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PAPA LUCIANI, IL PONTEFICE DEL SORRISO: Dossier
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Sabato, 23 Agosto : 2008  di Francesco Gerace



ROMA - Trent'anni fa il Papa del sorriso. Era il 26 agosto 1978, quando i 111 cardinali riuniti in conclave scelsero Albino Luciani, all'epoca patriarca di Venezia, quale successore di Papa Paolo VI, morto il 6 agosto dopo 15 anni di pontificato. Ma quella di Luciani fu una meteora. Il nuovo Papa, che aveva preso il nome Giovanni Paolo I, morì improvvisamente dopo 33 giorni, colto da infarto la notte fra il 28 e il 29 settembre. Avrebbe compiuto 66 anni il 17 ottobre. Nel suo brevissimo papato, Luciani pronunciò 9 discorsi, tenne 4 udienze e due omelie. Ma la sua semplicità e il suo sorriso sono rimasti impressi nella memoria di tutti. Appena eletto, Papa Luciani si presentò al mondo confessando la sua paura di fronte al grande compito cui era stato chiamato, per il quale si sentiva inadeguato. Arrossì davanti alla folla che in piazza San Pietro lo salutava e applaudiva. Parlò di sé in prima persona; disse io, con semplicità, abrogando senza colpo ferire il plurale maiestatis di secolare memoria. Si mostrò rispettoso e umile verso i predecessori, e spiegò di aver scelto di chiamarsi Giovanni Paolo in ossequio a Giovanni XXIII, di cui venerava la memoria, e a Paolo VI di cui ammirava la sapienza. Fin da subito si capì che sarebbe stato un Papa diverso, dopo il severo e tormentato Paolo VI.

 Luciani era sorridente e allegro, parlava in modo semplice, perfino troppo semplice secondo alcuni. In uno dei suoi primi discorsi suscitò stupore affermando che Dio è padre ma anche madre. Benché il suo pontificato sia durato un niente, Luciani diventerà famoso come il papa del sorriso e dell'umiltà (humiltas, era scritto sul suo stemma papale). Prima ancora che Papa, era una specie di parroco della Chiesa universale. Memore dell'infanzia poverissima vissuta con la famiglia, il futuro Papa, nato nel 1912 a Forno di Canale (Belluno), oggi Canale d'Agordo, e prete dal 1935, condusse sempre una vita molto sobria, attenta all'essenziale. Conobbe sofferenza e malattia, finì in sanatorio, subì 8 operazioni. E proprio la salute stava per costargli la nomina a vescovo: Giovanni XXIII, che stimava quel parroco bellunese, un giorno chiese come mai Luciani non venisse mai proposto per la promozione, e gli fu detto che era malaticcio. Si racconta che Papa Giovanni replicò: allora vuol dire che lo faremo morire vescovo.

E così nel 1958 finalmente don Albino diventa vescovo e nel 1973 cardinale. Luciani fu eletto a tempo di record: dall' 'extra omnes' alla fumata bianca passarono solo 25 ore e 48 minuti. Solo 4 votazioni per trovare l'accordo. Il card. Felici annunciò l'Habemus Papam alle 19:19. Pochi minuti dopo il nuovo Papa si affacciò dalla loggia di san Pietro per salutare e dare la benedizione ai 25.000 presenti e al mondo collegato via tv. L'elezione fu tanto rapida che colse in contropiede anche il cerimoniale, e il Papa dovette affacciarsi di nuovo più tardi per il rituale saluto alle guardie svizzere e a un battaglione dell'esercito italiano, nel frattempo schieratisi. Si disse che Luciani era stato scelto quasi per caso, una sorta di figura minore, a metà strada fra le personalità sostenute da chi voleva un nuovo papa conservatore e da chi lo voleva modernista. Alla vigilia del conclave non era ritenuto fra i papabili, benché la sua figura fosse tutt'altro che secondaria. Uomo di vasta cultura e preparazione teologica, era fermissimo in materia dottrinale; coniugava tali caratteristiche con la semplicità e la partecipazione, con la passione per le persone e il loro destino. Si ricorda la sua attenzione per i problemi delle famiglie e di quelle povere in particolare, si batté contro il divorzio, si interrogò sugli anticoncezionali.

Quando Paolo VI pubblicò l'Humanae vitae, la sua lealtà al Papa fu assoluta. Negli ambienti ecclesiastici, oltre che fra i fedeli, godeva di molta stima. Qualche anno fa, l'allora card. Ratzinger disse alla rivista '3' Giornì che il nome di Luciani era affiorato in un incontro fra cardinali di lingua tedesca e brasiliani (Schröffer, Koenig, Hoeffner, Bengsch, Arns e Lorscheider): 'non volevamo decidere niente, ma solo parlare un po'. Mi sono lasciato guidare dalla Provvidenza ascoltando i nomi, e vedendo come si è formato finalmente un consenso sul patriarca di Venezia. Ne fui molto felice. Avere come pastore della Chiesa universale un uomo con quella bontà e con quella fede luminosa era la garanzia che le cose andavano bené.

L'improvvisa morte di Albino Luciani sollevò interrogativi e sospetti, qualcuno scrisse addirittura che il Papa era stato avvelenato. Ma una commissione medica ne accertò la morte per cause naturali. Per Giovanni Paolo I è in corso la causa di beatificazione.

CRONOLOGIA DELLA VITA

 Breve cronologia della vita di Papa Luciani:

17 ott 1912 - Nasce a Forno di Canale (Belluno), oggi Canale d'Agordo, da Giovanni Luciani e Bortola Tancon; viene battezzato lo stesso giorno, in casa, 'per imminente pericolo di vita'.
1 ott 1923 - entra in seminario a Feltre.
7 lug 1935 - è ordinato sacerdote a Belluno.
1 lug 1937 - diventa vicerettore del seminario di Belluno.
27 feb 1947 - si laurea alla Gregoriana di Roma con una tesi su 'L'origine dell'anima umana secondo Antonio Rosmini.
2 feb 1948 - è nominato provicario generale della diocesi di Belluno e direttore dell'ufficio catechistico diocesano.
dic 1949 - Pubblica 'Catechetica in briciole'.
6 feb 1954 - diventa vicario generale della diocesi di Belluno
27 dic 1958 - nella basilica di san Pietro, Papa Giovanni XXIII lo consacra vescovo.
11 gen 1959 - prende possesso della diocesi di Vittorio Veneto.
8 dic 1962 - partecipa al Concilio Vaticano II.
15 dic 1969 - Paolo VI lo promuove Patriarca di Venezia.
12 giu 1972 - diventa vicepresidente della Cei e resta in carica fino al 2 giugno 1975.
16 set 1972 - a Venezia riceve la visita di papa Paolo VI, che in piazza san Marco davanti a migliaia di fedeli si toglie la stola papale e la posa sulle sue spalle.
5 mar 1973 - è nominato Cardinale.
18 mag 1975 - viaggio pastorale in Germania.
6 nov 1975 - viaggio pastorale in Brasile, dove è insignito della laurea honoris causa all'università statale di S. Maria a Rio Grande do Sul.
gen 1976 - pubblica il volume 'Illustrissimi' raccolta di lettere immaginarie a personaggi storici e letterari.
26 ago 1978 - nel secondo giorno di conclave viene eletto Papa e sceglie il nome di Giovanni Paolo I.
27 ago 1978 - rivolge il primo radiomessaggio 'urbi et orbi'.
3 set 1978 - cerimonia dell'inizio del servizio pastorale.
28-29 set 1978 - nella notte è colpito da infarto e muore.  

COPPIA EBREA PAGO' SUOI STUDI

 Quando Albino Luciani entrò in seminario -era il 1923- la famiglia si fece in quattro per raccattare risparmi e pagare la retta. Ma un aiuto sostanzioso a pagare gli studi lo diede una coppia di ebrei di Belluno, poi convertiti al cattolicesimo. Loro non conoscevano quel ragazzo, si limitavano a versare i soldi al seminario. Albino era nato il 17 ottobre 1912, suo padre era un operaio socialista, la mamma una casalinga, vivevano con il fratello e le tre sorelle (due delle quali, nate dal precedente matrimonio del padre, rimasto vedovo molto giovane) in una casa umilissima, collegata a un fienile. Il nome di Albino fu scelto dal papà, in ricordo un amico emigrato con lui in Germania e morto in un incidente sul lavoro. La fanciullezza del futuro Papa si svolse nelle montagne bellunesi, in un contesto di sofferenze per la guerra e soprattutto in mezzo a pesanti ristrettezze economiche. Il padre andava all'estero in cerca di lavoro, poi tornava con un po' di soldi, poi ripartiva. Girò mezza Europa e fu pure in Argentina. Ma le cose a casa Luciani andavano sempre male.

Nel libro 'Mio fratello Albino' pubblicato dalla giornalista Stefania Falasca qualche anno fa, Nina Luciani, sorella del futuro Papa, racconta che un giorno Albino andò con l'altra sorella, Pia, a chiedere l'elemosina in giro, mentre il papà era all'estero e la mamma a casa ad allattare l'ultima nata. Grande fu la pena nel tornare con sola mezza patata da dividere fra tutti. Pochi giorni dopo la sua elezione a Papa, nell'udienza a un gruppo di bellunesi rievocò quei giorni: 'Posso confermarvi che nel 1917 e anche dopo, ho veramente patito la fame; almeno saro' capace di capire i problemi di chi ha fame '. Il futuro Papa ha sempre conservato la lettera con cui il padre, scrivendogli dalla Francia, dove si trovava a lavorare, gli diede il consenso per entrare in seminario: 'Spero che quando sarai preté, c'era scritto, 'starai dalla parte dei poveri, perche' Cristo era dalla loro parté. Quella lettera, dissero i familiari, il futuro Papa la teneva sempre con sé nel portafoglio.

Quando era patriarca di Venezia Luciani diede più volte sostegno agli operai di Marghera in agitazione per i posti di lavoro a rischio, e andò a trovarli durante gli scioperi. Nel 1976, sempre a Venezia, dopo una serie di disastri finanziari che colpirono anche la diocesi, e a motivo dei quali ebbe anche forti attriti con l'allora potentissimo presidente dello Ior mons. Marcinkus, Luciani autorizzò i parroci a vendere ori, collane, anelli offerti dai devoti a Dio o alla Madonna e ai santi, e con il ricavato sostenere un centro di aiuto per ragazzi disabili gestito dalla diocesi.  



Ultima modifica di Redazione il 23 Ago 2008 06:45, modificato 2 volte in totale 






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Messaggio I MISTERI E LE PROFEZIE 
 

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Sabato, 23 Agosto : 2008

I MISTERI E LE PROFEZIE
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ROMA - Le profezie e i misteri accompagnano il percorso di Albino Luciani verso il papato. L'episodio più noto riguarda l'incontro avvenuto nel luglio 1977, fra il cardinale e suor Lucia, l'ultima e anziana superstite dei tre fratelli di Fatima (Portogallo). Due ore di colloquio, sul contenuto del quale è stato detto e scritto di tutto: Lucia avrebbe predetto a Luciani l'elezione al soglio pontificio e una morte repentina, e si sarebbe rivolta a lui chiamandolo 'santo padre'. La suora gli avrebbe parlato anche del messaggio segreto di Fatima (reso noto da Wojtyla nel 2000) che in qualche modo riguardava l'attentato al Papa, avvenuto poi nel 1981 per mano del turco Ali Agca.

Luciani fu sensibilmente impressionato da suor Lucia: 'e' piccola, vispa e chiacchierona" disse; 'm'ha preso le mani fra le sue e ha incominciato a parlare .ste benedette donne quando cominciano a parlare non si fermano piu". Ma non aggiunse altro. Da quel viaggio il patriarca rientrò turbato. Il fratello Edoardo disse che Albino, in genere sorridente e allegro, si intristiva molto e cambiava umore ripensando a quell'incontro e diceva di non volerne parlare. Il futuro Papa non disse di più, né scrisse mai nulla in proposito. E ha portato con sé il seqreto di quel misterioso incontro a Fatima.

La 'designazione' al papato aveva avuto un prologo nel settembre 1972 a Venezia, quando il severo Paolo VI durante una visita alla città, rompendo le rigide regole del cerimoniale, fece un gesto inconsueto davanti a ventimila persone: si tolse la stola papale e la mise sulle spalle del patriarca, che arrossì e provò vergogna, come lui stesso dirà tempo dopo. Montini sembrava aver indicato il suo successore. Pochi mesi dopo, Luciani è in cima alla lista di nuovi cardinali creati dal Papa. Nel 1958 era accaduto un fatto significativo: l'insolita insistenza di Papa Roncalli a nominare Luciani vescovo, forzando la mano a chi, fra i prelati veneti e di curia, non considerava il prete agordino adatto a quel ruolo. Gli dicevano che era malaticcio e inadatto, Roncalli seccato disse 'lo faremo morire vescovo'. Nella sua prima omelia da vescovo, pochi giorni dopo, Luciani disse: 'sto pensando che con me il Signore attua il suo vecchio sistema: prende i piccoli dal fango della strada e li mette in alto, prende la gente dai campi, dalle reti del mare, dal lago e ne fa degli apostoli. E' il suo vecchio sistema. Certe cose il Signore non le vuole scrivere né sul bronzo, né sul marmo, ma addirittura nella polvere, affinché se la scrittura resta non scompaginata, non dispersa dal vento, sia ben chiaro, che tutto é opera e tutto merito del solo Signoré. Ci sono altri episodi 'minori' o meno noti. Pochi giorni dopo l'elezione a Papa, in vista del viaggio oltreoceano per una imminente conferenza dei vescovi sudamericani, Luciani osservò che il biglietto non era per lui, ma per un'altra persona. E infatti a quella riunione avrebbe poi preso parte il suo successore Wojtyla. A suor Vincenza Taffarel, sua assistente-segretaria fin dai tempi del Veneto, una sera disse: 'vede, su questa poltrona non dovrei sedere io, ma un Papa straniero. L'avevo chiesto al Signoré. In conclave Luciani si era detto favorevole a un Papa straniero. E dopo di lui arrivò Karol Wojtyla. (ANSA)

  





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Messaggio GLI INTERROGATIVI SULLA MORTE 
 

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Sabato, 23 Agosto : 2008

GLI INTERROGATIVI SULLA MORTE
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ROMA  - La morte stroncò Papa Luciani la notte fra il 28 e il 29 settembre 1978. Un infarto colpì il pontefice, come ha accertato una commissione d'inchiesta voluta dal Vaticano per dare risposta ad un evento tanto improvviso quanto drammatico, che aveva sconvolto la Chiesa e i fedeli, e alimentato sospetti e congetture d'ogni tipo.

La possibilità che il Papa fosse stato vittima di un complotto ha alimentato nel tempo articoli, libri e programmi tv. Del resto, nella vicenda gli ingredienti del giallo c'erano tutti: Luciani era un innovatore, secondo alcuni troppo innovatore, e la sua idea di Chiesa dava l'idea di essere più aperta, meno ingessata rispetto a quella ereditata dai difficili tempi di Paolo VI. E questo poteva suscitare qualche malumore. Poi i rapporti con la curia si erano fatti difficili dopo le prime uscite del Papa, c'era sconcerto per quell'affermazione che Dio è padre ma anche madre, per quell'eccesso di semplicità nel linguaggio di Luciani, che parlava in prima persona, confessava in pubblico le sue debolezze. Colpì perfino il tentativo di pensionare la sedia gestatoria ('che cosa direbbe la mia mamma se mi vedesse portato a spalla in quel modò, ironizzò Luciani); il fatto in sé era poco sostanziale, ma di grande portata simbolica. Ad alimentare ulteriormente i sospetti di un intervento esterno nella morte del Papa, anche i rapporti notoriamente non buoni di Luciani con il potente e discusso mons. Marcinkus, l'arcivescovo americano che presiedeva lo Ior, la banca vaticana, e al centro di operazioni tutt'altro che trasparenti. Insomma, c'erano tutti gli elementi che si prestavano a confezionare un giallo internazionale.

E anche le autorità vaticane ci misero del loro per seminare dubbi e sospetti, dando campo libero alle dietrologie. Ecco cosa accadde: alle 6:30 del 29 settembre, la Santa Sede diffuse una nota in cui si ricostruivano le ultime ore di vita del pontefice e si attribuiva la scoperta del cadavere al segretario particolare don Magee, alle 5:30. Invece era stata suor Vincenza Taffarel, storica assistente di Luciani, a trovare il corpo senza vita del Papa. La religiosa infatti si era accorta che il solito caffé servito alle prime luci dell'alba era rimasto nella tazzina. Perché venne data una versione non autentica dei fatti di quella notte ? come fu ammesso solo nel 1984, alle autorità vaticane era sembrato sconveniente dire che una donna era entrata nella stanza del Papa! La commissione d'inchiesta, che pure non eseguì l'autopsia, accertò che Giovanni Paolo I era morto d'infarto. La salute di Albino Luciani in verità era sempre stata fragile: venne battezzato lo stesso giorno della nascita 'per imminente pericolo di vita'; era un giovane prete quando gli fu diagnosticata una tubercolosi incurabile, e finì in un sanatorio della Valtellina; qualche tempo dopo i medici si accorsero che in realtà al pretino era stata diagnosticata la malattia sbagliata, perché lui aveva 'solo' una polmonite, seguirono altre cure, altri ricoveri periodici. Negli anni il futuro Papa subì otto interventi chirurgici, un'embolia all'occhio e svariati altri malori.

E proprio a causa del suo precario stato di salute, Luciani non veniva mai proposto per la nomina a vescovo, finché non intervenne Papa Roncalli in persona. Nel 1987 il segretario personale di papa Luciani, don Diego Lorenzi, ammise in una trasmissione tv curata da Enzo Tortora, che il papa poche ore prima della morte aveva avvertito una forte fitta al petto, per la quale, però, non aveva sollecitato né l'intervento del medico pontificio Renato Buzzonetti, né del suo medico curante che stava a Vittorio Veneto.  

  





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Messaggio PAESE NATALE DA' IL VIA A CELEBRAZIONI 
 

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Sabato, 23 Agosto : 2008

PAESE NATALE
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DA' IL VIA A CELEBRAZIONI


CITTA' DEL VATICANO - Canale d'Agordo (Belluno), suo paese natale, celebra da oggi i 30 anni dall' elezione di papa Albino Luciani al soglio pontificio con il nome di Giovanni Paolo I, avvenuta il 26 agosto del 1978 e seguita, dopo soli 33 giorni, da morte improvvisa. "Nonostante la brevità del suo pontificato e la sua scarsa inclinazione al clamore del mondo - ricorda il parroco di Canale, don Sirio Da Corte - papa Luciani ha lasciato un segno in molti cristiani, che ogni giorno vengono qui a ricordarlo". Per lui è già stata avviata una causa di beatificazione, che nel giugno scorso ha fatto un significativo passo avanti. Oggi, a Canale, don Sirio guida una via crucis nei boschi vicini al paese, dove sono state collocate delle formelle realizzate appositamente per l'occasione dall'artista Franco Murer, di Falcade (Belluno). Il tragitto si snoda lungo la via Cavallera, una pedonale che congiunge Canale d'Agordo a Falcade.

Domenica prossima, 24 agosto, il vescovo di Belluno-Feltre monsignor Giuseppe Andrich, celebrerà una messa nella Chiesa di Canale che sarà trasmessa in diretta, alle 11, da RaiUno. Subito dopo si parlerà di papa Luciani anche alla trasmissione televisiva 'A sua immagine', a cui interverrà, fra gli altri, il vicepostulatore per la sua causa di beatificazione, Giorgio Lise. Il giorno 26, che coincide con la data dell'elezione di Giovanni Paolo I, la parrocchia di Canale d'Agordo ospiterà una messa concelebrata da tutti i vescovi del Triveneto, presieduta dal patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola. Oltre a letture dalla Bibbia, saranno letti testi dello stesso Giovanni Paolo I, e, alla fine della messa, ci sarà un concerto del coro Schola cantorum di S. Giustina. Le commemorazioni riprenderanno poi in settembre, e culmineranno, il giorno 28, trentennale della morte, con una messa di suffragio, celebrata dal vescovo irlandese John Magee, già segretario di Paolo VI e Papa Giovanni Paolo II e, in mezzo, per quei pochi giorni di pontificato, anche di Papa Luciani. Fu lui a trovarlo morto nella sua camera quel giorno fatale. Prima della messa, incontrerà la popolazione, per rievocarne la figura. A farlo in modo più istituzionale, sarà un convegno itinerante organizzato sotto l'alto patronato della Presidenza della Repubblica, che inizierà il 24 settembre a Canale d'Agordo, per spostarsi poi il 25 a Vicenza e concludersi il giorno 26 settembre a Venezia. E sempre nel mese di settembre sarà trasmessa a Roma la documentazione circa un presunto miracolo di papa Luciani (avrebbe guarito un uomo di Altamura, in Puglia, da un tumore), sul quale si è da poco chiusa l'inchiesta.

  





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