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Udine. Due preti accusati di pedofilia all'Istituto Bearzi
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Messaggio Udine. Due preti accusati di pedofilia all'Istituto Bearzi 
 
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288409

Giovane denuncia salesiani «Violentato per sei anni»


Un religioso della Comunita' salesiana di Udine risulta indagato con l'ipotesi di violenza sessuale su un minore. A far scattare l'inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Udine e' stata la denuncia presentata da un ragazzo ora maggiorenne che avrebbe rivelato di aver subito per anni attenzioni particolari da parte del sacerdote quando aveva 12 anni ed era ospite della struttura di accoglienza. Le attenzioni nei confronti del giovane sarebbero durate sino al raggiungimento della maggiore eta' e quindi alla decisione di lasciare la casa-famiglia. Dalla Procura di Udine fanno sapere che si tratta di un'indagine molto delicata. E' stato lo stesso sostituto Procuratore del Tribunale di Udine Giancarlo Bonocore ad avvisare la Curia udinese che nella mattinata c'era stata una perquisizione da parte dei Carabinieri nella struttura dove era stato ospitato l'autore della denuncia. Sembra che gli sviluppi dell'indagine avrebbero permesso agli uomini dell'Arma di aprire uno squarcio sul fenomeno della prostituzione maschile a Udine. La Comunita' dei salesiani di Udine ha intanto precisato che 'dalla perquisizione minuziosa effettuata dai Carabinieri non e' stato trovato nulla di quanto si pensava secondo la denuncia sporta dal giovane'. I salesiani hanno aggiunto anche che non comprendono il motivo della denuncia del ragazzo che 'e' stato peraltro molto aiutato dalla loro struttura in passato'. (AGI) - Udine, 5 set


http://www.ilgazzettino.it/ParteMobile/Udine/06-09-2008.pdf

Gli episodi di violenza sessuale sarebbero avvenuti all’istituto salesiano Bearzi di Udine
Denuncia il prete per abusi
La Procura apre un’inchiesta. I carabinieri: «Indagine complessa»


Udine
Avrebbe subito per sei anni violenze sessuali in un istituto salesiano e una volta diventato maggiorenne, ha lasciato la struttura e ha deciso di denunciare gli abusi. L'episodio sarebbe accaduto a Udine, dove la Procura della Repubblica ha
aperto una inchiesta. Il ragazzo, secondo quanto si è appreso, era stato accolto dai salesiani quando aveva 12 anni. Le violenze, secondo il suo racconto, sarebbero cominciate subito e durate per cinque anni. Ieri i Carabinieri di Udine hanno perquisito l'istituto salesiano "Bearzi" dove il ragazzo era ospite, alla ricerca di riscontri.

Il padre responsabile del centro dei Salesiani non ha voluto dire nulla limitandosi a precisare che i Carabinieri non hanno trovato nulla di quanto cercavano. Gli uomini dell'Arma hanno confermato il sopralluogo e ricordato che «si tratta di una indagine complessa e molto delicata». Gli istituti dei salesiani a Udine sono stati fondati nel 1932 da don Guglielmo Biasutti. All'inizio la struttura accoglieva ragazzi bisognosi e orfani ed erano tutti ospiti dell' istituto. Dal 1960 le varie strutture cominciarono ad accogliere anche giovani semiconvittori.

A pagina IV



Ultima modifica di steve il 10 Ott 2008 15:18, modificato 2 volte in totale 




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Sabato, 6 Settembre : 2008  http://www.friulinews.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=2913&mode=thread&order=0&thold=0

Perquisizione alll'istituto salesiano Bearzi

Un sacerdote accusato di pedofilia e violenza su minore


Una brutta storia di presunta pedofilia investe una delle istituzioni scolatiche religiose più prestigiose del Friuli, L'istituto Bearzi di Via Don Bosco. Giovedì scorso l'epilogo di una inchiesta che dura da parecchi mesi con la perquisizione di un sacerdote salesiano nell’ambito di un’inchiesta della Procura della repubblica di Udine che ipotizza a suo carico il gravissimo reato di violenza sessuale su minorenne.

I fatti sarebbero avvenuti fra il il '96 ed il '99. La perquisizione dell'alloggio e dello studio ddel sacerdote è stta svolta dai militari dell'arma alla presenza del sacerdote sotto accusa e del direttore dell'istituto don Dino Marcon. Sembra che data la delicatezza della situazione e per rispetto alle gerarchie religiose sia stato lo stesso Pm Bonocore a recarsi in Curia allo scopo di avvertire l’arcivescovo Brollo di quanto stava accadendo in quegli stessi istanti al Bearzi. L'inchiesta sarebbe nata dalla denuncia della vittima e avrebbe trovato alcuni riscontri nel racconto di altri studenti presenti all'istituto nello stesso periodo, da questo la necessità della perquisizione in particolare del computer del sacerdote alla ricerca, evidentemente, di tracce informatiche di una sua insana passione.

  



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Sabato, 6 Settembre : 2008 http://s2ew.udine.chiesacattolica.i...?id_pagina=1064

La strana reazione della Diocesi di Udine che lamenta la curiosità morbosa della stampa intorno al caso. Da notare che, nonostante questa curiosità morbosa, il prete è ancora una volta protetto dall'anonimato.

IL CASO NEGLI ANNI NOVANTA
Bearzi, denunciata violenza. La Procura indaga  
I salesiani: i carabinieri non hanno trovato riscontri


UDINE (6 settembre, ore 8.15) - La Procura della Repubblica di Udine ha aperto un'inchiesta dopo la denuncia di un giovane di 27 anni che da ragazzo, nel periodo 1995-1999, avrebbe subito violenze sessuali nell'istituto “Bearzi” da parte di un religioso salesiano. L'inchiesta si annuncia difficile. Il ragazzo, secondo quanto si è appreso, era stato accolto dai salesiani quando aveva 14 anni. Venerdì 5 settembre i Carabinieri di Udine hanno perquisito l'istituto dove il ragazzo era ospite, alla ricerca di riscontri. Il responsabile del centro dei Salesiani, don Dino Marcon, ha precisato che gli agenti non hanno trovato nulla di quanto cercavano. «Se solo avessimo avuto il sospetto che nel nostro istituto si praticavano azioni illecite  saremmo stati i primi a intervenire», ha affermato.
Da parte loro i Carabinieri hanno solo confermato il sopralluogo e ricordato che "si tratta di una indagine complessa e molto delicata".
 
IL COMMENTO. Dell'indagine si sa davvero poco. Gli stessi inquirenti la definiscono “complessa e molto delicata”. Dal Bearzi si fa sapere che i carabinieri nel sopralluogo non hanno trovato riscontri a quanto denunciato. Eppure i mezzi di comunicazione vi si sono gettati a capofitto, a solleticare la curiosità morbosa inevitabilmente suscitata da una vicenda come questa. La Chiesa non si nasconde e non vuole trattamenti di favore. Ma ci si chiede come mai la denuncia sia arrivata tanti anni dopo il caso.
Parlando della pedofilia da parte di preti e religiosi lo scorso luglio durante la visita pastorale in Australia, il Papa ha detto “che i responsabili di questi mali devono essere portati davanti alla giustizia”. Anche la Chiesa, infatti, è vittima delle deviazioni dei suoi membri, perché le causano grande dolore e danneggiano la testimonianza evangelica. L'atteggiamento giusto da tenere di fronte alle notizie trapelate venerdì 5 settembre è, dunque, quello di lasciar fare il proprio corso alle indagini e trarre le conclusioni solo a processo finito. Purtroppo, dopo aver fatto del bene a migliaia di giovani friulani, i salesiani del Bearzi sono già finiti sulla graticola mediatica e c'è il rischio che, come sempre succede in casi del genere, il giudizio di condanna venga emesso immediatamente, a “furor di popolo”.
Ezio Gosgnach

  



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Sabato, 6 Settembre : 2008 http://www.gazzettino.it/Visualizza...08-9-6&Pagina=4

Qualche altro dettaglio sulla denuncia del giovane di origine somala

Molestie, un giovane denuncia il prete  
I carabinieri hanno perquisito l’alloggio e lo studio del salesiano all’Istituto Bearzi


Nel marzo scorso un ragazzo di 27 anni si è presentato dai carabinieri per denunciare presunti abusi sessuali, che, stando quanto ha dichiarato ai militari, avrebbe subìto per cinque anni, dal 1995 al 1999, quando ancora era minorenne, mentre era ospite di una struttura di accoglienza dell'Istituto salesiano Bearzi di Udine. Stando a quanto riferito, il ventisettenne, nato all'estero ma con cittadinanza italiana, ha indicato una persona precisa come presunto autore delle violenze di cui sarebbe stato vittima da ragazzino, fino a quando, diciottenne, avrebbe lasciato l'istituto. Al Bearzi, a quanto si è appreso, sarebbe stato affidato perché i genitori non potevano prendersi cura di lui.
La Procura ha aperto un'inchiesta, che si annuncia molto delicata e complessa, affidata ai pm Del Giudice e Tripani. Nei mesi scorsi, i carabinieri del Nucleo investigativo coordinato dal tenente Fabio Pasquariello, hanno sentito molte persone, fra cui circa una quindicina di ragazzi che si trovavano al Bearzi in quegli anni. Giovedì mattina, alle 10.30, il sostituto procuratore Giancarlo Buonocore e il tenente Pasquariello sono andati nella sede della Curia per annunciare che si stava procedendo alla perquisizione nei confronti di un salesiano dell'Istituto Bearzi, che - stando a quanto riferito - sarebbe sotto indagine: le ipotesi di reato su cui si è aperto il fascicolo sarebbero quelle di violenza sessuale aggravata e atti sessuali con minorenne. L'arcivescovo era fuori Udine per un ritiro spirituale: a quanto si è appreso, ad accogliere il tenente e il magistrato è stato il cancelliere della Curia, monsignor Pierluigi Mazzoccato.

Giovedì, quindi, i militari dell'Arma, su delega della Procura, hanno perquisito lo studio e l'alloggio del salesiano, che, contestualmente, ha ricevuto l'avviso di garanzia. Un atto dovuto, in questi casi. Gli esiti della perquisizione sono stati tenuti riservati, ma pare che non sia stato sequestrato nulla: gli investigatori cercavano di scoprire se ci fossero degli eventuali riscontri al racconto del ragazzo. Sarebbero stati controllati anche il computer e dei cd. Il salesiano avrebbe indicato come persona di fiducia, in quella circostanza, il responsabile del Bearzi: finora, è stato incaricato di assisterlo un avvocato d'ufficio, Romani, del foro di Udine. Il sacerdote responsabile dell'istituto non ha voluto dire nulla, limitandosi a precisare che i carabinieri non hanno trovato nulla di quanto cercavano.

 

  



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Sabato, 6 Settembre : 2008 http://www.corriere.it/ultima_ora/notizie.jsp?id={0F8223DC-DD44-4269-8BBE-39E6FDA0564E}

Qualche particolare in più sull'anonimo prete salesiano. Avrebbe 60 anni

Udine: religioso salesiano
denunciato per violenza sessuale


UDINE - Violenza sessuale aggravata e atti sessuali con minorenne. Queste le accuse per un sacerdote salesiano denunciato a Udine. Secondo la Procura l'uomo, 60enne, avrebbe abusato di un ragazzo, all'epoca dei fatti, di 14 anni. I carabinieri hanno perquisito l'alloggio del religioso, presso l'istituto G. Bearzi di Udine, e il suo computer. Riserbo sugli esiti della perquisizione. (Agr)

  



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Domenica, 7 Settembre : 2008



«Ho fatto la denuncia perché un amico mi ha convinto ad andare dai carabinieri. Mi sono detto: devi farlo perché è giusto che non succeda ad altri». Dice così il ragazzo che a marzo scorso ha raccontato ai militari che avrebbe subìto presunti abusi sessuali quando, ancora minorenne, era ospite del Bearzi di Udine. Il giovane ha anche denunciato una persona precisa, un salesiano. Accuse pesantissime, che starà all'inchiesta avviata dalla Procura verificare. Il Bearzi fa quadrato intorno al sacerdote, ritenuto «uomo integerrimo»

Ha ventisette anni, è nato in Eritrea: «Mi sono successe cose che non posso dimenticare. C’è un video con le prove»



Parla il giovane che accusa un salesiano di molestie sessuali: «Sono sereno e non ho paura»

Lui, racconta, è «uno che vive la notte». Un'esistenza «a marengo», per usare le sue parole, «di uno che si arrangia». Vuol dire «a remengo» e si corregge, ma va bene così. Perché, nella storia che racconta, le cose che stravolgono la visione "normale" del "giusto" e "sbagliato" sono molto più pesanti di un errore lessicale.
Camicia blu, jeans, la barba di qualche giorno e due cerchietti ai lobi delle orecchie, il ragazzo che ci siede di fronte in un bar della zona vicino alla stazione è lo stesso ragazzo che a marzo scorso è andato dai carabinieri del Nucleo investigativo coordinato dal tenente Fabio Pasquariello per raccontare la sua verità: ai militari ha riferito che avrebbe subìto presunti abusi sessuali quando, ancora minorenne, era ospite della casa famiglia del Bearzi di Udine, e ha anche denunciato una persona precisa, un salesiano. Accuse pesantissime, che starà all'inchiesta avviata dalla Procura verificare. Accuse che il ragazzo ripete davanti al bloc notes del cronista.

Lui, 27 anni da compiere fra poco, ha un nome che non diremo, è «nato in Eritrea da mamma italo-etiope e papà eritreo» ma vive in Italia fin da piccolo: al Bearzi ha studiato «meccanica industriale» e ha fatto mille lavori, dal saldatore al fresatore. Ora si dice disoccupato. Ma perché ha deciso di denunciare nel 2008, fatti che - stando alle sue accuse - si sarebbero svolti fra il '95 e il '99? «In realtà - racconta il ragazzo - ho iniziato a parlare di quanto accadeva già all'epoca, ma nessuno mi ha ascoltato. Non ho fatto denuncia, allora. Poi, sono passati gli anni. Un amico mi ha dato una mano moralmente, mi ha capito e mi ha convinto a fare la denuncia. Mi sono detto: devi farlo perché è giusto che non succeda ad altri. Ma non l'ho fatto per vendicarmi, anche se da quel prete mi sono sentito tradito», conclude, mentre aspira una Marlboro light. Ordina «un rosso»: «Mi piace bere», dice. È un ragazzo dalla personalità complessa, direbbe uno psicologo (lui, infatti, afferma di essere stato seguito «da uno psichiatra»). Appena vede il cronista, dice di conoscere volti notissimi della tv. E sostiene di essere in procinto «di andare a Londra a brevissimo: ci sono dei media che mi hanno promesso ospitalità se racconto la mia storia». Ma potrebbe anche essere un modo per darsi importanza. Nessun problema con la legge? «Qualcosina per baruffe e basta», sostiene.

Rotto il ghiaccio, racconta: «Sono entrato nella casa famiglia del Bearzi a 13 anni - dice il giovane - perché non stavo bene con mia madre e il suo nuovo compagno. Lì dentro mi sono accadute cose che non posso dimenticare. La vicenda con il prete è durata a lungo: sia quando ero minorenne, accolto al Bearzi, sia dopo, da maggiorenne». L'inchiesta, però, verte sul periodo dal '95 al '99. «Quando ero al Bearzi, dopo che avevamo fatto, mi diceva: "Prendi quello che vuoi" - sostiene il ragazzo -. Di solito, prendevo diecimila lire, cose così. Il sabato e la domenica io non tornavo a casa. E, nel weekend, la sera, lui arrivava. Una volta, c'era la sagra al Bearzi, ero in uno stand e ho preso qualche soldo in anticipo. Tanto sapevo la sera cosa mi aspettava». «Una volta uscito dal Bearzi, a 18 anni - prosegue la denuncia del ragazzo -, ho continuato ad avere questi rapporti con lui perché mi stava comodo per i soldi. Io mi vendevo e lui mi comprava. Quando mi mancava il denaro per pagare l'affitto, passavo da lui. È proseguita fino a quest'anno. L'ultima volta, è venuto a prendermi in stazione: c'è un testimone. Abbiamo fatto. Poi, però diceva di non trovare più una busta con dei soldi. Ma io non l'ho presa», sostiene il ragazzo.

L'accusatore che, con la sua denuncia, ha aperto l'inchiesta, sostiene anche di sapere dell'esistenza di «un dvd con delle prove», ambientato in luoghi riconoscibili: «un video con bambini coinvolti», giura il ragazzo. Forse uno dei riscontri che gli investigatori cercavano (e pare non abbiano trovato) durante la perquisizione al Bearzi? «Chi non ha subìto quello che ho passato io - prosegue l'autore della denuncia - non sa il dolore e la tristezza che ti restano attaccati addosso. Quel malessere non ti lascia più». «Alla mia morosa - racconta - non ho detto quello che è successo, che ero io quello di cui parlano i giornali. Oggi (ieri ndr), però, una signora dopo aver letto i quotidiani, si è messa a piangere e mi ha abbracciato». Le conseguenze della sua accusa non lo preoccupano. «Il faccia a faccia con il prete - dice il giovane -, non vedo l'ora che avvenga. Sono sereno. E non ho paura, anche se stamattina (ieri ndr) mi è arrivata una telefonata che diceva: "Non parlare con nessuno" e se l'altro giorno al parco del Cormor mi hanno chiamato "spione". Adesso vivo un po' anche al campo di via Monte Sei Busi. I nomadi mi proteggono».
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Messaggio Re: Udine "Violentato per 6 anni da un salesiano" 
 
Dal Gazzettino del 16 settembre 2008 apprendiamo che anche un altro ex allievo accusa il prete

http://www.gazzettino.it/Visualizza...Hilights=bearzi

Ex allievo del Bearzi ha riferito di proposte particolari da parte del religioso già sotto indagine
Nuove accuse al sacerdote
Un altro minorenne ha raccontato ai carabinieri di aver subìto avances

Udine
Un altro minorenne sarebbe stato oggetto delle attenzioni particolari del sacerdote dell'istituto salesiano Bearzi che è stato denunciato per abusi sessuali da un ex allievo. Il giovane si è presentato spontaneamente, alla fine della settimana scorsa, per esporre l'esperienza che sostiene di aver vissuto ai carabinieri del Rono, guidati da Fabio Pasquariello, ai quali sono affidate le delicate indagini coordinate dai due sostituti procuratore Del Giudice e Tripani. Dopo essere venuto a conoscenza dell'inchiesta, ha ritenuto fosse importante farsi avanti.

http://www.gazzettino.it/Visualizza...8-9-16&Pagina=4

Nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura per i presunti abusi, ascoltato il racconto di una ventina di persone
«Dal prete avances anche a me»
Un altro giovane parla ai carabinieri di proposte particolari dal religioso del Bearzi che aveva respinto

Un altro minorenne sarebbe stato oggetto delle attenzioni particolari del sacerdote dell'istituto salesiano Bearzi che è stato denunciato per abusi sessuali da un ex allievo. Il giovane si è presentato spontaneamente, alla fine della settimana scorsa, per esporre l'esperienza che sostiene di aver vissuto ai carabinieri del Rono, guidati da Fabio Pasquariello, ai quali sono affidate le delicate indagini coordinate dai due sostituti procuratore della Repubblica di Udine Lorenzo Del Giudice e Matteo Tripani.
Dopo essere venuto a conoscenza dell'inchiesta, che ha suscitato notevole clamore, ha ritenuto fosse importante farsi avanti per raccontare fatti a suo dire avvenuti sempre negli stessi anni di quelli per i quali si cerca di far luce, alla fine del decennio Novanta. Nel suo caso però le molestie avrebbero avuto una gravità inferiore essendo limitate a proposte, esplicite nei gesti e nelle parole e ripetute, ma che il ragazzo allora non maggiorenne aveva trovato la forza di respingere. È una testimonianza che sembrerebbe quindi confermare le affermazioni dell'autore della denuncia iniziale e che non cita altri frequentatori del Bearzi che potrebbero essere stati oggetto delle avances: la persona che si è presentata in caserma e che è stata a lungo ascoltata ha detto di non sapere di altri.

Gli uomini dell'Arma stanno comunque proseguendo i loro accertamenti raccogliendo le dichiarazioni di diversi ex allievi: ormai ne sono stati sentiti oltre una ventina e si va avanti.

Il giovane che ha denunciato gli abusi aveva riferito ai carabinieri di un altro episodio di molestie, e non di abusi, sempre nel periodo tra il '95 e il '99 e sarebbe era stato rivolto a un minorenne che frequentava l'Estate ragazzi e non la casa famiglia.

Intanto l'istituzione del Bearzi continua a essere circondata dalla solidarietà dei fedeli: sono stati oltre 500 coloro che hanno gremito la chiesta di San Giovanni Bosco in occasione della veglia di preghiera.

  



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http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Udine&Codice=3921994&Data=2008-09-29&Pagina=12&Hilights=bearzi

L’avvocato rappresenterà il ragazzo che accusa un sacerdote di violenza sessuale
«Abusi», Claut tutela la parte civile

«Il giovane di 27 anni che accusa il prete dell'Istituto Bearzi di violenza sessuale si è costituito parte civile dando mandato e delega al Codacons per la difesa e tutela dei suoi diritti». Lo dichiara, con una nota, il Codacons Fvg, che fa sapere che anche «altri giovani si costituiranno parte civile e hanno dato mandato all'avvocato Vitto Claut, che è anche presidente del Codacons Fvg, di tutelare i loro interessi». Claut mantiene il massimo riserbo sul numero di ragazzi che si sono rivolti a lui, visto che la vicenda è ancora in fase istruttoria. Il Codacons ricapitola anche la vicenda che ha portato all'inchiesta avviata dalla Procura di Udine e seguita dai pm Tripani e Del Giudice: tutto è cominciato dalla denuncia del giovane fatta a marzo scorso ai carabinieri del Nucleo investigativo coordinato dal tenente Fabio Pasquariello. Il ragazzo, oggi 27enne, che già prima si era confidato con un amico, ha raccontato ai militari che avrebbe subìto abusi quando era minorenne, fra il '95 e il '99, ed era ospite della casa famiglia del Bearzi .

Edizione del 29/9 : XII

  



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Venerdì, 10 Ottobre : 2008  Messaggero Veneto del 10 ottobre 2008, sezione Udine, pagina 3

Instituto Bearzi.
Un secondo prete accusato di pedofilia


Accuse a un altro prete: «Molestava mio figlio»

Una mamma friulana si è presentata dai carabinieri per segnalare presunte attenzioni a sfondo sessuale cui sarebbe stato sottoposto suo figlio mentre si trovava all'istituto salesiano Bearzi. Il religioso cui ha fatto riferimento questa madre non è lo stesso coinvolto nell'inchiesta partita in marzo e sfociata, i primi di settembre, nella perquisizione di un sacerdote sessantenne attualmente in servizio nella struttura. Si tratterebbe, invece, di un altro prete che, negli anni scorsi, ha lavorato anche in via Don Bosco. Il ragazzo nel periodo in cui sarebbero avvenuti i fatti denunciati da sua madre aveva 11-12 anni e gli anni scolastici su cui ora si indaga sono quelli compresi tra il 2005 e il 2007. Le dichiarazioni della donna giungono dopo quelle di un ventisettenne che, in primavera, aveva fornito agli investigatori elementi che, al termine di una prima fase di indagine, hanno indotto la Procura della Repubblica a disporre una perquisizione al Bearzi. Il destinatario è stato un prete nei confronti del quale è stato ipotizzato il reato di violenza sessuale su minorenne. La testimonianza della signora è stata raccolta dagli uomini del Nucleo investigativo, il reparto che già da marzo sta svolgendo accertamenti sulla prima denuncia. Il secondo esposto, come detto, è arrivato da pochi giorni, ma sembra aver fornito agli investigatori elementi rilevanti su cui lavorare. Il contenuto delle dichiarazioni della donna, al momento, è coperto dal riserbo, perché l'indagine è in pieno svolgimento. Da quanto si è potuto apprendere dalla stessa madre, che ha contattato il nostro giornale, la vicenda è emersa quando suo figlio le ha detto di non voler più vedere quel religioso che, fino a poco tempo prima, era stato per lui un importante punto di riferimento. A quel punto il ragazzo è stato tolto dalla scuola. Intanto, continua il lavoro della Procura di Udine sulla segnalazione di marzo, quando un giovane di 27 anni ha riferito che tra il 1995 e il 1999 (ossia dai suoi 14 anni ai 18) sarebbe stato vittima di atti di carattere sessuale. Il ragazzo era stato affidato alla sezione dell'istituto che si occupa di bambini che, per qualche motivo, non possono essere seguiti dalla famiglia. Le attività di verifica dei carabinieri sono culminate il 4 settembre scorso nella perquisizione dell'alloggio e dello studio del religioso, un sessantenne che da tempo fa parte della comunità salesiana. I militari dell'Arma, coordinati dal tenente Fabio Pasquariello, hanno esaminato anche il computer personale del religioso e tutti i suoi cd. Il sacerdote era presente al momento dei controlli ed è stato assistito dal direttore dell'istituto, don Dino Marcon, indicato come persona di fiducia. Gli esiti della perquisizione non si conoscono, ma i responsabili dell'istituto salesiano hanno voluto precisare che gli inquirenti non hanno trovato nulla di quanto stavano cercando. Il sopralluogo è stato comunque ritenuto interessante dagli investigatori che sono coordinati dai pm Matteo Tripani e Lorenzo Del Giudice.

  



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