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Tolleranza zero, solo per alcuni
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Sabato, 6 Settembre : 2008  - FRANCO SPEROLINI - Concesio (BS)

Tolleranza zero, solo per alcuni
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Ho letto sui giornali locali qualche giorno fa una notizia, credo dopo una conferenza stampa, che mi ha fatto molto riflettere sulla politica e sul potere nel nostro Paese. - In sintesi: nel primo semestre dell’anno 2008 gli Ispettori della Direzione Generale del lavoro hanno effettuato controlli sulle aziende bresciane rilevando in due aziende su tre (dicesi 2 su 3!) irregolarità di varia natura. Le irregolarità si riferiscono a lavoro nero, a lavoratori fantasmi (647!), all’incremento dell’impiego di minori per lo più stranieri (87 casi), all’evasione dei contributi per la cifra di due milioni e ottocentomila euro. - L’articolista poneva in evidenza come la situazione fosse migliorata nel 2006 a seguito dell’introduzione delle norme decise dall’allora ministro Bersani. - Ciò che mi ha maggiormente sorpreso, nel leggere il resoconto della situazione, è stato l’approfondimento di analisi di alcuni aspetti della futura legge finanziaria e del decreto 112 del giugno scorso che attivano una vera e propria controrivoluzione rispetto alla possibilità di controllare e sanzionare le violazioni delle aziende. Sono state cancellate le norme sulla scritturazione dei lavoratori, viene cancellata la responsabilità dell’azienda circa gli illeciti commessi da subappaltatori da essa impiegati, annullata la disposizione rispetto alla tracciabilità degli assegni, ecc. Agli organi di controllo viene assegnato il compito non di verificare ed eventualmente di sanzionare, bensì quello di «educare» i datori di lavoro, richiamandoli genericamente al rispetto di ciò che rimane delle norme. - Una domanda al vicesindaco della città, ma anche a molti suoi colleghi, tanto solerte nel perseguire la tolleranza zero nei confronti di chi deturpa i giardini pubblici: perché non si applica lo stesso criterio di tolleranza zero nei confronti di chi realizza profitti sul lavoro nero, di chi non rispetta le leggi sulla sicurezza, su chi evade sottraendo cifre spaventose all’erario e quindi danneggiando una intera comunità? - Ciò che il cittadino ricava da tutto ciò è una desolante conclusione: il lavoro del legislatore è sempre più quello di accomodamento di norme in funzione della esclusiva tutela di gruppi di interesse forti con buona pace del bene comune. Rubare non è più un reato?

  





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