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Un’ora in coda per avere il permesso
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Messaggio Un’ora in coda per avere il permesso 
 
sabato 17 febbraio 2007, Brescia Oggi cronaca pag. 17

Eugenio Barboglio ha scritto: 
In via Marconi

Un’ora in coda per avere il permesso


Sono in due, da un anno e mezzo sono in emergenza. Loro dietro a uno sportello, e davanti una fila di gente. Parecchi sono scocciati, e non lo nascondono. Loro fanno il possibile, ma resteranno anche oggi fino all’una e un quarto in ufficio. Pausa pranzo compressa in pochi minuti. Avrebbero dovuto uscire tre quarti d’ora prima.

Il superlavoro dei due funzionari dell’uffucio traffico del Comune di Brescia è una delle due facce di un servizio non proprio campione di efficienza: l’altra è la coda di persone che arrivano in via Marconi con svariate richieste: la più frequente è «non mi è stato recapitato il permesso di transito in centro storico». La «R» di residenti, insomma. Lo sportello però è l’unico, e in fila convive questa esigenza con altre. Un ufficio informazioni in qualche modo separerebbe le richieste del pubblico. Invece si prende il biglietto all’ingresso e si aspetta il proprio numero, a prescindere.

Chi scrive è lì per la «R», mai arrivata a casa: stacco il biglietto e leggo 90 (sono le 11.20 del mattino, l’ufficio chiude alle 12. Sul displey figura il numero 52. Ci sarebbe di che disperare, in realtà non tutte le 38 persone davanti nell’ordine di chiamata sono fisicamente presenti. Molti se ne sono già andati oppure se ne andranno presto: non tutti si possono permettere in orario di lavoro un’ora e più di attesa.

E’ finalmente il turno di una ragazza: «Non ho ricevuto il tassello per posteggiare in centro», osserva. Le spiegano che deve compilare un modulo e poi tornare. Protesta, dice che, visto che aveva telefonato potevano dirle subito del modulo: non avrebbe preso la mattina libera dal lavoro solo per un modulo. In realtà, anche per quello bisognerebbe comunque fare la coda: la modulistica non è a disposizione dell’utenza, nè vi sono cartelli che ne indicano l’indispensabilità. L’elasticità degli impiegati spesso sbroglia la situazione: al responsabile del servizio, Taglietti, si possono chiedere informazioni, ma la gerachia dei numeri della coda in questo modo salta; i più timidi restano seduti in attesa del loro turno e sbuffano in silenzio sospettando che qualcuno li scavalchi.

Un signore giapponese è pazientissimo. Aspetta e aspetta. Ma è impossibile non pensare, guardandolo, a come sarebbe organizzato un ufficio così a Tokyo, 35 milioni di abitanti. Farebbero tutto probabilmente con una e-mail, con i dati dell’utente. Qui forse basterebbe un dipendente in più. «Non diciamo di assumerlo - sottolineano i due lavoratori dello sportello - ma di fare uno spostamento di personale, d’altronde tra permessi ZTL, l’istituzione delle telecamere di controllo, quella del "cuore", qui siamo in emergenza da un anno e mezzo».

Il primo giorno utile per richiedere il permesso 2007 i due impiegati hanno lavorato ininterrottamente dalla mattina alla sera, senza pausa pranzo. Ma non è solo una questione di mole di lavoro, è che si beccano stress e malumori delle persone, provate dalla coda. Loro debbono rispondere gentilmente anche a domande che non c’entrano nulla, tipo: «Ma corso Matteotti è ZTL? Posso posteggiare in piazza Vittoria con questo permesso?». E mentre rispondono il displey resta inchiodato a 52. Poi in qualche maniera si arriva a smaltirla, la coda. Ma forse si potrebbe trovare il modo di non farla gonfiare così tanto.

L’assessore Ettore Brunelli è consapevole della situazione, ma non ha modo di risolverla: «Mancano i fondi anche per pagare gli straordinari a queste persone». Secondo l’assessore l’emergenza però ha le ore contate essendo legata alla distribuzione dei permessi che nella fase porta a porta non ha funzionato molto bene: «La consegna a carico di Brescia Mobilità è stata imprecisa: è stata fatta confusione con i numeri civici che presentano una lettera dell’alfabeto». E tutti in via Marconi, «forse - osserva Brunelli - certi disagi si potrebbero evitare se i cittadini non prendessero lo sportello come uno sfogatoio per tutti dubbi su traffico e ZTL».


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