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Domenica, 7 Settembre : 2008 Prof. PAOLO VITALE - Brescia -
Varchi a tempo nelle ZTL:
la confusione regna sovrana
la confusione regna sovrana
Al ritorno dalle vacanze i bresciani si sono trovati una novità nel centro storico: l’istituzione di alcuni "varchi" alle ZTL (zone a traffico limitato) finora riservate ai residenti del centro stesso. È bene ricordare che alcune zone del centro storico di Brescia erano finora riservate alle automobili dei residenti, mentre i non residenti potevano accedervi solo acquistando un permesso che costa quattro euro e che permette di parcheggiare fino a due ore. - Ma cosa sono questi nuovi varchi? Non è ben chiaro. L’Amministrazione ha scelto alcuni accessi alle zone riservate ai residenti e vi ha installato cartelli luminosi che indicano se le ZTL sono aperte o chiuse. Ma gli ingressi alle zone riservate ai residenti sono decine, e solo pochi hanno il segnale luminoso, in quasi tutti rimane la segnaletica che indica semplicemente il divieto di ingresso ai non residenti. Io stesso abito in una zona con accesso riservato ai residenti, dove la segnaletica non è cambiata e non c’è alcun cartello luminoso. La confusione è totale. - A cosa servono segnali luminosi solo in pochissimi punti? Forse ai soliti furbi? Probabilmente, infatti, l’Amministrazione comunale ha messo i cartelli luminosi solo nei pochi luoghi dove c’è il vigile elettronico (e c’è chi sa dove sono i controlli elettronici), lasciando intendere che altrove il rispetto del codice della strada non è necessario perché i vigili veri chiuderanno un occhio? Sarebbe come se s’invitasse a rispettare il limite di velocità solo dove c’è il vigile elettronico che fotografa. - La confusione regna sovrana e, di conseguenza, il rispetto delle regole diventa un optional. Che figura facciamo con gli stranieri che abitano o visitano la nostra città? E che esempio diamo ai giovani? - A quale modello di amministrazione ci si sta ispirando? Forse a Palermo, una delle città peggio amministrate d’Europa? Una città in cui la maggior parte dei cittadini subisce le angherie di una minoranza di prepotenti che non rispetta le regole. È forse una città più sicura? L’assessore al Traffico farebbe bene a ispirarsi ad altri modelli. - La vicina capitale della Svizzera, per esempio. Berna ha dimensioni simili a Brescia, un centro storico bellissimo in pratica privo di traffico automobilistico, servito da autobus veloci ed efficienti che corrono per tutta la città su percorsi in gran parte riservati ai mezzi pubblici. Ma il nostro assessore, oltre a cercare di aumentare il traffico verso il centro già congestionato di automobili, elimina pure le corsie riservate agli autobus e le relative fermate per i passeggeri. - Una gita in Svizzera (o a Bolzano se si preferisce stare in Italia) potrebbe essere utile agli amministratori della nostra città: c’è molto da imparare da chi si prende davvero cura della cosa pubblica. - P.s. in via Pace c’è qualcosa di ancora più insensato. All’uscita (non all’entrata) da una ZTL con molti accessi, si trova un cartello luminoso che indica se il “varco” è chiuso o aperto. Mi domando: ma quando questo “varco” è chiuso, per esempio alle 10 del mattino, bisogna aspettare ore per andare in via Dante? Oppure si vuole suggerire di fare marcia indietro per non prendere la multa dal vigile elettronico? Dall’altro lato di via Pace dove invece si entra in una ZTL niente cartello luminoso: non c’è controllo elettronico, quindi… -
ViviCentro (art. 19 e 21)
La libertà di stampa è una benedizione quando siamo inclini a scrivere contro gli altri, e una calamità quando ci troviamo ad essere sopraffatti dalla moltitudine dei nostri assalitori. (Samuel Johnson).
















