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Domenica, 7 Settembre : 2008 di Alessandro Sgherri
CATANZARO - Dopo un periodo di calma relativa, e' riesplosa nel centro sud l'emergenza incendi. Una delle regioni piu' colpite, con oltre 120 roghi, e' stata la Calabria, complice anche il vento di scirocco che ha reso torride le temperature, arrivate a sfiorare i 40 gradi, ma le fiamme hanno mietuto vittime in altre regioni: nel Lazio ed in Abruzzo. In entrambi i casi a rimanere uccisi sono stati due volontari, impegnati nell'opera di spegnimento.
A Sgurgola, in provincia di Frosinone, Angelo Spaziani, volontario civile di 65 anni, vigile urbano in pensione, e' stato colpito stamani da un masso mentre aiutava i vigili del fuoco e la protezione civile nello spegnimento di un grosso incendio che divampava da giorni. Per ore ha lottato contro la morte nel Policlinico Umberto I di Roma, ma nel pomeriggio il suo cuore ha cessato di battere.
In Abruzzo, Angelo Ciaccia, di 65 anni, di Celano (L'Aquila), stava dando il suo contributo per arginare un incendio che va avanti da due giorni. Stamani stava posizionando una rete in una zona impervia in localita' Crocione, un costone di montagna verso Ovindoli, quando e' stato colpito da infarto ed e' morto nonostante l'intervento dell'elicottero del 118.
All'uomo era stato sconsigliato di raggiunge la zona. Sull'incendio di Celano stanno operando tre Canadair e due Fire Boss della Protezione Civile, e diversi elicotteri. Spaziani e Ciaccia sono le ultime vittime della lotta contro le fiamme che si ripete costantemente ogni anno, con l'arrivo della bella stagione. Lo scorso anno anche la Calabria pago' il suo tributo di sangue, con la morte di Eugenio Nigro, un militare intervenuto per difendere un terreno di famiglia a Lappano, nel cosentino.
E pur senza arrivare ad un epilogo tragico, oggi sono state ore di paura ed apprensione per gli abitanti di un altro comune del cosentino, Rende, grosso centro attaccato a Cosenza. Alcune abitazioni del centro storico posizionate su un costone sono state minacciate da vicino dalle fiamme. La popolazione e' uscita in strada e molti hanno abbandonato le loro abitazioni. Il bilancio finale parla di alcune baracche andate distrutte, di un abitazione cui e' crollato il tetto, delle mura annerite dell'asilo, e di alcune persone che hanno accusato problemi respiratori per via del fumo, ma l'opera dei vigili del fuoco, aiutati da Canadair ed elicotteri, e' servita a scongiurare il peggio. Anche sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria si sono vissuti momenti di apprensione quando le fiamme si sono avvicinate pericolosamente ad un'area di servizio nei pressi dello svincolo per Rogliano.
Anche in questo caso l'intervento di un canadair e di un elicottero e' risultato decisivo e l'allarme e' rientrato. Complessivamente sono stati 12 i mezzi aerei che per tutta la giornata hanno volato ininterrottamente passando da un incendio all'altro, molti di chiara origine dolosa, soprattutto nelle province di Catanzaro e Cosenza. Ma, hanno detto al termine dell'ennesima estenuante giornata di lavoro gli operatori della sala operativa della protezione civile regionale, al momento non ci sono pericoli per abitazioni e persone. ''Non abbiamo avuto situazioni particolarmente critiche e siamo riusciti a soddisfare tutte le richieste che ci sono arrivate - ha detto il direttore emergenze del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio - ma e' stata comunque una giornata pesante''.
A Sgurgola, in provincia di Frosinone, Angelo Spaziani, volontario civile di 65 anni, vigile urbano in pensione, e' stato colpito stamani da un masso mentre aiutava i vigili del fuoco e la protezione civile nello spegnimento di un grosso incendio che divampava da giorni. Per ore ha lottato contro la morte nel Policlinico Umberto I di Roma, ma nel pomeriggio il suo cuore ha cessato di battere.
In Abruzzo, Angelo Ciaccia, di 65 anni, di Celano (L'Aquila), stava dando il suo contributo per arginare un incendio che va avanti da due giorni. Stamani stava posizionando una rete in una zona impervia in localita' Crocione, un costone di montagna verso Ovindoli, quando e' stato colpito da infarto ed e' morto nonostante l'intervento dell'elicottero del 118.
All'uomo era stato sconsigliato di raggiunge la zona. Sull'incendio di Celano stanno operando tre Canadair e due Fire Boss della Protezione Civile, e diversi elicotteri. Spaziani e Ciaccia sono le ultime vittime della lotta contro le fiamme che si ripete costantemente ogni anno, con l'arrivo della bella stagione. Lo scorso anno anche la Calabria pago' il suo tributo di sangue, con la morte di Eugenio Nigro, un militare intervenuto per difendere un terreno di famiglia a Lappano, nel cosentino.
E pur senza arrivare ad un epilogo tragico, oggi sono state ore di paura ed apprensione per gli abitanti di un altro comune del cosentino, Rende, grosso centro attaccato a Cosenza. Alcune abitazioni del centro storico posizionate su un costone sono state minacciate da vicino dalle fiamme. La popolazione e' uscita in strada e molti hanno abbandonato le loro abitazioni. Il bilancio finale parla di alcune baracche andate distrutte, di un abitazione cui e' crollato il tetto, delle mura annerite dell'asilo, e di alcune persone che hanno accusato problemi respiratori per via del fumo, ma l'opera dei vigili del fuoco, aiutati da Canadair ed elicotteri, e' servita a scongiurare il peggio. Anche sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria si sono vissuti momenti di apprensione quando le fiamme si sono avvicinate pericolosamente ad un'area di servizio nei pressi dello svincolo per Rogliano.
Anche in questo caso l'intervento di un canadair e di un elicottero e' risultato decisivo e l'allarme e' rientrato. Complessivamente sono stati 12 i mezzi aerei che per tutta la giornata hanno volato ininterrottamente passando da un incendio all'altro, molti di chiara origine dolosa, soprattutto nelle province di Catanzaro e Cosenza. Ma, hanno detto al termine dell'ennesima estenuante giornata di lavoro gli operatori della sala operativa della protezione civile regionale, al momento non ci sono pericoli per abitazioni e persone. ''Non abbiamo avuto situazioni particolarmente critiche e siamo riusciti a soddisfare tutte le richieste che ci sono arrivate - ha detto il direttore emergenze del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio - ma e' stata comunque una giornata pesante''.
















