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Liberalizzazioni, posta fiducia [Download Discussione]
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Messaggio Liberalizzazioni, posta fiducia 
 
(ANSA) 21 Marzo 2007- 23:52

CAMERA: IL GOVERNO PONE LA FIDUCIA SUL DL LIBERALIZZAZIONI



 
AFGHANISTAN: DL ARRIVA AL SENATO E MAGGIORANZA SI BLINDA
 
 
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ROMA - Dieci giorni di discussione e votazioni sul decreto liberalizzazioni non sono bastati a far trovare un'intesa ai due schieramenti e alla fine il governo decide di porre la fiducia anche alla Camera. Una scelta obbligata, è il filo rosso che lega i commenti dell'esecutivo. "Non c'era altra via", afferma Romano Prodi, che stigmatizza l'atteggiamento dell'opposizione. Anche perché, aggiunge il ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani, "non possiamo consentire che si torni indietro". Il via libera alla lenzuolata-bis sulle liberalizzazioni è, infatti, ormai una corsa contro il tempo: deve passare all'esame di Palazzo Madama e ottenere l'ok definitivo entro il 2 aprile. Andare oltre questa settimana era, dunque, un rischio che non si poteva correre. E così, Consiglio dei ministri notturno, poi al lavoro per confezionare il maxi-emendamnto e, a metà mattinata, la richiesta ufficiale di fiducia nell'Aula della Camera. L'accusa da parte di maggioranza e squadra di governo all'opposizione è sempre la stessa: ostruzionismo. Certo, "resta sorprendente - afferma Bersani - che i sedicenti liberali abbiano mostrato di volersi sdraiare sui binari per impedire il passaggio del treno delle liberalizzazioni".

Prodi sottolinea come sul tavolo ci siano "provvedimenti urgenti al servizio di tutti i consumatori, che hanno migliorato le prospettive per tutte le nostre famiglie". Peccato che i lavori parlamentari abbiano ritardato e creato un "continuo ostacolo", anche perché "dei miglioramenti si potevano fare - spiega il presidente del Consiglio - e noi eravamo aperti", ma é "stato impossibile". Ma la Cdl non ci sta e rilancia: la questione di fiducia "é posta dal governo - dice il capogruppo di Forza Italia Elio Vito - contro parti della sua stessa maggioranzà". Falso, replica il padre delle liberalizzazioni: "Se c'é un tema su cui non abbiamo problemi politici - dice Bersani - è quello delle liberalizzazioni". Ma per Vito la sua teoria è dimostrata "dal fatto che da parte nostra c'era la disponibilità di esaurire i restanti 70 emendamenti in tempi molto più brevi rispetto alle 24 ore previste per il voto di fiducia".

L'unico modo, infatti, per far digerire "questo decreto degenere al Senato - afferma sempre l'esponente azzurro insieme ai presidenti dei deputati di An Ignazio La Russa e dell'Udc Luca Volonté - è farlo arrivare in scadenza e porre la fiducia anche li". Sì, perché di tutto si tratta tranne che di liberalizzazioni, ribadisce l'opposizione: "E' una riforma surrettizia della scuola - insiste il capogruppo di Fi - e contiene l'espediente totalitario e comunista della revoca delle concessioni per le grandi opere". Le accuse sono, dunque, come sempre incrociate, ma il centrosinistra difende la scelta, anche perché così come richiesto dalla maggioranza parlamentare il maxi-emendamento non é diventato un provvedimento omnibus, ma ha ricalcato a grandi linee il testo del decreto, facendo spazio ad alcune proposte dell'opposizione. Tra le poche voci di dissenso, quella del deputato dell'Ulivo Pierluigi Mantini che accusa le nuove misure per la revoca delle concessioni a Tav spa di essere "illiberali". Scende, invece, in campo a sostegno della linea dell'Unione il senatore Marco Follini: "La fiducia è quasi sempre figlia dell'ostruzionismo e il caso di oggi ne è una dimostrazione. E' paradossale che il centro destra produca questa situazione su di un tema, le liberalizzazioni, che dovrebbe essere - conclude - tipicamente suo".

  





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Messaggio Re: Liberalizzazioni, posta fiducia 
 
22 Marzo 2007- 12:19

LIBERALIZZAZIONI: SI' CAMERA A FIDUCIA

SCONTRO UNIONE-CDL SUL DECRETO

  
Liberalizzazioni, posta fiducia (Viedeo News)
 
 
Image ROMA - La Camera ha approvato l'emendamento del governo al decreto sulle liberalizzazioni sul quale il governo aveva posto la fiducia. L'emendamento è stato approvato con 316 sì e 231 no.  


ore 11:03

SCONTRO UNIONE-CDL SUL DECRETO


(ANSA) - ROMA, 22 MAR - Aspro confronto alla Camera tra maggioranza e opposizione sulla fiducia posta dal governo sul decreto sulle liberalizzazioni. Le dichiarazioni di voto sulla fiducia sono state l'occasione per il manifestarsi delle divisioni tra i due poli. La CdL ha accusato il governo di aver posto la fiducia per "mettere in riga" tutte le componenti della maggioranza, mentre l'Unione ha risposto con l'accusa di ostruzionismo. Mauro Del Bue, del Nuovo Psi, ha messo l'accento sulla presenza nel decreto di "un vero e proprio smantellamento della riforma Moratti". "Noi siamo per le liberalizzazioni e guardiamo senza ostilità preconcette a quello che il governo propone. Avevamo anche pensato di astenerci, ma di fronte alla scelta di inserire nel decreto lo smantellamento della riforma Moratti non possiamo che votare contro". Dante D'Elpidio (Udeur) ha detto che "la richiesta di fiducia non nasce da problemi politici all'interno della maggioranza". "Non possiamo far pagare ai cittadini l'ostruzionismo venuto da una parte politica". Luana Zanella (Verdi) ha chiesto al governo "di andare avanti con forza e coerenza sulla strada verso un mercato più libero ed ecologicamente sostenibile". Per il Pdci è intervenuto Ferdinando Pignataro, che ha censurato "l'ostruzionismo privo di ragioni venuto dal centrodestra, che ha costretto il governo a porre la fiducia, un atto sacrosanto e tardivo". Ha annunciato il sì del suo gruppo Bruno Mellano, della Rosa nel Pugno: "Voteremo a favore anche se il governo in alcuni casi ha compiuto qualche errore, come ad esempio nell'aver introdotto nel decreto una mini-riforma della legge Moratti". L'Italia dei Valori, con Antonio Borghesi, ha chiesto al ministro Bersani di "andare avanti in modo poderoso". Secondo Borghesi, inoltre, il ministro "dovrà essere meno indulgente con i movimenti di piazza fomentati da alcune forze politiche". Stefano Allasia (Lega Nord) ha definito il decreto "un provvedimento populista, che spaccia alcune semplificazioni burocratiche con le liberalizzazioni". Secondo Allasia, "la fiducia è stata posta per evitare il confronto in Parlamento: l'unica liberalizzazione che potete darci - ha detto - è quella di liberare il popolo dal governo Prodi".

Luigi D'Agrò dell'Udc ha criticato le scelte del governo, soprattutto per quanto riguarda la Tav e la riforma Moratti. "Attendiamo con attenzione gli altri provvedimenti, ma temiamo che ci si limiti all'effetto spot". Marilde Provera, di Rifondazione Comunista, ha criticato l'opposizione "che ha messo in atto un ostruzionismo che ha impedito di discutere". La parlamentare del Prc ha dato un giudizio estremamente positivo della norma sulla Tav che, ha sostenuto, "avrà l'obiettivo di allontanare gli sciacalli dal sistema delle concessioni e degli appalti". Stefano Saglia, di An, ha invece accusato il governo di aver voluto forzare la mano al Parlamento ricorrendo alla fiducia. "C'erano 70 emendamenti da discutere, si poteva concludere in un giorno, lo stesso tempo necessario per la fiducia. La verità è che siamo di fronte all' ennesima dimostrazione di debolezza politica della maggioranza". Un duro attacco sulla norma che riguarda la Tav è venuto dall'esponente di Forza Italia Guido Crosetto: "L'articolo 12 del decreto è una vittoria della sinistra radicale, che afferma il principio devastante secondo cui nel nostro paese l'economia di mercato non vale nulla. E se anche i Ds e la Margherita sono d'accordo, è perché, evidentemente chi aveva vinto gli appalti della Tav non era abbastanza amico di questa maggioranza, e per questo motivo ora le concessioni vengono ritirate. Del resto il 10% di 20 miliardi fa 2 miliardi, il 5% fa 1 miliardo, l'1% fa 200 milioni di euro. Non vedo francamente altri motivi se non quello di dirottare le concessioni". Ha risposto alle critiche Giovanni Sanga, a nome dell'Ulivo: "Questo provvedimento non è uno spot, ma il frutto di una scelta politica. Sulla Tav, siamo andati avanti per 16 anni con concessioni che sono approdate a poco o nulla. Nel frattempo i costi della Tav sono divenuti insostenibili. Ora si potranno riaprire le gare per le tratte indicate dal decreto seguendo procedure più trasparenti, evitando gli sprechi e consentendo l'avvio dei cantieri". Sanga ha anche accusato l'opposizione di aver messo in atto "un ostruzionismo davvero inspiegabile, visto che dalla maggioranza c'é stata una grande apertura, con l'accettazione di 28 emendamenti proposti dall'opposizione".

  





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