Abbiamo letto ciò che riporta il giornalista Alessandro Di Pasquali de Il Brescia nel suo articolo di lunedì 29 Dicembre sulla domenica appena trascorsa e non stentiamo a credere che abbia fedelmente riportato il dire dei Commercianti.
Purtroppo per loro però, la realtà dei fatti e delle cose grida a gran voce l’esatto contrario di quanto proclamano. Ancor più grave è che, nelle loro stesse affermazioni, ci siano fondamenti di “realtà” che, al solo volerla vedere ed analizzare per quel che è, con mente ed occhi sgombri da interessi di personalissima comodità, già di per sé stessi indicano la vera ed unica soluzione praticabile nell’interesse di tutti, con un inestimabile valore aggiunto:
Aria più pulita e quindi più salute per tutti
Un esempio di quanto affermiamo? Basta analizzare l’articolo dal quale siamo partiti, che esordisce in questo modo:
“Poche macchine per le strade e molte persone per le vie del centro. Per Brescia una domenica a piedi all’insegna dei saldi. Passeggiando per la città, però, sono molte le serrande rimaste abbassate che s’incontrano, la domenica senz’auto ha scoraggiato molti negozianti.”
Non vi pare un paradosso? A nostro avviso non ci si può lamentare di fare pochi affari se si tengono i negozi chiusi, specialmente nei giorni in cui vi è un grande afflusso di gente in Centro per via dei saldi!
Come pensate che abbiano reagito allora eventuali acquirenti?
Si saranno certamente diretti verso gli Outlet che abbondano intorno a Brescia, proprio come un altro articolo de Il Brescia non manca di far notare, sottolineando il “pienone” dovuto alla bella giornata (e alla mancanza di alternative, aggiungiamo noi a questo punto).
Infatti uno dei negozianti che ha avuto il coraggio e la voglia di fare il suo mestiere confessa:
“Complice anche la bella giornata oggi di gente ce n’è – spiega Donato, titolare del punto vendita Sitelli in via X Giornate, che continua – i saldi stanno andando bene”.
Ma basta spostarsi di poche centinaia di metri per avere un quadro della situazione apocalittico, completamente rovesciato:
“Dal momento in cui sono entrate in funzione le telecamere il lavoro è calato del 50% - afferma Raffaella, responsabile del negozio R&G di Corso Mameli – I saldi stanno andando male rispetto agli altri anni, ci hanno messo in ginocchio. Stiamo facendo di tutto ma non ci ascoltano”.
Il che ci sembra quantomeno contraddittorio.
O vanno bene, o vanno male sti benedetti saldi!
Ma il problema è che, a nostra memoria, certi commercianti sempre hanno avuto qualcosa da lamentare, fosse anche il raffreddore di un ministro o il mal di testa di una ministra, per giustificare cali di vendita e dichiarazioni dei redditi “rasoterra” tanto che, ormai, dovrebbero essere ridotti alla fame.
Stavolta, causa dell’ennesimo collasso del commercio, sono i vigili elettronici che dovrebbero far finalmente rispettare una ZTL che vige da ben 9 (nove) anni.
A questo punto vien da chiedersi come fanno a sopravvivere i Commercianti di Corso Palestro.
O quelli in città con ZTL molto più estese, come Cremona o Parma.
A Brescia no, di ZTL il commercio muore. E allora quali soluzioni propongono?
“In molti, infatti, fra i commercianti del centro avevano chiesto che si potesse circolare nelle ZTL almeno tra le 18 e le 20, momento che nei giorni lavorativi rappresenta la fascia oraria commercialmente di maggior affluenza.”
Che carini, fanno quasi tenerezza!. Ma se la maggior parte dei negozi chiude alle 19, massimo 19.30, che senso ha chiedere ZTL aperte fino alle 20?
E ancora: se la fascia di maggior attività è dalle 18 in avanti (perché giustamente la gente torna da lavoro per quell’ora), perché i Commercianti invece di aprire alle 15 non aprono una o due ore più tardi il pomeriggio e non continuano l’attività fino alle 20 o anche oltre?
Il successo della shopping-night dei giovedì di dicembre è la testimonianza più palese di quanto affermiamo.
Ma no, la colpa deve essere sempre degli altri:
“In questo senso gli esercenti del centro lamentano una mancanza di apertura e dialogo da parte dell’amministrazione quando, al contrario, credono ci si dovrebbe sedere ad un tavolo per trovare una soluzione, una via attraverso la quale rivitalizzarne le strade e l’economia.”
Rivitalizzare le strade e l’economia.
I commercianti, invece, per rivitalizzare intendono “portare ancora più auto”, ovunque, a qualunque ora del giorno e della notte, alla faccia della scarsità di parcheggi a raso e del sempre più grave problema dell’inquinamento.
A questo punto, crediamo che l’Amministrazione abbia fatto anche fin troppo per sostenere sin qui i commercianti: esenzione totale e parziale dall’ICI, finanziamenti nelle aree in cui ci sono lavori per la metro, agevolazioni fiscali… tutto questo mentre le nuove generazioni di comuni lavoratori sono costrette a soffocare davvero nelle spire del concetto di “flessibilità” e di “lavoro a tempo determinato”. Sinceramente non ci sembra che, nonostante le continue lamentazioni degli esercenti, il Centro Storico veda continuamente chiudere le serrande degli esercizi. Anzi.
Sappiamo benissimo di aver toccato un tasto dolente, ma da Residenti che vivono il Centro Storico 24 ore su 24, nonché primi clienti di chi in Centro ci resta per sole 8 ore e poi torna a casa, pensiamo di aver diritto di intervenire sul problema, nonostante alcuni politici ci reputino “folli” e “pseudocittadini”.
Li perdoniamo volentieri, per questa e per altre cialtronerie del genere che – sappiamo – non tarderanno ad arrivare. E perdoniamo anche il fatto che si schierino sempre con i commercianti e MAI con i residenti; ormai lo sanno tutti: ognuno tira l’acqua al suo mulino e a quale mulino pensate possa tirare acqua un presidente di Circoscrizione che è stato (e alla fine del suo mandato probabilmente tornerà ad essere) un commerciante? S.B
- Horacio Verbitsky
















