preghiera. Prima e durante ogni messa i parroci altoatesini hanno voluto dedicare alcune parole al vescovo, mentre in piazza Parrocchia la cerchia più stretta degli amici di Kurt Egger si è stretta attorno al fratello del prelato che sabato sera è rimasto vittima di un infarto. La notizia ha profondamente colpito anche il Papa, che in questi giorni si trova a Castlegandolfo. Benedetto XVI, al termine dell'Angelus, ha ricordato commosso la figura di Egger: «Con profonda emozione ho appreso della sua improvvisa morte. L'avevo lasciato pochi giorni fa, apparentemente in buona salute. Nulla faceva presagire ad una sua così rapida dipartita. Mi unisco al cordoglio del fratello cappuccino, dei parenti e dell'intera diocesi, nella quale era apprezzato e amato per il suo impegno e la sua dedizione».
E mentre il Pontefice ricordava il vescovo Egger a Roma, a Ortisei è stato Angelo Bagnasco, presidente della Cei, a ricordare la sua figura durante una messa celebrata in val Gardena. Commosso anche il cardinale Angelo Scola, che presiede le 15 diocesi del Triveneto e che all'arcivescovo di Trento Luigi Bressan ha confidato di essere rimasto «profondamente addolorato» dalla scomparsa di Egger. Proprio Bressan ieri è stato tra i primi a visitare la camera ardente che nel pomeriggio è stata allestita nella cappella del Duomo (in serata la salma del vescovo è stata spostata davanti all'altare principale). «Monsignor Egger non era un semplice collega. Lo conoscevo dal 1969 e all'interno della conferenza episcopale avevamo quasi sempre la stessa opinione. Era un amico, un fratello con cui mi confidavo spesso».
Scosse anche due delle persone che vivevano a più stretto contatto con il vescovo Egger. Don Thomas Stürz, il suo segretario particolare, lo ricorda così: «Il vescovo era una persona davvero eccezionale. Gli piaceva la vita familiare, apprezzava fare le cose assieme, dal pranzo alle celebrazioni fino alle vacanze». Padre Anton Beikircher, provinciale dei Cappuccini, ieri ha preferito restare accanto a Kurt Egger, il gemello del vescovo, inconsolabile dopo una notte passata a vegliare la salma del fratello.
La Diocesi però non si è fermata. Nel pomeriggio - dopo che a mezzogiorno le campane delle chiese altoatesine hanno suonato a morto per dieci minuti - si è riunito il collegio dei consultori che ha prima eletto all'unanimità l'amministratore diocesano che gestirà la diocesi fino alla nomina del nuovo vescovo (si tratta dell'ex vicario generale Josef Matzneller, 64 anni di Aldino, che tra il 1975 e il 1991 è stato segretario particolare prima del vescovo Gargitter e poi di monsignor Egger) e poi ha programmato le celebrazioni dei prossimi giorni. I funerali di Wilhelm Egger si terranno giovedì alle 15, nel Duomo di Bressanone: in questa giornata il Comune di Bressanone proclamerà il lutto cittadino. «Durante la cerimonia - ha annunciato Matzneller subito dopo la nomina ad amministratore diocesano - sarà letto il testamento spirituale di Wilhelm Egger». Si tratta di un testo lungo poco meno di una pagina del quale Matzneller non ha voluto anticipare nulla se non definirlo «molto bello».
E mentre continuano ad arrivare messaggi di cordoglio da tutto l'Alto Adige ma anche dalle realtà vicine («la scomparsa di Wilhelm Egger mi colpisce nel profondo del cuore», sono state le prime parole del vescovo di Innsbruck Manfred Scheuer), iniziano già a circolare i primi nomi sul possibile successore: tra i favoriti viene indicato il teologo Karl Golser.
E mentre il Pontefice ricordava il vescovo Egger a Roma, a Ortisei è stato Angelo Bagnasco, presidente della Cei, a ricordare la sua figura durante una messa celebrata in val Gardena. Commosso anche il cardinale Angelo Scola, che presiede le 15 diocesi del Triveneto e che all'arcivescovo di Trento Luigi Bressan ha confidato di essere rimasto «profondamente addolorato» dalla scomparsa di Egger. Proprio Bressan ieri è stato tra i primi a visitare la camera ardente che nel pomeriggio è stata allestita nella cappella del Duomo (in serata la salma del vescovo è stata spostata davanti all'altare principale). «Monsignor Egger non era un semplice collega. Lo conoscevo dal 1969 e all'interno della conferenza episcopale avevamo quasi sempre la stessa opinione. Era un amico, un fratello con cui mi confidavo spesso».
Scosse anche due delle persone che vivevano a più stretto contatto con il vescovo Egger. Don Thomas Stürz, il suo segretario particolare, lo ricorda così: «Il vescovo era una persona davvero eccezionale. Gli piaceva la vita familiare, apprezzava fare le cose assieme, dal pranzo alle celebrazioni fino alle vacanze». Padre Anton Beikircher, provinciale dei Cappuccini, ieri ha preferito restare accanto a Kurt Egger, il gemello del vescovo, inconsolabile dopo una notte passata a vegliare la salma del fratello.
La Diocesi però non si è fermata. Nel pomeriggio - dopo che a mezzogiorno le campane delle chiese altoatesine hanno suonato a morto per dieci minuti - si è riunito il collegio dei consultori che ha prima eletto all'unanimità l'amministratore diocesano che gestirà la diocesi fino alla nomina del nuovo vescovo (si tratta dell'ex vicario generale Josef Matzneller, 64 anni di Aldino, che tra il 1975 e il 1991 è stato segretario particolare prima del vescovo Gargitter e poi di monsignor Egger) e poi ha programmato le celebrazioni dei prossimi giorni. I funerali di Wilhelm Egger si terranno giovedì alle 15, nel Duomo di Bressanone: in questa giornata il Comune di Bressanone proclamerà il lutto cittadino. «Durante la cerimonia - ha annunciato Matzneller subito dopo la nomina ad amministratore diocesano - sarà letto il testamento spirituale di Wilhelm Egger». Si tratta di un testo lungo poco meno di una pagina del quale Matzneller non ha voluto anticipare nulla se non definirlo «molto bello».
E mentre continuano ad arrivare messaggi di cordoglio da tutto l'Alto Adige ma anche dalle realtà vicine («la scomparsa di Wilhelm Egger mi colpisce nel profondo del cuore», sono state le prime parole del vescovo di Innsbruck Manfred Scheuer), iniziano già a circolare i primi nomi sul possibile successore: tra i favoriti viene indicato il teologo Karl Golser.
Il vescovo Egger passerà alla storia anche per aver violentamente attaccato la magistratura in occasione dei processi che hanno visto la condanna di due preti in processi per pedofilia.
Nel procedimento contro don Giorgio Carli (nella prima foto), prete di Bolzano condannato dalla Corte di appello di Trento a 7 anni e 6 mesi per violenze su una bambina dai 9 anni ai 15 anni, il vescovo Egger, durante le indagini si avvalse della facoltà di non rispondere (segreto professionale):
Nel corso del processo aveva testimoniato sulla buona reputazione di don Carli (come se il suo giudizio sulla sua reputazione nel clero lo scagionasse dalle accuse):
Dopo la sentenza il vescovo ha attaccato la magistratura, rea di aver condannato il prete. Un giudizio ribadito lo scorso 30 luglio "Ho detto al papa che don Carli è innocente":
Don Rigger, tra l'altro, non si è mai difeso dalle accuse, essendosi fatto difendere dall'avvocato di ufficio nel processo al Tribunale di Siracusa in cui è stato condannato.
In tutto ciò nemmeno una parola di pietà per le vittime.















