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 CONTO ALLA ROVESCIA TEST LHC: aggiornamenti
Domenica, 7 Settembre : 2008
CONTO ALLA ROVESCIA TEST LHC,
PER ESPERTI ZERO RISCHI
ROMA - La Terra non corre alcun rischio di essere distrutta dal test che avrà luogo al Cern di Ginevra il 10 settembre prossimo quando nel più potente acceleratore di particelle del mondo, Lhc, sarà fatto circolare il primo fascio di protoni.
A sostenerlo sono il presidente dell'Istituto nazionale di Fisica Nucleare, Roberto Petronzio e il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Infn), Luciano Maiani, che è stato direttore generale del Cern dal 1999 al 2003. Con la decisione della Corte Europea dei Diritti Umani di respingere il ricorso presentato da un gruppo di scienziati, secondo i quali potrebbe crearsi un mini buco nero capace di risucchiare il nostro pianeta, parte così il conto alla rovescia ufficiale. L'Infn oltre ad aver partecipato alla realizzazione di Lhc, con i suoi scienziati partecipa ai test, per i quali copre anche ruoli di responsabilità internazionali. Petronzio precisa che, in ogni caso, il rischio non riguarda ciò che avverrà il 10, quando non vi saranno scontri di particelle ma verrà immesso nella macchina il primo fascio di protoni che sarà fatto girare nell'acceleratore.
In merito ai test successivi, quando fasci di particelle saranno fatti scontrare ad altissime temperature per ricreare le condizioni del Big Bang, in base alla relatività di Einstein, sottolinea Petronzio, non vi è alcun pericolo. "Già nel 2003 - ha spiegato Petronzio - il Cern ha creato un gruppo di valutazione per la sicurezza di Lhc che ci ha rassicurato sulla sicurezza degli esperimenti prodotti nell'acceleratore.
E lo stesso parere è stato espresso anche dal gruppo di scienziati Scp Scientific Policy Committee, di cui fanno parte premi Nobel per la Fisica che esprime valutazioni scientifiche per il Consiglio del Cern". Se questo non bastasse, prosegue Petronzio, la prova maggiore che confuta la teoria del rischio buco nero sono le continue, innocue, collisioni di alte energie che avvengono nell'Universo, come i raggi cosmici che colpiscono anche la Terra.
L'assenza di rischio dai test di Lhc, è sottolineata anche da Maiani. "E' stato giusto porsi il problema - ha detto - ma il problema non ha un fondamento tale da indurre preoccupazioni. Dal punto di vista scientifico, invece, sono pienamente convinto che i risultati dell'esperimento saranno nel senso positivo".
ATTESA SENZA INTRALCI AVVIO ACCELERATORE - Ancora pochi giorni e il gigante degli acceleratori di particelle si "sveglierà": il primo fascio di protoni percorrerà i 27 chilometri dell'anello del Large Hadron Collider (Lhc) mercoledì 10 settembre. Tutto sta procedendo senza intralci e fanno sorridere le ipotesi catastrofiste dei giorni scorsi, mentre cresce di ora in ora l'attesa di quest' evento fra i ricercatori del Cern di Ginevra. "Alcuni di noi stanno lavorando da quasi vent'anni a questo progetto e adesso siamo pieni di speranze, c'é un clima molto bello", dice la fisica Maria Curatolo, responsabile dei fisici italiani per Atlas, uno dei quattro grandi esperimenti che saranno condotti nell'Lhc. "I test di iniezione partiti in agosto si sono conclusi e tutto è andato bene", prosegue.
Mercoledì 10, finalmente, si procederà alla fase successiva: "un volta iniettati nell' acceleratore, i fasci di particelle saranno fatti circolare in tutto l'anello". Inizialmente l'intensità dell'energia sarà piuttosto bassa rispetto a quella prevista a regime: 450 Gev (ossia 450 miliardi di elettronvolt), che in breve tempo saranno portati a cinque TeV (5.000 miliardi di elettronvolt) e quindi a sette TeV (7.000 miliardi di elettronvolt). "In questi giorni - prosegue Curatolo - sono in corso tutte le verifiche, che continueranno fino all'ultimo momento. Tutto è sotto controllo e sappiamo che il 10 settembre l'attenzione del mondo sarà puntata sull'acceleratore".
E intanto, aggiunge, "é già una grande soddisfazione vedere che è stata realizzata e che sta funzionando una macchina che rappresenta una vera e propria frontiera della tecnologia". Tutti, al Cern, sono consapevoli del fatto che l'acceleratore Lhc è una macchina complessa e difficile. "proprio per questo motivo negli ultimi anni c'é stato qualche ritardo e la data prevista per l'avvio del funzionamento è slittata più volte. Ma adesso finalmente tutto è pronto e siamo tutti in attesa". Speranza e fiducia sono gli stati d'animo più diffusi, quelli che traspaiono in modo sempre più evidente: "siamo tutti speranzosi. Sappiamo che gli scienziati che lavorano alla macchina anno fatto moltissimo e adesso situazione è arrivata a punto finale. Siamo davvero fiduciosi che adesso è iniziata la fase che aspettavamo da tanto tempo e nella quale potremo prendere tutti i dati necessari per esplorare un nuovo orizzonte fisica.
Ultima modifica di Redazione il 10 Set 2008 00:46, modificato 1 volta in totale
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La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
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 GINEVRA, POCHE ORE ALL'OPERAZIONE BIG BANG
Mercoledì, 10 Settembre : 2008
Ascolta Umberto Dosselli, vicepresidente Infn
COLLEGATA: L'Abc per capire super acceleratore Lhc
ROMA - Ancora poche ore e il gigante degli acceleratori di particelle si ''svegliera''': il primo fascio di protoni percorrera' i 27 chilometri dell'anello del Large Hadron Collider (Lhc) mercoledi' 10 settembre.
Tutto sta procedendo senza intralci e fanno sorridere le ipotesi catastrofiste dei giorni scorsi, mentre cresce di ora in ora l'attesa di quest' evento fra i ricercatori del Cern di Ginevra.
''Alcuni di noi stanno lavorando da quasi vent'anni a questo progetto e adesso siamo pieni di speranze, c'e' un clima molto bello'', dice la fisica Maria Curatolo, responsabile dei fisici italiani per Atlas, uno dei quattro grandi esperimenti che saranno condotti nell'Lhc. ''I test di iniezione partiti in agosto si sono conclusi e tutto e' andato bene'', prosegue.
Ora, finalmente, si procedera' alla fase successiva: ''un volta iniettati nell' acceleratore, i fasci di particelle saranno fatti circolare in tutto l'anello''. Inizialmente l'intensita' dell'energia sara' piuttosto bassa rispetto a quella prevista a regime: 450 Gev (ossia 450 miliardi di elettronvolt), che in breve tempo saranno portati a cinque TeV (5.000 miliardi di elettronvolt) e quindi a sette TeV (7.000 miliardi di elettronvolt).
''In questi giorni - prosegue Curatolo - sono in corso tutte le verifiche, che continueranno fino all'ultimo momento. Tutto e' sotto controllo e sappiamo che il 10 settembre l'attenzione del mondo sara' puntata sull'acceleratore''.
E intanto, aggiunge, ''e' gia' una grande soddisfazione vedere che e' stata realizzata e che sta funzionando una macchina che rappresenta una vera e propria frontiera della tecnologia''. Tutti, al Cern, sono consapevoli del fatto che l'acceleratore Lhc e' una macchina complessa e difficile. ''proprio per questo motivo negli ultimi anni c'e' stato qualche ritardo e la data prevista per l'avvio del funzionamento e' slittata piu' volte. Ma adesso finalmente tutto e' pronto e siamo tutti in attesa''.
Speranza e fiducia sono gli stati d'animo piu' diffusi, quelli che traspaiono in modo sempre piu' evidente: ''Siamo tutti speranzosi. Sappiamo che gli scienziati che lavorano alla macchina anno fatto moltissimo e adesso situazione e' arrivata a punto finale. Siamo davvero fiduciosi che adesso e' iniziata la fase che aspettavamo da tanto tempo e nella quale potremo prendere tutti i dati necessari per esplorare un nuovo orizzonte fisica.
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 Re: CONTO ALLA ROVESCIA TEST LHC: aggiornamenti
Mercoledì, 10 Settembre : 2008 VITTORIO DEL DUCA *
Tutti al Cern:
via al kolossaldelle particelle
COLLEGATA: L'Abc per capire super acceleratore Lhc
Oggi il Large Hadron Collider (LHC) entra in funzione. E’ l’inizio della fine di una lunga attesa. Negli Anni 80 si cominciò a pensare a un acceleratore di protoni che usasse il tunnel di 27 chilometri del Large Electron Proton collider (LEP), a sua volta non ancora costruito (funzionò dall’89 al 2000). La fase di ricerca e sviluppo di LHC ebbe inizio nel 1984 e i primi scavi cominciarono nel 1998. Spento il LEP, i lavori furono dedicati a LHC. Oggi, per la prima volta, i fasci di protoni faranno il giro dell’anello.
Sarà la prima tappa di una lunga «escalation»: a regime i protoni circoleranno con un’energia di 7000 GeV (1 GeV = 1 miliardo di eV), ma per ora l’energia sarà di 450 GeV, che è quella dell’iniettore. Questi è il Super Proton Sincrotrone (SPS), lo stesso acceleratore di protoni con cui Carlo Rubbia scoprì negli Anni 80 i bosoni vettori W e Z, confermando la teoria di Glashow, Weinberg e Salam (GWS) sulla unificazione delle forze elettromagnetica e debole.
Di LHC, SPS è il gregario: accelera i protoni fino a 450 GeV e poi li inietta nell’anello di LHC. Oggi LHC accoglierà i protoni forniti da SPS, facendoli solo circolare. Nelle prossime settimane i protoni saranno accelerati fino a un’energia di 5000 GeV. Il balzo finale, da 5000 a 7000 GeV, si farà l’anno prossimo: per farlo, bisogna «allenare» i magneti a sostenere gli intensi campi magnetici richiesti per mantenere dei protoni così energetici su una traiettoria circolare.
Ma dopo tanta attesa, cosa ci aspettiamo? Il Modello Standard delle particelle (SM) classifica tutta la materia nota mediante 3 famiglie di fermioni (quark e leptoni), che interagiscono tramite la forza elettrodebole, e i quark, anche tramite la cosiddetta forza forte. Tutti gli esperimenti effettuati negli ultimi 20 anni al LEP e a in altri acceleratori sono in accordo con lo SM. Ci sono, però, ancora aspetti oscuri o insoddisfacenti del Modello: la simmetria tra le forze elettromagnetica e debole, che soggiace alla loro unificazione, si rompe a un’energia di circa 200 GeV. Quindi, a energie più basse, le due forze sono distinte.
Il meccanismo che regola la rottura della simmetria elettrodebole (EWSB, da Electroweak Symmetry Breaking) è ancora sconosciuto. Il modello di rottura piu studiato è il meccanismo di Higgs, che si realizza mediante una particella non ancora scoperta, il bosone di Higgs, in breve Higgs. Inoltre il meccanismo di Higgs dà massa alle particelle elementari, che nella teoria GWS ne sono prive.
LEP ha stabilito che se l’Higgs c’è, deve avere una massa superiore a 114 GeV. LHC è in una posizione ottimale per scoprire Higgs e studiare l’EWSB, perché potrà esplorare energie da 100 a circa 4000 GeV (l’energia della collisione di due protoni è 14.000 GeV, ma la collisione effettiva è tra quark o gluoni nei protoni, che trasportano solo una parte dell’energia e, quindi, l’energia media della collisione è minore di 14.000 GeV).
Il modello di Higgs non è pero una vera teoria dell’EWSB, ma un meccanismo ad hoc che fornisce la rottura senza un motivo. Inoltre, ci sono correzioni quantistiche alla massa dell’Higgs molto grandi e di segno opposto. Perché la massa dell’Higgs rimanga stabile su un ampio «range» di energie, le cancellazioni tra quelle correzioni devono essere molto precise. Ciò è considerato innaturale. Il Modello Standard ha delle simmetrie che impediscono che le correzioni quantistiche alle masse dell’elettrone, del fotone, del quark, e così via diventino molto grandi. Higgs non ha simili simmetrie che lo «proteggano».
Vi sono altri modelli che evitano le cancellazioni innaturali suddette e in cui l’EWSB non è ad hoc, ma una conseguenza dinamica della teoria: modelli di technicolor prevedono che Higgs non sia una particella elementare, ma composta, uno stato legato di nuove interazioni forti. Modelli extra-dimensionali prevedono che il mondo abbia più di 4 dimensioni e che Higgs sia la componente extra-dimensionale di un nuovo bosone e, quindi, la simmetria che protegge Higgs è simile a quella che nel Modello Standard protegge un fotone o un bosone W o Z.
Modelli supersimmetrici ipotizzano che ci sia una simmetria tra fermioni e bosoni. La simmetria che protegge Higgs e, quindi, quella del fermione associato, analoga a quella che nel Modello Standard protegge la massa dei fermioni.
Da osservazioni cominciate 70 anni fa sappiamo che la materia a noi nota può rendere conto solo di circa il 4% della densità d’energia dell’Universo. Del resto, il 20% circa è «materia oscura», forse dovuta a particelle massive debolmente interagenti, che potrebbero essere prodotte nell’LHC. I modelli suddetti hanno un candidato per tali particelle, da cui la seducente possibilità che LHC possa scoprire Nuova Fisica, oltre il Modello Standard, e metterla in relazione alla materia oscura dell’Universo.
* ISTITUTO NAZIONALE DI FISICA NUCLEARE
Ultima modifica di Redazione il 10 Set 2008 13:46, modificato 1 volta in totale
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 "Così il mondo finirà in un buco nero"
Mercoledì, 10 Settembre : 2008 La Stampa
Ginevra, via all'esperimento del Cern
"Così il mondo finirà in un buco nero"
La comunità scientifica: «Troppi 6 miliardi di dollari»
COLLEGATE:
"Ho trovato l'errore Così verrà l'Apocalisse"
L'Abc per capire super acceleratore Lhc
- L'inaugurazione del Large Hadron Collider
- Dentro i segreti per realizzare il Lhc a Ginevra
Il rap delle particelle
FOTOGALLERY: Le spettacolari immagini di Lhc al Cern
Alle 9,30 è partita la ricerca del nuovo Big Bang, scienziati di tutto il mondo alla ricerca del cosiddetto "frammento di Dio"
ROMA -
Per qualcuno sarà l’esperimento del secolo, per altri l’inizio della fine del mondo. Di certo è un evento molto atteso per il quale si sono accreditati 500 giornalisti provenienti da tutto il pianeta. È l’avvio del più potente acceleratore di particelle al mondo (il Grande Collisore Adronico, Large Hadron Collider, LHC) avvenuto intorno alle 9,30.
Il test realizzato nel Laboratorio del Cern, in un tunnel lungo 27 chilometri a circa 100 metri nel sottosuolo, al confine tra la Francia e la Svizzera. L’obiettivo è quello di ricreare le condizioni che esistevano all’inizio del mondo, il microcosmo di violente collisioni che si produssero 1 picosecondo dopo il "big bang". Dopo decenni di lavoro oggi un primo fascio di protoni farà il suo giro di prova all’interno dell’anello sotterraneo. Per la prima volta nella gigantesca macchina -«una meraviglia tecnologica», come ha detto il direttore del Cern, Robert Aymar- circoleranno fasce di particelle (protoni) ad una velocità prossima a quella della luce (99,999991% di velocità della luce): 11.000 rotazioni al secondo dentro al tunnel.
I primi fasci di particelle sono stati introdotti lo scorso primo agosto. Oggi è in programma il primo tentativo perchè circolino attraverso tutta la traiettoria del Collisore. I fasci saranno immessi nell’Lch dopo esser stati lanciati a un’energia di 0,45 TeV (l’unità che misura i livelli di energia negli acceleratori di particelle). Ma per il momento non ci sarà alcuna collisione di particelle. Per il ’big bang’ bisognerà attendere ancora qualche settimana: nel giro di prova di oggi, gli scienziati valuteranno invece che il fascio di protoni circoli in modo stabile.
L’obiettivo finale dello straordinario esperimento, a cui l’Italia collabora con un notevole sforzo finanziario e decine di scienziati, è quello di dare risposta alle molteplici domande sull’origine dell’universo, capire perchè la materia nell’universo è molto più abbondante che l’anti-materia e giungere a scoperte che cambieranno profondamente la nostra visione dell’universo, dicono i ricercatori che lavorano a Ginevra.
Una delle grandi speranze è trovare la particella di Dio, il bosone di Higgs, una particella che non è mai stata individuata, ma solo ipotizzata dallo scienziato scozzese Peter Higgs e che sarebbe quella responsabile di aver dato materia a ogni altra particella esistente. Ma la comunita scientifica è in allarme. C’è chi contesta che siano stati investiti enormi quantità di denaro (6 miliardi di dollari) per soddisfare un gruppo di scienziati ambiziosi, dimenticando i problemi urgenti della terra. Non solo. Il timore degli scienziati capitanati dal professor Otto Rossler, chimico tedesco della Eberhard University, è proprio che l’esperimento del Cern possa, a causa delle collisioni di energia che scatenerà, generare un buco nero capace di risucchiare la terra e farla sparire nel giro di pochi anni. Timori che hanno spinto Rossler e compagni a fare ricorso presso la Corte Europea dei diritti umani per fermare l’esperimento. E c’è persino chi, per giustificare i timori di un’Apocalisse, ha riesumato una profezia di Nostradamus: «Fuggite, fuggite da Ginevra, Saturno cambierà l’oro in ferro».
Ma di fronte alle accuse, dal Cern arrivano rassicurazioni assolute: un sito risponde alle domande più comuni sulla sicurezza dell’esperimento "Lhc". Michelangelo Mangano, fisico nucleare veronese e ricercatore del Cern, è autore di uno studio sulla sicurezza del Lhc nato proprio per rispondere alle critiche. «Il rischio - spiega Mangano- - non fa minimamente parte di un progetto come questo, ma abbiamo comunque deciso di rispettare le paure altrui e spiegare come queste paure non siano in nessun modo fondate. Collisioni di energia come quelle prodotte dall’Lhc si sono verificate sulla terra come in altri pianeti un numero immenso di volte: l’Lhc ricrea infatti i fenomeni naturali dei raggi cosmici, che producono energie anche superiori e che investono continuamente il nostro pianeta, come altri corpi celesti, senza nessuna conseguenza». «Noi non neghiamo di cercare anche di generare dei buchi neri - continua Mangano - ma se anche venissero prodotti, ed è difficile che accada, questi decadrebbero istantaneamente senza conseguenze».
Se l’Lhc comporta dei rischi, secondo lo scienziato, sono rischi di natura meccanica, legati al tipo di struttura «un tunnel di 27 chilometri, 100 metri sotto terra e in presenza di un’alta tensione delle correnti», e a cui si risponde con tutte le misure di sicurezza del caso. «Ma non esiste nessun rischio nemmeno per noi che abitiamo a pochi chilometri dall’esperimento».
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 LHC: "Ore di paura ma è andato tutto bene"
News di Mercoledì, 10 Settembre : 2008 immessa oggi causa blocco vivicentro per attacco Hacker. Ancora ora il sito NON è completamente funzionante ma, almeno, si riesce ad immettere qualche news e a riprendere un minimo di attività - in attesa di ripristino totale - per chi entra loggandosi e quindi potrà avvalersi dell'ingresso tramite la funzione di "in linea" (dal menù laterale in alto a sx nella voce: info).
Giovedì, 11 Settembre : 2008 La Stampa
Ginevra, via all'esperimento del Cern
"Ore di paura ma è andato tutto bene"
La comunità scientifica: «Troppi 6 miliardi di dollari»
+ Via al kolossal delle particelle VITTORIO DEL DUCA - Istituto Nazionale di Fisica
Il Large Hadron Collider è stato avviato verso le 9.30. Scienziati di tutto il mondo alla ricerca del «frammento di Dio». Il timore:«Il mondo finirà nel buco nero»
ROMA - È andato tutto bene. Lhc è stato acceso e la Terra è rimasta dove e come è sempre stata. Intera, al suo posto nell’Universo e con tutta la sua umanità a bordo. A smentire il tam tam di paura che ha accompagnato la vigilia della partenza del più grande acceleratore del mondo erano già state ben due Commissioni di scienziati, ma l’avvio oggi al Cern di Lhc ha messo a tacere ogni allarmismo.
Gli applausi dei ricercatori
L’evento, per rendere possibile il quale sono stati necessari quasi vent’anni di preparativi e l’investimento dell’equivalente di 9 miliardi di euro, è stato accolto con uno scroscio di applausi e grida di gioia da centinaia di ricercatori, assiepati nella sala di controllo. Il prossimo passo consisterà nell’ottenere che i protoni concludano la loro traiettoria all’interno del tunnel anche nella direzione opposta rispetto a quella finora seguita, onde accertare che il tracciato sia interamente percorribile. A quel punto si potranno sparare i fasci protonici in ambedue le direzioni simultaneamente, così da provocarne la collisione e la relativa emissione di energia. La scommessa consiste nel verificare la possibilità che si crei materia, e più specificamente che compaia un "bosone di Higgs", detto anche "particella di Dio", in grado di conferire massa alla materia stessa
«Nessun pericolo»
Secondo alcuni studiosi, una volta "acceso", Lhc avrebbe potuto ricreare un immenso buco nero e risucchiare la Terra intera. Ma la scienza ha subito alzato gli scudi, dimostrando, nero su bianco, che «la macchina è sicura e che non c’è nessun pericolo». Non è la prima volta che si è tornati a parlare con allarme della sicurezza del mega acceleratore del Cern. Già nel 2003, lo stesso gruppo di studiosi aveva paventato catastrofi e distruzione della Terra se la maggiore macchina per la scienza mai costruita dall’uomo fosse entrata in funzione. La paura dei detrattori di Lhc è che si possa, con gli esperimenti dell’acceleratore, creare un mini buco nero che potrebbe crescere di dimensioni e potenza, fino a risucchiare dentro di sè la Terra, divorandola completamente nel giro di quattro anni.
La denuncia alla Corte Europea dei Diritti Umani
Per fermare Lhc, il team si è rivolto addirittura alla Corte Europea dei Diritti Umani. Che però ha riaffermato il via libera a Lhc, mentre la scienza europea ha alzato tutti i suoi scudi e ribadito: «L’acceleratore è sicuro». Un’affermazione perentoria, messa nero su bianco, in un duplice confronto di Rapporti scientifici internazionali. A tagliare corto sulla sicurezza di Lhc, nei giorni scorsi, è stato subito il responsabile del Cern, Robert Aymar, seguito, in Italia, dal presidente del Cnr, il fisico Luciano Maiani, che ha guidato il Cern per anni e che ha visto nascere l’acceleratore. Alla loro voce, quindi, si è aggiunta anche quella del presidente dell’Infn, Roberto Petronzio, a capo dell’ente di ricerca italiano che ha dato il maggior contributo italiano a Lhc, in termini di scienza e uomini.
Scienziati a caccia di nuove informazioni sui misteri dell'universo
«L’acceleratore Lhc è sicuro e ogni preoccupazione che ci possano essere rischi è una semplice fiction» ha tuonato il Direttore Generale del Cern di Ginevra, Robert Aymar, che ha così tagliato corto sui rischi che potrebbero derivare per l’ambiente dagli esperimenti dell’acceleratore Lhc. Non appena è scattato il falso allarme, Aymar non ha dunque perso tempo ed è ritornato sulla sicurezza di Lhc. Mostrando subito, venerdì 5 settembre, i risultati del nuovo Report sulla sicurezza di Lhc, pubblicato dal «Journal of Phisics G: Nucleare and Particle Phisics». Il Report ribadisce «con evidenza che i timori sulla sicurezza del large Hadron Collider (Lhc) sono infondati». «Lhc -ha sottolineato il Cern- è la nuova bandiera delle infrastrutture scientifiche. In qualità di maggiore acceleratore di particelle del mondo, Lhc ha l’obiettivo di scoprire nuove informazioni sui misteri del nostro universo».
Il Report, ha sottolineato il Cern di Ginevra, «è stato realizzato da un gruppo di scienziati del Cern, dell’Università della California di Santa Barbara e dall’Institute for Nucleare Research of the Russian Academy of Sciences». «Il Report -ha continuato- è stato quindi attentamente controllato dal Scientific Policy Committee (Spc), un’istituzione composta da 20 scienziati indipendenti ed esterni che sovrintendono il Cern Council on scientific matters». «Cinque di questi 20 scienziati indipendenti, incluso un Nobel, -ha continuato ancora il Cern- hanno esaminato nel dettaglio il report del 2008 e sottoscritto l’approccio con il quale gli autori del report hanno basato le loro affermazioni, derivanti da osservazioni di prove certe, che concludono che le nuove particelle prodotte da Lhc non producono danno. Tutto l’Spc ha concordato all’unanimità con queste conclusioni».
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 CERN: NOTTE DI LAVORO A GINEVRA, AVVIATA LA FASE 2 DEL COLLA
Giovedì, 11 Settembre : 2008
CERN: NOTTE DI LAVORO A GINEVRA,
AVVIATA LA FASE 2 DEL COLLAUDO
- Ecco la risposta degli americani all'Lhc del Cern europeo
ROMA - Dopo l'accensione, è cominciata una nuova fase nell'avventura dell'acceleratore Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra. Ieri è stata una giornata storica, carica di emozioni e dal ritmo serrato per tutti i ricercatori coinvolti nel progetto. "Abbiamo lavorato fino a tardi - dice il responsabile del collaudo dei sistemi tecnici dell'Lhc, Roberto Saban - e da ieri sera abbiamo cominciato la fase di sincronizzazione". Questa consiste nell'iniettare il fascio e nel bloccarlo dopo una sola rivoluzione completa dei 27 chilometri dell'acceleratore.
"Dopo ogni rivoluzione si osserva la traiettoria dei fasci e si interviene per perfezionarla". I fasci sono stati iniettati in modo da alternare quello in senso orario e quello in senso antiorario e i fisici del Cern hanno lavorato fino a tardi. Un'operazione finora ripetura un centinaio di volte. "Alla fine eravamo molto stanchi e abbiamo interrotto per alcune ore nella notte. Abbiamo ripreso questa mattina presto e ora siamo entrati nella nuova fase del collaudo con il fascio".
Dopo che il fascio di protoni ha circolato nella macchina in senso orario e antiorario "a tappe forzate", adesso la macchina richiede una fase di sincronizzazione dei fasci. Per questo motivo, spiegano dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), sarà necessario far compiere ai fasci almeno un migliaio di giri. Un'operazione, questa, che richiederà alcuni giorni: impossibile, al momento prevedere quanti. Si tratta di mettere a punto le migliaia di magneti dell' acceleratore in modo che tutti insieme, in sincronia, riescano a orientare i due fasci in modo perfetto. Si possono immaginare i magneti come rotaie più piccole, posizionate in modo da compensare eventuali imperfezioni nella traiettorie delle particelle dovute ai grandi magneti. Il passo successivo, conclude Saban, sarà accendere i sistemi di radiofrequenza, vale a dire i motori che accelerano le particelle e che tra alcuni giorni permetteranno di iniettare i due fasci contemporaneamente.
L'ESPERIMENTO
- CRESCENDO DI EVENTI: I primi fasci di protoni hanno attraversato per la prima volta i 27 chilometri dell'anello dell'acceleratore in senso orario e antiorario e tutto è andato perfettamente. Già all'inizio della prossima settimana i due fasci di particelle saranno sincronizzati per essere iniettati contemporaneamente per ottenere le collisioni. All'inizio e per un periodo di una o due settimane queste avverranno ad un'energia bassa e in ottobre, probabilmente a ridosso dell'inaugurazione ufficiale dell'Lhc prevista per martedì 21, si passerà a cinque TeV. Per i primi mesi del 2009 la macchina lavorerà a regime, all'energia di sette TeV.
- UN LANCIO NEL MICROCOSMO: A quel punto i quattro esperimenti dell'acceleratore cominceranno a registrare dati e in ogni momento potranno riservare sorprese. Comincerà così quello che oggi il presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Roberto Petronzio, ha definito "un lancio nel microcosmo che promette di avere un'importanza fondamentale per la fisica". E per il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) ed ex direttore generale del Cern Luciano Maiani, "oggi è stato superato un giro di boa di grande importanza, un momento critico essenziale all'avvio di qualunque macchina acceleratrice, specie se della complessità e delle dimensioni di Lhc".
- I PRIMI ISTANTI DOPO IL BIG BANG: riuscire a vedere le particelle esistenti immediatamente dopo l'esplosione che ha dato inizio all'universo è uno degli obiettivi più ambiziosi del super acceleratore.
- EXTRADIMENSIONI E MATERIA OSCURA: oltre alle tre dimensioni spaziali e al tempo, l'Lhc potrebbe rivelare l'esistenza di altre dimensioni. Scoprirle significherebbe rivoluzionare le conoscenze fisiche, così come riuscire finalmente a catturare la misteriosa materia oscura che costituisce il 25% della materia esistente nell'universo. L'Lhc potrebbe poi aiutare a a risolvere il problema della scomparsa dell'antimateria.
- LA PARTICELLA DI DIO: è l'inafferrabile bosone di Higgs dal quale dipende l'esistenza della massa, ossia che fa aggregare tutte le particelle esistenti.
- AVVENTURA CHE PARLA ANCHE ITALIANO: Un'avventura, ha aggiunto Petronzio, che parla in gran parte italiano: "i ricercatori italiani al Cern - ha detto - sono i più numerosi insieme a quelli americani. Non c'é dubbio che lì ci sia un pezzo di casa nostra". L'Italia ha contribuito al 15% della macchina e sono circa 800 i ricercatori italiani impegnati nell'Lhc.
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 "Lhc fermo per almeno due mesi"
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